In Ace Attorney: Spirit of Justice stava per essere inclusa la mafia

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25.09.2016
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Durante un’intervista a Siliconera, il game director Takeshi Yamazaki ha parlato di alcuni retroscena della realizzazione di Ace Attorney: Spirit of Justice, uscito in Europa l’8 settembre su Nintendo 3DS.

S: Quando stavate pensando ad un tema per Spirit of Justice, Yamazaki ha tenuto una sessione di brainstorming durante la quale il team è venuto alla conclusione che il debole che sconfigge il forte potesse essere un buon cambiamento. Di quali altre idee avete discusso? C’erano alcune idee per dei casi che non funzionavano?

Yamazaki: C’è stato un punto di stallo mentre stavo scrivendo il documento di design per Spirit of Justice, precisamente nel modo in cui dovevamo mettere Phoenix all’angolo, tenendo conto del fatto che era diventato un avvocato leggendario nel corso della serie. Un’idea era quella di metterlo a lavorare in una corte clandestina che serviva alle persone della mafia ed altri criminali. Questa corte avrebbe avviato dei processi ed avrebbe giustiziato tutti coloro che avrebbero tradito le regole di queste società, quindi lo stesso Phoenix non avrebbe avuto una vita semplice a credere a ciò che sostenevano i suoi clienti. In più, qualunque persona coinvolta nei processi sarebbe stata all’interno della malavita, inclusi testimoni e persecutori, quindi naturalmente ci sarebbero state false dichiarazioni, prove falsificate, tangenti, minacce ed altre situazioni sporche. In queste circostanze, abbiamo capito che anche Phoenix si sarebbe sentito tantissimo come un pesce fuor d’acqua.

Fonte: GoNintendo