15 Ottobre 2016 • Notizia

Miyamoto parla di alcune curiosità su Donkey Kong

Durante un intervista, Shigeru Miyamoto ha parlato di alcune curiosità di cui non aveva mai discusso sullo sviluppo di Donkey Kong.

  • Miyamoto non ha lavorato sul porting del gioco per NES. Lo sviluppo venne affidato ad un team differente, in modo che potesse occuparsi degli altri giochi facenti parte della lineup della console.
  • I tempi di sviluppo furono molto ristretti, vista l’urgenza della divisione americana di rimpiazzare il prima possibile i cabinati invenduti di Radarscope, un loro precedente gioco. Preoccupato per il poco tempo a disposizione, Miyamoto telefonò a molti suoi amici avvisando loro che “non si sarebbe fatto sentire o vedere per circa due o tre mesi”. Lo sviluppo del gioco durò all’incirca cinque mesi e Miyamoto in quel lasso di tempo abitò in una casa appartenente all’azienda vicina al suo ufficio, in modo da agevolarne gli spostamenti. Per la fortuna di Miyamoto, in quella casa era presente una vasca da bagno.
  • Le idee su Donkey Kong andavano avanti e indietro tra Nintendo e Nintendo of Japan. Durante lo sviluppo l’azienda sottolineava costantemente quanto fosse importante pubblicizzare il gioco su scala globale.  Riguardo al titolo, Miyamoto voleva trasmettere l’idea di “stupida scimmia”. La parola “donkey” infatti, non stava a significare “asino” ma, stando al dizionario usato dallo sviluppatore, aveva “idiota” come significato secondario. Nintendo of America disse che non era così, ma a Miyamoto piacque talmente tanto il suono del titolo che decise di mantenerlo ugualmente.
  • Ricordate quando Miyamoto parlò a riguardo dell’età di Super Mario? Stando a quanto da lui riportato, Mario si ritrovava nei suoa seconda decade di età nel corso di Donkey Kong. “Non pensavo fosse una persona anziana. Lo vedevo più tra i 24 e 26 anni. Quando pensi alla storia, con Mario che rinchiude Donkey Kong, il quale poi scappa portandosi appresso la sua ragazza, era un giovanotto, uno scapolo. Ma capisco che alcuni pensino ora che abbia superato i 40 anni di età.”
  • In origine, Donkey Kong doveva avere un doppiaggio. Pauline infatti, una volta presa dall’antagonista, doveva gridare “Help! Help!”, e quando Mario saltava un barile doveva incoraggiarlo dicendo “Nice!”. Alcune persone nell’azienda però si accorsero che la pronuncia era strana e che, anche sotto la supervisione di un professore di madrelingua inglese, le parole non sembravano davvero quelle (quando Pauline urlava “Help”, sembrava che invece dicesse “Kelp”, ovvero “Alga”). Quindi il grido della ragazza fu rimpiazzato con il ruggito di Donkey Kong, e l’incoraggiamento con il suono “pi-ro-po-pon-pon!”. Miyamoto aggiunge che quest’ultima è stata una scelta vincente, in quanto il suono che usciva dal cabinato attirava nuovi giocatori. Inoltre, lo sviluppatore afferma che è da qui che ha imparato l’importanza degli effetti sonori.
  • Dopo l’esperienza con Donkey Kong, Miyamoto imparò a prendersi delle libertà nello sviluppo dei giochi. “Ero molto realista mentre lavoravo al gioco. Per esempio, se cadessi da un’altezza pari a quella del tuo personaggio dovresti romperti un piede, giusto?”.  Di conseguenza, se cadi ad un’altezza superiore a quella dello stesso Mario muori. In seguito, tuttavia, ho pensato che fosse meglio evitare situazioni del genere. Infatti, in Mario Bros. anche cadendo da un’altezza cinque volte quella di Mario, il giocatore non perde alcuna vita. Ma comunque, continuate a divertirvi con questo gioco molto fedele alla realtà in cui morite se cadete da una singola piattaforma.”

Fonte: MyNintendoNews

Sono nato con una PS1 davanti e all’età di 3 anni catturavo i miei primi Pokémon su Game Boy Color. Nintendaro con lievi sfumature di PC Master Race, il mio sogno è di diventare un game developer. In alternativa, potrei diventare un ciccione.

Autore: Leonardo "Dadoh" Simi

Sono nato con una PS1 davanti e all'età di 3 anni catturavo i miei primi Pokémon su Game Boy Color. Nintendaro con lievi sfumature di PC Master Race, il mio sogno è di diventare un game developer. In alternativa, potrei diventare un ciccione.