24 Giugno 2019 • Recensione

Leisure Suit Larry – Wet Dreams Don’t Dry – RECENSIONE

Non ho mai giocato a nessun titolo della serie originale di Leisure Suit LarryBene, ora che i quarantenni ipernostalgici (se mai ce ne sono stati tra il nostro pubblico) hanno smesso di leggere possiamo procedere con questa recensione della versione Nintendo Switch di Leisure Suit Larry – Wet Dreams Don’t Dry.

Quelli della mia generazione ricordano Sierra Entertainment solo come il nome con montagna righettata che appariva prima dei giochi mediocri di Spyro e Crash su PlayStation 2, ma non sanno che l’azienda (nata nel 1979 nella cittadina di… Simi Valley, California, no non scherzo, l’azienda è impastettata col nostro mematore di casa, e fagocitata da Activision nel 2008) era negli anni ’80 e ’90 una grande esperta (come praticamente tutte le case sviluppatrici americane) di avventure testuali e grafiche. E tra queste c’erano le avventure di un simpatico quarantenne vergine ossessionato dall’idea di scupare: Larry Laffer.

Il primo gioco della serie, intitolato Leisure Suit Larry in the Land of the Lounge Lizards è uscito nel 1987 (anche se è il sequel spirituale dell’avventura testuale Softporn Adventure, classe ’81), farina del sacco del programmatore Al Lowe, evidentemente stufo di sviluppare solo giochi su Paperino, Topolino e Winnie Puh. La serie originale di Larry, durata fino al 1996, è composta di 6 titoli (alla numerazione, per motivi di in-joke, manca il numero 4. Forse se scopro perché capirò anche perché manca il binario 4 alla stazione di Padova).

A quella serie seguono due spin-off che hanno per protagonista il giovane nipote di Larry Laffer: Larry Lovage. Questi due, usciti negli anni 2000, sono sviluppati da Team17 (quelli di Worms, per intenderci). C’è anche un remake del primo gioco realizzato nel 2013 (Leisure Suit Larry Reloaded) e infine questo.

Leisure Suit Larry – Wet Dreams Don’t Dry è stato sviluppato dai germanici di CrazyBunch, studio amburghese, ed è uscito nel novembre 2018 su PC e Mac, mentre la versione console (Switch e PS4) è disponibile dal 13 giugno 2019. La versione Switch non è un port in-house ma è opera di un altro studiolo di Amburgo, Tiny Roar. Wet Dreams è stato sviluppato senza il coinvolgimento dell’autore originale Al Lowe (che al momento, alla veneranda età di 73 anni, si sta godendo una meritata pensione), che l’unica cosa che ha detto su questo gioco è stata che non gli piaceva il titolo. Be’, quando la serie originale vantava titoli come Passionate Patti in Pursuit of the Pulsating Pectorals, possiamo capirlo. Chissà, forse in quest’epoca di SEO e di user-friendliness non è più mondo per questi titoli lunghissimi. Qualcuno lo dica a Nintendo, per favore.

(P.S. Stavo cercando sul Twitter di Al Lowe se aveva detto qualcosa su questo gioco, ma ho trovato solo pagine e pagine di dad jokes. Oh Al…)

La lunga notte di Larry Laffer

All’epoca della serie originale, prima dei sistemi di classificazione in base all’età, l’unico modo che avevano gli sviluppatori per accertarsi che chi giocava al loro gioco pieno di zozzerie non fosse minorenne era porgli una serie di domande di cultura generale per assicurarsi della sua età. In verità, queste domande sono da sempre state criticate per essere troppo americo-centriche, gli autori non pensano che magari un europeo non sappia chi sia Steve Fossett o il motto dei Marines. E anche in questo nuovo gioco, pur se sviluppato al di qua dell’Atlantico, sembrano confondere i concetti di “abbastanza grande per giocare” e di “cresciuto tra gli anni ’80 e ’90”. Amici di Amburgo, vi faccio notare che ora anche quelli del 2000 sono abbastanza grandi per giocare a questo gioco, aggiornate le domande!

Leisure Suit Larry - Wet Dreams Don't Dry

Ma questa è una non-lamentela: esattamente come nell’originale, le domande si possono skippare. Non con un elaborato cheat code, ma semplicemente selezionando quella freccia che vedete in alto a destra.

Insomma, di cosa parla questo gioco? Non vorrei sbagliarmi, ma penso che sia un reboot “alla Godzilla”, cioè che segue solo il capostipite senza curarsi dei sequel. Larry, dopo una delle sue avventure galanti si risveglia in uno strano laboratorio buio e, trovato l’ascensore, risale sulle strade della sua città, Lost Wages, appena fuori dal suo bar preferito: il Lefty’s! Ma non gli ci vuole molto per accorgersi di non trovarsi più nel 1987, bensì di aver fatto un salto temporale di quasi un trentennio. Larry Laffer nel 2018 (non dicono l’anno preciso nel gioco, ma sì, è il 2018), cosa potrà accadere?

Tanto per cominciare il nostro eroe trova una di quelle “scatole luminose” che tutti sembrano possedere e guardare ossessivamente in un cumulo di sudiciume nel bagno di Lefty, che si scopre essere un preziosissimo prototipo della Prune, l’azienda di telefonia/informatica che monopolizza il mercato di New Lost Wages (questo il nuovo nome della città). Dopo che il telefono ha chiamato un Unter per portare Larry al quartier generale della Prune (che è a forma di pene gigante perché ovviamente lo è) faremo la conoscenza del capo dell’azienda, Bill Jobs detto BJ e della sua assistente Faith (tra l’altro una Jojoreference perché Faith era il nome di una delle fiamme di Larry nel primo capitolo). Proprio di Faith Larry si invaghisce e le strappa la promessa di uscire con lui se guadagnerà 90 punti sul suo profilo Timber.

E, detto fatto, con l’aiuto dei solerti impiegati del negozio Prune e dello smartphone che gli è stato regalato come ricompensa, Larry Laffer si fa un profilo su Timber, la dating app anch’essa di proprietà della Prune.

Avevano previsto Labo.

E Timber funziona un po’ come Tinder, solo che per ogni appuntamento andato a buon fine l’altra persona può lasciarti dei punti: è il momento di farmare!

Ora, siccome i due creano a Larry un profilo come “bisessuale” stavo già per applaudire e voler cambiare il titolo del gioco in Leisure Woke Larry, ma invece è solo un malinteso. Peccato, ma capisco che non possono snaturare così tanto un personaggio dopo anni. Lasciamolo a J.K. Rowling. In ogni caso, quando controlliamo l’app Timber ci appaiono i profili di vari personaggi, per lo più messi lì come gag, alcuni sono personaggi che abbiamo incontrato nella nostra avventura e altri potremo effettivamente incontrare. Di primo acchito pensavo che i match accadessero solo con personaggi a cui si era messo Like, e dicevo “Wow cos’è, tipo multi-branch finali multipli?” Invece no, i match sono fissi e appaiono anche se si è messo non mi piace. Pazienza, non rovina il gioco.

Insomma, giostrandosi tra una donzella da corteggiare e l’altra (minimo due contemporaneamente, in pieno stile Tinder) Larry imparerà ad ambientarsi nel 21° secolo, in un mondo che sempre meno ha bisogno di pervertiti anni ’80 come lui.

Un pene di gomma con una carrucola in mezzo

E tutto questo lo farà nel modo più classico delle avventure grafiche, puntando e cliccando: raccogliendo oggetti a caso e combinandoli, a volte in maniera anti-intuitiva, per usarli su altre cose e completare, un tassello minuscolo alla volta e spesso nell’ordine più scomodo possibile, tutti gli incarichi per proseguire. Sì, lo ammetto, non sono un grande fan delle avventure grafiche classiche. Ho adorato Grim Fandango, ma per dire il primo Monkey Island e pure il 2 sono lì abbandonati sul mio PC da anni perché dopo la cinquantesima volta che mi bloccavo ho detto sì vabbè anche ciao.

Il mio problema principale con il genere, a parte l’assoluta anti-intuitività di certi passaggi, è il non capire mai con quali oggetti si può interagire e quali sono parte dello sfondo. In Leisure Suit Larry, che come vedremo ha degli sfondi dettagliatissimi e coloratissimi, avrebbe potuto essere un problema, ma per fortuna basta premere la freccia in giù e appariranno dei segnalini su tutti gli oggetti con cui è possibile interagire. Così almeno siamo sicuri di non perderci niente.

So che Wet Dreams Don’t Dry è stato criticato per i puzzle troppo criptici… mmmmah, sinceramente paragonato a Monkey Island non l’ho trovato tutto sto granché di cervelloticità. Certo, un paio di volte sono rimasto bloccato, ma si è tutto risolto nel giro di pochi minuti, o perché non avevo visto un oggetto da raccogliere o perché non avevo esplorato tutte le opzioni di dialogo coi vari personaggi. Insomma, se vi piacciono le avventure grafiche tradizionali, è quello che troverete qui. Se non vi piacciono, il gioco ha ancora qualche asso nella manica per conquistarvi.

Le donne piacciono per come appaiono, gli uomini per quello che dicono

Uno di questi è senza dubbio lo stile grafico. Come vedete da queste immagini, ogni ambiente è disegnato e curato nei minimi dettagli: stanze piene di oggetti, colori sgargianti e musichette soft. Un discorso a parte lo merita il character design.

Nei giochi originali di Larry… be’, gli originali originali erano pixellati ed era già tanto se distinguevi cosa avevi davanti. Ma nelle illustrazioni ufficiali e nel remake del 2013, non c’era una particolare consistenza nel charadesign: Larry era rappresentato come un nanetto con la testa tonda e il naso a pene, gli uomini di solito avevano un aspetto semi-realistico (tipo Simpson per capirci) e le donne erano in stile pin-up. Certo, faceva tutto parte del fascino del mondo, a qualche fan di vecchia data potrebbe dar fastidio questa svolta di uniformità nel design dei personaggi, ma a me ha fatto piacere. Larry pur mantenendo i vestiti e la capigliatura ha delle proporzioni realistiche, e le donne hanno certo più personalità di una generica bambolona pin-up.

Ci sono due donne seminude in quest’immagine. Se hai notato prima il posterino di Isaac ho delle brutte notizie per te.

I disegni, almeno a mio parere, sono deliziosi. Se vuoi piacermi come stile di disegno, mettici un sacco di colori e dettagli sullo sfondo e citazioni varie, vinci facile. L’unica cosa dubbiosa sono le animazioni dei personaggi, che puzzano un po’ di interpolazione, va detto. Ma su quello si può sorvolare: non è essenziale per godersi il gioco.

Ma Leisure Suit Larry – Wet Dreams Don’t Dry è anche incredibilmente divertente, ben più di quanto mi aspettassi! Certo, con le domande iniziali parte male, poi l’inizio con le solite gag “Haha, è un uomo degli anni ’80 e non sa cos’è Internet!” stanca presto, ma diciamo da quando si iniziano a cercare possibili rimorchi su Timber in poi il gioco diventa uno spasso. Tra le citazioni nascoste un po’ ovunque, sia ad altre avventure grafiche che alla cultura pop, le battute sconce e l’ingenuità di Larry è difficile che non strappi ben più di un sorriso.

Che poi Larry, nonostante la sua fama di pervertito, non è per niente una cattiva persona. Sì, ovvio che qualsiasi protagonista di avventura grafica è il maestro dei favori per tutta la città, ma Larry spesso aiuta gli altri senza farsi problemi, chiunque essi siano. Certo, forse provenendo dagli anni ’80 non si rende neanche conto di che differenza sta facendo nel mondo di oggi (sad violin). In effetti, potrebbe anche questo essere un effetto del suo nuovo design, che lo rende più… “umano”.

Baciami alla fiorentina (o alla giapponese)

Come avete notato dalle immagini precedenti, il testo del gioco è disponibile anche in italiano, oltre a molte altre lingue. Il doppiaggio, invece solo in inglese e tedesco. Ho provato a sentire un pezzetto del gioco in tedesco, ma devo dire che in inglese rende tutto molto meglio: dai giochi di parole alle voci dei personaggi, merito anche del doppiatore di Larry, Jan Rabson, che è lo stesso che gli dava la voce nella serie originale (almeno a partire dal quinto capitolo, quando il personaggio ha iniziato a parlare).

La traduzione italiana, che spesso nei giochi indie è un problema… qui se la cava. Ci sono un paio di errori dovuti alla mancanza di contesto dei traduttori, tipo “cane giocattolo” invece di “giocattolo per cani”, ma per il resto se la cava.

Pollo di gomma con la carrucola in mezzo, non sei un cacchio di nessuno.

Abbiamo detto che il porting per Switch è stato gestito da un altro studio… e insomma. Diciamo che dal punto di vista della compatibilità alle funzioni di Switch è fatto bene: in modalità portatile è possibile fare tutto coi comandi tattili, il gioco non rallenta e non dà problemi di quel tipo. Ma ci sono anche diversi problemi: ad esempio non è stata gestita bene l’assenza degli achievement, spesso un’azione o un oggetto selezionabile che nelle altre versioni porterebbe a un achievement qui rimane ma non serve a niente, col rischio di confondere il giocatore. Ho anche notato un grave bug che ora vi spiego, sticacchi se è un mezzo spoiler.

A un certo punto mi trovo davanti un piccione e, non avendo un palloncino a forma di Sigmund Freud a portata di mano, provo a dargli delle briciole di pane che ho in inventario… il gioco crasha. Riprovo, crasha ancora. Riprovo, e così via. Solo cercando una guida ho capito che prima bisognava combinare le briciole con gli avanzi di birra. Normalmente il gioco avrebbe dato qualche indizio vocale, ma qui si è arreso e basta. Non so se è così anche nelle altre versioni o se è stato patchato da quando ci ho giocato, in ogni caso, fix pls.

Millemila punti Internet e abbonamento istantaneo a Nintendoomed Gold per chi lo trova.

Hai mica una sigaretta?

Insomma, Larry Laffer anche nel 21° secolo affronta la vita come dovremmo farlo tutti: il primo pensiero è infilarsi nel letto di chiunque, e anche se non ci si riesce, almeno si ha fatto amicizia. Almeno credo.

Ho trovato Leisure Suit Larry – Wet Dreams Don’t Dry una vera gemma nascosta: divertente, spensierata e bella da vedere, anche per uno a cui non piacciono normalmente le avventure grafiche.

Lo consiglio a chiunque non abbia paura delle battute zozze, tanto (a parte una) non scadono mai nel cattivo gusto. Per quanto mi riguarda, Leisure Suit Larry – Wet Dreams Don’t Dry è perfettamente degno di un secondo appuntamento.

SWIPE RIGHT/10

  • Avventura grafica 18+ vecchio stile
  • Port su Switch gestito molto bene…
  • Stile grafico gradevole e citazioni spassose
  • Non adatto ai democristiani
  • … ma non al meglio delle sue potenzialità
Una vera gemma nascosta: divertente, spensierata e bella da vedere, anche per uno a cui non piacciono normalmente le avventure grafiche.
Lo consiglio a chiunque non abbia paura delle battute zozze. Per quanto mi riguarda, è perfettamente degno di un secondo appuntamento.

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Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.