23 Dicembre 2019 • A ruota libera

Quella volta che il regalo di Natale 2005 me lo fece NRU

Natale è alle porte. Questione di poche ore e tutti quanti saremo attorno ad una bella tavola calda, accompagnati dal consueto Caro Farenz ti scrivo e Una poltrona per due. Sicuramente molti di voi avranno dei ricordi strettamente correlati ai videogiochi e al periodo dove tutti sono più buoni. Quest’oggi ho intenzione di parlarvi di un regalo in particolare: quello che Nintendo la Rivista Ufficiale mi fece nel 2005.

Vedete, la scelta di questo ricordo non è casuale, ma dovuta alla prossima uscita di un gioco che sarà fondamentale per la crescita dell’attuale console Nintendo. Animal Crossing: New Horizons è non a caso uno dei protagonisti del 2020. Oggigiorno, tra il nostro sito, YouTube e i Nintendo Direct è facile ricevere informazioni sui giochi, ma anni fa non era così. Io stesso devo molto a quella rivista per avermi fatto conoscere la serie. E mai avevo avuto un hype come quello per uno dei suoi predecessori, Wild World.

Illustrazione 4 dell'articolo "Quella volta che il regalo di Natale 2005 me lo fece NRU"
Comunque, le dimensioni erano davvero quelle.

Era il luglio del 2005 quando avevo convinto mia nonna ad acquistarmi in edicola il mio primo numero (il 41) della rivista. Lì, freschi freschi dell’E3 appena conclusosi, venni a conoscenza di un mondo di novità a me precedentemente sconosciute. Pokémon Smeraldo ad esempio, ma anche il Game Boy Micro, Project Revolution e, soprattutto, la serie di Tom Nook e amici. Inquadriamo un attimo la situazione: il gioco più avanzato che avevo giocato su Game Boy Advance era Pokémon. Non avevo nemmeno un gioco di Mario o Zelda, nessuno. Per me vedere un simulatore di vita tridimensionale portatile era pazzesco. E parliamone, pure alla fine del ciclo vitale del Nintendo DS lo era.

Ma quello che più mi stupiva erano le possibilità offerte dal gioco. Concettualmente parlando, in Animal Crossing basta pure salutare il proprio vicino di casa per essere felici. È però il mix di opportunità offerte ciò che rende la vita nel villaggio degli animali entusiasmante. Possiamo dedicarci alla cura (ed espansione) della nostra casa, alla pesca o alla ricerca dei fossili, per dirne alcune. Vivere nel villaggio significa però fare parte della vita quotidiana. Eventi e tornei sono all’ordine del giorno e, per di più, ospiti speciali possono fare una capatina dalle nostre parti.

Animal Crossing è un gioco che vive, anche quando la console è spenta. E questo fu il motivo per cui NRU riuscì a farmi innamorare. Da quel momento, infatti, aspettai ogni mese con ansia di ricevere un loro nuovo numero. Volevo saperne di più, volevo la conferma della sua uscita in Italia. Perché una produzione come quella non l’avevo mai vista.

Illustrazione 1 dell'articolo "Quella volta che il regalo di Natale 2005 me lo fece NRU"
Il numero di Natale, con quella copertina, diceva tutto. Si vede che l’ho consumato, vero?

Passano i mesi e arriviamo a dicembre. Dalle parti di NRU c’era questa particolarità: il numero in uscita in un dato mese corrispondeva, sulla costina laterale, a quello successivo. E quando si arrivava a dicembre figurava la loro tredicesima con il numero di Natale. Mai capito il motivo, ma apprezzo tutt’oggi l’idea. Fatto sta, quel numero fu il mio regalo di Natale. Animal Crossing: Wild World sarebbe uscito il marzo dell’anno dopo in Europa e, per tenere alto l’hype, i redattori della rivista entrarono in possesso di una copia giapponese.

E ragazzi, cosa non era quella anteprima. La recensione, a confronto, era il compitino. Perché loro Wild World se l’erano sviscerato tutto (e onestamente, con Nintendoomed li capisco 😉 ) prima di tutti. Eventi, personaggi, oggetti, era tutto a portata di mano. Sostanzialmente, loro avevano nel Natale del 2005 l’intero gioco completo, nonché l’esclusiva italiana per parlarne. Tantissima roba per loro, altrettante le informazioni per me. Traduzione del giapponese esclusa.

Per di più, c’è un altro fattore di cui non ho ancora parlato. Animal Crossing è un simulatore di vita, no? E nella vita ci sono gli amici. La cosa più incredibile del gioco non era quanto vi avevo detto prima, ma il poter vivere il tutto in compagnia (o lontananza) di amici. Era possibile visitare i loro villaggi, parlare per mezzo della tastiera virtuale, e perfino scrivere, inviare e ricevere lettere. Per intenderci, questo gioco era paragonabile a Phantasy Star Online per Dreamcast in termini di ambizione. Non c’era davvero nulla di simile, almeno da parte di Nintendo. Nemmeno le loro console da casa ci erano arrivate prima del Wii.

Illustrazione 2 dell'articolo "Quella volta che il regalo di Natale 2005 me lo fece NRU"

Il Nintendo DS fu la prima console a supportare un servizio online di Nintendo, la Wi-Fi Connection. C’era la rottura di scatole dei codici amico per gioco, ma era possibile giocare in peer-to-peer con i propri amici e, in alcuni giochi, sbloccare extra. E tutt’ora il servizio è la base dietro Nintendo Switch Online!

Proprio in quello stesso numero la redazione di NRU preparò un articolo atto ad illustrare il collegamento della console ad internet. Mario Kart DS fu il primo gioco a supportare il servizio, ma TETRIS DS e Wild World lo seguirono a ruota. Ho passato le ore a leggere la loro guida e a provarla, ma c’era un problema: non avevo un router.

Andavo nei menù di configurazione manuale e cercavo di essere il più attinente possibile con i loro screenshot. Per dirla in dialetto, chi duci. Oggi collegare un dispositivo alla rete globale è pressoché immediato, ma nei primi del 2000 si andava avanti ancora con il filo del telefono collegato al modem. E l’incazzatura della propria madre che non poteva ricevere telefonate. Indimenticabile.

Illustrazione 3 dell'articolo "Quella volta che il regalo di Natale 2005 me lo fece NRU"
Ci provavo con tutto me stesso. Non credo di avere mai scritto “NRU rulla”, però.

Di conseguenza, non avevo alcun accesso al di fuori del mio villaggio. Il portone protetto dai cani da guardia Birro e Fido non mi rappresentava più, negli anni a venire, un portale verso nuovi mondi, quanto la gabbia del mio di mondo. Nel 2006 non conoscevo praticamente nessuno con Animal Crossing, e il mio unico appiglio era quella rivista. Allo stesso tempo, però, dove la connessione non poteva ci pensava il cartaceo.

Mensilmente su NRU era possibile trovare approfondimenti e guide sul gioco (qui e qui trovate alcune foto). Piccole pagine dedicate a coprire tutte le attività svolte nel corso dell’anno. E non solo, diversi utenti scrivevano lettere a riguardo, creavano perfino community dedicate. E fu proprio grazie a quelle che, nel tardo 2008, arrivai a conoscere diverse delle persone dietro questo sito. Animal Crossing è stato per molti di noi un sogno da vivere, un piccolo mondo tutto nostro. Senza di quello, con molta probabilità, non vi trovereste neppure qui oggi. Si è trattato di un apripista verso un modo di comunicare e intendere il videogioco tutto nuovo. E io di questo non posso che ringraziare, ancora una volta, la cricca di NRU.
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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).