18 settembre 2018 • Guida

Octopath Traveler: Tattiche di base per il combattimento

Octopath Traveler è senza dubbio uno dei migliori JRPG su cui ho avuto modo di mettere le mani. Ed esattamente come tutti i migliori esponenti di questo genere, prenderlo sottogamba significa venire sconfitti con una facilità piuttosto disarmante.

Abbiamo precedentemente ribadito come l’equilibrio del party rappresenti un punto cruciale nel corretto approccio agli scontri: l’unica alternativa è dedicarsi a sessioni di grind così intense da perdere il senso stesso del titolo e anche in quel caso, contro certi boss, sarà comunque inutile.

Nonostante la composizione del gruppo sia in assoluto il fattore dominante dei combattimenti di questo gioco, i più attenti di voi avranno notato che esistono una serie di piccoli accorgimenti che rendono più facili gli scontri. Si tratta di dettagli minuziosi ma che, se sfruttati nel giusto modo, possono rappresentare un enorme aiuto alle battaglie, a volte ribaltandole del tutto.

Elenchiamo di seguito una serie di consigli e suggerimenti per gli scontri, validi sia per i giocatori in fasi più avanzate che per quelli che hanno appena cominciato la loro avventura con gli otto viandanti, nella speranza che possano aiutarvi a ottimizzare al massimo i vostri scontri.

Studiare vi porterà lontano

La conoscenza è potere, dicevano, e mai come in questo caso si tratta di un modo di dire veritiero.

Esaminiamo un attimo i numeri: un singolo viandante di Octopath Traveler può apprendere in totale sei abilità, che sommate alle due con cui è automaticamente equipaggiato dall’inizio fanno otto. Oltre a questo, può apprendere ed equipaggiare fino a quattro abilità secondarie. Questo concetto si applica per tutti e otto i protagonisti, per un totale di sessantaquattro abilità, tutte diverse tra loro, a cui si sommano le trentadue abilità secondarie. In questo calcolo, abbiamo avuto la bontà di non tenere in considerazione le classi avanzate.

Con tutte queste opzioni, uno studio attento è necessario!

Octopath Traveler è un gioco immenso e, come tutti i validi JRPG, richiede la vostra attenzione e concentrazione. Studiare attentamente i punti di forza e di debolezza di un personaggio vi permetterà di ottenere combinazioni fortissime fin dai primi livelli e permetterà di non sprecare preziosi Punti Classe. Per fare un esempio, l’ultima abilità secondaria di Primrose le permette di recuperare un po’ di Punti Abilità ad ogni turno. Si tratta di una delle più utili del gioco, particolarmente preziosa se data al DPS magico del gioco, Cyrus. Ma allo stesso modo, l’ultima abilità secondaria di Tressa permette di dimezzare i costi in PA di ogni abilità, altrettanto utile sull’erudito visto che le sue magie potenziate costano più di venti PA cadauna. Fare un attento studio delle proprie combinazioni porterà benefici non solo nell’utilizzo delle proprie risorse, ma anche un vantaggio tattico non indifferente negli scontri, motivo per cui è altamente consigliato prendersi sempre generose porzioni di tempo per sperimentare e analizzare le allettanti alternative che offre Octopath Traveler.

Questo gioco ha il fast travel

Contrariamente alle leggende metropolitane che girano attorno al titolo, Octopath Traveler concede realmente la possibilità di teletrasportarsi da una città all’altra. La condizione perché ciò avvenga è essere entrati almeno una volta all’interno di ciascun centro urbano. Questo è un vantaggio non indifferente per le fasi più avanzate dell’avventura, che risparmierà parecchi viaggi inutili.

Una buona accortezza di cui tener conto, ergo, è di prendersi qualche momento per entrare in tutte le città almeno una volta. Certo, è vero che i livelli dei nemici nelle aree più alte potrebbero rendere proibitiva la cosa, ma per questo ci vengono in aiuto tre abilità secondarie molto utili. La prima è di Cyrus, si sblocca quasi immediatamente e dimezza le probabilità di incontrare i nemici (fortunatamente abbassa in modo considerevole questa chance anche durante la corsa, quando è più facile andare incontro a scontri fastidiosi). La seconda, invece, ci giunge da Ophilia e rende più facile fuggire dalle battaglie, laddove è possibile farlo. Infine, l’ultima abilità, sempre di Cyrus, annulla le possibilità di essere sorpresi dal nemico a inizio scontro e subire così una combo di attacchi capace di causare il game over. Questo trittico di abilità secondarie consente di esplorare con relativa sicurezza qualsiasi area di gioco, permettendo di segnare sulla mappa sia le città che i dungeon.

Viaggiare rapidamente vi permetterà di risparmiare tanto tempo prezioso.

I motivi per esplorare prima la mappa sono molteplici, ma il principale è che la conoscenza è potere: sapere a cosa andrete incontro, dove trovare le classi avanzate, che tipo di sfide dovrete affrontare, permette di prepararsi con particolare cura alle prove e affrontarle con un party ottimizzato contro di esse. Qualora non voleste rovinarvi il gusto dell’esplorazione vera e propria, potreste sempre limitarvi a sbloccare le città senza visitarle, in modo tale da tornarci in un secondo momento e godervele come se fosse, per davvero, la prima volta.

La deduzione è potere

Che il sistema di Dominio sia il vero perno del titolo è indubbio, così come è affermato che un’ottima combinazione del gruppo renda fattibile ogni sfida. Ciononostante, il team di sviluppo ha cosparso il gioco di indizi e suggerimenti che consentono, se non di sapere con certezza, quantomeno indirizzare i nostri attacchi verso una certa direzione piuttosto che un’altra. L’ambiente, i nemici e le condizioni della battaglia spesso ci suggeriscono molte importanti caratteristiche dei nostri nemici: stiamo combattendo nelle lande ghiacciate? Cominciare col fuoco è una buona idea. Il nemico è un volatile? Giù di frecce o di lancia. Stiamo affrontando un elementale della luce? L’oscurità ci tornerà utile.

Aprire le danze col fuoco nelle zone più fredde sarà sempre un’ottima idea come attacco d’esordio.

Anche solo la posizione in cui si inizia la battaglia ci tornerà utile: se siamo nei pressi di una delle città iniziali dei personaggi, bisogna sempre dare priorità agli attacchi che quel dato viandante ha con sé. Questo è dovuto al fatto che gli sviluppatori non possono sapere con chi cominciamo e ognuna delle otto aree d’origine, dintorni compresi, è ottimizzata per il suo viaggiatore.

Il dodecagono delle armi

Causare Dominio è talmente importante che chiunque cerchi di superare una battaglia senza farlo deve necessariamente contare sui livelli del proprio personaggio, pena una bruciante sconfitta. Per questa ragione, un personaggio come Cyrus è tanto importante, con la sua abilità esclusiva di individuare una debolezza del nemico ad ogni scontro.

Ciononostante, il sistema di Dominio è un’arma a doppio taglio, perché potreste spesso ritrovarvi a sprecare molti attacchi senza risolvere nulla, ricevendo ingenti quantità di danno nel frattempo. Quella che sto per rivelarvi è forse la meccanica più utile e intelligente di tutto Octopath Traveler, ma per qualche ragione nel gioco non viene mai accennata.

Partiamo da una premessa: questo gioco permette di effettuare dodici tipi di danno diversi tra loro, tutti egualmente validi per sottomettere il nemico. Non teniamo conto del veleno o degli status alterati, che nonostante siano valide alternative per massimizzare l’efficacia delle nostre strategie, non portano mai al Dominio in sé.

Dunque, i nostri dodici attacchi sono i seguenti: spada, lancia, pugnale, ascia, arco e bastone, seguiti da fuoco, ghiaccio, tuono, vento, luce e ombra.
È fondamentale tenerli a mente in questo specifico ordine, poiché tutto si basa su questo. Nelle battaglie, infatti, le debolezze dei nemici sono sempre elencate seguendo questo schema e questo ci aiuterà enormemente durante gli scontri.

Ipotizziamo quindi una battaglia tipo e utilizziamo questa immagine per spiegare meglio la meccanica:

Potete vedere che l’ordine delle armi è rispettato indipendentemente dalla creatura: il nemico roccioso in fondo non può presentare l’ascia prima della spada perché la spada è sempre la prima della lista, se il nemico presenta la debolezza a quell’arma. Allo stesso modo, nel caso dei falchi, l’oscurità deve necessariamente essere in fondo, dopo il vento, che a sua volta deve trovarsi dopo qualsiasi altro attacco non magico. Ora che abbiamo spiegato le basi di questa regola, possiamo quantomeno intuire cosa si troverà in quell’unico spazio vuoto di quel ratto nemico.

Dato che si trova tra la spada e l’arco, possiamo escludere qualsiasi tipo di attacco magico: perché una magia fosse quantomeno una opzione credibile, avrebbe dovuto trovarsi necessariamente dopo i bastoni. Sfortunatamente per noi, si tratta di una situazione non proprio ottimale: là in mezzo potrebbe esserci qualsiasi cosa tra lance, pugnali, ed asce. In ogni caso non possiamo lamentarci, perché abbiamo ridotto da un totale di dodici opzioni ad un massimo di tre. Si tratta di una devastante scrematura che consente di perfezionare in modo massiccio la nostra strategia.

Come volevasi dimostrare, i pugnali erano l’arma prescelta. In sostanza, la tattica ideale per approcciarsi ad una battaglia di cui non si hanno nozioni sono gli attacchi ad area. Tutto quello che ci serve è una singola debolezza su cui poi cominciare ad accumulare i nostri colpi per la sottomissione del nemico. E a quel punto, possiamo rilasciare ondate massicce di attacchi e danni, magici e non.
Tutto quello che serve, per arrivare in fondo ad Octopath, è un equilibrio ben studiato e un pizzico di sale in zucca. Non mi stancherò mai di dire che questo titolo è perfetto per Switch e per tutti coloro interessati ai JRPG vecchia scuola: nuovi arrivati che non sanno neanche cosa sia un Final Fantasy o vecchie guardie che conoscono a menadito ogni anfratto del primo Dragon Quest. Octopath Traveler ha qualcosa per qualsiasi tipo di giocatore.
A patto che quest’ultimo si approcci al titolo con lo spirito giusto.


Classe ’97, ha cominciato ad avvicinarsi ai videogiochi col primo Game Boy Color, restando poi tendenzialmente vicino a Nintendo. L’ unica serie capace di rubargli il cuore è Monster Hunter e non rinuncia mai ad una sessione di caccia. Lo trovate su Facebook.

Autore: Filippo Maria "MaryLeeN" Lee

Classe '97, ha cominciato ad avvicinarsi ai videogiochi col primo Game Boy Color, restando poi tendenzialmente vicino a Nintendo. L' unica serie capace di rubargli il cuore è Monster Hunter e non rinuncia mai ad una sessione di caccia. Lo trovate su Facebook.