22 ottobre 2018 • Notizia

Miyamoto parla di come è nato il design di Link

  1. Per molti, il motivo per cui Link, il famosissimo protagonista di The Legend of Zelda, si chiami così non è certo un mistero, ma dietro alla creazione di questo emblematico personaggio si cela ben di più.

A parlarcene è il “papà” di Link in persona, Shigeru Miyamoto, in un’intervista al sito francese GameKult, dove sono stati appunto dati dettagli sul processo di creazione del personaggio.

Era già conoscenza comune il fatto che in principio si siano immaginati i pezzi della Triforza con chip elettronici, o che il gioco si sarebbe dovuto svolgere sia nel passato che nel futuro, rendendo Link, de facto, il collegamento tra queste due linee temporali, ma non eravamo a conoscenza di come effettivamente siamo arrivati al design di Link che tutti conosciamo.

A quanto pare, la paternità del suddetto design è da dare al produttore Takashi Tezuka che, per aggirare le limitazioni del NES, creò un personaggio dalla spada e dallo scudo ben visibili. Fissate le linee generali, restava unicamente da decidere il colore principale di Link, tra una scelta di tre tonalità: la risposta è arrivata con l’aggiunta al personaggio, per distinguerlo dalle armi che avrebbe impugnato, di orecchie a punta e un lungo cappello. Questi tratti distintivi portarono alla mente dei produttori il celebre Peter Pan che, come tutti sanno, veste di verde: il collegamento tra i due personaggi venne ben presto realizzato da Miyamoto, portandoci dunque al design che tutti conosciamo.

Fonte: NintendoSoup


Studente liceale amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente.

Lo trovate su Facebook e YouTube.

Autore: Luigi "Enpitsu" Riccio

Studente liceale amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente. Lo trovate su Facebook e YouTube.