Nintendo ha cercato di acquisire i diritti della serie di Harry Potter

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09.02.2015
Notizie


Quella di Harry Potter è stata una serie di romanzi di grande successo tra i ragazzini in passato, quindi non sorprende che due colossi dell’industria cinematografica “family-friendly” quali Warner Bros. e Walt Disney Animation Studios si siano dati battaglia per accapararsi la licenza di questo franchise.

Ma sembra che ci fosse addirittura un terzo, inaspettato, concorrente.
Eh sì, come anticipato ieri, si tratta di Nintendo, più specificatamente nella figura di NST (un team interno di NoA a cui vengono fatti fare giochi/software/cose che nessun altro vuole fare, tipo i Mario Vs. Donkey Kong).

Un concept-art di Hogwarts sviluppato da NST.
Un concept-art di Hogwarts sviluppato da NST.

A rivelarcelo è il nostro tanto amato Unseen64, che nel suo articolo dedicato specifica (anche se non credo che ce ne fosse un gran bisogno) che l’intenzione di Nintendo era di farne una serie di videogiochi e non di film (se si fosse aggiudicata i diritti, probabilmente i film non sarebbero nemmeno esistiti).

Tutto ciò è accaduto nel 1998: quando i piani alti vennero a conoscenza delle intenzioni di NST di acquisire la licenza di un franchise così grande, sospesero tutti i progetti che erano in lavorazione in quel momento (Ridge Racer 64, Bionic Commando e Crystalis, poi ripresi) e divisero il team in due gruppi, uno più grande che si sarebbe dovuto occupare di un videogioco d’avventura in terza persona e uno più piccolo che avrebbe sviluppato un gioco sull’immaginario sport del Quidditch descritto nei libri.
Chiaramente avevano sentito l’odore dei soldi: l’intenzione era quella di rilasciare un gioco per libro per ogni console Nintendo presente e futura, possibilmente in contemporanea con la messa in vendita dei romanzi.

A sviluppare il character design dei personaggi (di cui purtroppo non sono disponibili immagini per via dell’embargo che Nintendo impone ai suoi dipendenti) c’era il noto fumettista Marvel Adi Granov che scelse di accostarsi allo stile delle copertine dei romanzi originali, scelta artistica che fu disapprovata dalle alte sfere di Nintendo che forzarono il team a realizzare dei concept più “giapponeseggianti” nello stile.

Dopo aver realizzato in fretta e furia del materiale concettuale da presentare, questo fu mostrato a J.K. Rowling, l’autrice dei romanzi, che rifiutò l’offerta di NST per il semplice motivo che la licenza in mano a Nintendo avrebbe limitato la diffusione della sua serie al solo media videoludico.

La licenza fu infine venduta a Warner Bros. che ne realizzò il franchise cinematografico più proficuo della storia e che concesse i diritti per la realizzazione di videogiochi a EA.

Curioso vedere Nintendo in vicende di questo tipo, specie considerando che già dispone di una mezza infinità di franchise family-friendly.
Sarebbe stato interessante vederne il risultato, forse, ma in conclusione probabilmente è meglio che sia andata com’è andata.