9 Aprile 2019 • Recensione

Nuclear Throne (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Proprio quando l’attenzione del mondo intero torna a focalizzarsi sul trono più celebre del decennio, quello di spade, su Switch approda un trono ancora più difficile da conquistare: il Nuclear Throne!

L’inverno (nucleare) sta arrivando

Nuclear Throne arriva su Switch dopo circa tre anni dalla prima uscita su PC in quello che è un ottimo porting per la console Nintendo, che si dimostra ancora una volta la casa ideale per i “roguelike”, un genere mordi e fuggi che ben si presta alla fruizione in portatile. Così come altri esponenti del genere, peraltro disponibili su Nintendo Switch, come The Binding of Isaac e Enter the Gungeon, anche in Nuclear Throne ci troviamo di fronte a un gioco che ha come grandissimo punto di forza la rigiocabilità. I roguelike infatti, come molti di voi sapranno bene, prevedono una generazione semi-casuale dei livelli a ogni nuova partita, garantendo quindi un senso di ripetitività pressoché nullo e aumentando la voglia di fare “un’altra partita e poi basta”. Nuclear Throne coniuga questa meccanica con un pressoché perfetto equilibrio tra frustrazione e appagamento, senza mai far pendere troppo l’ago della bilancia né dall’uno né dall’altro lato. Badate bene: Nuclear Throne è un gioco molto, molto difficile, e una partita, almeno all’inizio, durerà giusto una manciata di minuti prima che inesorabilmente si abbatta il game over, che vi riporterà ad affrontare da zero una nuova run. Tuttavia in nessun caso nel corso della mia esperienza mi sono sentito frustrato, questo perché mai il gioco si rivela ingiusto nella sua severità. Insomma, per farla breve, morire non è, come spesso accade nel caso di roguelike mediocri, colpa del gioco, ma sempre e solo colpa nostra; e questo, nella maggior parte dei casi, già basta a promuovere un esponente di questo genere.

Nuclear Throne 1

Il gameplay si basa sul sistema del doppio stick analogico: quello sinistro permette di muovere il personaggio, il secondo serve a puntare il mirino verso i tanti nemici presenti su schermo. La situazione diventerà piuttosto frenetica fin dall’inizio, senza mai raggiungere i picchi in stile bullet-hell come accadeva ad esempio in Enter the Gungeon, e senza comunque generare confusione nemmeno in modalità portatile. A nostra disposizione avremo, almeno inizialmente, un misero revolver, ma ben presto nel corso dei livelli troveremo armi più dignitose e caciarone pronte ad aiutarci a fare strage di nemici. Occhio però alle munizioni! E’ vero, manca un sistema di ricarica come nel già citato Enter the Gungeon, che costringeva il giocatore a non dimenticare di premere un pulsante per non rimanere con il caricatore vuoto nei momenti meno opportuni; tuttavia ciò non toglie che bisogna stare attenti poiché non sarà raro ritrovarsi senza munizioni nei momenti più critici. Mirate bene e sparate con giudizio, e non sottovalutate le armi da mischia: sicuramente sono più rischiose considerato il fatto che a nessuno fa piacere avvicinarsi troppo a un nemico potenzialmente letale per poterlo colpire, ma sicuramente un bel martello non porta il bisogno di trovare le munizioni del giusto tipo in giro per i livelli.

War, war never changes…

Ma in tutto ciò, quale contorno presenta questo roguelike? Nuclear Throne, come suggerisce il titolo, presenta un’ambientazione post-atomica deliziosa, in cui sia eroi che nemici sono bizzarri mutanti che vagano negli scenari più tipici di questo tipo di atmosfera: sì, c’è il deserto alla Mad Max. Il tema della guerra nucleare è anche funzionale al gameplay in quanto la raccolta di “rads”, barre verdi radioattive “alla Simpson” rilasciate con l’uccisione dei nemici o l’apertura di forzieri, avrà la funzione dei punti esperienza per il potenziamento del proprio personaggio nel corso della partita. Avanzare di livello garantisce infatti la possibilità di scegliere una tra quattro abilità estratte a sorte, aumentando così le possibilità di sopravvivere più a lungo. Ovviamente, la morte cancellerà ogni abilità o arma acquisita nel corso della run precedente (SPOILER: alcune armi speciali, una volta sbloccate, potranno essere equipaggiate fin dall’inizio della partita!).

Nuclear Throne 2

All’inizio di ogni partita potremo inoltre scegliere tra circa 12 personaggi, ognuno dotato di particolari punti di forza e debolezza. Inizialmente ne avremo a disposizione solo due, ma ben presto, proseguendo nel gioco, ne sbloccheremo ancora; a tal proposito, non ho trovato particolari squilibri tra un personaggio e l’altro. A livello tecnico, Nuclear Throne si presenta in grafica pixellata con un design dei personaggi gradevole, ma assolutamente nella media: siamo ben lontani dalla genialità di The Binding of Isaac, ma il tutto risulta comunque gradevole e coerente al contesto post-atomico. Ottimi gli effetti sonori: mi sono sentito totalmente galvanizzato ad abbattere i nemici a suon di machine-gun collegando il televisore al mio impianto stereo. BUM! BUM! Che goduria quei bassi, mamma mia. Il gioco infine risulta godibilissimo sia in modalità docked che portatile, senza cali di frame rate o compromessi di sorta, se non la forzatura al formato 4:3 con due cornici laterali che si sono rivelate necessarie considerando che il titolo è comunque un porting di un gioco concepito in questo modo su PC. Vi ci abituerete comunque in due minuti netti, garantito. Ciliegina sulla torta, è presente anche una modalità multiplayer locale e una leaderboard online mondiale (al momento della recensione ancora non attiva).

nuclear throne 3

Ma insomma, lo devo comprare?


Assolutamente sì. Nuclear Throne rischia di portarvi via ore e ore senza che neanche ve ne accorgiate, tanto più se vi piace il genere roguelike, del quale il titolo si rivela uno dei migliori esponenti. Il porting per Switch è ottimo e giocarci in treno è fantastico. Certo, se siete giocatori alle prime armi probabilmente non è proprio il gioco per voi, ma questo è più un problema legato al genere che al titolo in sé. Per tutti gli altri, qui c’è tanta roba per cui divertirsi!

NUCULARE/10

  • Frizzante, appagante e divertente
  • “Ultima partita e poi smetto”
  • Non adatto ai novellini
Uno dei migliori roguelike disponibili su Switch. Approvatissimo!

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Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee