Miyamoto e Itoi ricordano il loro rapporto con Satoru Iwata

3 min.
23.07.2019
Notizie


Il libro Iwata-san, che racconta la vita e il lavoro dell’adorato presidente Satoru Iwata (1959 – 2015), è uscito proprio in questi giorni pubblicato dalla casa editrice Hobonichi, guardacaso posseduta da Shigesato Itoi (autore della serie Earthbound).

Itoi ha già ricordato alcuni momenti passati con Iwata, ma nel nuovo libro appaiono delle toccanti interviste a lui e a Shigeru Miyamoto, che IGN ha parzialmente tradotto in inglese.

Miyamoto ricorda:

Per me era un amico sopra ogni altra cosa. Non mi sembrava mai che fosse il mio capo o che io lavorassi sotto di lui. Non si arrabbiava mai, non abbiamo mai litigato

Nemmeno il fatto che un uomo di sette anni più giovane di lui fosse diventato presidente gli dava fastidio:

Era ovvio che lui era più adatto alla posizione di me.

Miyamoto e Iwata non hanno lavorato a molti giochi insieme, ma scambiarsi idee a pranzo era diventata una pratica comune. La prima volta è successa quando Iwata ancora lavorava per HAL Laboratory a Smash Bros., i due si sono incontrati a Kyoto e sono andati a mangiare ramen.

Nintendo non paga le spese sociali, quindi ognuno ha dovuto pagare le sue cose. Questa tradizione è continuata anche quando lui era presidente e io un dirigente.

Iwata si faceva chiamare “sorvegliante di Miyamoto”, e riusciva a ricordarsi le citazioni di Miyamoto meglio dell’autore stesso.

Da quando non c’è più, Nintendo va bene. Ha lasciato molte parole e strutture che vivono nel lavoro degli impiegati di oggi. L’unico problema è che, se mi viene qualche idea inutile nel weekend, il lunedì dopo non ho nessuno a cui parlarne. E non posso più sentirlo dire ‘Oh, a proposito di quella cosa…’, quello è un problema per me. Mi rende triste.

Shigesato Itoi ricorda:

I pranzi del lunedì con Miyamoto devono essere stati una delle cose preferite di Iwata

Itoi ha parlato di quando Iwata venne al suo studio a Tokyo per chiedergli di diventare consulente per HAL.

Iwata diceva che l’idea dietro il suo lavoro era rendere tutti felici: se stesso, i colleghi, i clienti… Usava la parola inglese ‘happy’ invece di quella giapponese, e ciò era molto carino. Dicono che ci si ricorda sempre i dettagli insignificanti, ma quando diceva ‘happy’, ti mostrava i palmi delle mani. Non me lo dimenticherò mai.

Una delle conversazioni tra Iwata e Miyamoto portò alla nascita del Nintendo DS, realizzando il volere del presidente precedente, Hiroshi Yamauchi (1927 – 2013) che avrebbe voluto una console con due schermi. L’idea venne loro nel parcheggio di un ristorante italiano.

Itoi aggiunge:

Il giorno del funerale di Iwata, pioveva a dirotto, e io e Miyamoto aspettavamo. A un certo punto gli ho chiesto se Iwata pensasse di poter guarire. Miyamoto ha risposto immediatamente, senza esitare: ‘Era convintissimo di poter guarire, non aveva la minima intenzione di morire.’ Quella risposta mi ha fatto capire quando Iwata e Miyamoto fossero vicini, e quanto si capissero l’un l’altro.

Itoi conosceva Iwata da quando i due avevano lavorato ad Earthbound nei primi anni ’90.

È difficile descrivere cosa ho provato quando l’ho incontrato la prima volta. C’era qualcosa di molto gradevole in lui. Anche senza conoscerlo, sapevi di poterti fidare.

Quello che apprezzo di Iwata è che non era mai insicuro, non si vantava o non si metteva a urlare per dimostrare la sua autorità. Potevi fare lunghe conversazioni con lui senza mai sentirti in imbarazzo.

I due si incontravano spesso, anche dopo che Iwata, in quanto presidente, era diventato estremamente impegnato.

Non facevamo altro che parlare, tanto che una volta mia moglie mi ha detto: ‘Voi uomini non fate altro che chiacchierare!’ A Kyoto, mi inventavo delle scuse per incontrarlo in città e chiacchierare, poi continuavamo a parlare a pranzo e mentre tornavamo a casa. Iwata lanciava una pallina per il mio cane mentre parlavamo. Poi mia moglie portava il cane a passeggiare, e quando tornava stavamo ancora parlando. A volte una conversazione iniziava nel pomeriggio e continuava fino alle 9 di sera.

[…]

Come capo di una grande azienda, probabilmente avrebbe dovuto avere una scorta, ma lui veniva sempre nel mio ufficio da solo. Prendeva un taxi, e mentre srotolava la sua valigia, riesco ancora a sentirlo dire ‘Ciao a tutti!’ con quella sua voce acuta.

Il libro, purtroppo, è disponibile solo in giapponese, ma potete comunque acquistarlo da questo indirizzo. Finché qualcuno non lo traduce almeno.

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