20 Maggio 2019 • Recensione

Our World Is Ended. – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Una breve guida al game development (fallimentare).

Pressoché chiunque sia appassionato ai videogiochi ha, almeno una volta, pensato a come sarebbe trasformare tale passione in una carriera. Magari ciò è successo solo inconsciamente (“io farei un gioco di Pokémon con tutte le regioni, sarebbe una figata”, e altre pessime idee), magari ci avete pensato seriamente, però almeno una volta sono sicuro che vi sia capitato.
“Our World Is Ended.” è una visual novel che parla direttamente a questa parte di noi, raccontandoci la storia di un gruppo di sviluppatori di videogiochi che, per semplicità, possiamo definire “indie”.

Judgement 7: l’epica del fallimento

La storia di “Our World Is Ended.” si apre con il personaggio che controlleremo, Reiji Gozen, alle prese con una giornata di lavoro (part-time) standard come “Assisting Director” presso la compagnia Judgement 7. Il giovane, pur studiando ancora all’università, si è visto offrire un posto presso questi sviluppatori, ritrovandosi invischiato in un gruppo particolare e tutto tranne che professionale.

Dopo una serie di giochi fallimentari non solo da un punto di vista commerciale ma anche, innegabilmente, qualitativo, i Judgement 7 hanno deciso di tentare un’opera di ben più ampia portata rispetto ai precedenti giochi per cellulare, ossia “World End Heaven”, sfruttando un dispositivo per la realtà aumentata sviluppato dall’ingegnoso (e pervertito) presidente della compagnia, Owari Sekai. Grazie a esso è infatti possibile applicare texture sul mondo reale, far comparire comandi e mostrare oggetti inesistenti semplicemente indossando un visore e urlando il comando “Change the world!”, potendo trasformare quindi l’intero mondo nello scenario fantasy del gioco in questione.

Our World Is Ended
Il gioco inizia subito facendoci capire che Owari è un pervertito.

Un’idea molto ambiziosa e interessante, quindi… nelle mani degli sviluppatori sbagliati, probabilmente, ma purtroppo non avremo modo di sapere come sarebbe andato avanti lo sviluppo del gioco: molto presto, infatti, a causa di un incidente apparentemente inspiegabile, dopo un test fallimentare i nostri protagonisti si ritroveranno in una versione identica ma insieme diversa della Asakusa che conoscevano.
Non solo, infatti, è ora presente un effetto a causa del quale spingendosi ad esempio troppo a est si finisce per essere teletrasportati al “confine” a ovest, proprio come in un RPG di altri tempi, ma sono anche spariti tutti gli altri esseri viventi a parte loro… e i personaggi dei loro giochi.

In questo mondo “alternativo”, dunque, compariranno guerriere fantasy in abiti succinti, mostri tentacolosi, demoni ingannevoli e robot assassini, tutti frutto delle (pessime) idee degli sviluppatori di Judgement 7.
La storia non esita a mettere i suoi personaggi nelle situazioni più disparate, esagerando al massimo gli stereotipi e i “trope” che tanto spesso si trovano nelle opere giapponesi di serie B (o C, o D…) e che tutti conosciamo. Le citazioni più e meno evidenti sono molteplici, e certe scene non possono che strappare una risata a chiunque sia un minimo ferrato in materia.

The Seven Deadly Sins

Questa intenzione parodistica e, quasi, di critica nei confronti del genere e del mercato è evidente anche nei 7 protagonisti della storia. Ognuno di essi è, a sua volta, uno stereotipo onnipresente nella produzione recente: Reiji è così “normale” e insieme apprezzato dalle ragazze da essere definito “generico protagonista di una light novel”, Yuno è una totale sbadata, anche nelle situazioni più estreme, mentre Owari è un tale pervertito da avere scritto “hentai” sulla propria maglietta. Iruka è un perfetto “chuunibyou”: grasso e armato di fedora e occhiali da sole onnipresenti, nonché costantemente pronto a urlare frasi in inglese e nomi di abilità speciali inventate sul momento. Natsumi è una gothic lolita e sostiene di essere “l’Angelo Nero del Caos”, mentre Asano è un misto tra una tsundere e una ragazza sfortunata e maldestra a cui tutto va male. A chiudere il tutto abbiamo infine Tatiana, la loli con un dottorato e che riesce più facilmente a scrivere il più complesso dei programmi che a mangiare senza sporcarsi.

Our World Is Ended
Natsumi inizialmente è molto scontrosa, ma col tempo è diventata la mia preferita.

Ognuno dei protagonisti è, dunque, banale e noioso, almeno in apparenza: in realtà quasi tutti hanno il proprio arco narrativo, volto a evidenziarne i difetti e i pregi e ad approfondirne la caratterizzazione, che cerca di ribaltare le aspettative iniziali e mostrare una loro celata profondità.
Tuttavia, la maggior parte di questi sviluppi sono, di fatto, prevedibili o troppo affrettati e, soprattutto, dimenticati una volta finito l’arco in questione.
Sembra quasi che l’autore abbia sentito il dovere di inserirli per mostrare che i suoi personaggi non erano solo delle macchiette comiche, ottenendo però il risultato opposto e rendendo ancora più evidente come ognuno di loro sia soltanto un insieme di altri personaggi e archetipi che non possono variare, pena l’intera impalcatura dell’opera.

A sua volta, questo problema affligge l’intero intreccio narrativo. Nonostante la premessa di stampo fortemente comico, infatti, la storia progredisce, seppur lentamente, e inizia a dimostrare che c’è di più del semplice spettacolo comico che ci è stato offerto fino a quel momento. Che cos’è effettivamente quel mondo in cui si sono trovati i protagonisti? Chi è la persona misteriosa che continua a comparire di fronte a Reiji? E perché degli uomini in nero hanno cercato di catturarlo?

Gli eventi inizieranno a dirottare la storia sempre di più verso una svolta sci-fi, molto simile alle opere della serie “Science Adventure” (come Steins;Gate). A dire il vero, “Our World Is Ended.” è senza ombra di dubbio ispirato almeno in parte alla famosa serie di visual novel, e ciò risulterà chiaro soprattutto nelle fasi avanzate. Il tentativo di cavalcare l’onda di un grande successo è evidente, e anche comprensibile, ma purtroppo il rovescio della medaglia è che risulta inevitabile un confronto tra le due opere, confronto dal quale il titolo che mi trovo ora a recensire esce irrimediabilmente sconfitto.

Commedia e tragedia

“Our World Is Ended.” presenta dunque due nature principali: una allegra e scanzonata, chiaramente focalizzata sulla parodia, e una molto più cupa e complessa, intenta a narrare una storia intricata e a trattare tematiche anche molto sensibili.

Our World Is Ended
Tranquilli, non è uno spoiler, ma anzi una delle prime scene del gioco.

Con il procedere degli eventi apparirà chiaro come uno dei temi principali sia proprio la morte e tutto ciò che la precede e la segue. Si parlerà di elaborazione del lutto, di accettazione e negazione della perdita, di andare avanti. Un tema molto delicato, dunque, che è anche accompagnato da altri, legati ai singoli personaggi, come il bullismo, il suicidio, le violenze sessuali e psicologiche, la pedofilia, le difficoltà professionali e creative, il tradimento, l’ansia sociale… chi più ne ha, più ne metta, direi quasi.
Sorprendentemente, quasi ognuna di queste problematiche viene trattata, seppur spesso sbrigativamente, con la giusta attenzione e sensibilità, e non nego che in alcune situazioni mi è capitato anche di commuovermi ed empatizzare con i personaggi.

Peccato però che queste parti, trattate così bene, finiscano per essere solo episodi all’interno di un’opera che, nel suo cuore, rimane comunque comica e totalmente non politicamente corretta.
Sentir parlare di quanto sia terribile la pedofilia da una persona che, poi, procede a rivelarsi una shotacon e a cercare di avere rapporti sessuali con un minore non consenziente risulta semplicemente fuori luogo, e anzi quasi offensivo. È troppo facile dire “ma è solo una battuta” quando poi lo stesso tema viene affrontato seriamente, c’è una dissonanza troppo forte che rende difficile prendere sul serio i momenti più impegnati.
È anche per questo che è difficile consigliare a cuor leggero “Our World Is Ended.”. Perfino io, che sono da sempre contro la “cultura dell’offesa” che tanto si sta diffondendo di recente online, mi sono ritrovato spesso a ritenere davvero troppo di cattivo gusto battute e comportamenti dei personaggi.

Our World Is Ended
No, davvero. No. E diventa pure peggio più avanti.

In generale, le sezioni comiche sono davvero troppe e, alla lunga, non più divertenti. L’umorismo a sfondo sessuale è una costante dell’opera, spesso con le stesse identiche dinamiche ripetute in varie occasioni. Asano ha il seno piccolo, mentre sua sorella Yuno è molto più dotata, e per questo la prima è continuamente presa in giro e descritta come sessualmente priva di attrattiva. Reiji in più occasioni si ritrova da solo con una ragazza e subito tutti sostengono che si sia approfittato di lei, perfino nel caso di Tatiana, una bambina verso cui, naturalmente, il giovane non ha mai mostrato interesse di quel tipo.

Aggiungiamo a questo la fondamentale stupidità del cast che, inevitabilmente, finisce per causare la maggior parte dei problemi che capitano nel corso della storia, e il risultato diventa davvero frustrante. Anche nei momenti più critici, i personaggi non ragionano e mettono al primo posto il proprio stereotipo, portandomi spesso a chiedermi quanto in fretta si sarebbero potuti risolvere le cose se solo ci avessero provato seriamente.
Capisco che probabilmente tutto questo sia ancora una volta frutto del desiderio dell’autore di esasperare i cliché del genere, ma il risultato finale è semplicemente quello di un’opera ripetitiva e talvolta di cattivo gusto, rovinando almeno in parte invece le numerose parti interessanti e ben scritte.

What a beautiful Duwang!

Benché, di fatto, in una visual novel a contare sia quasi esclusivamente la storia e la qualità della sua scrittura, il campo in cui “Our World Is Ended.” eccelle è a sorpresa quello del comparto grafico. Il character design, seppur non privo di difetti (in particolare alcune mani), è per lo più molto gradevole e ispirato e un po’ tutte le illustrazioni sono un piacere per gli occhi grazie allo stile di colorazione molto vivace e accattivante.

Our World Is Ended
Qualcuno pensi ai bambini che leggono Nintendoomed!

Anche l’interfaccia del gioco risulta forse una delle migliori nel suo genere, soprattutto per l’implementazione di una funzionalità tanto semplice quanto utile: in qualsiasi momento, aprendo il menu, infatti, è possibile vedere i tre personaggi con cui si ha l’affinità più alta, capendo dunque chi sia quello di cui, di questo passo, vedremo il finale. Ciò è molto importante soprattutto per i giocatori più completisti che desiderano conoscere ogni possibile risvolto narrativo. Sono presenti infatti ben 8 finali che verranno determinati, come tradizione del genere, tramite scelte che ci troveremo a prendere. Particolare è la presenza del sistema “S.O.S.”, che ci mostrerà tutta una serie di possibili scelte che scorrono lungo lo schermo, e noi dovremo decidere quale prendere prima che finiscano (lasciando dunque Reiji in silenzio).

Questa scelta è sì creativa e particolare, ma non è, all’atto pratico, particolarmente geniale. Nella maggior parte dei casi restare in silenzio non è la scelta giusta, e in generale mettere un limite di tempo in un’opera prettamente narrativa e per sua definizione, dunque, calma e senza bisogno di tenersi pronti all’azione è davvero… inutile. Non è difficile starci dietro, ma non serve nemmeno a rendere il gioco più divertente o memorabile, insomma.

Our World Is Ended
“everythign” è solo uno dei tanti, troppi typo presenti nel gioco.

Qualcosa che invece non è possibile ignorare è il lavoro fatto dal publisher, PQube, che si è occupato di far arrivare in occidente questo titolo.
Forse non sapete infatti che, a febbraio di quest’anno, è uscita in Giappone per Switch e PS4 una versione espansa del gioco chiamata “Judgement 7: Our World Is Ended.”, che contiene al suo interno non solo l’opera originale, ma anche circa il 30% del testo in più, aggiunto come “post-game scenario”, molte CG aggiuntive e alcune funzioni come la presenza di un flowchart per seguire il diramarsi della storia tra le varie scelte.
Questa non è, però, la versione arrivata anche da noi, bensì quella originale risalente al 2017, che non ha assolutamente nulla in più da offrire: anzi, essendo uscita in origine su PSVita, è stato addirittura necessario fare un porting sulle console più recenti!
È probabile che alcune delle questioni lasciate un po’ in sospeso da questo titolo siano state concluse nella nuova versione, senza contare magari un’eventuale base per il prossimo capitolo della serie, già annunciato.

Purtroppo, la stessa qualità della localizzazione lascia molto a desiderare. Non solo in molti casi risulta evidente che i giochi di parole non sono sempre stati colti dal traduttore, ma sono numerose anche le incongruenze nella terminologia usata. Un personaggio ha cambiato nome ben due volte nel corso della storia, senza un preciso motivo, e molte parole importanti e ricorrenti sono state sostituite da sinonimi, nonostante il giapponese usasse lo stesso termine proprio per costruire dei rimandi.

Our World Is Ended
Incongruenze di traduzione e nomenclatura sono all’ordine del giorno.

Il problema più grave sta però nella quantità di typo ed errori di vario genere, semplicemente troppo elevata per un prodotto in commercio, specie uno in cui la narrazione è centrale. Ne capitavano così periodicamente che il godimento della storia ne ha risentito, soprattutto nelle parti più serie, rovinate da lettere mancanti o parole ripetute. La colpa in questo caso non è tanto da imputarsi al traduttore, quanto piuttosto al lavoro di editing e proofreading che è stato, evidentemente, nullo o quasi. Una qualità così infima non è accettabile, e spero che PQube rilasci una patch di correzione al più presto.

Judgement Time!

Nel complesso, non me la sento di consigliare a cuor leggero “Our World Is Ended.”. Tra una trama con troppi alti e bassi, un umorismo a tratti becero, la mancanza dei contenuti della versione definitiva e la qualità infima della localizzazione, il gioco probabilmente non vale il prezzo comunque relativamente elevato per il genere.

Our World Is Ended
E voi a cosa darete ascolto, alla testa o al cuore?

Ciononostante, le avventure dei Judgement 7 sono comunque riuscite a intrattenermi ed emozionarmi, e mentirei se dicessi che questa visual novel non mi ha lasciato nulla di positivo. I momenti seri, seppur rari, sono davvero ben gestiti, perciò ho buone speranze che l’autore, nella sua prossima opera, riesca ad avere più fiducia nelle sue capacità, rinunciando a questo strano ibrido di toni e atmosfere e concentrandosi soprattutto sulla creazione di una trama elaborata ed emotivamente coinvolgente.

Perciò, se siete consapevoli dei difetti di questo titolo e, comunque, desiderate dare una possibilità a un’opera che fa dell’essere piena di fallimenti il suo pregio, proprio come quelle che i Judgement 7 creano ogni giorno, allora non posso che dirvi di seguire il vostro cuore e conoscere Reiji e gli altri. Per tutti gli altri, sarà per la prossima occasione.

 

GAME OVER/10

  • Divertente parodia dei cliché giapponesi…
  • Le parti serie sono emotivamente coinvolgenti…
  • Ottimo graficamente e nell’interfaccia.
  • …ma un po’ troppo esagerata e ripetuta.
  • …ma sono solo una parte troppo ridotta del totale.
  • Le battute sono troppo ripetitive e a volte di cattivo gusto.
  • Non è la versione definitiva della storia, lasciando alcune questioni in sospeso.
  • Localizzazione poco attenta e con troppi errori e typo.
“Our World Is Ended.” cerca di essere troppe cose contemporaneamente, finendo per rovinare anche i suoi lati più positivi. Ci sono delle parti molto ben scritte, ma forse non abbastanza da renderlo meritevole del suo prezzo.

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Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte “gioco per la trama”. Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed.
Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.

Autore: Luca "Lucas" Oberti

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte "gioco per la trama". Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.