Nintendo Switch Online: Donkey Kong Country 2 e altri giochi in arrivo a settembre

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16.09.2020
Notizie


È arrivato quel magico e irregolare momento in cui arrivano nuovi giochi sulle librerie SNES e NES di Nintendo Switch Online. A parte Super Mario All-Stars, aggiunto pochi giorni fa, sono in arrivo il 23 settembre dei nuovi videogiochi classici sia per Super Nintendo che per NES.

Il primo (ed evento principale) è Donkey Kong Country 2: Diddy’s Kong Quest, seguito del primo Donkey Kong Country approdato l’ultima volta su Switch Online. Questa volta DK è stato rapito e il giocatore controlla Diddy e Dixie Kong, quest’ultima al suo debutto sugli schermi.

Abbiamo poi, sempre per SNES, Mario’s Super Picross, gioco puzzle inizialmente uscito solo in Giappone come sequel del titolo Game Boy Mario’s Picross. Visto che nessuno sa cosa sia il picross, Nintendo ha anche rilasciato questa breve guida video.

Abbiamo poi, sempre su SNES, The Peace Keepers, picchiaduro a scorrimento di Jaleco del 1993, e su NES S.C.A.T.: Special Cybernetic Attack Team, noto originariamente in Europa come Action in New York (anche se dei Paesi PAL-A, gruppo che comprende l’Italia, è uscito solo nel Regno Unito). Trattasi di un altro sparatutto classe 1990, sviluppato da Natsume. Uscì anche su Virtual Console di Wii e Wii U.

E il Giappone? Se abbiamo imparato qualcosa in questi mesi, è che spesso i giochi aggiunti sulle app giapponesi sono diversi. E infatti…

Donkey Kong Country 2 rimane uguale (con il suo titolo nippo Super Donkey Kong 2: Dixie & Diddy). Gli altri giochi sono Super Tennis, pubblicato da Nintendo e sequel di quel Tennis per NES in cui Mario faceva l’arbitro senza motivo; Fire Emblem: Mystery of the Emblem (in giapponese Monshou no Nazo), terzo capitolo della saga dai troppi personaggi in Smash, uscito solo in Giappone nel 1994; e infine Wild Guns, uno sparatutto della Natsume in stile shooting gallery, ambientato in un selvaggio west con influenze steampunk e fantascientifiche, che da noi era arrivato a maggio.

Insomma, una bella infornata di titoli, anche se i giochi che negli anni ’90 erano esclusive giapponesi e costa un botto importare non sembrano aver abbandonato il loro attaccamento alla madrepatria.