Gematsu intervista Koji Igarashi su Bloodstained e Castlevania

4 min.
05.06.2019
Notizie


Si è da poco concluso il BitSummit 7 Spirits, convegno dedicato ai videogiochi indipendenti, a Kyoto, e per l’occasione Gematsu ha potuto intervistare Koji Igarashi, per gli amici Iga, ex pezzo grosso della serie Castlevania e ora la mente dietro a Bloodstained: Ritual of the Night, in arrivo su Switch il 25 giugno.

Ecco qui l’intervista tradotta… a quanto pare Iga non ha ancora detto tutto quello che doveva sulla serie Castlevania.

Sono passati quattro anni dal primo annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night. Come ci si sente ad essere finalmente al traguardo?

“Finalmente ci sono”

Com’è stata l’accoglienza dei fan?

Molto variegata. Alcuni fan giapponesi erano preoccupati per l’uscita della versione fisica, e vorrei scusarmi con loro per alcune incertezze. Quindi sì, ci sono sia voci eccitate che preoccupate.

C’è stato un ritardo dell’uscita fisica in Giappone – o dell’uscita in generale – vero?

È difficile far uscire tutto in contemporanea mondiale, con le diverse leggi, ma il gioco arriverà. Vi chiedo solo di essere pazienti.

In un trailer recente, hai commentato le critiche dei fan in modo divertente. Ma personalmente come le hai prese?

Be’, penso che avessero il diritto di lamentarsi, quindi chiedo loro scusa.

Ci sono varie cose che verranno aggiunte dopo l’uscita: due personaggi, quattro modalità, multiplayer… C’è una timeline che puoi mostrarci per quando saranno rilasciate?

Non posso dire niente a riguardo, sarà il publisher ad annunciarle.

È stato difficile rimandare queste funzioni a patch future?

Volevamo solo che il gioco principale uscisse il prima possibile per i fan.

C’è un elemento in particolare di Bloodstained di cui sei specialmente fiero? O che speri che ai fan piacerà?

Ci siamo impegnati molto con il sistema di Shard e di alchimia. Quindi per chi vuole approfondire veramente queste meccaniche, c’è tanto per voi.

Rispetto ai Castlevania, puoi dire che Bloodstained è venuto fuori esattamente come te l’eri immaginato?

Be’, in molti dei giochi che ho fatto, ho avuto abbastanza fortuna da avere molta libertà creativa. Anche se in passato ho avuto delle limitazioni dovute al fatto di lavorare a una serie stabilita. Per esempio, ci hanno criticato quando abbiamo deciso di pugnalare un Belmont in un gioco. Il fatto è che ci sono i fan della serie, che hanno la loro immagine mentale dei personaggi e del mondo, che dobbiamo stare attenti a non contraddire. Questa volta abbiamo iniziato da zero, è stata un’esperienza difficile ma piacevole.

Quanto di Castlevania hai inserito in Bloodstained, creandogli comunque una sua identità?

Non ci sono elementi di Castlevania nella storia. Nel gameplay, però, ci sono degli elementi che potrebbero ricordartelo. Quando abbiamo lanciato il Kickstarter, abbiamo pensato a cosa vorrebbe la gente da un “gioco di Igarashi”. E abbiamo immaginato che vorrebbero comunque qualcosa di horror gotico. Di certo niente di fantascientifico o futuristico. Quindi, in un certo senso ci sono degli elementi simili, ma ci siamo premurati di distinguerlo da Castlevania.

E secondo voi cosa distingue di più Bloodstained da Castlevania?

Direi il sistema delle Shard. È molto visibile.

Puoi parlarci di come hai creato le battaglie contro i boss?

Be’, il director, che è il mio braccio destro, aveva le sue idee per le battaglie boss, e io avevo le mie. Quindi abbiamo iniziato facendo quello che volevamo fare. Soprattutto, una funzione che avevamo in mente era usare le abilità dei boss per espandere le aree. Quindi poi la battaglia è strutturata intorno a questa meccanica.

Quanto è lunga una partita singola?

Calcolando un po’ di tempo speso a perdersi, ci dovrebbero volere 10 ore o poco più.

Senza gli elementi aggiunti?

Sì. I nemici e i boss sono molto tosti.

Quanto tosti?

Ehm… volevamo abbassare la difficoltà. Di solito queste serie diventano più difficili man mano che si prosegue, quindi volevamo renderlo più facile. Anche se sentendo i feedback, la difficoltà sembra andare su e giù. Quindi diciamo che se usi solo le armi è difficile, se invece usi anche le Shard diventa più facile.

Parliamo di Bloodstained: Curse of the Moon. Sei rimasto sorpreso dal suo successo?

Be’, è stato creato interamente da Inti Creates, quindi io non c’entravo molto. Però è stata una bella sorpresa vedere l’accoglienza positiva e le vendite. Spero solo che Ritual of the Night abbia lo stesso successo.

Il successo di Curse of the Moon ti ha ispirato a fare altri spin-off in futuro?

Be’, non come spin-off, ma spero che Bloodstained diventi una serie. Non solo giochi, ma mi piacerebbe se uscisse anche un anime o roba del genere.

E c’è una domanda per quello?

Certo. Non credo che nessuno voglia fare un gioco che si fermi al primo capitolo.

Oltre agli aggiornamenti gratuiti, ci saranno anche dei DLC a pagamento?

Di quello ne parleremo più avanti.

Uno dei più grandi colpi subiti dal Kickstarter è stata la cancellazione della versione PS Vita…

Abbiamo deciso di cancellare la versione PSV appena Sony ha smesso di supportare la console.

E come è stata accolta questa cancellazione?

C’era l’opzione di cambiare console, e anche un sistema di rimborsi per chi voleva.

Vuoi prenderti una pausa dopo questo gioco o hai già idee per il futuro?

Vorrei prendermi una pausa, ma se non inizio a prepararmi, morirei. (Ride)

Vorresti provare altri generi in futuro?

Gli altri generi sono interessanti. Ma amo fare giochi d’azione, quindi mi limiterò a quelli per ora.

Azione 2D o 3D?

Entrambi. Ma non dico niente se no la gente inizia ad aspettarsi cose. (Ride)

Se potessi fare un altro Castlevania, come lo faresti?

Ci sono due episodi che avevo in mente ma non ho mai realizzato. Quindi vorrei finire quelli.

Quanto tempo fa?

In Castlevania: Aria of Sorrow, abbiamo menzionato che Dracula era stato distrutto nel 1999, ma quella storia non è ancora stata raccontata.

Quindi se Konami ti facesse quest’offerta, lo faresti?

Certo.

Il tempo a nostra disposizione è terminato. Qualche ultima parola?

Bloodstained è stato fatto con l’idea “quello che era divertente all’epoca è ancora divertente oggi”. Quindi vi garantisco che vi divertirete. Spero che a tutti piacerà Ritual of the Night.

Fonte: Gematsu

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