16 Febbraio 2019 • Recensione

>observer_ (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Non sono mai stato un grande appassionato del genere horror. A 4 anni già mi spaventavo vedendo la copertina del VHS del primo Shrek e ancora adesso i film dell’orrore, sebbene non mi spaventino più come un tempo, mi annoiano o mi tediano con una continua sensazione di clichè (de gustibus…).
Ciononostante, ho sempre riservato un certo interesse per il genere horror videoludico, scoprendo con gli anni che titoli come Dead Space e Resident Evil riuscivano a intrattenermi nonostante le mie controversie con il genere.
Unite però l’horror psicologico a un’avventura grafica da romanzo giallo, inseritelo in un’ambientazione cyberpunk futuristica e avrete di sicuro i miei soldi. Proprio come è riuscito a fare “>observer_“.

Titolo prodotto dalla Bloober Team che ci ha regalato il tanto discusso Layers of Fear, esce finalmente per Nintendo Switch dopo due anni dalla prima data di uscita. >observer_ (sì, il titolo va scritto proprio così) mi ha regalato bellissimi momenti, ma anche qualche piccola delusione, forse per le mie troppe alte aspettative.

“L’anno è 2084”

Cracovia, Polonia. Impersoniamo i panni di Dan Lazarski, un detective della neural elite della città. Grazie a uno speciale apparecchio, i membri di questa unità speciale possono entrare all’interno delle menti dei sospettati per reperire tracce invisibili ad occhio nudo, rovistando tra i ricordi, le emozioni e soprattutto le paure degli indagati. Alla ricerca di nostro figlio, entreremo in un condominio della città. Entrando nei vari appartamenti e interagendo con l’ambiente di gioco, scopriremo le storie degli abitanti lì stanziati, risolvendo delitti ed enigmi con i mezzi a nostra disposizione.

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Dialogando con gli inquilini e ispezionando l’intera area, entreremo a contatto con la realtà che si cela dietro questo distopico futuro. Una realtà fatta di guerre, epidemie e aziende corrotte. Ma soprattutto una realtà che tocca argomenti psicologici, di etica e di morale, che oltre a farci saltare di tanto in tanto dalla sedia ci regalerà qualche momento di riflessione, in un parallelismo continuo con l’epoca contemporanea e il suo possibile futuro… e anche col passato. Insomma, >observer_ presenta una trama densa di significati e ricolma di storie da raccontare.

Indagare, analizzare, osservare

L’intero gioco si svilupperà su poche quanto semplici meccaniche. Grazie ai chip visori installati nel corpo di Dan, potremo riconoscere e analizzare nell’ambiente di gioco gli indizi, sia fisici che biologici, dei vari casi, alternando le due modalità di visualizzazione attivabili a nostro piacimento. Ogni indizio sarà a suo modo importante per ricollegare le varie piste e conoscere il prossimo punto da ispezionare o la persona da cercare. Un terzo visore, che possiamo nominare “notturno”, ci permetterà invece di esplorare senza perdere diottrie i luoghi più remoti e tetri dell’ambientazione.

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La meccanica si presta molto bene per lo stile di gioco e di narrazione, ma rischia alle volte di entrare in minimo contrasto con la visuale e i movimenti del personaggio. Infatti il non così fluido movimento di camera e i non così bene coordinati spostamenti di Dan renderanno di tanto intanto tedioso dover interagire con porte e sportelli, o con i più piccoli indizi. È pur vero però che questo rende il ritmo di gioco inesorabilmente più lento e centrato sui dialoghi e le ambientazioni. Le vere chicche però saranno le fasi di gioco in cui entreremo nella testa degli indiziati. In queste sessioni sperimenteremo per bene il potenziale horror del gioco e ci divertiremo (e spaventeremo) nell’esplorare le più recondite paure dei personaggi, in un mix psichedelico di immagini confuse e nuove ambientazioni decorate da pura follia.
Aver a che fare con questo genere di cose e con i chip neurali preinstallati nuocerà alla salute del nostro detective, che di tanto in tanto necessiterà di consumare delle capsule tranquillanti per rilassarsi (e servirà a noi per rendere lo schermo libero da glitch vari). Insieme alle varie storie secondarie, in giro saranno nascosti anche dei collezionabili, delle fototessere di alcuni personaggi del gioco, da potersi godere nel menù principale.

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E su Switch?

Ahimè, mi tocca ancora una volta dover parlare in sfavore della nostra amata console dal punto di vista tecnico. La non così ottimale resa grafica del Nintendo Switch lascia un po’ insoddisfatti sul piano visivo, soprattutto in modalità portatile e soprattutto quando si parla di un gioco come >observer_, in cui sono la trama e l’ambientazione a fare da padrone. Nonostante questo, la resa audio eccelle, sia per quanto riguarda il lavoro degli sviluppatori sia per merito della console. Inoltre ingegnosa è l’idea di poter interagire con l’interfaccia di gioco attraverso il touch screen della console, che se da un lato ci darà quel feel hi-tech, ne perderà di conseguenza dal lato dell’atmosfera horror a causa degli inevitabili limiti di dimensione schermo nella modalità portatile.

Conclusioni

>observer_ è un titolo maturo, che il team di Layers of Fear è riuscito in tutto e per tutto a rendere estremamente piacevole e pensato, con la sua ambientazione cyberpunk e l’horror psicologico. Peccato per alcune mancate ottimizzazioni sul lato gameplay, che avrebbero potuto rendere ancora più efficace e divertente il titolo. Nonostante tutto, rimane un titolo indipendente completo, che vi saprà regalare ore di gioco indimenticabili…e qualche incubo la notte.

Anno 2084/10

  • Ambientazione e atmosfera al top
  • Titolo maturo e ben pensato
  • Dialoghi e recitazione di alto livello.
  • Il gameplay pecca su alcuni piccoli punti.
  • La console Nintendo non rende del tutto merito all’opera dal punto di vista grafico.
Un’avventura grafica horror in prima persona, psichedelica, distopica e con tanto da dire, sia dal punto di vista grafico che narrativo. Questo è >observer_.

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Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.

Autore: Mattia "Mett" Mamber

Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.