La storia del progetto Atlantis, la portatile perduta di Nintendo

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18.04.2016
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Nelle scorse ore il portale Nintendo-Online.de ha pubblicato un articolo dedicato allo sviluppo del successore del Game Boy: il progetto Atlantis.
Prima ancora del Game Boy Advance (nome in codice Advanced Game Boy), i piani di Nintendo erano ben diversi. Durante il 1995 Nintendo aveva iniziato a lavorare al progetto Atlantis, una console a 32bit con uno schermo a colori, quattro tasti di fuoco e uno schermo più grande di quello del Game Boy Advance da rilasciare alla fine del 1996.
Alcune voci uscite in quel periodo suggerivano una potenza comparabile a quella del Nintendo 64 e un processore da 160 MHz (che sarebbe stato pure più potente di quello del Game Boy Advance). Il tutto con una durata di 30 ore di gioco.La console portatile, però, non vide mai la luce del giorno.

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Il prototipo del progetto Atlantis mostrato alla GDC 2009. Da notare le dimensioni rispetto ad un normale Nintendo DS Lite.

Pur avendone confermato l’esistenza durante la metà del 1996, il Game Boy Pocket uscito in quell’anno vendette abbastanza bene, così da spostare il rilascio della nuova console alla fine del 1997. I costi di produzione erano molto alti, la console richiedeva fin troppa potenza e come grandezza era più grande pure delle ultime portatili prodotte dall’azienda.

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Alla fine dell’articolo viene anche mostrato un prototipo per un Touch Screen Adaptor per il Game Boy Color, sviluppato nel 1998.
Alla fine il progetto Atlantis non convinse Nintendo la quale, poco dopo il rilascio del Game Boy Color, iniziò lo sviluppo per il Game Boy Advance, durato due anni.