10 Febbraio 2019 • Notizia

A Masahiro Sakurai era stato offerto di sviluppare giochi su Oculus Rift

Nell’ultimo video di Did You Know Gaming, parte della serie Game History Secrets, l’insider Liam Robertson ha parlato di un capitolo poco conosciuto della storia dell’uomo più amato di Nintendo: quando a Masahiro Sakurai fu offerto di lavorare per Oculus Rift.

Un sunto del video: Sakurai e Sora (la sua azienda) non sono impiegati o sussidiari di Nintendo, se vogliono sono liberi di sviluppare giochi per altre piattaforme. Quando i ragazzi dietro al visore VR Oculus Rift sono venuti a sapere della passione del creatore di Smash per la realtà virtuale gli hanno offerto, intorno al 2015, di sviluppare uno o più giochi per loro.

Sakurai avrebbe avuto il pieno controllo creativo sul progetto, ma dopo un incontro con Palmer Luckey (l’inventore di Oculus) in un ristorante di Tokyo, Sakurai decise di non intraprendere il progetto nonostante il suo interesse nell’hardware. Semplicemente, riteneva che ci avrebbe messo troppo impegno per un gioco che avrebbero giocato relativamente in pochi, vista la scarsa utenza di Oculus Rift rispetto alle console mainstream.

Cosa sarebbe successo se Sakurai avesse accettato? Sarebbe riuscito comunque a sviluppare Super Smash Bros. Ultimate?


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.