Gigaleak è la Virtual Console di Nintendo che ci meritiamo

11 min.
13.08.2020
Editoriale


Inutile girarci intorno. A meno che non abbiate vissuto negli ultimi giorni sotto una roccia, sappiate che è successo il finimondo. No, non è stato annunciato un Nintendo Direct e no, probabilmente resteremo a corto di informazioni sulla produzione first-party futura per ancora un bel po’ di tempo. Ma non su quella passata. Perché noi adesso siamo a conoscenza di cosa potevano essere diversi classici per Super Nintendo o Nintendo 64. E non è ancora finita. Che ve ne possa fregare o meno dei videogiochi del passato, il materiale che è stato caricato col nome “Gigaleak” è paragonabile alla scoperta di una piramide nascosta o di un fossile mai visto prima. Interi anni di sviluppo, sangue, sudore e anche maleparole sono stati caricati online da degli anonimi Robin Hood. Codici sorgente in linguaggio Assembly, tileset grafici, audio, prototipi, versioni beta e modelli poligonali sono adesso di dominio pubblico. Stiamo parlando di materiale illegale e pericolosissimo, soprattutto per la stessa Nintendo. I loro archivi sono stati violati, e con essi gran parte delle loro proprietà intellettuali. Per darvi un contesto pratico, non è mai successo qualcosa di simile. Il caso più vicino lo abbiamo avuto con SEGA e i prototipi dei vari giochi di Sonic per SEGA Mega Drive e Game Gear. Ma quelli erano materiale mandato alle riviste dell’epoca al fine di produrre anteprime costanti sui titoli in sviluppo. Nintendo invece è sempre stata silente al riguardo. Dai vari video rilasciati nel corso degli anni abbiamo senza alcun dubbio avuto modo di vedere lo sviluppo dei giochi in una fase avanzata, rarissime volte in una piuttosto acerba. Ma adesso? Adesso siamo (quasi del tutto) a conoscenza del dentro e del fuori dei loro prodotti più importanti.

Iniziamo quindi ad esaminare nel dettaglio parte del materiale caricato venerdì 24 e sabato 25 luglio. Se ben ricorderete avevamo prontamente pubblicato una notizia a riguardo sulla prima parte, e questo articolo non vuole infatti rimpiazzarla, quanto cercare di spiegare a mente fredda cos’altro è successo. E consapevolmente vi dico che non basterà. Tutto questo materiale si stima secondo alcune fonti pesare circa 2 TeraByte, quello che abbiamo visto è solo una piccola parte. La verità è ancora là fuori.

Il mondo alieno di Super Mario World

Cominciamo quindi dal primo Gigaleak, pubblicato il 24 luglio. Al suo interno è stato possibile trovare svariato materiale datato tra il 1989 e il 1995. Sostanzialmente, gli albori dell’era del Super Nintendo. Da lì si è risaliti al codice sorgente di F-Zero, Super Mario Kart, Yoshi’s Island e molti altri giochi. Ma quello che è saltato subito all’occhio è stato il materiale riguardante Super Mario World, il primo episodio della serie sulla seconda console di NIntendo. Se Super Mario Bros. 3 aveva stabilito i canoni del Regno dei Funghi e dei suoi personaggi, il quarto episodio avrebbe portato ad un’ulteriore evoluzione di quanto già visto. Cosa che in effetti è avvenuta, ma quello che ci interessa vederne è la sua creazione. Teniamo conto che l’ultima avventura per NES è stata pubblicata il 23 ottobre del 1988. Nintendo non aveva l’urgenza di passare alla console successiva, ma è stata portata a farlo dopo l’avvento del Mega Drive di SEGA e del PC Engine di NEC. Ed infatti, uno dei primi annunci ufficiali della console lo possiamo datare al dicembre di quello stesso anno. Non solo, “Mario 4” e “Zelda 3” furono da subito annunciati come titoli di lancio, ma non c’era alcuna immagine. Anzi, c’era quella di un altro gioco, Dragonfly. Solo qualche tempo dopo compariranno delle immagini del fu Super Mario World, più in linea con il suo predecessore che con il prodotto finale.

Dove eravamo rimasti?

A discapito dell’accaduto, Gigaleak non è in realtà il primo atto di questa storia. È iniziato tutto diversi mesi fa, quando sono state pubblicate online diverse informazioni sullo sviluppo dei giochi Pokémon di prima e seconda generazione. Diversi mostri mai visti prima sono stati condivisi sulla rete. Di questi non avevamo mai avuto l’occasione di saperne di più al di fuori di qualche dichiarazione di Ken Sugimori. Dalle parole siamo passati ai fatti, ve ne abbiamo parlato qui. Subito dopo è stato il turno del leak di tutto lo scibile riguardante il Nintendo Wii, dai file verilog ai suoi sorgenti. Sono spuntate fuori anche delle demo per Nintendo 64, tra cui una che illustra la metamorfosi dei quadri di Peach in Super Mario 64. E basta? Ovviamente no, siamo persino venuti a conoscenza delle origini dietro i tanto “amati” Codici Amico.

Possiamo infatti da subito notare in questi screenshot dell’epoca diversi elementi poi assenti nella versione finale. Mario per cominciare ha un look più vicino alla sua ultima avventura, e diversi power-up come la Superfoglia erano qui presenti. Vogliamo parlare poi del mondo di gioco? Dinosaur Land era… completamente diversa. Più simile ad uno dei funghi della serie, che altro. E a proposito di dinosauri… ma Yoshi? Già, sicuramente sarete a conoscenza del fatto che Shigeru Miyamoto avrebbe voluto introdurre l’amorevole dinosauro con largo anticipo, ma i limiti tecnici dell’epoca glielo impedirono. Quello che abbiamo avuto per anni è stata questa illustrazione preliminare. Senza alcun dubbio diverso dall’originale, ma non troppo dissimile. Ecco, questo è tutto quello che si sapeva di Super Mario World ad oggi. E proprio oggi possiamo andare avanti con la storia, perché il materiale mostrato in quella vecchia rivista era solo una piccola, piccolissima parte, di ciò che sarebbe potuto essere Super Mario World.

Signore e signori, vi presento il Super Mario World del 1989.

Non solo, vi presento non una, non due, ma diverse evoluzioni di Yoshi.

E sì, Mario picchiava davvero Yoshi per fargli mangiare i nemici.

E davvero, potrei continuare a iosa. Vi basti piuttosto guardare questa fan art per farvi un’idea generale del tutto. Lo diciamo? Era davvero tutto un altro mondo. Robot, Luigi che fa il dito medio (probabile pollice in su), quel coso volante, i Koopa-drilli, i Toad-fiore… c’è di tutto. Persino uno sprite completo di Bowser. Questo era il Super Mario World mostrato in quella rivista, questo era quello che sarebbe potuto essere. 

E in tutto ciò, bisogna notare come diversi di questi elementi sono rimasti o tornati nei giochi successivi, a cominciare dal viso di Yoshi, la cui forma baby ne trae ispirazione.

Super Nintendo e Super, Super FX

Sempre parlando del Super Nintendo, non sono mancate svariate nuove informazioni riguardanti i titoli pensati per i due chip Super FX. Letteralmente, gran parte del lavoro di Argonaut Software (autori di X, i primi due Star Fox e la serie di Croc) è stato reso noto al pubblico, con annesso stupore dello stesso Dylan Cuthbert, una delle menti dietro la serie della volpe stellare.

Se fino a qualche anno fa era già tanto accontentarsi della pubblicazione di Star Fox 2, adesso disponiamo perfino di diverse beta (tra cui quella del CES del 1995), design preliminari e non solo. Per dirne una, è stato trovato un’antagonista alternativo ad Andross, per precisare: un Tirannosauro. Da quanto apprendiamo, però, è stata un’idea molto abbozzata, visto neppurelo stesso Cuthbert se lo ricorda. In retrospettiva, forse non aveva così torto Shigeru Miyamoto a trasformare Dinosaur Planet in Star Fox Adventures.

Sempre parlando di Star Fox, ma questi sprite e personaggi beta quanto sono stilosi? Un vero peccato averli rimossi così presto…

E possiamo fermarci qui? No, non credo proprio. Perché c’è dell’altro. Qualcosa più importante delle varie versioni beta di Yoshi’s Island, qualcosa che potrebbe essere in un certo senso l’anello mancante tra il seguito di Super Mario World e un’altra famosa serie di Nintendo. Entra in gioco “Super Donkey”, un prototipo di un gioco mai rilasciato.

Sin dalla sua scoperta ci siamo chiesti tutti cosa diamine fosse questo gioco. Abbiamo da un lato un personaggio simile a Mario (e lo spritesheet sembrerebbe confermarlo) misto a Rayman, da un altro un’ambientazione simile a quella di Yoshi’s Island, e da un altro ancora un gameplay che per certi versi ricorda Ristar per la sua enfasi sulle prese e le arrampicate. Ma ad interessare maggiormente è il nome, perché a conti fatti un “Super Donkey” esiste già, ed è il nome giapponese del primo Donkey Kong Country di Rare. Viene davvero da porsi più di una domanda al riguardo, visto la sua esistenza è davvero un mistero. Forse avremmo avuto un seguito da parte di Nintendo di Donkey Kong ’94 (Game Boy Donkey Kong)? Forse il quinto Super Mario Bros. avrebbe cercato di espandere ulteriormente l’esplorazione del mondo di gioco? Oppure chi lo sa, magari sarebbe stato un gioco completamente diverso, magari scartato dopo la scoperta da parte dell’azienda di Plok, gioco che incuriosì lo stesso Miyamoto grazie alle doti del suo protagonista e spinse l’azienda a pubblicarlo in Europa.