5 Novembre 2019 • Recensione

Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Spero che Ring Fit Adventure vi abbia allenati a dovere.

23 novembre 2007, ne abbiamo viste tante dopo quella data. La pubblicazione del primo Mario & Sonic fu per molti fan delle due serie come un fulmine a ciel sereno. Due brand storicamente rivali erano adesso uniti per dare vita ad un nuovo spin-off focalizzato sullo sport, da sempre simbolo di unione. Non sarà stato forse quello che desideravano i più, ma nel corso degli anni la serie è diventata un appuntamento stabile sulle piattaforme Nintendo, almeno finché SEGA continuava a pagare la licenza ufficiale al Comitato Olimpico Internazionale. Con Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, la serie debutta ufficialmente su Nintendo Switch, proponendo per l’occasione un prodotto ibrido in termini di esperienza proposta, abbandonando così la necessità di due versioni ben distinte. Ho già avuto modo di introdurre brevemente l’argomento per mezzo della nostra anteprima, ma adesso, dopo aver provato tutto quanto avesse da offrire il titolo, è arrivato il momento di tirare le somme. Mettetevi ai posti di partenza, i giochi stanno per cominciare.

Mario & Sonic: viaggio al centro di Tokyo

A farla subito da padrone è la presenza di una inedita modalità storia, che sin da subito è stata protagonista delle varie presentazioni ufficiali. Quella che prima era una simpatica aggiunta alle controparti portatili, adesso è diventata la portata principale dell’intera produzione, ponendo molta enfasi sulle vicende narrate nel corso della 32esima Olimpiade. L’avventura vedrà infatti i due personaggi eponimi (e Toad) intrappolati insieme ai loro acerrimi nemici all’interno di una creazione di questi ultimi, portandoli in quella che è a tutti gli effetti una riproduzione della Tokyo del 1964. Al contrario, nel presente (o futuro, se contiamo l’anno di questa recensione) toccherà a Luigi e Tails il compito di trovare una soluzione al pasticcio creatosi, superando diverse delle sfide olimpiche proposte per farlo. Come già espresso nel corso della nostra anteprima, l’esperienza complessiva è piacevole, anche se a tratti banale nella sua semplicità. Non avevo dopotutto grandi pretese, né mi aspettavo un eventuale colpo di scena dato il contesto presente, eppure quest’ultimo è arrivato, e non dalla trama in sé, quanto dai crediti.

Spesso e volentieri Sonic sarà la voce della ragione all’interno del gruppo.

Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è infatti l’ultimo gioco a cui ha lavorato AlphaDream, la storica casa dietro la serie di Mario & Luigi, che è andata in bancarotta poche settimane fa. Al fine di proporre una modalità storia un po’ più interessante rispetto al passato, è stato compito di Hiroyuki Kubota (storico scrittore e direttore della serie di GDR) ideare una trama intorno ai Giochi di Tokyo. Il risultato finale non è paragonabile con ciò a cui siamo stati abituati in passato, ma in particolare con personaggi come Bowser, Bowser Jr. e i Bowserotti presenti è possibile avere un leggero ricordo della loro caratterizzazione più recente. Allo stesso modo, è piuttosto limitata quella del cast del porcospino blu, anche se una piccola lacrima scende al pensiero di cosa avrebbe potuto essere il risultato finale con meno vincoli imposti dall’alto.

All’interno della modalità storia sono presenti diversi minigiochi che variano la formula di gioco proposta con nuove meccaniche di gioco.

Lo studio si è limitato principalmente a lavorare a questo aspetto del gioco e, ma questa è una mia supposizione basata sui crediti, alla creazione dei fondali che costituiscono la Tokyo del passato, lasciando a SEGA il resto degli oneri. Le due Tokyo offrono diverse località da esplorare, ciascuna ricca di piccoli segreti e curiosità da scoprire man mano che si va avanti con i capitoli della storia. Il susseguirsi degli eventi da superare è strettamente correlato con l’evoluzione della storia, fornendo una alternativa per chi non ha sempre l’opportunità di giocare in compagnia. La durata complessiva non è comunque molto elevata e, a discapito di quanto pubblicizzato, potrebbe rendere difficile giustificare l’acquisto dell’intero pacchetto. Conclusa la modalità non rimane davvero molto altro da fare, se non raccogliere i collezionabili rimasti, collezionare le medaglie e sbizzarrirsi con tutti i vari eventi proposti da soli e/o in compagnia in modalità locale e online. Per motivi dovuti alle tempistiche della recensione non ho avuto alcun modo di provare quest’ultima modalità, ma ho notato la presenza di stanze dove poter invitare i propri amici e giocare insieme, nonché la possibilità di effettuare delle partite veloci con sconosciuti o in classifica.

Alla ricerca dell’oro

Gran parte degli eventi olimpici introdotti nei precedenti capitoli sono ritornati in questo nuovo episodio, aggiungendone al mix quattro nuovi (Surf, Karate, Arrampicata e Skateboard) e tutta una serie di giochi dal sapore retrò. Ciononostante, ancora una volta l’esperienza ludica da essi offerta risulta funzionale e divertente. È riposta molta cura dietro la loro realizzazione, a volte risultando perfino eccessiva e inutile con certi gradi di difficoltà. Ciascuno di questi è perfettamente giocabile utilizzando gli stick e i tasti (ribadendo così la piena compatibilità con Nintendo Switch Lite), ma per alcuni di essi è possibile utilizzare uno o entrambi i Joy-Con al fine di replicare la stessa esperienza offerta dai giochi passati. Inutile dire che la prima opzione risulti la più adatta per via dei limiti offerti dal giroscopio, ma anche utilizzando i sensori di movimento sarà possibile avere un po’ di sano divertimento. Il vero problema dietro quest’ultima scelta si presenta però nel caso si decida di utilizzare un solo Joy-Con, in quanto porterà la console a scollegare l’altro presente, richiedendo una nuova sincronizzazione a fine gara.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, il risultato finale è più che buono sia in modalità TV che portatile.

Altri cambiamenti all’interno degli eventi sono dati dal roster di personaggi presenti. Diversi dei nuovi atleti introdotti nell’episodio di Rio sono stati rimossi e, per la prima volta in un episodio da casa, non è possibile utilizzare il proprio Mii, portando così il numero complessivo di personaggi a 32. Diversi di questi però non sono utilizzabili in tutti gli eventi e, in linea con quanto visto in passato, sono relegati ad alcuni di quelli speciali. Mi dispiace, fan di Rosalinda.
Il secondo grande cambiamento è dovuto invece all’abbandono delle statistiche dei vari personaggi in favore di un gruppo di abilità ben specifiche. Figure come Mario e Sonic saranno sempre favoriti nelle loro rispettive doti, ma si è cercato così di riequilibrare gli altri personaggi. Ricordo ancora i drammi nei capitoli precedenti nel cercare di vincere i 100 m utilizzando Bowser.

Una note dolente è data invece dalla parte “sogno” del gioco, probabilmente la più scarna dell’intera serie. Soltanto tre sono gli eventi presenti, di cui uno è in realtà ispirato alla città ospite, lasciando solo poco spazio agli ultimi titoli delle rispettive serie, Super Mario Odyssey e Sonic Forces. Al di fuori di due tracce usate come base di questi due eventi a tema non sono presenti remix speciali da sbloccare, spesso la parte più interessante dell’intera produzione. Ho passato le ore districandomi tra i vari menu e perfino raccogliendo medaglie nelle difficoltà più alte, ma evidentemente non è stata questa volta la priorità del team di sviluppo.

…FINE!

L’arrivo della serie di Mario & Sonic su Nintendo Switch segna una piccola vittoria per SEGA e Nintendo grazie a una formula di gioco ormai rodata e con alcuni miglioramenti. La modalità storia curata da AlphaDream è un’aggiunta simpatica e senza alcun dubbio superiore rispetto a quanto visto nelle vecchie avventure portatili, anche se bisognerà tenere basse le aspettative. Dopo la sua conclusione rimane ben poco da fare, sia da un punto di vista di contenuti extra che di rigiocabilità, lasciando come vero banco di prova finale quanto offerto dalla qualità dei singoli eventi. La presenza della modalità multigiocatore, sia offline che online, aiuta a sopperire in buona parte a questi eventuali problemi, ma il desiderio di avere di più ancora si sente.

TOKYO ’64/10

  • Gli eventi sono ben fatti.
  • Graficamente è delizioso.
  • La nuova modalità storia è decisamente un passo avanti.
  • Il giroscopio non è sempre funzionale.
  • Conclusa la storia rimane ben poco da fare.
Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è un capitolo riuscito, ma con qualche mancanza, che vi divertirà quelle ore necessarie da soli o in compagnia.

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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).