Yoshiaki Koizumi e Takashi Tezuka parlano della storia nei giochi di Mario

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08.11.2020
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La serie di Super Mario (mi riferisco a quella principale, i platformer) non è certo nota per le sue trame da capogiro. Certo, c’è il famoso libro di Rosalinda in Super Mario Galaxy, ma anche quello è solo un extra completamente skippabile. In una recente intervista al Washington Post, due pezzi grossi di Nintendo, Yoshiaki Koizumi (il principale produttore della serie di Mario) e Takashi Tezuka (sviluppatore che segue il personaggio fin dagli albori) hanno parlato di questo aspetto nella serie di Mario. L’intervista completa, purtroppo, è dietro paywall, ma Nintendo Everything ha raccolto alcuni stralci che vi traduciamo:

Koizumi: Pensiamo [alla storia] alla fine del processo di sviluppo, nelle fasi conclusive. Quando creiamo un gioco, Mario, i nemici e i livelli vengono prima, e la storia serve a unire tutto in un mondo coerente. Con “storia”, non intendo solo quello che i personaggi dicono e fanno. Tutte le sensazioni provate dalle persone mentre giocano fanno parte della storia. Non c’è una sola “storia”. Credo sia diversa per tutti.

Tezuka: [Agli albori della serie] finché c’era un motivo per Mario di correre da sinistra a destra, il giocatore poteva felicemente sconfiggere i nemici e proseguire. Visto che era un gioco dove Mario salta sui nemici, era importante creare dei design che rendessero le regole intuitive, per esempio dando al guscio del Koopistrice una forma che renda chiaro che se lo si calpesta fa male.

E questo è solo un microscopico capitolo dell’annosa questione “storia vs. gameplay”. Nintendo non ha mai fatto mistero di quale fosse la sua posizione, e voi cosa ne pensate?

Fonte: Nintendo Everything