3 dicembre 2018 • A ruota libera

Natale in casa Nintendoomed: memorie di nintendari

Cos’è il Natale per un videogiocatore, specie se nintendaro? Scopriamolo scavando nelle memorie di alcuni membri della redazione!

Il Natale, si sa, è la festività dei ricordi felici e della nostalgia dell’infanzia, e non solo: questo è vero per tutti, si spera, ma lo è un po’ di più per i videogiocatori.

Tutti noi, chi più e chi meno, abbiamo dei ricordi indissolubili legati a doni videoludici che ci sono stati fatti quand’eravamo bambini, o anche in seguito, volendo. Perciò, davanti ad un bel camino virtuale, con in mano una tazza di cioccolata calda, purtroppo, altrettanto virtuale, alcuni membri della redazione si sono riuniti per raccontare i loro più intensi ricordi videoludici legati al Natale.

Stringetevi forte e preparate le OST con i campanellini: saranno lontane nel tempo, magari, ma queste saranno di certo le opinioni più a caldo di sempre. O dovremmo dire a calduccio?

La casa consiglia questa:

Luigi “Enpitsu” Riccio

E che padrone di casa fittizia sarei se non iniziassi io stesso? Ora, io sono un classe 2000, uno di quelli che ha iniziato a videogiocare solo con il Nintendo DS, di quelli con “la modifica” tra l’altro, regalato per la comunione: i miei ricordi videoludici veri e propri iniziano quindi solo dal 2010 in poi e, emblematicamente, non sorprende il fatto che la mia memoria natalizia per eccellenza, a riguardo, risalga al Natale 2010.

Quello fu un Natale videoludico del tutto particolare, è quasi ironico che sia stato il primo in effetti: ebbi in dono da una zia un titolo per Wii senza che possedessi la console, e in tutta risposta i miei mi regalarono uno di quei Wii tarocchi cinesi, con giochi di infima qualità preinstallati. Scoprii in seguito che la cinesata venne comprata nientepopodimeno che all’MD: fortunatamente però non funzionava e dunque, un paio di giorni dopo Natale, in casa mia arrivò anche un lucente Nintendo Wii nuovo di zecca.

Ottimi regali genitoriali a parte, dove voglio andare a parare? Ebbene, non vi ho ancora parlato di questo fantomatico titolo per Wii che ricevetti: si trattava della versione New Play Control di Pikmin 2. Io non avevo la più pallida idea di cosa fosse Pikmin (probabilmente nemmeno chi mi fece questo regalo), la mia conoscenza videoludica si fermava a Super Mario e Pokémon, ma ciononostante il retro di quella scatola, che spiegava appunto in cosa consistesse il titolo, catturò la mia attenzione: ero più che mai deciso a provarlo.

Magari non è neanche un caso che la prima ambientazione di gioco, la Val Quiete, sia di tipo invernale: quelle feste passate all’insegna dei dolci fatti in casa e di Pikmin 2 furono fenomenali. Adorai il titolo, pur essendo pessimo nel giocarci, e ci misi due anni per finirlo, ma posso dire di essermelo gustato.

Da lì fu una excalation: Pikmin 2 è stata la pietra miliare del mio interesse per i videogiochi e il primo titolo che ho mai posseduto in forma fisica. Se penso al regalo di Natale per eccellenza, quello che più ricordo, è certamente lui. Inutile dire che il mio amore per la saga al momento è immenso, e aspetto con trepidazione il quarto capitolo: chissà che Babbo Natale non ascolti questa mia richiesta…

Filippo “Flippoh” Corso

Il Natale è a parer mio uno dei periodi più importanti per quanto riguarda la formazione di una persona, soprattutto se giovincella. È il periodo in cui nascono alcuni dei ricordi più importanti della propria vita, in cui si ha modo di passare le giornate con i propri familiari più stretti e, in alcuni casi, di fare avverare dei desideri ritenuti impossibili.
Nel mio caso, un ricordo che non potrò mai dimenticare riguarda il Natale del 2006, anno di uscita del Wii. Da poco mi ero avvicinato “seriamente” al mondo Nintendo acquistando mensilmente Nintendo la Rivista Ufficiale, e a ogni numero non potevo che guardare con stupore e grande interesse tutte le uscite in arrivo su Game Boy Advance, Nintendo DS e GameCube. Proprio quest’ultimo per me era una sorta di Santo Graal, ma non tanto per l’hardware, quanto per il software. Mettendo da parte l’impossibilità di acquistare su internet, nella mia città, Trapani, le console Nintendo non erano viste di buon occhio dai (pochi) negozi disponibili, tanto che le uniche rintracciabili erano le portatili. Nessuno voleva il GameCube, nessuno era interessato ai suoi giochi, rendendo di fatto la console un vero e proprio miraggio. Dovevo infatti affidarmi (dopo varie suppliche e ricerche) a negozi di giocattoli appositi, disposti a ordinare (a prezzo pieno) una sola copia di un gioco per la suddetta piattaforma, perché non c’era richiesta. La sfiducia era totale, e i motivi erano presto detti: nessuno dopo il Nintendo 64 voleva una console da casa Nintendo. Che destino poteva attendere il Wii se non lo stesso?
E infatti il 7 dicembre 2006 la console fu più che snobbata nella mia città. Ricordo ancora il dispiacere nello svegliarmi quella mattina a casa dei miei nonni, andare a fare colazione, e vedere al TG5 il resoconto del lancio notturno che si era svolto a Milano. Tutti volevano la console, tutti erano felici dell’acquisto. Mentre qua nessuno voleva una console per loro nata morta, preferendo boicottarla direttamente. Passavano quindi i giorni di dicembre, e praticamente nessuno voleva ordinare la console, a meno di non acquistare anche tre giochi, in modo da non andare in perdita. Insomma, un salasso dal valore di almeno 400€.
Arrivato al fatidico giorno, il 25 dicembre, il mio morale non poteva che essere completamente a pezzi. Chi aveva la console si stava godendo Twilight Princess, Wii Sports, la Virtual Console e tutti gli altri giochi disponibili, mentre io potevo solo stare a leggere NRU. Era rattristato, ma non perché non avevo avuto il “tanto atteso regalo di Natale”, ma perché avevo accettato il fatto che le cose non sarebbero mai cambiate. Vivevo nella città sbagliata e le persone non erano interessate, dovevo accettarlo.

Poi però, il miracolo. Dopo avermi preso in giro e fatto rattristare con un albero vuoto, i miei nonni mi dissero di controllare meglio dietro un mobile vicino l’albero di Natale. Lì c’era un lungo scatolo di forma rettangolare, e sì, era davvero il Wii. Incredibilmente, una catena commerciale della mia città (in seguito alle tantissime richieste ricevute) riuscì a ottenere il 23 dicembre diverse console e giochi e mio nonno, allora cliente affezionato, ne approfittò dimezzando la spesa con mia nonna. Avevo solo Wii Sports, e andava bene così. Nulla poteva rendermi più felice degli sforzi compiuti dai miei nonni per venire incontro a una situazione irrecuperabile. Situazione che, dopo quel 23 dicembre, era destinata a cambiare. Il successo della console aiutò i negozianti ad avere di nuovo fiducia verso un hardware Nintendo, e fu solo questione di pochi mesi prima di vedere arrivare nei negozi trapanesi i vari giochi per Wii. Non era più un rifiuto della società, era lì per restare, e questo fu il regalo migliore che potessi chiedere.

Alessandro “Phoenny” Bugari

Natale e Nintendo? Appena sento queste parole, istantaneamente un ricordo mi riaffiora alla mente: il giorno in cui i miei cari genitori decisero di regalarmi nel lontano Natale 2004 un GameCube con in bundle Pokémon Colosseum e The Legend of Zelda: The Wind Waker. Quel cubo viola fu la mia prima console fissa e quella con cui tuttora ho ricordi più vividi. Nonostante ciò, in questa breve parentesi nostalgica e natalizia, vorrei concentrarmi in particolare su Wind Waker, lo Zelda che ancora oggi mi ha segnato più di tutti.
Per rendere comprensibile la mia reminiscenza, dovrò fornirvi un dettaglio personale, quanto indispensabile. I miei genitori sono stati sempre molto indaffarati per questioni di lavoro, quindi da bambino passavo gran parte delle mie giornate con mia sorella e mia nonna, che è stata una seconda figura materna in tutto e per tutto.
Ovviamente, questo dettaglio è comune anche al Link di Wind Waker e alla sua allegra famiglia residente all’Isola Primula. Nonna, fratello e sorella, esattamente come avevo vissuto quasi tutta la mia vita fino ad allora.
Inizialmente ero entusiasta di questa cosa, stavo provando sensazioni di immedesimazione come mai prima d’ora. Mi sembrava un secondo mondo tutto da esplorare, mi immaginavo già pronto ad aiutare nelle faccende di casa mia nonna e Aril mentre, nel frattempo, esploravo i meandri dell’isola e sconfiggevo mostri. Giocai le prime ore tutte d’un fiato, il 25 stesso. Verso la sera del giorno di Natale, ero approssimativamente arrivato al momento della partenza dall’isola iniziale, verso nuove avventure e con un obiettivo ben chiaro in mente: salvare Aril.
Spensi la console subito dopo la scena in cui Link avverte la nonna della sua partenza. Mai feci errore più grande. La mia famiglia, infatti, aveva come abitudine quella di partire il 26 Dicembre per fare una settimana sulla neve. Inutile sottolineare che portarsi dietro il GameCube fosse fuori discussione. Per un’intera settimana ho dovuto abbandonare non solo mia nonna virtuale, ma ho dovuto salutare anche mia nonna materna, dato che per problemi alle ossa non era in grado di partire con noi.
Adesso, so che sarà difficile, ma provate a immaginare il trauma di un ragazzino di cinque anni che si sentiva come un disertore al fronte per non star proseguendo nelle sue avventure fittizie, dopo che aveva promesso di salvare sua sorella. È stata veramente dura, non sono riuscito a riaccendere il gioco neanche una volta tornato a casa.
Il caso volle che, anni dopo, in un Natale abbastanza recente, decisi di comprare The Wind Waker HD per Wii U, che divorai tutto d’un fiato, prendendomi la mia vendetta contro le forze oscure di Ganondorf e ricoprendo i miei legittimi ruoli di bravo nipote ed eroe di Hyrule tutta.

Insomma, adesso la tazza di cioccolata calda fittizia passa a voi: che ricordi videoludici avete del vostro Natale? Non vediamo l’ora di sentirli!

Infine, non dimenticavi di seguire il nostro calendario natalizio. Ogni giorno una nuova sorpresa!


Studente liceale amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente.

Lo trovate su Facebook e YouTube.

Autore: Luigi "Enpitsu" Riccio

Studente liceale amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente. Lo trovate su Facebook e YouTube.