4° anniversario del Wii U – Top 10 dei migliori giochi per la console

17 min.
30.11.2016
A ruota libera


Non riesco a crederci, sono già passati quattro anni. Quasi un lustro fa veniva lanciato, un po’ in sordina, il successore del Wii, nonché uno dei prodotti griffati Nintendo più controversi della storia. Ovviamente parliamo del Wii U, la prima console in HD del colosso di Kyoto, la console con il “paddone” che è tuttora di dubbia utilità, la console che ancora non si è ben capito a quale pubblico si volesse rivolgere esattamente, la console fuori tempo massimo nata sbagliata e, conseguentemente, la console della Grande N più fallimentare di tutti i tempi (mettendo per un attimo da parte il Virtual Boy, naturalmente).

Mentre il Nintendo 3DS pare essere ancora più o meno vivo (l’anno prossimo sono addirittura in uscita alcuni nuovi giochi per questo ormai anziano handheld), il Wii U non si presenta altrettanto in forma ora come ora. Con Nintendo Switch in arrivo nel marzo del 2017 e nessun’altra esclusiva all’orizzonte (forse Project Giant Robot?), è ormai chiaro a tutti che il Wii U sia arrivato al capolinea.
Quattro anni di vita sono tutto sommato non pochissimi per una console, ma che questa morte sia abbastanza prematura è reso piuttosto evidente da diversi fattori, primo tra tutti dalla carestia di uscite che ha colpito la piattaforma in quest’ultimo periodo. Ciò forse è stato dovuto al fatto che, come si specula, molti dei progetti inizialmente previsti per Wii U sarebbero stati dirottati su Nintendo Switch (anche un po’ comprensibilmente). Comunque stiano le cose, la ludoteca della quale questa console si può vantare è in ogni caso di tutto rispetto, non pensate?

Chiariamoci, credo che il Wii U sia in assoluto la macchina da gioco di Nintendo più dimenticabile di sempre, visto che non ha avuto nessun tipo di influenza commerciale o culturale e non ha fornito nessuna vera innovazione. E prevedo pure che tra qualche tempo, quando tutte le esclusive di spicco che questa piattaforma ospita saranno prevedibilmente portate su altri lidi (come già sta accadendo, si veda Yoshi’s Woolly World e Mario Maker su Nintendo 3DS, così come Splatoon e Mario Kart 8 su Nintendo Switch), si tenderà a ricordare il Wii U come la console di Nintendo più inutile mai esistita.
Tuttavia, la relativamente magra line-up di giochi che questa sfortunata macchina ci propone presenta degli standard qualitativi piuttosto elevati e nasconde numerose perle al suo interno. E già che siamo qui a recitare una sorta di requiem in prosa, potremmo approfittare dell’occasione per tirare le somme e rivisitare insieme alcuni dei migliori giochi disponibili per questa console.
Quella che segue è…

la top 10 dei migliori giochi per Wii U!

La classifica include solo giochi disponibili unicamente per Wii U. Giochi multipiattaforma, porting e rimasterizzazioni, in quanto giocabili anche su altre console, non sono ammessi. Questi sono i dieci giochi originali ed esclusivi che personalmente reputo essere i migliori tra quelli acquistabili per la suddetta piattaforma.

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10) Captain Toad: Treasure Tracker

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Un “giochino” semplicissimo, leggero, non troppo impegnativo, piuttosto corto (lo si porta a termine in un pomeriggio) e con pochissime pretese che è però caratterizzato da uno charme davvero irresistibile.

Si tratta chiaramente di uno spin-off di Super Mario 3D World, titolo nel quale il buon Capitan Toad (personaggio che ha debuttato in Super Mario Galaxy) fu reso per la prima volta giocabile in dei livelli appositi. EAD Tokyo ha semplicemente estrapolato il gameplay di quelle sezioni  lì e le ha espanse più che poteva al fine di confezionare un prodotto che potesse reggersi sulle proprie gambe. Sorprendentemente, il risultato è davvero gradevole.

Si gioca nei panni del già citato Capitan Toad e di Toadette, che sono in cerca di “Iper Stelle” in giro per il Regno dei Funghi. Questi due, portando in spalla degli zaini troppo pesanti, non sono in grado di saltare e possono quindi compiere solo quattro azioni: camminare, correre, raccogliere e lanciare (queste ultime due sono chiaramente riprese dal tanto bistrattato Super Mario Bros. 2 occidentale). Le meccaniche di base sono davvero tutte qui ed è al level design che viene quindi intelligentemente affidato il compito di fornire varietà.

I livelli stessi ricordano alle volte un po’ le test room di Portal, dove bisogna risolvere un puzzle ambientale per arrivare al proprio obiettivo, e altre volte dei normali livelli di Super Mario dove bisogna semplicemente superare gli ostacoli per raggiungere il traguardo (che è sempre rappresentato da una Iper Stella). Spesso accade pure che ci si ritrovi davanti a dei livelli di Super Mario 64 in miniatura, cioè largamente basati sull’esplorazione. In ogni quadro, infatti, oltre alla Stella si possono raccogliere anche tre Gemme (che sono solitamente ben nascoste) e vari oggetti che possono aiutare a completare al 100% il gioco.

Ciò, più il fatto che molti livelli hanno una progressione non lineare, permettono a Captain Toad: Treasure Tracker di assomigliare molto vagamente, ma quanto basta, ai Mario 3D più tradizionali (personalmente mentre ci giocavo mi ha ricordato in più occasioni di Super Mario Galaxy in particolare). Ed è probabilmente qui che risiede la maggior parte del fascino di questa avventura a base di Toad.

Ai livelli normali si aggiungono anche alcune varianti, tipo delle piacevoli, benchè insipide, sezioni da sparatutto su binari (no, Toad non imbraccia un fucile né impugna una pistola, lancia rape) e dei divertentissimi livelli bonus/minigiochi nei quali si possono raccogliere monete su monete al fine di accumulare vite.

Purtroppo, però, questo è anche un gioco piuttosto povero di contenuti e quindi non adatto a chi magari cerca qualcosa che lo tenga impegnato per un po’ di tempo. Finire al 100% Captain Toad: Treasure Tracker, però, è sufficientemente impegnativo e fornisce soddisfazioni, come ho già fatto intendere. Usando l’amiibo di Toad si può anche sbloccare una modalità simile ad una caccia al tesoro che offre un bonus simpatico.

Devo muovere delle critiche anche al sistema di controllo che riprende da Super Mario 3D World e da Super Mario 3D Land una caratteristica davvero insensata: è necessario tenere premuto un tasto per correre. Questo è grave perché complica l’uso del touch screen che sarebbe altrimenti ottimamente integrato nel gameplay. Si può interagire con ambienti e nemici semplicemente toccandoli e la cosa torna molto utile, ma per fare questa cosa si è obbligati a smettere di correre, a meno che non si voglia fare i contorsionisti con la mano, il che è scocciante.

Voglio concludere su una nota positiva, ovvero parlando della grafica di questo gioco: è davvero stupenda. È colorata, pulitissima, sembra un cartone animato, nessun gioco di Mario o spin-off è mai stato così bello da vedere, basti guardare lo screenshot qua sopra per capirlo.

9) The Wonderful 101

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Un gioco edito da Nintendo ma confezionato da uno studio celebre quale Platinum Games. Concepito dalla mente del famoso Hideki Kamiya, creatore di Devil May Cry, Viewtiful Joe, Okami e Bayonetta, si tratta essenzialmente di un gioco d’azione a base di combo e botte da orbi coreografiche e sopra le righe.

In The Wonderful 101 non si controlla un personaggio, bensì una moltitudine contemporaneamente, fino a cento per volta. È forse per questa ragione che graficamente, almeno sul lato tecnico, questo gioco non si presenta benone, perché la console deve renderizzare in ogni schermata una massiccia quantità di modelli poligonali.

Come già accennato, si tratta di un gioco d’azione, non troppo diverso da un Bayonetta o da un Devil May Cry per certi aspetti, ma con una particolarità: il giocatore ha a disposizione più armi tra le quali scegliere e può passare da una all’altra in tempo reale durante il gameplay. Come? Usando il touch screen o sfruttando la levetta analogica destra per disegnare dei simboli annessi, come per esempio un cerchio per sferrare pugni, una linea dritta per sfoderare una spada ed una linea ondulata per tirare fuori una frusta. Il trucco, però, sta nel fatto che il giocatore è limitato nel disegnare dal numero di personaggi che ha in squadra, più ne ha e più grandi potrà delineare quei simboli sopracitati. E più grandi saranno i simboli e più danni causeranno i propri attacchi.

È principalmente in questo aspetto che risiede il carisma del gioco, cambiare al volo la propria arma e combinare i vari attacchi tra di loro per esibirsi in combo elaborate è decisamente esaltante e il divertimento deriva dalle sperimentazioni che il giocatore può fare in questo ambito. Peccato solo che a volte il gioco diventi sin troppo casinista, affollando le schermate a tal punto che diventano a tratti di difficile lettura. Ciò, purtroppo, scaturisce in dei momenti di pura frustrazione, soprattutto nella battaglie contro i boss. A questo proposito, pure una risoluzione maggiore dell’immagine avrebbe aiutato a rendere il gioco più chiaro nei contesti eccessivamente concitati.

Tuttavia, il gioco rimane una perla, una sorta di picchiaduro a scorrimento in salsa moderna e dal gameplay fracassone seppure raffinato.

8) Pikmin 3

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Gli appassionati di Pikmin hanno atteso questo gioco davvero a lungo. Shigeru Miyamoto già nel 2006 fece intendere che il terzo esponente di questa serie sarebbe arrivato su Wii e fino al 2012 di tanto in tanto ribadì la promessa, assicurando ai fan che ci stava lavorando. Poi accadde ciò che era prevedibile, cioè venne cambiata la piattaforma e quindi Pikmin 3 alla fine si fece davvero, ma su Wii U.

Pikmin 3 fu addirittura il primo gioco a venire confermato ufficialmente per Wii U e Nintendo decise di sfruttarlo come showcase tecnico, per mostrare da subito i muscoli della sua nuova console. Non era la graficona “next-gen” che molti speravano, ma era difficile non rimanere subito incantati dall’acqua cristallina e dagli ambienti notevolmente fotorealistici. Il colpo d’occhio offerto non era (e ancora non è) affatto male, anzi.

Per il resto, invece, è davvero un buon gioco. È stato il mio primo contatto con la serie in assoluto e l’ho adorato. Spesso si dice che Pikmin sia una delle prove dell’esistenza della fantomatica “Nintendo Difference” e, qualsiasi cosa voglia dire, io mi ci trovo d’accordo. Molti ritenevano che il genere degli RTS, quello dei giochi di strategia in tempo reale, non fosse fattibile su console senza una tastiera ed un mouse, ma Nintendo ci ha straordinariamente e brillantemente dimostrato il contrario proprio con Pikmin.

Pikmin 3 (e più generalmente l’intera serie) è un cocktail di azione, strategia, esplorazione e survival dove l’unico vero nemico è la natura. Guidando il nostro esercito composto da queste creaturine chiamate, appunto, Pikmin, dovremo sopravvivere ai vari predatori che infestano il pianeta PNF-404 mentre lo esploriamo in cerca di cibo. Ai Pikmin, di cui ne esistono diverse tipologie con diverse abilità, possono essere impartiti ogni genere di ordini semplicemente lanciandoli verso un obiettivo (che può ad esempio essere un nemico da attaccare).

La novità di questo terzo gioco è che stavolta si controllano contemporaneamente tre personaggi, cioè potenzialmente fino a tre squadre di Pikmin allo stesso tempo. Fare “multi-tasking” e “resource management” è d’obbligo e la parte più divertente del gioco sta nel riuscire ad escogitare di giorno in giorno tattiche che ci permettano di svolgere un maggiore numero di incarichi nella maniera più efficiente possibile prima che tramonti il sole.

L’unica grossa critica che si può muovere al gioco riguarda l’AI dei Pikmin che alle volte si dimostra un po’ troppo stupida: capita che quegli esserini colorati non riescano a seguire il proprio leader e che si perdano per strada, o che occasionalmente non riescano a capire al volo gli ordini impartiti, ma non è nulla di troppo frustrante.
Inoltre, raccomando di giocarci con Telecomando Wii (possibilmente con Wii Motion Plus, ma non è un obbligo) e Nunchuk, quello schema di controllo è molto più intuitivo, immediato e preciso rispetto a quello basato sulle due levette analogiche del Wii U Gamepad.

7) FAST Racing NEO

Fast Racing Neo

Ebbene sì, uno dei migliori titoli che potreste comprare per Wii U è un gioco di corse futuristico come tanti altri confezionato da uno studio indipendente tedesco composto da una manciata di persone.

Si tratta di un gioco caotico ed ignorante dove tutto ciò che conta è andare il più velocemente possibile e tagliare il traguardo per primi. Il sistema di guida è molto semplice, è praticamente ridotto all’osso e non offre meccaniche molto complicate o raffinate, ma non è importante. FAST Racing NEO ha una formula parecchio arcade e francamente non presenta molto spessore ludico, ma è comunque un qualcosa di incredibilmente entusiasmante e divertente da giocare.

Il succo del gameplay di questo gioco sta nel riuscire a non sprecare il boost, utilizzandolo saggiamente in modo da mantenere in maniera costante una velocità parecchio sostenuta. Poco importa se questo vi porterà a sbattere ripetutamente contro il bordo della strada, al gioco non interessa che guidiate ordinatamente.

Non potete immaginare quanto possa essere appagante sfrecciare per periodi prolunganti di tempo a centinaia di kilometri all’ora, roba da farvi arrivare il cuore in gola per l’adrenalina. È assolutamente da lodare anche la discreta varietà di vetture utilizzabili, ognuna delle quali comporta un feeling ben distinto: è un modo intelligente per accomodare tutta una serie di stili di gioco differenti.

A completare questo gameplay frizzante c’è un track design in generale eccellente e molto vario, riscontrabile in tutti e sedici i circuiti inclusi nel gioco, ai quali se ne aggiungono poi altri otto grazie ad un DLC chiamato NEO Future Pack, il cui acquisto è consigliatissimo.

Il gioco in sé assomiglia superficialmente ad F-Zero, ma nella sostanza le analogie da constatare sono ben poche. In ogni caso, se siete appassionati di quella serie, questo gioco vi piacerà comunque parecchio, soprattutto se deciderete di cimentarvi nella impegnativa “Hero Mode“.

Concludiamo accennando al profilo visivo di FAST Racing NEO: è incredibile. Questa, almeno sul piano tecnologico, è la miglior grafica mai vista sulla console e il tutto gira a 60 fotogrammi al secondo con alcuni sporadici ed impercettibili rallentamenti. Considerando l’hardware limitato del Wii U, è davvero tanto impressionante quello che Shin’en, il team di sviluppo di questo gioco, è riuscito a creare.

FAST Racing NEO nasce come esclusiva per il Nintendo eShop del Wii U, ma il mese scorso Nintendo stessa ha pubblicato a prezzo budget un’edizione retail del gioco nei negozi europei, quindi potete comprare quella se preferite. Per altro, la versione fisica include già i DLC, non dovrete comprarli a parte successivamente.

Se volete ulteriori informazioni, qui trovate la recensione di FAST Racing NEO e qui quella del NEO Future Pack, entrambe redatte dal sottoscritto.

6) Mario Kart 8

Mario Kart 8

Ho un rapporto complicato con questo gioco e con l’intera serie della quale fa parte più in generale. Adoro passarci le ore appresso, frequentemente mi viene voglia di tirarlo fuori, ma quasi ogni volta che lo faccio succede che finisco per uscire dai gangheri. Lo sapete già il perché, gli oggetti. Solitamente non ho grossi problemi a questo proposito con gli altri Mario Kart, ma sono sicuro che questo gioco qui abbia il sistema di distribuzione degli oggetti più sbilanciato in assoluto (anche perché ne sono stati introdotti parecchi di nuovi che sono particolarmente sgravi). Nonostante questo irritante aspetto, però, continuo a pensare che, tra tutti gli esponenti della serie, questo sia probabilmente il migliore mai uscito.

Leviamoci prima di tutto le ovvietà di torno: visivamente lascia a bocca aperta. È davvero, davvero, DAVVERO bello, solo l’aliasing rovina un po’ la cornice. È così bello che quando vidi il primo trailer del gioco pensai che i filmati fossero tutti pre-renderizzati, non riuscivo a credere che il Wii U fosse in grado di reggere grafica di quel genere, a 60 fotogrammi al secondo costanti per giunta. E adoro anche l’artstyle in ogni suo aspetto, in particolare per quanto riguarda le scelte cromatiche, spero che prima o poi esca un gioco di piattaforme in 3D di Mario che offra lo stesso colpo d’occhio di Mario Kart 8.

Passando ad aspetti un po’ più concreti, invece, il gioco conta un totale di 48 circuiti (36 se si escludono i DLC, il primo ed il secondo pacchetto, dei quali consiglio vivamente l’acquisto) e la maggior parte di questi sono assolutamente strepitosi. Credetemi quando dico che Mario Kart 8 vanta il miglior track design dell’intera serie, anche per merito della varietà di situazioni che le diverse piste propongono: ci sono sezioni normali, sezioni aeree, sezioni subaquee e sezioni a gravità zero che si alternano frequentemente l’un l’altra, impedendo al gameplay di diventare stagnante.

Per ultimo ma non ultimo, il modello di guida di questo gioco è inaspettatamente profondo. Gli altri Mario Kart, tolti gli oggetti, non sono nulla di eccezionale, ma in questo gioco anche solo scorrazzare sul proprio kart garantisce ore di divertimento. Questa maggiore raffinatezza nelle meccaniche di guida, che comunque non va a complicare inutilmente l’intuitivo sistema di controllo, è messa in evidenza anche dalla presenza di monete sui vari tracciati. Più monete si raccolgono e più si va veloce, ma per riuscire a collezionarne un bel mucchio il più rapidamente possibile è spesso necessario mettere in mostra le proprie abilità da pilota.

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5) New Super Mario Bros. U

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Uno dei giochi di Nintendo più sottovalutati di sempre, ma molto giustamente stavolta. Questo gioco di lancio per Wii U racchiude tutte le pessime strategie commerciali che il colosso di Kyoto è solito mettere in atto.

New Super Mario Bros. U uscì nel novembre del 2012, appena quattro mesi dopo New Super Mario Bros. 2 per Nintendo 3DS, un titolo che pubblico e critica accolsero solo tiepidamente per la maggior parte. Io e molti altri appassionati della serie rimanemmo scottati da quel gioco, ci lasciò così delusi che decidemmo di snobbare a prescindere l’allora imminente controparte in HD. Comprai un Wii U al day one, ma non New Super Mario Bros. U, e così fecero in tanti. A poco servirono gli sforzi di Nintendo di costruire hype attorno a questo gioco con affermazioni del genere “è la prima volta che Mario è disponibile al lancio di una console sin dal 1996, non potete perdervelo”. Per noi era una questione diversa, “è solo un altro New Super Mario Bros., non ci casco più”.

Personalmente rimasi di quell’idea a lungo, ma già nell’aprile successivo riuscii a trovare il gioco a metà prezzo. Era troppo invitante per riuscire ad ignorarlo così decisi di prenderlo, ma non ci giocai subito perché non ne avevo voglia: il ricordo di New Super Mario Bros. 2 era ancora troppo vivido.

Un po’ di tempo dopo lo iniziai, finalmente, e… che gradevole ed inaspettata sorpresa! I primi due mondi sono noiosetti, con qualche occasionale e lodevole guizzo, ma superato il deserto ad aspettare il giocatore c’è un’oasi popolata da livelli straordinari. Ed è da quelli che si può capire che EAD Tokyo si è davvero impegnata nella realizzazione di New Super Mario Bros. U.

Il level design di questo gioco non ha nulla da spartire con quello degli altri New Super Mario Bros., è curatissimo ed è forse il migliore di tutta la serie in 2D (o comunque riesce a competere a testa alta con quello dei grandi classici). È pieno di inventiva, fornisce un ottimo senso di progressione e la difficoltà è ben calibrata ed incrementa adeguatamente ad un ritmo azzeccato.

Avete presente che tutti odiano i livelli acquatici? Beh, questo gioco ha persino degli ottimi stage sottomarini, NON VI PRENDO IN GIRO. E le solite noiose boss battle? Beh, alcune ritornano, ma per la maggior parte si sono inventati cose nuove e il risultato non è davvero male, almeno un paio (ma anche più) di questi scontri sono memorabili. Quanto a Yoshi, che nelle sue ultime apparizioni è stato cavalcabile solo in livelli specifici? Beh, in questo gioco è ancora così, purtroppo, ma a compensare ci sono i nuovi adorabili ed utilissimi Baby Yoshi che seguono Mario ovunque e sono utilizzabili in quasi ogni livello (fanno solitamente eccezione quelli dei boss).

I problemi grossi di questa produzione sono tutti celati nel suo profilo artistico, soprattutto nella sua colonna sonora: quelle di questo gioco non sono brutte musiche, ma le abbiamo già sentite mille volte negli altri New Super Mario Bros, ne siamo stufi. Sul fronte grafico la situazione è meno drammatica: è vero che è sempre il solito artstyle, ma ci sono molti nuovi assets e l’alta definizione (inedita per la serie) fa il resto.

Insomma, adoro New Super Mario Bros. U, è semplicemente un ottimo gioco di Mario e se questo è quello che cercate dovreste buttarvici a capofitto. Ne esiste anche un DLC che purtroppo non ho mai avuto occasione di giocare e del quale non posso quindi parlarvi, New Super Luigi U, che è praticamente quasi un gioco a parte. Acquistando la versione “Nintendo Selects” di New Super Mario Bros. U, però, avrete tutti i contenuti aggiuntivi in omaggio.

4) Splatoon

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Quattro posizioni fa parlavo di Pikmin e di come quella serie rappresenti perfettamente quel tipo di creatività della quale solo Nintendo sembra essere capace. Beh, Splatoon non è di certo da meno.

Qualche anno fa andava di moda dire che “Nintendo non fa nuove IP” e anche se questa affermazione non è esattamente corretta, cela comunque un fondo di verità. Nintendo mai ha smesso di fare nuove IP, ma in tempi recenti ha accuratamente evitato di puntare su giochi inediti, pubblicizzandoli poco e nulla e/o fornendo poche risorse agli sviluppatori. Splatoon, però, è stata la prima nuova IP ad aver ricevuto le adeguate attenzioni di Nintendo dai tempi dello stesso Pikmin sopracitato.

Se l’interpretazione nintendara degli RTS è Pikmin, Splatoon è essenzialmente la stessa cosa ma per gli sparatutto. Questo gioco fa ben sperare che su Switch i game designer di EAD potranno avere l’occasione di sperimentare con generi di gioco non coperti da altre serie di Nintendo.

Splatoon è, insieme a Mario Kart 8, una delle esperienze online per eccellenza per Wii U. Come già detto, si tratta di uno sparatutto, ma invece di sparare piombo o laser si spara vernice e lo scopo del gioco non è quello di collezionare kill, bensì quello di fare affermare il più possibile il proprio colore: si gioca 4 vs. 4 e la squadra che riesce a colorare di più la mappa, vince. Non che non si possa anche sparare agli avversari, ma farlo li rispedirà semplicemente al punto di respawn, rallentando la loro avanzata, non influirà direttamente sul risultato della partita.

La vernice ha anche altre ragion d’essere: quella nemica ci fa impantanare se calpestata, mentre non solo si può tranquillamente camminare sulla propria, ma ci si può addirittura nuotare tramutandosi in un calamaro e muovendosi dunque più agilmente. Colorare ciò che ci circonda, dunque, non è qualcosa che serve unicamente per poter vincere, farlo è fondamentale anche al fine di potersi muovere in maniera efficiente. Brillante.

La varietà non manca, ci sono un discreto numero di modalità, una buona quantità di mappe ed un sacco di armi, oggetti ed abilità speciali annesse che permettono di personalizzare il proprio personaggio.

C’è anche una campagna single-player molto gradevole da giocare, per quanto breve ed insoddisfacente (alla fine si avverte la sensazione di non averne abbastanza). Funge più da tutorial per il multiplayer che altro, ma è comunque degna di nota e meritevole di attenzione.

3) Super Smash Bros. for Wii U

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Ok, era estremamente scontato che Smash Bros. avrebbe fatto capolino in questa lista.

Evito di dilungarmi su questo perché temo che potrei sparare qualche ovvietà di troppo: sapete già cos’è e sapete già che è un gioco davvero buono. È, detto molto semplicemente, l’esperienza multiplayer definitiva per Wii U, così come per qualsiasi altra console del colosso di Kyoto dai tempi del Nintendo 64 in poi. Ed è probabilmente anche il miglior Super Smash Bros. visto finora, nonché il più ricco di contenuti. E poi, in quale altro gioco avete visto icone quali Pac-Man, Mega Man e Sonic tutte insieme?

Purtroppo, però, tenete a mente che per giocarci online in maniera ottimale avrete bisogno di un’ottima connessione ad internet e possibilmente di un collegamento tramite cavo ethernet tra il modem e la console: questo gioco non è permissivo quanto Mario Kart 8 e Splatoon in quanto a lag, essendo crucialmente basato sull’azione in tempo reale.

È, inoltre, un gioiellino tecnico, essendo uno dei pochissimi giochi per Wii U a girare a 1080p e a 60 fps granitici, nonostante il curatissimo comparto grafico che lo caratterizza.

Sì, ci sono pure numerosi DLC, ma potete fare a meno di preoccuparvi di quelli se non ne siete interessati, non sono nulla di davvero fondamentale.

2) Super Mario Maker

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Volevo includere a tutti i costi Super Mario Maker in questa classifica, ma non riuscivo a decidere se avesse senso. Considerando la sua natura di “gioco-non-gioco”, Inizialmente ho pensato di riservagli giusto una menzione d’onore, ma alla fine ci ho ripensato. Sì, è in sostanza solo un editor di livelli, ma non è nulla di troppo diverso da un set di blocchi da costruzione. E con i LEGO non si fa altro che giocare, dopotutto.

Comunque, vedete lo screen qua sopra? Proviene da un livello intitolato Super Mario vs. Mecha Bowzilla. Cliccate e guardate il video. Sì, è stato realizzato in Super Mario Maker, sul serio, questo è il potenziale del gioco.

Quello che distingue Super Mario Maker da altri giochi simili è che gli strumenti che il suo editor dei livelli mette a disposizione del giocatore sono estremamente intuitivi, pur mantenendo una versatilità che è francamente impressionante. I vari elementi piazzabili nei propri livelli sono numerosissimi, hanno anche delle varianti e possono essere combinati gli uni con gli altri con estrema naturalezza e in un sacco di modi diversi. Il fantastico editor di questo gioco mette pienamente in mostra la genuina genialità celata alla base del game design dei classici giochi di piattaforme di Super Mario.

È divertente creare livelli e lo è altrettanto giocare a quelli altrui, anche se per trovarne di davvero buoni tra i milioni caricati dagli utenti forse dovrete scavare un po’ (personalmente vi consiglio tantissimo quelli di Kiavik, l’autore del sopracitato Super Mario vs. Mecha Bowzilla).

Insomma, nel caso vogliate giocare a fare i level designer, ma anche solo se vi piace la serie, fate vostro Super Mario Maker, possibilmente su Wii U (la versione per Nintendo 3DS, in uscita il 2 dicembre, non consentirà agli utenti di caricare livelli su internet, per qualche ragione).

1) Donkey Kong Country: Tropical Freeze

Esattamente un anno fa pubblicai l’articolo commemorativo del terzo anniversario del lancio europeo del Wii U. Si intitolava “Il Wii U ora ha tre anni, ma forse gli manca ancora qualcosa di importante” e lo scrissi per denunciare qualcosa di preoccupante: su questa console notavo la carenza di nuove esperienze single-player “nintendose” di alta qualità. Dov’erano finiti i gioconi da 10 e lode di EAD e compagnia? Ebbene, se avessi giocato prima a Donkey Kong Country: Tropical Freeze, probabilmente non mi sarei mai neanche sognato di scrivere quell’articolo.

Si tratta del quinto gioco di quella serie alla quale Rareware diede natale negli anni ’90 ed è davvero, in assoluto, la ragione numero uno per possedere un Wii U. I talentuosi ragazzi texani di Retro Studios, capeggiati ancora una volta da un veterano quale Kensuke Tanabe, hanno confezionato quello che potrebbe essere un valido candidato al titolo di miglior gioco di piattaforme di tutti i tempi. Non sto neanche esagerando.

Un po’ meno intuitivo di un gioco di Mario a caso, seppure altrettanto accessibile e di spessore, Donkey Kong Country: Tropical Freeze propone più o meno le stesse meccaniche già viste in Donkey Kong Country Returns per Wii. L’unico personaggio che si può controllare è, appunto, Donkey Kong, un gorilla grande e forzuto che quindi si muove e salta in maniera alquanto sgraziata. Insomma, questo primate non è affatto atletico quanto un certo idraulico ghiotto di funghi di sua conoscenza. In compenso può effettuare delle capriole la cui funzione primaria è quella di mandare K.O. i nemici, ma che gli permettono pure di accelerare per pochi istanti e conseguentemente di effettuare balzi ben più slanciati.

Un’altra azione che Donkey Kong può compiere in questo gioco è quella di raccogliere e scagliare oggetti. Distruggendo in questo modo dei barili, Diddy Kong, Dixie Kong o Cranky Kong potrebbero spuntare fuori e decidere di aiutare il loro amico/parente scimmione nelle sue avventure. La compagnia di questi tre funge da vero e proprio power-up, in perfetto stile Super Mario: ognuno di loro aggiunge alla formula un’abilità speciale e permette al giocatore di subire più colpi (quattro, quando di base il limite è due).

Gli scenari sono numerosissimi e presentano tutti un level design vario e veramente impeccabile che riesce da subito a dimostrarsi alla portata di chi cerca una sfida davvero intensa ed impegnativa. Ed è proprio qui che si può capire quanto buono sia Donkey Kong Country: Tropical Freeze, perché nonostante sia difficilissimo, per quanto si possa fare schifo a giocarci, non ci si sente mai frustrati. Un qualsivoglia senso di rabbia è sempre subito soffocato dalla consapevolezza che la colpa davvero non è mai, e dico mai, del gioco. Tutto gira attorno alle abilità del giocatore e ogni volta che si muore si avverte solo l’impellente stimolo di voler riprovarci di nuovo. È qualcosa di raro.

Per i livelli, inoltre, sono disseminati un sacco di collezionabili che, insieme alla presenza di uscite secondarie che conducono ad ulteriori stage nascosti, aggiungono una certa rigiocabilità all’offerta. Senza contare che all’interno dei livelli stessi sono nascosti dei divertentissimi quadri bonus che consistono nel raccogliere 100 banane entro lo scadere del tempo.

A decorare questa torta già perfetta di suo c’è un profilo artistico veramente encomiabile. Il comparto grafico-tecnico ha del stupefacente, con ambienti stracolmi di dettagli e un “effetto pelo” sui corpi dei quattro protagonisti che è piuttosto gradevole alla vista. Inoltre, la colonna sonora, composta in parte da David Wise, l’autore delle musiche della trilogia originale su SNES, è davvero una delle migliori di sempre per un videogioco.

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Questa cosa è vera, comunque: Donkey Kong Country: Tropical Freeze è letteralmente meglio del sesso.

Questo è tutto, spero che questa classifica torni utile a chi, magari, ha intenzione di recuperare solo ora un Wii U per pochi spicci, insieme ad una manciata di giochi.
E per i veterani della console, che probabilmente avranno già giocato a tutto ciò che c’è in questa lista (e pure ad altro), quali sono i vostri giochi preferiti per Wii U? Quanto vi trovate d’accordo o in disaccordo con questa top 10?

Concludendo, comunque, forse avrete intuito che con questo articolo sto dando il mio personale ed ufficiale addio al Wii U. Niente discorsi strappalacrime, però, il mio è stato un rapporto di tolleranza-odio costante con questa console, quindi non ci sono particolarmente affezionato.
Fortunatamente pare proprio che Nintendo abbia almeno preso esempio dall’esperienza fatta col Wii U, in modo da non ripetere gli stessi errori con la sua nuova macchina, il Nintendo Switch.
R.I.P. Wii U, non molta gente sentirà la tua mancanza, ma perlomeno hai insegnato al mondo intero come NON si lancia una console. E buon quarto compleanno.