3 settembre 2018 • Recensione

Monster Hunter Generations Ultimate (Nintendo Switch) – RECENSIONE

L’attesa è stata lunga, ma finalmente è di nuovo stagione di caccia!

È un po’ di tempo che non ci si vede, eh? Per chi di voi si ricorderà di qualche mio articolo passato: bentrovati! Ho da poco deciso di tornare a collaborare con i ragazzi di Nintendoomed e quale modo migliore per esordire nuovamente se non recensendo Monster Hunter Generations Ultimate, l’ultimo gioco uscito di una delle mie serie preferite in assoluto?

Suppongo che Monster Hunter non abbia bisogno di presentazioni, ma per chi avesse bisogno di una rapida ed efficace sinossi sulla serie… beh, che dire.

Caccia, ammazza, crafta, ripeti

Ebbene sì, una saga che va avanti da ben quindici anni può essere riassunta con questa semplice formula. Occhio a non sottovalutarla però, basta un attimo di distrazione e anche il cacciatore più esperto verrà sconfitto dai mostri. Per fortuna avrete a vostra disposizione diversi strumenti per difendervi. Infatti, come per il suo predecessore Generations – uscito su Nintendo 3DS ben tre anni fa – la Gilda dei Cacciatori, a seguito di un accordo con chissà quale setta segreta di ninja e acrobati, ha deciso di addestrare tutti i suoi neofiti all’utilizzo di tecniche mirabolanti, dando vita così a ben due nuove meccaniche mai viste prima nel mondo di Monster Hunter: le Arti di Caccia e gli Stili di Caccia. Generations Ultimate è a tutti gli effetti un’espansione del suo precursore che mira ad ampliare una base già consolidata con ulteriore contenuto. Motivo per cui gli sviluppatori hanno ritenuto opportuno aggiungere numerose Arti di Caccia e ben due nuovi Stili, da sommare ai quattro già introdotti in Generations. Essendo gli Stili una sorta di sottoclassi che aggiungono specialità al vostro arsenale, saranno proprio questi ultimi ad influenzare gran parte del vostro approccio alla caccia. Tra le varie aggiunte ho apprezzato particolarmente lo stile “Valoroso”, che permette al cacciatore di spendere parte della propria vita e resistenza durante l’animazione del rinfodero dell’arma. Questo piccolo prezzo da pagare vi farà entrare in una speciale posizione che, a contatto con un qualsiasi attacco, darà la possibilità al proprio personaggio di schivarlo abilmente, rispondendo con un contrattacco molto potente. Concettualmente parlando, questo nuovo stile potrà sembrare simile ad “Ombra”, già presente in Generations, ma posso assicurarvi che a livello pratico questi due Stili sono molto diversi tra loro.

Monster Hunter Generations Ultimate
Il flash blu starà ad indicare la posizione che ho appena citato. Occhio alla barra della vita, però!

Per quanto riguarda il secondo stile aggiunto – chiamato “Alchemico”– ho da subito avuto l’impressione che fosse complicato e poco adatto alla formula della serie. Dopo averlo provato nel gioco, la mia opinione iniziale non è cambiata di molto. Suppongo possa essere molto adatto a chi durante le cacce preferisce ricoprire un ruolo di supporto, dato che l’intera idea dietro lo stile è quella di creare oggetti per dar man forte a chi sta riempiendo di colpi il mostro. Il problema fondamentale è che, solitamente, sono in questo gruppo di giocatori più offensivi e ho da sempre pensato che, a differenza di altri Action RPG, i ruoli su Monster Hunter siano molto meno rigidi e più aleatori. Insomma, fatevi un piacere e rincarate la vostra dose di DPS ché così la missione finisce prima e siamo tutti più contenti.

Monster Hunter Generations Ultimate
In compenso, girare con un barilone mentre si va a caccia ha un non so che di simpatico.

Un altro campo notevolmente ampliato da Generations alla versione Ultimate, come già detto, è stato quello delle Arti di Caccia. Queste ultime hanno un utilizzo molto più intuitivo, analogo a quello di una qualsiasi super mossa in un gioco action o picchiaduro. Trattandosi di un gioco Capcom, non potevano mancare citazione a Street Fighter e compagni, come lo Shoryuken, Arte per la Spada e Scudo.
Una volta caricata l’apposita barra, potrete decidere in qualsiasi momento di attivare un’Arte premendo il rispettivo tasto della croce direzionale del Joy-Con. Come di consueto, queste mosse speciali possono essere divise in due categorie: di attacco e di supporto. Prestate molta attenzione alla lunghezza delle animazioni delle Arti di attacco, una di queste spettacolari mosse piazzate al momento giusto, nel punto giusto, potrà cambiare completamente le sorti della caccia (e in caso succedesse, vi assicuro che la soddisfazione sarà MOLTA).
Pur trattandosi di una meccanica concettualmente semplice, grazie alla nuova Modalità SP decidere se utilizzare o tenere da parte le proprie Arti di Caccia  sarà meno scontato. Infatti, in caso decidessimo di equipaggiare la versione SP di una determinata arte, al momento della sua attivazione, l’intero team subirà un potenziamento, entrando in una speciale modalità che migliorerà le caratteristiche dello Stile utilizzato al momento. L’unico prezzo da pagare sarà un maggior numero di colpi inflitti o subiti per caricare la barra dell’Arte in questione.

Gioca dove vuoi, quando vuoi, ma soprattutto quanto vuoi

A mio parere, la serie di Monster Hunter è stata da sempre più adatta alle console portatili. La possibilità di avere sempre con te un gioco così vasto e che funziona così bene in multigiocatore ha reso possibile in passato a me e a moltissimi altri incontrarsi e cacciare in compagnia per lunghe sessioni. La natura ibrida di Switch rinforza ulteriormente la mia preferenza, dando allo stesso tempo la possibilità a chi preferisce cacciare su grandi schermi di godersi l’azione sulla propria TV o monitor, il tutto – finalmente – condito con un vero doppio analogico, assente su PSP e 3DS, escludendo periferiche di sorta.
A proposito di contenuti, Monster Hunter è da sempre caratterizzato da un’enorme varietà di mostri e di missioni da completare. Quest’ultima iterazione, però, ha rotto ogni singolo record, presentando ben novantatré mostri grandi tra i più famosi della serie, dando a Generations Ultimate i caratteri di un vero e proprio Monster Hunter All-Stars. Grazie a questa selezione impressionante, ci sarà sempre qualcosa da fare per il giocatore: un’armatura o un’arma da creare, una missione particolare da sbloccare. Le possibilità sono moltissime e prima di esaurirle tutte ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.

Monster Hunter Generations Ultimate
Tra le nuove aggiunte, il Valstrax, il mostro di copertina, mi piace veramente molto.

Tra Miele e Funghi Blu, scelgo il New Game+

Cacciatori veterani, so cosa state pensando e, per fortuna, no. Per questa volta, un nuovo Monster Hunter non vorrà dire spendere dalle dieci alle venti ore in missioni di Basso Rango a raccogliere miele e funghi per le vostre scorte, a patto ovviamente che abbiate già fatto questo sforzo per Generations su 3DS. Infatti, per nostra fortuna, Capcom ha reso disponibile un’applicazione sull’eShop 3DS che permetterà di trasferire i progressi salvati su una copia fisica o digitale di Monster Hunter Generations direttamente a Generations Ultimate su Switch. Il trasferimento coprirà ogni aspetto del gioco: armi e armature forgiate, oggetti nella cassa e, ovviamente, progresso nelle missioni in singolo e in multigiocatore. Per quanto riguarda questo ultimo campo, il vostro rango cacciatore verrà momentaneamente limitato per far sì che possiate accedere al fulcro di ogni esperienza di caccia che si rispetti: il temibile Rango G, difficoltà aggiuntiva che va a posizionarsi subito dopo l’Alto Rango e momento del gioco in cui i mostri cominciano a fare seriamente MALE.

Divertentissimo da giocare, ma da vedere?

Visivamente parlando, ho sviluppato un rapporto di amore e odio per il comparto grafico del gioco. Il fatto che si tratti di un gioco originariamente uscito per 3DS è palese, un Monster Hunter pensato ad-hoc per Switch potrebbe e dovrebbe fare molto di più. Però, al tempo stesso, anche se ci troviamo davanti allo stesso engine usato da Capcom sin dai tempi del Tri su Wii, il colpo d’occhio generale non è definibile brutto. Nonostante l’unico cambiamento immediatamente visibile sia l’aumento della risoluzione nativa, Generations Ultimate mantiene comunque una coerenza grafica che vi farà raramente storcere il naso. Uno degli aspetti che mi ha lasciato più impressionato è la quantità di dettagli negli sfondi pre-renderizzati, finalmente visibili grazie al passaggio all’alta definizione.

Monster Hunter Generations Ultimate
Non male il panorama, eh? Specie con l’aggiunta dei Felyne vestiti da Kut-Ku.

Il salto da una console come il 3DS ad una come Switch porta sì molti vantaggi, ma anche qualche svantaggio. Personalmente, essendo ormai abituato alla presenza di un doppio schermo, avevo deciso di utilizzare appieno le sue funzioni, spostando molti elementi dell’HUD dallo schermo principale a quello secondario (come la mappa della zona o la borsa degli oggetti). Potrà sembrare stupido con uno schermo in 240p come quello del 3DS, ma volevo godermi l’azione senza avere troppe finestre su schermo. Riprendendo in questi giorni la mia avventura da cacciatore su una nuova console, ho notato sin da subito che molte di queste opzioni erano ovviamente assenti e di conseguenza l’HUD era stata riorganizzata in maniera tale da adattarsi al singolo schermo di Switch sia in modalità portatile che in fissa. Sarà una questione di abitudine e posso comprendere sia stata una soluzione di ripiego per far uscire al più presto questo porting, ma in un ipotetico futuro capitolo vorrei vedere un rifacimento dell’interfaccia grafica ancora più adatto alla console, o quantomeno alcune opzioni per rendere certi aspetti più minimalisti nell’ottica di occupare meno spazio su schermo anche in modalità portatile.

« Senti amico, ma Monster Hunter World?»

Non saprei che dirvi se non che più Monster Hunter esiste, più la mia anima da grinder perditempo è felice. Scherzi a parte, in caso abbiate iniziato con World su altri lidi e vi siate appassionati alla serie, stringete i denti per le mancanze dei miglioramenti di Quality of Life e tuffatevi senza troppe remore su Generations Ultimate. Che questa sia la vostra prima o seconda esperienza con il brand, vi assicuro che questo gioco saprà sicuramente ripagarvi con la sua mole immensa di contenuti e al tempo stesso vi fornirà anche un comodo riassunto di quel che è stato Monster Hunter pre-World.
Una domanda ben più importante, sempre tracciando un quadro generale della serie sarebbe:«E ora come andrà avanti la saga?». Auspicabilmente, mi piacerebbe vedere una dinamica simile a quella che accadde su console Sony all’indomani dell’uscita di Monster Hunter Tri su Wii, ossia l’esordio della sotto-serie “Portable” con Monster Hunter Portable 3rd su PSP, titolo rimasto esclusiva giapponese, ma pur sempre uno dei capitoli più venduti tra i Monster Hunter. L’ideale sarebbe vedere il continuo del filone Portable su console Nintendo (magari rinominato Hybrid per l’occasione?) e altri capitoli in stile World multi-piattaforma. Fermo restando che un livellamento in termini puramente grafici è tassativo, altrimenti Capcom correrà il rischio di presentare le uscite su Switch come giochi di serie B agli utenti meno esperti, quando in realtà dovrebbero avere pari dignità, vista l’attenzione e la cura nello sviluppo dalla quale sono sempre stati caratterizzati.

Monster Hunter Zinogre
Lo Zinogre, uno dei mostri più iconici della serie, fece il suo debutto proprio con Portable 3rd.

Missione Compiuta! Spero vivamente di avervi chiarito le idee riguardo a questo vecchio ma nuovo gioco. Mentre aspettiamo tutti insieme appassionatamente buone nuove per sapere di che morte dobbiamo morire se vogliamo continuare a cacciare su Switch anche dopo Generations Ultimate, vorrei invitarvi a fare un salto sul nostro gruppo Telegram. Al suo interno troverete diversi appassionati della serie (tra cui me) pronti a cacciare insieme o, più semplicemente, anche solo scambiare per due chiacchiere.
Da Phoenny per oggi è tutto, happy hunting!

MH ALL-STARS/10

  • Il Monster Hunter definitivo in termini di contenuti.
  • Ugualmente accessibile a neofiti e veterani.
  • Perfettamente in sintonia con la filosofia di Switch.
  • Il passaggio dal 3DS è stato tutto sommato indolore…
  • …ma l’HUD poteva essere riadattata meglio.
Un fantastico gioco action da spolpare in solitaria, online o con amici. Il fattore divertimento è assicurato, speriamo solamente in un rifacimento degli aspetti grafici e tecnici per i capitoli a venire.

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Sono l’appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l’indomani a colazione. Ho il “vanto” di essere il più giovane membro di Nintendoomed.
P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.

Autore: Alessandro "Phoenny" Bugari

Sono l'appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l'indomani a colazione. Ho il "vanto" di essere il più giovane membro di Nintendoomed. P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.