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24 Marzo 2020 • Notizia

Nintendo ci parla dello sviluppo di Animal Crossing: New Horizons

Il Washington Post è riuscito a intervistare Aya Kyogoku e Hisashi Nogami, rispettivamente la direttrice e il produttore di Animal Crossing: New Horizons. Hanno parlato di vari argomenti, partendo dallo sviluppo del gioco, delle nuove meccaniche come il terraformare e dei futuri contenuti stagionali.

Innanzitutto, il concetto di un’isola deserta su cui vivere è venuto fuori nel 2012, appena dopo il lancio giapponese di New Leaf, e l’inizio dello sviluppo è seguito poco. Pensate che hanno iniziato a lavorarci prima ancora che si sapesse qualcosa di Nintendo Switch, ma questo non ha fermati i loro progetti.

L’obiettivo era di introdurre meccaniche che portassero novità alla serie, ma che non cambiassero troppo il gameplay alla base. Una delle primissime meccaniche mostrate fu il crafting degli oggetti, cosicché i giocatori avessero qualcosa da fare anche quando i negozi sono chiusi.

Poiché la serie Animal Crossing è legata a un orologio interno, ci sono utenti che giocano a tarda notte o di prima mattina. Con questa possibilità di creare oggetti, abbiamo pensato che anche loro avrebbero potuto giocare e ottenere oggetti.

Qualche mese dopo, al Direct dello scorso febbraio, hanno mostrato invece la possibilità di cambiare la conformazione del terreno. L’obiettivo era evitare che i giocatori continuassero a riavviare il gioco per trovare il terreno dei loro sogni. In questo modo, invece, possono iniziare subito a giocare e poi modificare (quasi) tutto a loro piacimento.

Alcuni potrebbero pensare “Questo sarebbe stato perfetto se il fiume fosse stato qui o non fosse lì”. Beh, per loro abbiamo creato la possibilità di fare ciò che prima non potevano fare.

Un altro esempio della flessibilità del gioco risiede nel personaggio stesso. Infatti sono state rimosse le restrizioni legate al sesso del personaggio per quanto riguarda i vestiti e la capigliatura.

Volevamo creare un gioco dove la gente non dovesse pensare al genere, ma che potessero farlo se avesse voluto.

Hanno poi parlato del viaggio nel tempo, una meccanica che molti vedono come barare. Dato che Animal Crossing si basa sull’orologio del sistema per i vari eventi del gioco, alcuni giocatori cambiano orario o giorno in modo da poter avanzare più velocemente. Come hanno già detto, hanno introdotto alcune meccaniche proprio per dare ai milanesi che devono fatturare qualcosa da fare anche durante le ore meno produttive.

Pensiamo che, per i giocatori che vogliono giocare a lungo e per chi vuole divertirsi con amici e parenti, sarebbe meglio evitare il viaggio nel tempo, perché rovinerebbe l’esperienza.

Animal Crossing è infatti un gioco che dura molto nel tempo, quindi gli sviluppatori hanno pensato a degli eventi stagionali che appariranno in futuro tramite DLC. Purtroppo la pandemia che attualmente ci affligge potrebbe influenzare i tempi di sviluppo di questi contenuti aggiuntivi.

Attualmente il team ci sta lavorando, ma hanno cambiato l’orario d’ufficio per evitare che gli sviluppatori incappassero in orari di punta. Più volte è stato ribadito che i creatori di Animal Crossing: New Horizons tengono alla salute e al benessere dei loro dipendenti, quindi sarebbe comprensibile se questi contenuti venissero posticipati per evitare gravi conseguenze.

Fonte: Washington Post

Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andrea "Andre4102" Diecidue

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.