Part Time UFO – RECENSIONE

5 min.
04.11.2020
Recensione


In questo 2020 pieno di cambiamenti e incertezze per me i videogiochi hanno svolto una funzione quasi teraupetica, facendomi fingere di non stare nella stessa cupa stanza ogni giorno con titoli dalle ambientazioni scanzonate e gameplay semplice. Pertanto durante lo scorso Nintendo Direct Mini: Parter Showcase sono rimasto subito incuriosito da Part Time UFO, una piccola produzione di HAL Laboratory uscita nel 2018 su dispositivi Android e iOS e ora approdata su Nintendo Switch. Dal trailer sembra che HAL abbia seguito le mie linee guida per il perfetto “gioco da pandemia”, non ci resta che scoprire se c’è riuscita o no!
Mamma mia se non mi aspettavo di iniziare una recensione così un anno fa.

UFO tuttofare

L’incipit di Part Time UFO è semplice quanto geniale: un piccolo UFO decide di visitare la Terra e neanche il tempo di atterrare un contadino gli dona un libretto di annunci lavorativi, consigliandogli di cominciare a lavorare e guadagnare soldi. Se solo fosse così facile anche nella vita reale. Comunque, da qui parte l’avventura del nostro piccolo disco volante, il quale, munito di gancio, dovrà aiutare uno variegato cast di personaggi raccogliendo e spostando oggetti da una parte all’altra dello schermo.

Part Time UFO è un titolo che non si concentra sull’offrire all’utente cose diverse da fare (si tratta fondamentalmente della stessa ogni volta) quanto piuttosto sul come vanno compiute queste azioni. Possiamo dire che segue perfettamente la filosofia dei giochi smartphone, che richiedono all’utente di imparare i semplici e intuitivi comandi di gioco e in ogni lavoretto lo incentivano a sperimentare con essi. In un livello bisogna semplicemente pescare più pesci possibili in un dato limite di tempo, in un altro dovremo costruire un castello giapponese evitando gli attacchi nei ninja nemici, in un altro ancora bisogna far bilanciare nelle mani di un elefante da circo delle scimmie acrobate, e così via. Come avete potuto intuire il gioco sfoggia ambientazioni, personaggi e lavoretti divertenti e originali, in pieno stile HAL Laboratory.

Perché un UFO col gancio?

Se non vi viene subito immediato il collegamento tra un UFO e un gancio acchiappa oggetti, vuol dire che non siete dei veri massimi esperti di cultura videoludica (o semplicemente non siete fan della serie Yakuza). Avete presente quelle macchinette da sala giochi dove al costo di un gettone potete provare ad acchiappare un pupazzetto controllando un gancio? Ecco, il loro nome ufficiale nipponico è “UFO Catcher”, volete sapere perché? Perché la base su cui è tenuto il gancio è simile a un disco volante. Sì, è così stupida la connessione.

La grafica riprende lo stile dei giochi per Game Boy Advance, sfoggiando una pixel art piena di colori caldi e vivaci e animazioni ovunque. La colonna sonora continua a seguire questo tono dolce e rilassato, composta da remix del tema principale, riadattati a seconda di dove ci troviamo. Unico lato negativo sta nella varietà delle località e lavori, dopo meno di un’oretta avrete visto tutto. Detto questo non ho comunque trovato l’esperienza troppo ripetitiva da risultare noiosa, rivelandosi perfetta per qualche partita mordi e fuggi durante la giornata. Ciascun lavoro presenta tre obiettivi aggiuntivi, completando ciascuno dei quali otterremo una medaglia. Questi obiettivi verranno descritti solamente per mezzo di immagini, e in qualche caso ho perso tempo a capire cosa significassero. Nulla di troppo frustrante comunque, spesso si tratta di finire il lavoretto entro un dato tempo, di trovare un oggetto segreto o di costruire una data forma.

Le medaglie saranno necessarie a sbloccare nuove pagine di annunci lavorativi e, se prese tutte e tre, si sbloccherà una versione più difficile del livello. Il numero di medaglie richiesto per finire l’avventura principale è veramente poco, permettendovi di evitare sfide troppo difficili o noiose. Parlando velocemente della difficoltà, all’inizio il gioco potrà sembrare un po’ banale, ma andando avanti bisognerà spremersi le meningi rivelandosi un puzzle game a tutti gli effetti.

In due è meglio che in uno! (forse)

In Part Time UFO è possibile intraprendere l’avventura principale con un compagno in locale. I comandi dell’UFO consistono semplicemente nell’analogico e un pulsante, risultando uno di quei giochi perfetti per i Joy-Con singoli. Essendo i lavori identici al giocare in singolo, ho trovato la versione normale di ciascun livello troppo facile in due. Pertanto vi consiglio nel caso di provare piuttosto la corrispondente modalità difficile, dove l’aiuto è molto più

Tra palazzi e vacanze tropicali

Esclusive di questa edizione Switch sono due ulteriori modalità sbloccabili: “Torre dell’Infinito” e “Isola del tesoro”. “Torre dell’Infinito” non è altro che una modalità arcade dove bisognerà costruire una torre con gli oggetti che ci vengono dati, evitando di farli cascare.  Provare questa modalità mi ha ricordato un sacco un vecchio gioco per cellulari del primo 2000 dal nome Tower Bloxx, spero che qualcuno oltre a me se lo ricordi. Comunque, questa modalità l’ho trovata carina, ma non credo di rivisitarla in futuro.

“Isola del tesoro” si rivela la grande novità di questo pacchetto: un dungeon vero e proprio dove bisognerà esplorare e trovare tutti i tesori nascosti. L’idea è semplicemente geniale e i puzzle disponibili sfruttano i controlli del nostro UFO alla perfezione. Purtroppo questa modalità non è in grado di brillare a causa della presenza di un tempo limite. Dentro il dungeon bisognerà evitare di far scattare lo zero distruggendo oggetti ed essendo veloci, pena la perdita di tutti i progressi. Se non bastasse, per fare un altro tentativo è necessario possedere dei “biglietti aerei”, acquistabili dal negozio.

Personalmente trovo l’implementazione di questi ticket e del tempo limitato una scusa per far sembrare il dungeon più lungo di quanto lo sia veramente. Seppur i biglietti costino veramente poco, posso facilmente immaginare qualche giocatore frustrato costretto a rigiocarsi i livelli dell’avventura principale per guadagnare i soldi necessari. Detto questo, l’idea è abbastanza fuori dagli schemi e originale da trovarla comunque una modalità degna di essere provata. Personalmente sarei curiosissimo di vedere un possibile seguito incentrato solo sui dungeon.

Dallo spazio con amore

E qui termina l’avventura del nostro UFO e della mia recensione. Personalmente ho trovato Part Time UFO un simpatico passatempo, seppur con sbavature qua e là, che promette qualche ora di divertimento da soli o in compagnia. Alla fine si tratta di nulla di più di un gioco per smartphone riadattato per l’ibrida Nintendo. Spero comunque che il titolo riceva il riscontro desiderato, incentivando la compagnia a produrre seguiti proprio come è successo con BoxBoy.

UFO/10

Un piccolo gioco scanzonato senza troppe pretese. Adatto a chi è alla ricerca di qualche sessione mordi e fuggi in compagnia di un gameplay semplice e un’ambientazione simpatica e divertente.