Miitopia – RECENSIONE

7 min.
31.05.2021
Recensione


Miitopia è una pacifica terra in cui tantissimi Mii vivono in armonia. Finché un giorno il terribile Duca del Male non decide di invaderla. Per potenziare il suo esercito di mostri ha pensato bene di rubare i volti degli abitanti e applicarli a suddetti mostri. Un eroe o eroina avrà l’arduo compito di salvare il paese, aiutato da un nutrito gruppo di compagni. Di chi si tratta? Ditemelo voi!

È arrivato su Nintendo Switch, grazie a GREZZO, il gioco che… non causò una particolare reazione nel 2017, quando uscì in versione originale su Nintendo 3DS. Tra l’altro, è la prima volta che recensisco la remaster di un gioco che hanno annunciato quando stavo già su Nintendoomed. In ogni caso, quando hanno mostrato questa versione ero abbastanza perplesso: capisco i porting da Wii U, non molti ci hanno giocato e danno una seconda chance a quei giochi (punto di vista che ho reso abbondantemente chiaro), ma un gioco 3DS? Se fossi stato in Nintendo avrei preso la strada del sequel, come tra l’altro devono obbligatoriamente fare per Tomodachi Life. Queste erano le mie impressioni di partenza, sono cambiate?

L’inizio (e prima di esso)

Sì. E hanno iniziato a cambiare prima ancora che uscisse il gioco, con la demo che ha risvegliato l’amore della community per i Mii incoraggiandone la creatività con un editor super-flessibile che permette di creare qualsiasi cosa. Poi parleremo anche di quello, ma intanto diamo un’occhiata al gameplay di base.

Inizieremo, come in molti giochi a base Mii, creando (o importando dalla console Switch, o perfino rubando dai nostri amici o da altri utenti grazie a un codice speciale) il nostro personaggio, quello che teoricamente dovrebbe rappresentare noi stessi. Poi scegliamo per lui o lei una classe, tra mago, soldato, sacerdote, ladro e… cantante. Oltre alla classe dobbiamo scegliere il carattere del personaggio, basandoci su una piccola lista di tipi umani come sognatore, caparbio, energico ecc. Dopo aver salvato alcuni degli abitanti della città di Verdalboria, i cui volti sono stati rubati dal Duca, e aver raccattato dei compagni di viaggio, la nostra avventura inizia. Ad accompagnarci ci sono una misteriosa voce divina che fa da tutorial e un ancor più misteriosə eremita errante.

Basta giocare per poco tempo per accorgerci che Miitopia non è un RPG come gli altri. Anzitutto le battaglie a turni sono in larga parte automatiche, abbiamo solo la possibilità (e solo se lo vogliamo) di controllare le azioni del nostro personaggio, per gli altri ci deve assistere la fortuna. Ma fin qui pure Xenoblade, le battaglie automatiche non sono nulla. Il fatto è che anche l’esplorazione dei livelli è automatica, selezionato un pallino sulla mappa potremo solo guardare i Mii che camminano in avanti, a volte chiacchierando, a volte trovando uno scrigno, a volte incappando in un evento casuale, a volte iniziando una battaglia. A volte ci troveremo innanzi a un bivio, ma spesso non avrà ripercussioni sul luogo in cui finiremo, serve solo ad allungare il brodo di chi vuole il 100%, o forse a grindare livelli, chissà.

Il gruppo basato su Nintendoomed è il mio preferito.

Sì perché, come in ogni RPG che si rispetti, ci sono i livelli dei personaggi, e salgono con i punti esperienza ottenuti sconfiggendo nemici. Salendo di livello si imparano nuove mosse, ovviamente, diverse per ogni classe. Ora possiamo smettere di parlare degli elementi “classici” da gioco di ruolo e vedere cosa rende Miitopia unico: le relazioni tra i Mii. Oltre al livello “di potenza” ci sono anche i livelli di amicizia, coltivati tra coppie di Mii. Due Mii possono diventare amici in molti modi: passando la notte insieme in una locanda (ce n’è una alla fine di ogni livello, perfino nelle ambientazioni dove non ha molto senso tipo il castello del Duca del Male), oppure collaborando in battaglia o facendo delle attività insieme con i tagliandi incontro. Quando due Mii sono amici sbloccano varie azioni di coppia in battaglia: dal fare colpo sull’amicə sferrando un attacco più potente del normale, all’offrire di aiutarlə prima di un attacco, al vendicarsi sull’avversario se lə nostrə amicə finisce KO. Può anche capitare che i Mii litighino, se magari unə è gelosə dell’amicizia tra altri due, o se l’amicə usa un attacco che colpisce anche i compagni. Va da sé che quando un Mii è arrabbiatə con un altrə incorreremo in una serie di malus: ad esempio potrebbe rifiutare l’aiuto dell’altrə o addirittura impedirlə di attaccare i nemici.

102 ha la classe Scienziato in onore di tutte le notizie che ha schivato con la scusa della tesi.

Per impedire che le relazioni tra tutti questi Mii diventino complicate, una volta finito ognuno dei primi tre capitoli, il gioco ci farà cambiare gruppo: rimarrà solo il protagonista (ma dovrà scegliersi una classe e ricominciare dal livello 1 per evitare disparità) e arriveranno presto altri tre Mii. In compenso potremo scegliere ogni volta delle nuove classi, che diventano sempre più pazze: ci sono gatto, cuoco, fiore, panzer (gioco di parole sul concetto di tank, purtroppo perso in italiano) e altre. Miitopia sembra avere spesso paura di annoiare, e cambia le carte in tavola per esplorare più scenari possibili, potete vedere questa tendenza in positivo o in negativo, ma personalmente credo che un gioco intero con gli stessi quattro personaggi diventerebbe tedioso. Solo alle battute finali i tre gruppi si riuniranno, e gestire le amicizie di tutti diventerà un casino. Ma a quel punto subentrerà l’effetto crossover e sarà divertente vedere i Mii di vari periodi della nostra avventura interagire. Siamo incoraggiati a dare a ogni Mii una classe diversa, visto che il numero di classi è esattamente quello dei Mii che avremo alla fine (meno due classi speciali che si sbloccano nel post-game), ma niente ci vieta di avere un party di soli fiori.

Tornando agli elementi RPG, c’è anche l’equipaggiamento: ogni Mii ha un’arma e dei vestiti che aumentano le statistiche, ma non è possibile cambiarli liberamente, saranno i Mii stessi, tra un livello e l’altro, a chiederci di donare loro delle monete per comprare nuovi gear, e non è possibile tornare a un modello precedente. Se però quello nuovo vi fa proprio schifo (come i vari modelli di lana, quasi tutti bleah), è possibile applicarne solo le statistiche mantenendo l’aspetto di quello vecchio.

Abitante!

Un aspetto importante di Miitopia sono le identità dei personaggi, che dovremo ovviamente decidere tutte noi. Non solo quelle dei nostri compagni di squadra, ma anche quelle dei vari NPC. Prima di entrare in una nuova città, il gioco si interromperà e ci mostrerà i vari ruoli da riempire, con una sommaria descrizione di ciascuno. Starà a noi decidere chi dovrà essere assegnato a ogni ruolo. Se avete dei ripensamenti successivi, non temete, è possibile modificare tutti i Mii dalla voce “Registro > Enciclopedia” del menu. Come in ogni gioco di Mii, il limite è il cielo, e ancora di più con la versatilità dell’editor. L’editor è stato così tanto chiacchierato e memato ultimamente che ritengo meriti un paragrafo a parte. La poliedricità deriva dalla possibilità di aggiungere qualsiasi tipo di forma in ogni punto del volto del Mii. In stile “cubismo analitico” è possibile unire queste forme per creare le cose più strane. Bisogna fare anche attenzione a quali parti del viso stiamo usando: ad esempio le sopracciglia e gli occhi si muovono quando il Mii cambia espressione, e usando i componenti giusti è possibile evitare certi effetti collaterali che chi ha creato Mii complessi su Wii e 3DS conosce bene, come quando le sopracciglia usate per creare il ciuffo di Charlie Brown si inclinavano rovinando l’illusione. Qui è possibile, per esempio, usare la forma di un sopracciglio come se fosse un elemento decorativo, evitando che si muova nei momenti sbagliati.

A questo si aggiungono le parrucche, delle acconciature super elaborate e colorabili in ogni modo possibile, nonché dinamiche a differenza dei capelli di cemento tipici dei Mii, che possono dare un tocco anime al tutto. Unica pecca: quando un Mii ha una parrucca non può indossare un cappello.

Ci sono ancora degli accorgimenti che andrebbero presi per rendere il processo più facile, ma anche solo riuscire a creare Olimar colorando il naso e posizionando tre sghiribizzi a fare da capelli è soddisfacente. Inoltre, e questo è un problema storico dei Mii, il reparto baffi e barba rimane decisamente sottosviluppato. A parte questo, l’editor fa ben più di quello che deve e lo amiamo per questo. Se volete provarlo, vi basta scaricare la demo!

Una recensione equa, anzi, equina

L’ultimo grande cambiamento in questa versione Nintendo Switch di Miitopia sono i cavalli. Be’, il cavallo. Poco dopo l’inizio del gioco, incontreremo un cavallo tormentato da alcuni mostri, e una volta salvato lo trasformeremo in un compagno di avventure. Come tutto il resto, anche il cavallo è totalmente personalizzabile: possiamo dargli (o darle) un look realistico o cartoonesco, manto e crini di qualsiasi colore e acconciatura, e perfino aggiungere un corno sulla fronte. Il cavallo non è solo un mezzo di trasporto: come con gli altri membri del gruppo, ogni Mii può fare amicizia con lui (o lei), e sbloccare varie azioni. Con il cavallo si può attaccare, può accelerare la guarigione di un Mii ferito, e tanto altro ancora.

Miitopia BoJack
Sarà un nome scontato, ma sempre meglio di chi l’ha chiamato Epona.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, la grafica HD è bella da vedere ma ho notato alcuni rallentamenti nelle aree più affollate di Mii. Inoltre, certi comandi in battaglia che prima erano sul touch screen, e quindi sempre a disposizione, ora sono da evocare premendo X, e bisogna farci un po’ la mano.

Un editor super memoso e un cavallo per amico, bastano queste novità a rendere Miitopia su Nintendo Switch degno di essere comprato? Scusate la non-risposta, ma… dipende da voi. Miitopia non è un gioco perfetto, ha molti momenti frustranti, come i Mii che litigano, e sezioni che sembrano messe solo per allungare il brodo e portare (cito una recensione della versione 3DS che ho trovato su Metacritic) un gioco da una quindicina di ore alle 30-35 che sono standard per i JRPG. Tutto ciò è controbilanciato dalle singolari meccaniche di amicizia e dalla comicità random dei Mii (trasportare le meccaniche dei giochi Tomodachi in un RPG non era un’impresa da poco), che strapperanno ben più di un sorriso, come dimostra la quantità industriale di screenshot che ho salvato durante la mia avventura.

Miitopia
“COMEM, 102, DOVE **** SONO LE 50 NOTIZIE SU SONIC CHE VI HO DETTO DI FARE?!”

Sta di fatto che tutto questo potrebbe stancarvi presto, e vi capirei perfettamente: io stesso non ho completato il post-game della versione 3DS, all’epoca.

La versatilità dell’editor nuovo è in un certo senso anche un punto a sfavore di Miitopia, visto che chi è interessato solo a quello può fare tutto anche dalla demo gratuita. Se fossi un cinico uomo d’affari avrei limitato leggermente l’editor della demo per spingere gli artisti a comprare la versione completa, ma anche lì, 50 euro per un editor sono un po’ tanti. Se non avete mai provato la versione 3DS o semplicemente volete vedere i Mii in HD, condividere qualche momento memoso tra i personaggi dei vostri videogiochi/serie/qualsiasicosa preferiti e sognare che aspetto potrebbe avere un Tomodachi 3 su Switch, ve lo consiglio sicuramente. Se invece avete già il sospetto che non vi piacerà, temo non ci sia niente al suo interno che possa conquistarvi.

Cercate solo di non farvi arrestare in Russia.

FUORI DI TESTA/10

Prendo a pretesto la recente vittoria italiana all’Eurovision per dirvi che Miitopia è consigliato a chi non ha mai provato la versione 3DS o semplicemente vuole ridacchiare con i Mii in HD e condividere qualche momento memoso online. Se invece avete già il sospetto che non vi piacerà, temo non ci sia niente al suo interno che possa conquistarvi.