Gigaleak è la Virtual Console di Nintendo che ci meritiamo

11 min.
13.08.2020
Editoriale


L IS REAL 2401

Il mito della Triforza

Sin dalla sua pubblicazione Ocarina of Time fu un vero e proprio mistero per molti. Il gioco era stato presentato con diverse caratteristiche, poi rimosse complice l’abbandono del Disk Drive, e trattandosi poi del primo gioco della serie in tre dimensioni il senso di mistero e scoperta si faceva ancora più forte. Per di più con quelli che erano i primi anni dell’Internet pubblico. Vi stupirebbe sapere quante leggende sono girate intorno al titolo. Una di questa è la storia della Triforza, custodita nel Tempio della Luce. Fantascienza per l’epoca? Sicuro. Oggi un falso? Altrettanto sicuro. Per maggiori approfondimenti sulla Triforza vi rimando a The Lost Woods, uno storico portale italiano dedicato a Zelda.

Passiamo poi alla seconda parte del leak, quella che è avvenuta sabato notte. Un secondo archivio di quasi 10 GB di file è stato caricato in rete, stavolta è tutto incentrato alla fase successiva di quell’era: il Nintendo 64. Nel nuovo archivio sono presenti svariate cartelle, le quali vanno a coprire in ordine alfabetico diversi giochi, da Animal Forest a Yoshi’s Story. Purtroppo per noi al momento alcune di queste sono state messe in secondo piano, ma per una giusta ragione: ci sono quelle di Super Mario 64 e The Legend of Zelda: Ocarina of Time da vedere. Penso che sia inutile ribadire l’importanza di questi due giochi, non solo per quello che è concerne il loro sviluppo, quanto per quello che sarebbero potuti essere. Per anni si sono susseguite diverse leggende a riguardo, da quelle che parlano della presenza di Luigi nella prima avventura 3D dell’idraulico a quella della leggendaria Triforza in Ocarina of Time. Teniamo anche conto che, sostanzialmente, l’intera line-up first-party dell’epoca non era neppure pensata per il Nintendo 64, quanto per il suo add-on, il Disk Drive. E quindi cosa si è trovato? Beh, di tutto, ma non proprio. Non è stato possibile avviare alcuna ROM ad esempio, i sorgenti sono incompleti. Si è potuto però ricavare diverso materiale promozionale in alta qualità, e perfino i file delle stanze utilizzate nella beta di Zelda. Tutt’ora che scrivo l’articolo le ricerche continuano senza sosta. Un giorno sono comparsi gli artwork, in alta definizione, dei giochi di quella console. Un altro ancora i modelli poligonali degli esseri umani non giocabili in Animal Forest. E chissà domani cosa spunterà fuori.

Gigaleak mappa Hylia
Da ResetEra

Per quel che è concerne Super Mario 64, invece, si è riusciti ad accedere a diversi file e cartelle del gioco. Adesso non solo sappiamo il titolo di lavorazione originale, tale Ultra 64 Mario Brothers, ma che erano pianificati molti più livelli, tra cui uno incentrato su Donkey Kong. Il castello della principessa Peach sarebbe dovuto essere un hub molto più grande di quello che è stato mostrato nel prodotto finale. Gli utenti che hanno avuto accesso ai file hanno provato ad importare alcune di queste mappe nel gioco finale e… funzionano! Certo, senza tutte le texture ad esse correlate, ma ripeto, funzionano. È veramente incredibile.

Vorrei dirvi che è stato trovato soltanto questo ma no, c’è di più. Nei file sono stati trovati anche diversi modelli poligonali, tra cui… quello di Luigi. Avete capito bene, Luigi doveva essere presente in Super Mario 64. Per anni la sua presenza è stata fonte di rumor mai confermati, ma effettivamente il fratello di Mario era parte dello sviluppo del gioco, da cui il titolo di partenza. Sarebbe stato un semplice palette-swap? Non è detto, perché in verità la sua inclusione era stata pensata per una semplice ragione… la modalità multigiocatore, confermata non solo da ulteriori file presenti, ma da una dichiarazione del 2009 di nientepopodimeno che lo stesso Shigeru Miyamoto in un Iwata Chiede dedicato a New Super Mario Bros. Wii.

Miyamoto: Esatto. Lo schermo era diviso ed entravano nel castello separatamente. Poi si incontravano nel corridoio… ero troppo felice! (ride) Poi c’era anche la modalità con la videocamera fissa, che mostra Mario che corre via, diventando sempre più piccolo.

Iwata: Sì, precisamente.

Miyamoto: Si trattava del resto di un esperimento in cui Mario e Luigi si allontanavano l’uno dall’altro correndo, ma era ancora possibile vederli entrambi. Ma non siamo riusciti a concretizzarlo…

La scoperta di Luigi è stata qualcosa di incredibile. Ho seguito personalmente le ricerche sui vari social e quello che è avvenuto è senza alcun precedente. L’hype era reale. Il desiderio di vedere finalmente il primo modello poligonale di Luigi, di avere un pezzo di storia mancato, è stato veramente forte. È come se Nintendo avesse annunciato Pikmin 4, ma meglio. Si è partiti dai file, poi dalla ricerca delle texture e della palette di colori. Luigi è stato ricostruito dalla community, tutti hanno potuto vivere la sua rinascita. E sapete cos’è ancora più divertente? “Luigi is Real 2401” aveva, in qualche modo, un suo fondamento, perché la sua scoperta è avvenuta esattamente 24 anni e 1 mese dopo la pubblicazione del gioco.

Is this okay? Sounds like creationism.

Poteva mancare Pokémon in un leak di Nintendo? Certo che no. Non è bastato pubblicare materiale delle prime tre generazioni, bisognava categoricamente rendere noto ogni singolo pezzo della loro storia. Ed è esattamente quello che è successo, stavolta con la quarta generazione, qui rappresentata da Pokémon Diamante e Perla. Interi file di localizzazione, tra cui quelli necessari a compilare le build passate, sono stati diffusi nella loro interezza, rendendo di fatto giocabili ai più le vecchie versioni del gioco antecedenti lo sviluppo. Data la mole di informazioni la community ha impiegato diverse ore prima di ottenere una versione funzionante, ma ciò che più ci riguarda sono ancora una volta i design preliminari dei Pokémon. 

Se linee evolutive come quella di Chimchar sono rimaste intatte, lo stesso non è valso per quelle di Puplip e Turtwig ad esempio. Ma anche le famiglie di Shinx e Garchomp o Rotom non scherzano. E vogliamo parlare dei leggendari? Il trio dei laghi presenta ancora una versione preliminare (da dietro), mentre altri come Regigigas sono appena abbozzati! La parte più succosa riguarda però Darkrai, Giratina e Arceus, i cui design sono… qualcosa. Se bene o male con gli altri avevamo quantomeno degli elementi vicini al risultato finale, loro tre sono senza alcun dubbio quelli che hanno ricevuto le modifiche più severe.

Darkrai infatti è molto più smilzo, più in linea con il design degli altri Pokémon misteriosi del passato e meno possente. Quello che è più interessante di questa sua forma è che forse sarebbe davvero rimasto così visto che il suo design è stato apparentemente utilizzato per il logo giapponese del decimo film a lui dedicato, L’ascesa di Darkrai.

Giratina è invece un semplice quadrupede, poco abbozzato, forse vicino (più per i colori che altro) a quello che sarà Landorus. Eppure, fa riflettere questa poca cura. Spiegherebbe come mai nel gioco finale il leggendario sia trovabile solo in una grotta senza troppa fanfara. Non solo, potremmo supporre che sia stato esattamente questo il motivo dietro il focus su di lui con la terza versione, Platino. Forse era davvero molto abbozzato e lo si è aggiunto per motivi di compatibilità futura.

Ed infine abbiamo Arceus, il cui prototipo non vi nego essere forse persino superiore all’idea finale. Come si può rappresentare in maniera più accurata un Pokémon che dovrebbe essere Dio? Certo, ci sta anche il risultato finale, ma un essere nebbioso, quasi impossibile da vedere con gli occhi umani è affascinante. Forse un po’ paurosa e difficile da vendere con il merchandising, ma di cosa stiamo parlando sennò?

lmao

Considerazioni finali

Ho cercato di riportarvi nella maniera più accurata possibile una buona parte di quello che è stato reso noto nelle ultime ore. Ma realisticamente parlando, è impossibile avere nel breve termine una completa analisi di tutto il materiale incluso in Gigaleak. Stiamo parlando di 30 anni di storia della compagnia, materiale pensato per console incapaci di reggere un compilatore, realizzato con le primissime versioni di software di modellazione 3D, e potrei continuare. È anche solo incredibile che tutto questo sia stato preservato fino ad oggi. Abbiamo visto negli anni compagnie perdere i sorgenti originali, ma Nintendo? Loro hanno salvaguardato ogni singola cosa. Io stesso non penso che il materiale reso noto copra davvero tutto. Mi piace, forse ingenuamente, pensare che Nintendo tenga ancora moltissimo materiale all’interno della sua sede centrale. E dubito fortemente che l’azienda rilascerà alcun commento sull’accaduto. Se Gigaleak è stato così importante per i fan è dovuto al fatto che Nintendo è sempre stata troppo riservata. Abbiamo potuto avere degli stralci riguardanti i dietro le quinte solo con gli Iwata Chiede, oppure in seguito ad alcuni particolari anniversari. Non sono tenuti a rivelarci queste informazioni, anzi, preferirebbero che ce ne dimenticassimo. 

Finché si tratta di roba come quella al momento vista, può essere problematico fino ad un certo punto. Ma stando a quanto dichiarato da alcune persone vicine alle fonti originali, il materiale trapelato dovrebbe coprire perfino il periodo Nintendo 3DS – Wii U. Per quanto ne sappiamo, i tentativi di accesso ai server di Nintendo di quest’anno potrebbero essere stati dovuti proprio ad informazioni riservate finite nelle mani sbagliate. Ma quello che è peggio potrebbe essere la pubblicazione di informazioni riservati, accordi tra aziende mai finalizzati in tempi recenti o prototipi. Non sempre conviene brevettare ogni idea, in quanto poi quest’ultima diventa di dominio pubblico. Se Nintendo ha conservato tutto questo materiale è, senza alcun dubbio, perché questo viene ancora utilizzato in un modo o in un altro. A prescindere da tutto, abbiamo preso parte volontariamente o meno ad un evento storico, uno di quelli che non ci scorderemo facilmente.