8 Agosto 2019 • Notizia

Nintendo, Sony e Microsoft richiederanno completa trasparenza sulle loot box

Comprendiamo che al lettore più attento le parole “trasparenza“, “politiche illuminate” ed “ESApotrebbero stonare un po’, se messe assieme, ma non vi preoccupate, qui l’Entertainment Software Association fa solo da portavoce e da catalizzatore degli eventi: a lei si sono infatti rivolti i giganti dell’industria videoludica, Nintendo, Sony e Microsoft, per garantire, sui giochi presenti sulle loro console, la più totale trasparenza in materia di loot box, rendendo note fin da subito le probabilità di vittoria.

Non è infatti un segreto che la pratica di contenuti virtuali casuali acquistabili tramite soldi reali sia stata a più riprese accostata al gioco d’azzardo, con tutte le valutazioni etiche che ne conseguono: si consideri ad esempio il problema della ludopatia e delle cosiddette “whales“, la piccola percentuale di utenti che fa da fonte di guadagno principale per i produttori di questa tipologia di giochi tramite le proprie folli spese in-game (fenomeno molto ben illustrato, relativamente a Fire Emblem Heroes, dal noto youtuber nell’ambiente Fire Emblem Mekkkah). Ciò ha portato addirittura paesi come il Belgio a impedire del tutto la presenza di funzioni simili nei giochi lì rilasciati, come Fire Emblem Heroes o Animal Crossing Pocket Camp (cosa che ha portato alla chiusura completa dei servizi, in questo caso, trattandosi di titoli definibili come “gacha“, ovverosia interamente basati su tali meccaniche), rendendo il dibattito sull’argomento più acceso che mai.

Sul tema si è dunque tenuto oggi a Washington, alla Federal Trade Commission, un workshop denominato “Inside the Game” in cui è stata annunciata alla stampa questa nuova politica etica di Nintendo e, come detto, di altre aziende del settore. A dare l’annuncio è stato Michael Warnecke, consulente capo delle politiche tecnologiche dell’ESA, dopo una sintesi di tutti gli sforzi fatti finora in merito dalle compagnie, come la notifica della presenza di acquisti in gioco o il controllo sulle spese dell’utenza:

“Ciò detto, stiamo facendo ancora di più. Sono lieto di annunciare questa mattina che Microsoft, Nintendo e Sony hanno indicato all’ESA la propria volontà di realizzare e seguire nuove politiche in merito ai giochi con loot box a pagamento sulle loro console. In particolare, ciò si applicherà ai nuovi titoli first party e third party che le conterranno, o ad aggiornamenti di giochi già esistenti volti ad includerle, e richiederà la notifica delle probabilità di ottenimento premi nei suddetti giochi. Nello stesso rispetto dell’acquirente, e per meglio garantirgli una maggiore consapevolezza nelle sue scelte, hanno deciso di seguire politiche similari anche altre aziende nel settore che svolgono il ruolo di publisher (nello specifico Activision Blizzard, Bandai Namco Entertainment, Bethesda, Bungie, Electronic Arts, Take-Two Interactive, Ubisoft, Warner Bros. Interactive Entertainment, e Wizards of the Coast, ndr).”

Dagli ultimi aggiornamenti parrebbe inoltre che tali politiche verranno implementate entro il 2020: speriamo che la probabilità di riuscita di queste sia del il 100%! Anche se, almeno al momento, non si hanno ancora notizie di comunanza d’intenti da parte di una grossa fetta dei protagonisti del mercato, tra cui 505 Games, Capcom, Disney Interactive Studios, Epic Games, Konami,  Sega, Square Enix, THQ Nordic e Tencent

AGGIORNAMENTO: Anche Nintendo, nel comunicato stampa che segue, si è espressa in prima persona sulla vicenda

“Qui da Nintendo, assicurarsi che la nostra utenza possa fare scelte consapevoli giocando ai nostri titoli è di vitale importanza. Come parte dei nostri sforzi in tal senso, Nintendo richiederà che vengano rese pubbliche le probabilità di vittoria in tutti quei giochi su Nintendo Switch che offriranno la possibilità di acquistare oggetti virtuali casuali, come ad esempio quelli che si avvalgono delle loot box. Ciò interesserà non solo tutti i giochi in uscita sulla piattaforma, ma anche qualsivoglia aggiornamento che intenda inserire in giochi preesistenti funzioni simili. Inoltre, forniamo e continueremo a fornire strumenti come il Filtro Famiglia di Nintendo Switch, che permette ai genitori di scegliere cosa vada meglio per la propria famiglia, inclusa la possibilità o meno di effettuare acquisti con soldi reali durante il gioco, o per quanto tempo di fila si possa giocare ad un titolo.”

Fonte: Gamesindustry.biz


Studente universitario amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente.

Lo trovate su Facebook e YouTube.

Autore: Luigi "Enpitsu" Riccio

Studente universitario amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente. Lo trovate su Facebook e YouTube.