16 Aprile 2019 • A ruota libera

Nintendo Switch e i JRPG: una meravigliosa storia d’amore?

O come Switch è riuscito a diventare ciò che PSVita ha cercato a lungo di essere, ma meglio.

Se seguite Nintendoomed da un po’, è molto probabile che vi siate abituati a vedere il mio nome su un articolo e pensare “Ah sì, è il tipo dei JRPG e di Fire Emblem Heroes”, il che può essere una cosa positiva o negativa, in base ai vostri gusti. Nel secondo caso, probabilmente non starete leggendo questo articolo, ma a prescindere da questo, penso che vi basti aver visto quanto spesso ricorrono le mie recensioni (ma anche quelle di altri colleghi!) per esservi fatti un’idea di quanti JRPG stiano uscendo su Switch.
Ben venga, per carità, ma… come mai? Le console Nintendo, soprattutto da Wii in poi, ma in parte già da prima, avevano visto un certo allontanamento da tale genere, ma questa tendenza si è improvvisamente invertita con la nuova console ibrida. Proviamo a capirne insieme il motivo.

Nintendoes what Sony don’t

…non era proprio così che recitava il detto, vero? Però, in questo caso è abbastanza accurato. Lo avevo ipotizzato un paio di anni fa, lo ha confermato anche PQube: PlayStation Vita, che è stata la casa di moltissimi JRPG negli ultimi anni, è morta, e a premere il grilletto è stato proprio Switch.

JRPG
Riposa in pace, piccolo angelo.

Per chi non lo sapesse, l’ultima console portatile di Sony, abbandonata molto presto da sviluppatori (e, soprattutto, giocatori) di videogiochi di origine occidentale, è riuscita comunque a tenere duro per diversi anni, nonostante la durissima concorrenza del 3DS, grazie a tutta una serie di sviluppatori giapponesi che hanno preferito di gran lunga tale console. Lungi da me dire che su 3DS non ci fosse nulla di interessante per i fan dei JRPG, ma è innegabile che si trattava di un’offerta molto più contenuta e limitata di quanto non offrisse la concorrenza.
Si era giunti così a una situazione tale che quasi ogni gioco di ruolo giapponese che non fosse di Nintendo usciva su PSV, o PS4, o a volte anche su entrambe. A differenza della sua collega casalinga, però, Vita aveva da offrire una componente molto importante: la portabilità.

Il connubio che si era venuto a instaurare sembrava perfettamente funzionale: uscendo su entrambe le console Sony, un titolo poteva sia offrire un’esperienza visivamente più “elevata” su PS4, sia essere portatile e dunque comodamente godibile su PSV. Perfetto per tutti i gusti, no? Come potrebbe essere superata una combinazione del genere?
Ecco a voi Nintendo Switch, la console che vi permette di giocare sul grande schermo tanto quanto sul piccolo schermo.

JRPG
Grazie di esistere, mio nuovo angelo.

PlayStation 4 non ha seriamente risentito dell’arrivo della nuova console Nintendo. Certo, si tratta innegabilmente di un avversario temibile, ma PS4 conta comunque su una potenza molto maggiore, e dunque i consumatori che sceglievano di giocare su quella console per il graficone e quant’altro non sono stati poi particolarmente “rubati” da Switch. PSV, invece… beh, perché giocare su una console portatile quando puoi avere una console portatile E fissa? Aggiungiamoci che in occidente Vita non aveva così tanto supporto, a differenza di Switch, e in generale che era una console che si avvicinava alla sua fine, a differenza di Switch, appena nata, e non c’è neanche bisogno di scomodare le esclusive Nintendo (tutte concentrate su una sola console!) per capire perché, in breve, PlayStation Vita ha incontrato la morte (scusate, dovevo). Ed ecco che è iniziata la migrazione, portando alla situazione attuale, in cui il JRPG medio arriva in occidente su Switch e su PS4.

Autobus, treno, WC e altri 100 luoghi dove grindare

Che la portabilità abbia permesso a Switch di imporsi sul mercato lo sappiamo già un po’ tutti: a prescindere dal genere, è sempre bello potersi portare dietro il proprio gioco e continuare la partita in qualunque momento o luogo. Anzi, c’è chi magari ha pure dei problemi a giocare su console fissa per via della mancanza di una televisione personale, e fidatevi, io e i miei 3 anni per riuscire a finire Xenoblade Chronicles X ne sappiamo qualcosa. Perché, però, questa caratteristica è particolarmente importante per i JRPG?

JRPG
Se solo fossi uscito su Switch, forse, non avrei un tale rapporto di odio e odio nei tuoi confronti.

Beh, i motivi sono vari, ma il primo e più semplice è la loro lunghezza media. Che io ami prendermi il mio tempo nei videogiochi è risaputo, ma in generale, anche non puntando a completare il titolo al 100%, un RPG di solito dura almeno 30-40 ore. Se è corto. Se è lungo, o se non si vogliono trascurare le missioni secondarie, i contenuti extra, gli eventuali collezionabili o, dio ce ne scampi, il New Game+ e/o i possibili finali alternativi, beh… non è così impossibile arrivare a una durata a tre cifre.
Non so voi, ma se già mi viene difficile talvolta dedicare più di una decina di ore alla settimana ai videogiochi, questo diventa ancora più impensabile quando durante il giorno devo uscire, studiare, lavorare e, magari, condividere la televisione con qualcun altro quando finalmente potrei dedicarmi a vagare per Orsterra in Octopath Traveler.

Capite dunque che avere a disposizione l’intero, lunghissimo gioco su portatile aumenta dunque di molto le possibilità di giocare. Sono pendolare e devo prendere il treno tutti i giorni? Switch, e posso catturare qualche Pokémon. Mia madre vuole guardare Tempesta d’Amore? Switch, e posso raccogliere un po’ di ingredienti su Atelier. Devo andare in bagno e, ahimè, abbandonare la scrittura di questo articolo? Switch, e intanto continuo a sfidare l’RNG per un maledetto drop su Ys VIII. Perché sì, i veri gamer che però hanno anche mille cose da fare si portano i giochi al WC. Soprattutto se richiedono di grindare, o farmare, o cercare di completare il Pokédex, quello che preferite.

JRPG
Do per scontato che in Spada e Scudo catturare i Pokémon in portatile sia più facile.

Anche perché, diciamocelo: se già a livello grafico molti JRPG sono solitamente leggermente sotto la media di altri generi (nulla di grave, a mio parere, ma non c’entra ora), quando state picchiando lo stesso mob 40 volte perché vi serve che droppi il materiale raro per la missione secondarissima che volete completare perché… perché sì, non starete certo a pensare “voglio vederlo morire in HD 40 volte!”. La modalità portatile va benissimo, tanto probabilmente nemmeno starete a guardare davvero e premerete semplicemente A, o magari c’è perfino la Battaglia Automatica e potrete anche dimenticarvi di star giocando.

Ma quindi, quali sono tutti ‘sti RPG?

L’abbiamo detto per tutto l’articolo: Switch sta conquistando i cuori della maggior parte degli sviluppatori di JRPG. L’offerta attuale è già molto buona, e si amplierà parecchio nel corso del 2019. Mancano alcuni grandi nomi, è vero, ma le cose lasciano ben sperare che sia solo questione di tempo. Perciò, proviamo a guardare un po’ insieme caso per caso (o meglio, casa per casa) che cosa ha da offrirci la console ibrida di Nintendo per riempire le nostre ore. Però non prendetevela con me se poi vi si riempie il backlog.

Nintendo

Ebbene sì, anche Nintendo fa RPG. Ok, magari non proprio Nintendo in prima persona, ma comunque, avete capito.

JRPG
Galar mi piace già, anche solo per la neve.

Con il furbissimo stratagemma di creare una console ibrida, abbandonando almeno per il momento una presenza ufficiale per il mercato portatile, la Grande N ha costretto Game Freak a cedere, dopo tutti questi anni, e sviluppare il primo gioco Pokémon mainline su una console (ufficialmente) fissa.
No, non sto parlando di Let’s Go, Pikachu & Eevee, benché tecnicamente anche quelli valgano (avete provato la demo?), ma di Spada e Scudo, i nuovi titoli della serie che daranno il via all’ottava generazione. Nonostante il trailer non ci dica nulla di che, è inevitabile che i giochi saranno un successo: si sta parlando di Pokémon. E da qui partirà inevitabilmente il ciclo: le vendite della console schizzano alle stelle, Switch diventa ancora più vantaggiosa come casa dei JRPG, i pochi sviluppatori scettici saltano a bordo. Grazie, Game Freak.

JRPG
Continua a sembrarmi un po’ uno spreco giocarci in portatile, ma…

Ma passiamo a un RPG più “duro e crudo”, anche se non a turni. Grazie alla mai troppo lodata Monolith Soft a fine 2017 abbiamo potuto mettere le mani su Xenoblade Chronicles 2, che, come ci si aspettava, si è riconfermato uno dei migliori esponenti del genere. Come se non bastasse, neanche un anno dopo è uscita una espansione, Torna – The Golden Country, che era quasi un gioco a parte (e che ho recensito qui).
Xenoblade 2 è un po’ tutto quello che potete aspettarvi da un JRPG moderno: trama e personaggi ben pensati, esplorazione, missioni secondarie, gameplay stimolante, tanti segreti e TANTISSIME ore da perderci.
In realtà, il caso di Xenoblade è un po’ particolare: è un gioco così bello, anche solo da guardare, e con così tante cose che avvengono a schermo che giocarci in portatile è quasi… un peccato. Personalmente non ci sono proprio riuscito, ma questa è una decisione mia. Il bello di Switch è proprio che ci lascia la libertà di scelta.

JRPG
La mia faccia dopo aver scoperto che luglio è primavera.

Completiamo la “sacra triade” con un SRPG. Sto parlando ovviamente di Fire Emblem, la longeva serie di Intelligent Systems. Al momento, in realtà, su Switch è disponibile solo Warriors, uno spin-off musou, ma per fortuna questa lacuna verrà “presto” colmata: il 26 luglio uscirà infatti Fire Emblem: Three Houses, sedicesimo capitolo principale della saga che, dopo ben 12 anni, torna su una console fissa.
Diciamo le cose come stanno, Nintendo non si sta esattamente sprecando per dare informazioni sul gioco, ma è molto probabile che, se vi piacciono gli strategici, questo sarà un titolo da non trascurare.
Fire Emblem ha dimostrato ampiamente di essere adattissimo a una console portatile. Una battaglia di media richiede sempre il suo tempo, ma non così tanto da non potersi adattare perfettamente alla filosofia de “un’altra mappa e poi spengo”. E poi lo dice pure Nintendo che giocarci in viaggio è bellissimo.
P.S. Un giorno riportiamo in vita anche Paper Mario, ok?

Square Enix

Passando alle terze parti, come avrei potuto non partire da quelli che, per molti, sono sinonimo di JRPG? Square Enix, tra alti e bassi, resta tuttora una delle compagnie più influenti, prima di tutto grazie alle tre serie che più la rendono famosa: Dragon Quest, Final Fantasy e Kingdom Hearts.

JRPG
Se non bastassero i numerosi contenuti originali, ci saranno anche quelli della versione 3DS!

Dragon Quest ama Nintendo. Su questo non ci piove, ed è chiaro ormai dall’era DS. Tra questa console e 3DS, infatti, è possibile giocare a ogni capitolo dal IV al IX. Per quanto riguarda l’XI, purtroppo, la versione 3DS non è mai stata localizzata, ma presto non sarà più un problema, in quanto in autunno uscirà Dragon Quest XI S, ossia la versione definitiva dell’ultimo capolavoro del team di sviluppo. Non solo potrà vantare numerosi contenuti esclusivi, ma sarà più o meno oggettivamente la versione più comoda da giocare. Dragon Quest ha da sempre fatto della sua “formula tradizionale” un vanto, e dunque c’è tanto, TANTO grinding da fare, se sperate di completare tutto. Fidatevi, la modalità portatile la userete parecchio.

JRPG
Io quando, anni dopo l’uscita di Final Fantasy III e IV DS, mi sono rassegnato a non vedere mai il V.

Final Fantasy ama Nintendo? Qui ci sarebbe un po’ più da discutere. Di recente, Final Fantasy ha cercato di avvicinarsi a Nintendo, quello sì. Numerosi sono i porting arrivati e in arrivo su Switch, e in particolare quelli del VII, IX, X/X-2 e XII, e tra i tentativi di portare anche XIV e la possibilità che un giorno avremo anche i capitoli più recenti… bisogna sospendere il giudizio, ecco, ma la speranza è l’ultima a morire.
Ecco, nel caso di questi giochi, lo stimolo a giocarci su Switch è dato anche dal fatto che si tratti di porting di giochi coi loro anni, che dunque possono solo beneficiare della portabilità. Se ancora non vi siete mai avvicinati a una delle serie di JRPG più leggendarie di sempre, forse è il momento di provarci.

JRPG
Accetterò Sora in Smash solo quando avremo la serie su Switch.

Kingdom Hearts non ama Nintendo. Tutti i capitoli della serie usciti su console Nintendo sono sempre stati poi portati in qualche modo su console Sony, mentre il processo inverso non è mai avvenuto. Lo stesso Kingdom Hearts III, uscito a gennaio, non si vede su Switch, ma chissà, forse in futuro le cose cambieranno? Non è per niente chiaro, in realtà, ma sarebbe l’unica serie grossa di Square a restare lontana dai lidi di Nintendo, allo stato attuale delle cose.

JRPG
Bello Octopath 2 eh, però io continuo a volere Bravely Third.

Per compensare, Square Enix ha pensato bene di creare un team interno dedicato esclusivamente allo sviluppo di giochi per Switch, ed è grazie a loro che è nato Octopath Traveler, titolo che ci ha appassionato molto la scorsa estate e che in futuro tornerà a deliziarci con un seguito.
Ecco, questo è in assoluto il titolo più “perfetto per Switch” tra i JRPG disponibili finora. Sarà per lo stile grafico, che rende benissimo su portatile, sarà per le meccaniche e i dungeon stessi, per lo più affrontabili nel giro di una sessione non eccessivamente lunga di gioco, sarà per la forte componente esplorativa… ma giocarci sul divano o a letto ha almeno in parte contribuito a farlo diventare uno dei miei giochi preferiti. Aggiungiamo che “presto” (vero, Asano?) avremo notizie su un nuovo Bravely, serie che già si sposava perfettamente con la portabilità del 3DS e non posso che fare a meno che ringraziare Square e confermare che, sì, questo colosso ha deciso di fidarsi di Switch.

Tutti gli altri

Sì, proprio tutti, o quasi. Prima di iniziare a scrivere questo articolo, mi son messo a pensare a un po’ tutti i vari sviluppatori di JRPG “grossi”, e davvero, ho fatto fatica a trovarne che non si siano ancora avvicinati a Switch in alcun modo.

JRPG
Dopo Persona 5 Switch, però, sarebbe ora di un seguito per Tokyo Mirage Sessions #FE.

In un periodo di sfiducia (parzialmente comprensibile) nei confronti di Square Enix, uno dei nomi che si sente più spesso citare come Re del genere è probabilmente quello di Atlus. Attiva fin dal 1986, nonostante la sua enorme fama in Giappone, come spesso capita con i JRPG, Atlus ha fatto fatica a imporsi anche in Occidente, tra titoli mai localizzati e altri passati in sordina. Va detto, i loro giochi non sono per tutti: tra le numerose citazioni mitologiche e teologiche e, soprattutto, la spesso molto elevata difficoltà, decisamente non è facile avvicinarvisi. Tuttavia, Shin Megami Tensei resta comunque una serie imprescindibile per gli amanti del genere, nonché strettamente legata a Nintendo: ed ecco che, infatti, in un futuro probabilmente non prossimo potremo mettere le mani su Shin Megami Tensei V. Nel frattempo, però, ci sarà lo “spin-off” Persona 5 a ingannare l’attesa… forse? Per il momento, la questione Persona 5 Switch resta molto nebulosa, ma tra l’imminente arrivo di Joker su Smash Ultimate e il misterioso P5S, la speranza è l’ultima a morire.
Non dimentichiamoci però di Etrian Odyssey! Dopo aver abbandonato 3DS, l’evoluzione più logica resta il passaggio a un’ibrida come Switch… o almeno lo spero, ma vista la stretta amicizia con Nintendo, perché dubitarne?

JRPG
Dopo il porting di Vesperia spero tocchi finalmente a un nuovo capitolo della serie!

Bandai Namco è una casa che sicuramente conoscerete per tanti giochi non inerenti ai JRPG, ma in questo contesto sono rilevanti principalmente per la serie Tales of. Grazie al suo gameplay accessibile a tutti, ma nel contempo complesso e soddisfacente, alle sue storie tradizionali eppure sempre interessanti e, soprattutto, ai suoi personaggi, diventati delle vere e proprie icone per i fan del genere, Tales of si è imposta come una delle serie più importanti in Giappone (e non solo). Fin dall’annuncio di Switch, Bamco si era dichiarata favorevole a portare la serie sulla nuova console, promessa mantenuta con Tales of Vesperia: Definitive Edition, e che probabilmente continuerà anche in futuro. Visto quanto giova all’esperienza di gioco affrontare l’avventura con amici, sarà ancora più comodo potersi portare semplicemente Switch dietro quando si va a giocare (e non, come facevo tempo fa, i mille cavi di altre console fisse).
Non trascuriamo poi anche l’arrivo di altre serie che faranno felici gli appassionati degli anime, come Digimon e Super Robot Wars!

JRPG
Grazie di averci almeno provato, Falcom. Speriamo in un futuro migliore.

Chiudiamo questa rassegna di grandi nomi dell’industria ruolistica giapponese su Switch con una nota dolente. Benché molto meno conosciuti di quanto si meritino in Occidente, gli sviluppatori di Nihon Falcom sono delle vere e proprie leggende per il genere grazie alle serie The Legend of Heroes e Ys. L’ottavo capitolo di quest’ultima serie ha graziato i nostri Switch la scorsa estate, fornendo un’alternativa più action e meno esplorativa a Xenoblade Chronicles e confermando che Falcom è così apprezzata per un motivo. Purtroppo, però, loro paiono apprezzare molto di meno Switch rispetto agli altri citati finora. Sembra infatti che il porting di Ys VIII fosse solo un esperimento e che non sia in programma una vera e propria migrazione dei loro titoli sulla console Nintendo, come può testimoniare l’annuncio di Ys IX solo su PlayStation 4.
I motivi dietro questa apparente “antipatia” sono molteplici, e parzialmente comprensibili, ma resta il fatto che questo è probabilmente l’unico nome davvero grosso a mancare perfino nelle speculazioni nel futuro di Switch. Un vero peccato, ma c’è sempre tempo per un’inversione di rotta. Ti prego, Falcom!

Portentosi porting portatili

Che Switch sia la console perfetta per i JRPG, ormai, si è capito. Che anche la maggior parte degli sviluppatori lo abbia capito, direi che lo abbiamo dimostrato.
Ciò che non sembrano aver davvero compreso, però, è come devono rapportarsi con Switch. L’offerta attuale è davvero ampia, contando un parco titoli per tutti i gusti, che siate puristi del gioco di ruolo tradizionale o che preferiate un’impostazione più action. Il problema però è che c’è decisamente bisogno di un passo avanti.

I porting di Final Fantasy, Dragon Quest, Tales of Vesperia, Ys VIII e, forse, anche Persona 5 stanno facendo notizia, e comprensibilmente! Però… quando arriva qualcosa di nuovo? Se siete già fan dei JRPG, è molto probabile che a molti di questi “mostri sacri” abbiate già giocato, e non sono del tutto sicuro che vogliate rigiocarci, visto quanto tempo consumino! Eppure, di titoli veramente nuovi cosa possiamo contare? Escludendo Pokémon e Fire Emblem, le uniche certezze che abbiamo sono Octopath Traveler 2, Shin Megami Tensei V e… poco altro. Anzi, colgo l’occasione per citare Gust e la loro serie Atelier, che invece continua a rilasciare titoli nuovi, per fortuna!

Switch non può però puntare a essere SOLO la console dei porting e dei remake. C’è bisogno di qualcosa di nuovo, anche non necessariamente in esclusiva, ma che non debba essere nato originariamente su altro tempo prima. Non devono ripetersi casi come Kingdom Hearts III o Dragon Quest XI, per citare giusto i più recenti ed emblematici.
La speranza che tutti questi porting siano semplicemente il modo per sondare il pubblico, cominciare a costruire il proprio nome anche tra i fan di Nintendo e poi renderla una partner alla pari di Sony è molta, e per ora gli indizi sembrano puntare in questa direzione, ma solo il futuro ce lo potrà confermare. Vero Persona 5 The Royal, per ora solo esclusiva PS4?

Insomma, il rapporto attuale tra Switch e i JRPG è un po’ paragonabile a quello che c’è tra due amanti ai primi incontri. Stanno cercando di conoscersi, e ci stanno dando davvero dentro… ma questa relazione riuscirà a evolversi e a essere ufficializzata, o finirà per dissolversi e lasciare solo un forte amaro in bocca a tutti i fan (e soprattutto, a me, che non avrò più recensioni da scrivere)?
Non ci resta che aspettare, ma nel frattempo, godiamoci Final Fantasy X, perfetto per Switch.

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Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte “gioco per la trama”. Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed.
Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.

Autore: Luca "Lucas" Oberti

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte "gioco per la trama". Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.