Mario & Luigi: Risciacqua, Ripeti e Muori (Bros.)

26 min.
21.05.2020
Editoriale


Il terzo capitolo della serie Mario & Luigi fu rivelato a un evento a Tokyo per la stampa, a ottobre 2008, per poi uscire in Giappone quatto quatto l’11 febbraio 2009 e ricevere un annuncio internazionale con tutti i crismi all’E3 2009, per arrivare in occidente solo verso fine anno. Il suo nome era Mario & Luigi: Viaggio al centro di Bowser.

Questo gioco, con la sua consueta grafica cartoonesca e coloratissima, era quanto di più simile sarebbe mai esistito a qualcosa che i fan chiedevano da anni: un gioco con protagonista Bowser.

In quest’avventura vediamo un ritorno di un volto verde noto: Sogghigno, ex braccio destro di Ghignarda che, come ho scritto nella recensione del remake e ve lo ripeto perché mi piace tantissimo, supera la sua ex-padrona in ogni possibile aspetto: carisma, design, malvagità, lungimiranza dei piani, avere un maiale gigante come braccio destro…

Sogghigno vuole vendicarsi dei fratelli Mario e del Regno dei Funghi tutto, quindi prima diffonde una malattia detta Gravitombolite, che fa gonfiare i Toad come palloni, e poi inganna Bowser facendogli mangiare un Fungo Risucchio, che ha come effetto il provocare degli attacchi in cui Bowser aspira in stile Kirby tutto ciò che ha davanti. Caso vuole che “tutto ciò che ha davanti” includa Mario, Luigi, la Principessa Peach e svariati Toad della corte.

Il gameplay si divide quindi in due: Bowser che vaga per l’overworld con la solita prospettiva dei Mario & Luigi, e i due fratelli nel suo corpo in forma sidescrolling. Le sezioni in cui la trama ci porta a controllare l’uno o gli altri sono abbastanza bilanciate, e spesso quando si controllano Mario & Luigi, Bowser può fare delle azioni (tipo bere acqua o… non bere acqua) per modificare l’aspetto del livello situato dentro di lui e permettere agli idraulici di avanzare. E voi direte, ma come mai Bowser aiuta i fratelli Mario? Semplice, non sa che ci sono. A fare da tramite tra i fratelli e Bowser è Dorastella, personaggio “tramite” che per la prima volta ha un ruolo effettivo nella storia e un senso di esistere che non sia solo “riteniamo che i nostri giocatori siano degli imbecilli che non capiscono quello che hanno davanti”.

Stavolta, invece del casinistico “4 personaggi, 4 pulsanti”, i personaggi sono solo tre, e Bowser tira pugni con X e sputa fuoco con Y, e ovviamente anche lui può deviare gli attacchi nemici: o respingendoli con un pugno, oppure abbassandosi e usando il suo guscio spinoso come scudo per gli attacchi aerei. Tornano i PF, anche se qui si chiamano PA (Punti Attacco, che ci sta perché Bowser non ha fratelli. Nel remake invece si chiamano di nuovo PF e quelli di Bowser sono i Punti Furia), ma gli attacchi speciali rimangono oggetti bizzarri. Bowser invece attacca usando i membri della Truppa Koopa che non hanno subito il lavaggio del cervello da parte di Sogghigno (perché sì, succede anche questo nella trama). C’è l’attacco speciale con i Goomba, quello con i Koopa, quello con le Bob-ombe eccetera eccetera.

Mario & Luigi: Viaggio al centro di Bowser è definito da molti “l’ultimo Mario & Luigi bello”. È il Mario & Luigi che ha venduto di più, ma vediamo che ne ha pensato la critica specializzata. Famitsu rimase sul 35, e il Metascore è di nuovo 90, con poche critiche. I controlli erano fatti bene, giocare come Bowser era un sogno divenuto realtà, il gioco sfruttava effettivamente le caratteristiche della sua console… Molti lo definirono il miglior RPG di Mario mai creato. Nintendo Power disse che chiunque ami Mario, gli RPG, o perfino i giochi d’azione in generale, deve assolutamente provare Viaggio al centro di Bowser. Il successo di AlphaDream sembrava inarrestabile. Poi… successe il Nintendo 3DS. Che fa anche rima.

Mario & Luigi: Dream Team Bros., con quel “Bros.” appiccicato senza motivo alla fine del titolo per l’Europa e l’Australia, quando in America si chiama solo Dream Team, uscì (miracolo) in Europa prima che negli altri territori, il 12 luglio 2013, in pieno anno di Luigi.

Quando fu rivelato in un Nintendo Direct a febbraio 2013, tutti rimasero sbalorditi dallo stile grafico, con una pixel art certosina e super-dettagliata, che quasi rasentava il 3D. Ma non era in 3D, e fu questo a fare tutta la differenza.

Per scrivere questo articolo sono andato a cercarmi la recensione a caso che feci sul forum Mario’s Castle subito dopo aver giocato a Dream Team Bros. Non certo perché mi aspettassi di trovare chissà che opinione valida, ma soprattutto perché volevo vedere che impressione mi aveva lasciato. Da quello che si evince da quel thread, mi era piaciuto molto… ma solo perché paragonato a Paper Mario: Sticker Star era Dio sceso in terra.

Paper Mario: Sticker Star, uscito l’anno prima sempre su Nintendo 3DS, fu per molti una cocente delusione: un Paper Mario che metteva da parte la storia e i personaggi originali in favore di un gimmick inutile e livelli brevi per enfatizzare la portabilità. Ricordo ancora gente che diceva: Ormai Mario & Luigi ha vinto la battaglia contro Paper Mario ed è diventato l’unico RPG di Mario, quindi ora Paper può solo sperimentare con altri gameplay.

Dream Team Bros. è, per qualche motivo, l’unico Mario & Luigi di cui sia ancora disponibile un Iwata chiede, da cui possiamo captare alcuni dietro le quinte. Per esempio: dopo due giochi con i baby e con Bowser, Nintendo aveva chiesto ad AlphaDream di tornare a concentrarsi solo sui due fratelli Mario, e il fatto che fosse uscito nell’anno di Luigi è stata una fortuita coincidenza.

Infatti nel gioco, i nostri eroi viaggiano sull’Isola Guanciale, minacciata dalla creatura mostruosa Inkubak, che si allea con Bowser per conquistare il mondo. Nel corso dell’avventura incontrano i Guancialini, gli indigeni dell’isola, e li aiuteranno a scappare dal mondo onirico dove Inkubak li ha intrappolati. Tra di essi c’è Sognoberto, che fa da personaggio tramite… lo direi se anche qui non ci fosse nuovamente Dorastella. Il motivo di avere due personaggi tramite? Assolutamente nessuno. Anche se, va detto, questo gioco contiene numerose apparizioni di personaggi dei capitoli passati: da Luc Bloque e Lucrezia Blocco, a Lilli Koopa, al ladro Champo (e anche namedrop di Fagiolandia). Se nel gioco precedente ci alternavamo dal mondo esterno (schermo sopra) al corpo di Bowser (schermo sotto), qui dovremo entrare di tanto in tanto nei sogni di Luigi, che funzionano esattamente come il corpo di Bowser, gameplay a scorrimento orizzontale e tutto. Chi vive nei sogni di Luigi? Una marea di cloni di Luigi, ovvio. Oltre a Oniriluigi, che sostituirà il suo padrone seguendo Mario quando questi entra nel mondo onirico. Anche le mosse speciali nel mondo onirico includono tutte una marea di Luigi, che questi formino un martello, una palla gigante o che so io. Per quanto riguarda le mosse speciali, ricordo di averle trovate abbastanza difficili da usare, complice l’aggiunta del minigioco “fai millemila punti con una mossa speciale in cambio di equipaggiamento raro”. Ricordo anche di aver apprezzato la storia e il ruolo di Bowser, seppur fosse stato ridotto al minimo per richiesta stessa di Nintendo.

Ma veniamo alla nota dolente. Di solito AlphaDream sfornava giochi a cadenza quasi annuale, tra Mario & Luigi e Hamtaro. Stavolta, ci vollero ben 4 anni. Perché? Stando all’Iwata chiede, il gioco non ha avuto solo una fase alfa e beta, ma anche una fase gamma, in cui hanno rifinito all’inverosimile gli sprite bidimensionali per non farli stonare nel mondo 3D (ancora di più se consideriamo che il gioco è stereoscopico, come ancora il Nintendo 3DS si ricordava di dover essere).

In Viaggio al centro di Bowser, capitava un paio di volte nel corso dell’avventura che Bowser diventasse gigante e che si potesse combattere nemici altrettanto grandi, girando il DS di 90°. Sfortuna volle che quelle battaglie furono uno degli aspetti più amati del gioco. Poteva AlphaDream rinunciare nel sequel a una funzione simile a quella che aveva fatto impazzire perfino Miyamoto? Certo che no. Era moralmente costretta a mettere qualcosa di simile nel gioco successivo? Certo che sì. Ne era minimamente in grado? Eeeeehhh…

L’inizio della fine.

Interpellato da Iwata sull’insolita lunghezza dello sviluppo, Yoshihiko Maekawa (proprio il director di Superstar Saga) ammette con una sincerità quasi disarmante:

In tutta onestà, in parte è stato perché l’esperienza di AlphaDream è incentrata sulla grafica pixel 2D e non abbiamo abbastanza personale interno che lavora in 3D. Stavolta Luigi combatte da gigante nel Mondo onirico e, quando siamo giunti agli scontri tra titani in 3D – e solo in quell’occasione – abbiamo raggiunto i nostri limiti, così abbiamo chiesto ad un’altra società di occuparsene.

Iwata più avanti definisce AlphaDream “un gruppo di artigiani”, giurando che si tratti di un complimento.

L’altra società era Good-Feel, altra second-party nota per gli ultimi due titoli casalinghi di Yoshi e per Kirby e la stoffa dell’eroe, oltre che ovviamente per Galassia StreetPass, Apocalisse di StreetPass, Formula StreetPass e Borsa StreetPass. E furono loro ad animare le battaglie in cui Oniriluigi, gigantesco, combatte nemici mastodontici per proteggere se stesso e il fratello. Ricordo che queste battaglie, nonostante la loro spettacolarità visiva, non mi erano piaciute. Pochissimo margine di errore, sembravano dei quick time event troppo lunghi, piuttosto che delle battaglie di un RPG a turni.

Dream Team Bros. aggiungeva anche delle caratteristiche che servivano ad avvicinare il gioco a un pubblico più inesperto, in seguito aggiunte anche ai capitoli successivi: dopo aver fallito molte volte un Attacco Fratelli, l’input per i comandi si faceva più clemente; se si finiva KO in una battaglia non si era più sbattuti all’ultimo salvataggio, ma era possibile ricominciare tutto, addirittura in una modalità più facile. Per fortuna, finito il gioco c’è una modalità esperto, e un gauntlet con delle versioni più potenti dei boss per dare del filo da torcere anche ai veterani.

Ma con Dream Team Bros., il successo della serie iniziava a calare. Famitsu sorprendentemente alzò il suo punteggio, dando al gioco un bel 38, ma Metacritic e gli altri aggregatori non si alzavano mai di molto dall’80. La critica più comune fu verso la sovrabbondanza di tutorial inutili. Non tutti i tentativi di rendere il gioco adatto ai principianti avevano avuto successo, a quanto pare. Si parlò anche di problemi di ritmo e ripetitività. La serie Mario & Luigi iniziava a mostrare il peso degli anni.

Ma all’E3 2015, quello della Nintendo World Championship e che tutti hanno odiato, Nintendo annunciò Mario & Luigi: Paper Jam Bros… sì, di nuovo un Bros. attaccato senza motivo al titolo nelle regioni PAL, ok capisco. Questo doveva essere qualcosa di ancora più inaspettato: un crossover con Paper Mario. Sì, le due storiche serie rivali di RPG di Mario finalmente si incontrano. Mario alto e con… le cornee che incontrava il Mario piatto con il corpo sferico e gli occhi a puntino. Mancava solo il Mario tappetto di Super Mario RPG e facevamo terno. Al timone c’è nuovamente Kubota e il nuovo arrivato Shunsuke Kobayashi, in precedenza field designer.

Mario & Luigi: Paper Jam Bros. uscì in Giappone il 3 dicembre 2015, e ci permette nuovamente di controllare tre personaggi, ma tutti insieme. Mario, Luigi e Mario di carta (che salta con Y). Avevano pensato di mettere anche Luigi di carta, ma poi si sono ricordati di Fratelli nel Tempo e hanno detto no grazie. E a proposito di cose che volevano fare ma hanno detto no grazie, volevano anche che la trama fosse un viavai tra il Regno dei Funghi normale e quello di carta (in stile Sticker Star ovvio), ma alla fine decisero di no. Gli eroi rimangono sempre nel mondo normale e… giusto, qual è la trama?

Quanto di più morto di sonno si possa fare con un crossover tra Mario & Luigi e Paper Mario. I personaggi di carta sono finiti nel mondo M&L, i due Bowser si sono alleati, le due Peach rapite, i due Bowser Junior amiconi e i Bowserotti… be’ dai quello fa ridere: i Bowserotti si chiedono perché loro non hanno alter ego a due dimensioni. Chissà se AlphaDream sapeva che l’anno dopo sarebbe uscito Color Splash in cui tutti i Bowserotti avrebbero debuttato in Paper Mario. Probabilmente sì. Quanto rimpiango ora le storie insensate dei primi due capitoli non avete idea. Fa male, davvero. Ah, e c’è Dorastella, ovviamente. Anche questo fa male.

Una cosa che francamente mi lascia basito ogni volta che ci penso, è che hanno deciso di unire le due serie di RPG… per poi non usare nessun nemico o personaggio originale di nessuna delle due. Già che con l’ultimo capitolo la serie Paper Mario aveva subito una mano di genericità, ma quanto sarebbe stato figo vedere Paper Mario affrontare Sogghigno? Mario e Luigi che menano Kameka? Oh, scusate, come ha fatto il testo di una mia fanfic del 2010 a finire in questo articolo, chiedo scusa. Seriamente però. Solo i noiosissimi nemici della noiosissima serie standard di Super Mario. Nel tentativo di non alienare chi non conosceva le due serie hanno finito per alienare chiunque e rendere questo gioco un’opportunità sprecata grande quanto un carro mascherato…

E A PROPOSITO DI CARRI MASCHERATI, ecco in cosa si sono trasformate le battaglie giganti: nelle battaglie con i modelloni! La faccenda è questa. I Toad generici, che come sappiamo sono diventati una specie invasiva nel mondo di Paper Mario, hanno invaso il mondo normale e Toadette ha la brillante idea di raccoglierli tutti e usarli per creare dei carri di cartapesta per menare i nemici. Per racimolare abbastanza Toad di carta dovremo raccoglierli nei minigiochi più tediosi del pianeta Terra e dintorni, ma una volta raccolti potremo entrare nelle lotte a modelloni.

Sostituiscono più o meno le battaglie giganti dei due giochi precedenti, e rispetto a queste ultime hanno una componente un po’ più strategica, bisogna muovere il modellone su un campo tridimensionale e calibrare gli attacchi e le cure. Ho detto tridimensionale? Ah ma vuoi mica dire che AlphaDream ha imparato- no. Delle battaglie in 3D si è occupata un’azienda esterna chiamata Will Co., Ltd., sulla quale si trovano zero informazioni. Cioè un’azienda si trova con questo nome, ma dubito che siano loro perché si occupano di tornitura di barre di metallo. A meno che…

E la critica non tardò ad accorgersi di quanto Paper Jam fosse scadente. Famitsu gli diede solamente 33, e il suo punteggio Metacritic è 76. Polygon disse: Per quelli disperati per una dose di Mario c’è molto peggio, ma è difficile guardare dentro la macchina e non vedere cosa si è incastrato dentro. Alcune testate definirono Paper Jam Bros. “un irritante minigioco”, giocarci “una fatica ripetitiva”. La serie Mario & Luigi aveva deluso praticamente tutti.

Passano altri due anni. All’E3 2017 Nintendo annuncia il primo remake della serie Mario &… no scusate, torniamo indietro. Passano altri due anni. Ad aprile 2017, due mesi prima dell’E3, il datamining dell’eShop di Nintendo 3DS rivela l’esistenza di “Mario & Luigi: Superstar Saga DX”, con tanto di icona. Nintendo si vergogna, ma non lo dà a vedere. Nintendo non è SEGA, che se leakano un gioco lei lo annuncia qualche ora dopo a caso. Nintendo fa le cose per bene. Nintendo aspetta l’E3 e lo annuncia in pompa magna durante il Nintendo Spotl… no, ho sbagliato ancora. Nintendo annuncia Mario & Luigi: Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser durante il Treehouse Live, insieme a Metroid: Samus Returns e a Sushi Strikers. Va bene.

Il gioco esce il 5 ottobre 2017, in pieno periodo compleanno di Comemichiamo, ed è il primo gioco che costui recensisce per Nintendoomed. Insomma, l’ho recensito già, non sto a ripetervi tutto, rileggetevi la recensione che diamine. Vi basti sapere che in quella recensione ho gufato. Sant’Iddio se ho gufato. Rivediamo un attimo il passaggio. Questi, ovvio, sono tutti pregi che aveva già l’originale, e graziearca- direte voi; ma secondo me sono comunque da ammirare, perché vuol dire che AlphaDream ha capito che un gioco fatto così funziona e può funzionare anche oggi. Chissà che questo non li sproni a creare qualcosa di nuovo in futuro. Ouch.

Superstar Saga DX è diretto da Kobayashi solo, che si sentiva particolarmente ringalluzzito, infatti il gioco aggiunge una modalità extra semi-strategica chiamata Scagnozzi in azione. Una sorta di storia parallela con gameplay completamente diverso che racconta di un Goomba generico che insieme ad altri soldati di Bowser va alla ricerca del suo padrone. Anche qui, vi rimando alla recensione perché vediate quanto oscenamente è fatta. E non solo quella, anche la traduzione italiana.

Nei giochi dopo il primo non c’era nulla da dire, era di buona qualità. Quella di Superstar Saga DX è presa quasi del tutto 1:1 dall’originale con tutti i suoi strafalcioni anche nei nomi e nelle descrizioni degli oggetti, quella di Scagnozzi onestamente sembra fatta da un team completamente diverso che non sa neanche dove sta di casa l’altro. Avete presente Gracchio III, il granchione che veniva da Tomato Adventure? In Scagnozzi in azione ha un accento tedesco. Mica nel gioco base, no, solo in Scagnozzi. Ma io rimango senza parole.

Diamo una rapida occhiata alle recensioni anche qui, perché no, ormai è tradizione. Famitsu ripete il voto della volta scorsa, 33. Metacritic lo alza un pochino a 81. Il fascino dei classici.

Ma ormai rimane un solo capitolo alla storia. Memore dolce memore di quanto successo con Superstar Saga DX, Nintendo annuncia il remake successivo con un anticipo vertiginoso. Mario & Luigi: Viaggio al centro di Bowser + Le avventure di Bowser Junior appare la prima volta al Nintendo Direct di marzo 2018, per uscire 9 mesi e spicci dopo, a dicembre, in Giappone e a gennaio in Europa.

Nuovamente, Comemichiamo lo recensisce. Nuovamente, Comemichiamo gufa: L’altra volta avevo espresso il desiderio che AlphaDream si accorgesse che un gioco come Superstar Saga potesse ancora funzionare (ha venduto poco più di mezzo milione ma dettagli), stavolta vorrei che si rendessero conto di quanto poco è cambiato nella serie a partire da questo gioco che hanno fatto un decennio fa.

 Nuovamente, Kobayashi è l’unico director. Nuovamente, è lo stesso gioco di prima, ma ha ancora meno senso di esistere visto che l’originale si può ancora trovare senza nessun problema e giocare sulla stessa console. Nuovamente, viene aggiunta una modalità bonus che, seppur leggermente migliorata rispetto al gioco prima, non vale il prezzo del biglietto neanche per scherzo. Nuovamente, AlphaDream non sa fare le battaglie giganti in 3D e come somma umiliazione, anche tornando all’unico gioco dov’era mai riuscita a farle, le deve affidare ad Arzest: noti per Hey Pikmin, per Yoshi’s New Island e ovviamente Libera Mii II, Pazzi per i pezzi e Avventura StreetPass. Nuovamente, il gioco non vende una beata mazza perché il Nintendo 3DS ormai è morto e sepolto. O forse questo è nuovo.

Sul serio, Mario & Luigi: Viaggio al centro di Bowser DX, in Giappone, è il gioco di Mario dalle vendite iniziali peggiori dai tempi del Virtual Boy. Se contiamo le vendite fisiche almeno. L’unico che ha venduto meno è stato Mario vs. Donkey Kong: Tipping Stars, e quello non era nemmeno un gioco, ma solo una scatola contenente il codice download!

Famitsu si è affezionata al punteggio 33, perché anche questo gioco riceve quella valutazione. Metacritic gli dà 84. L’opinione è unanime: “Certo, è la versione definitiva del gioco… ma chi l’ha mai chiesta?”

Ed è proprio con un “chi l’ha mai chiesto” che AlphaDream muore dolcemente nel sonno a ottobre 2019, meno di un anno dopo l’uscita del suo ultimo gioco. Poco prima aveva contribuito con SEGA, Racjin e altre aziende a rifinire lo sfortunatamente intitolato Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Si vede che avevano un feeling particolare con i giochi il cui titolo inizia con “Mario &”, che vi devo dire. A onor del vero, c’è anche un ultimissimo gioco a cui AlphaDream ha lavorato: Kedama no Gonjiro: Fit & Run, un gioco tie-in per iOS e Android del nuovo anime per bambini Kedama no Gonjiro. Anime e gioco sono usciti nel 2019.

Hello 3D battles my old friend…

Ora tutti i diritti della serie Mario & Luigi appartengono a Nintendo, ma mentre scrivo queste parole non esiste il minimo segnale che siano interessati a continuare la serie. Mai dire mai, ma dubito. Alcuni potranno dire che AlphaDream è morta “with a whimper” e che Mario & Luigi: Viaggio al centro di Bowser + Le avventure di Bowser Junior sia stato uno spreco inutile di risorse, ma non mi sembra impossibile che in qualche luogo dell’universo ci sia qualcuno che l’abbia giocato e che sia stato il suo preferito; prego gli dei sconosciuti che un uomo, anche uno solo, sia pure in capo al mondo, abbia Mario & Luigi 3 DX come suo gioco preferito della serie. Se la felicità non è per me, che sia per altri. Che il cielo esista, anche se il mio luogo è l’inferno. Che io venga oltraggiato e annichilito, ma che per un istante, in un essere, l’ultimo progetto di AlphaDream si giustifichi.

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Ed è con un altro po’ di Borges che vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo che il sottoscritto comporrà per queste pagine. Traete le vostre conclusioni dalla storia di AlphaDream e, per Giove, qualunque cosa accada, non create mai un clonazzo di Pokémon.

Per gli screenshot provenienti dai vari giochi della serie Mario & Luigi si ringraziano gli amici della Super Mario Wiki / Mario’s Castle.