19 Giugno 2019 • Recensione

Gato Roboto – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Devolver Digital, una delle case produttrici indipendenti più famose al mondo, ormai non ha più bisogno di presentazioni. Negli anni ci ha regalato titoli ben congegnati, divertenti, ma soprattutto originali.
Originali non solo nel gameplay, ma anche nell’iconico carisma che ogni loro opera lascia trapelare (basti pensare a giochi come “Hotline Miami” e “Enter the Gungeon”), carisma che non manca di certo a Gato Roboto.

Poco tempo prima della scoppiettante e quanto mai curiosa conferenza E3 da loro tenuta (che se vi siete persi vi consiglio vivamente di recuperare) è stato rilasciato questo simpatico metroidvania in un nostalgico stile bianco e nero pixelloso. Quest’ultima combinazione di genere e gamestyle già prometteva bene, se poi si aggiunge la scoperta che il protagonista sarebbe stato un gatto all’interno di una tuta robotica-spaziale… E così, a distanza di un paio di settimane dall’uscita, cerchiamo di capire fino a che punto questa piccola palla di pelo ci è riuscita a intrattenere.

Dare una zampa!

Ah, il nostro caro gattino si chiama Kiki ed è il cucciolo di Gary, un navigatore spaziale di un’organizzazione sconosciuta, in missione per esplorare una misteriosa stazione spaziale in un pianeta lontano dalla Terra. Ahimè, la navicella si scontra sulla stazione, lasciando Gary intrappolato all’interno di essa.

gato roboto

Toccherà quindi a Kiki portare a compimento la missione, esplorando la stazione e liberando il suo padrone.
Il nostro eroe gattino potrà scalare pareti e infilarsi in piccole insenature durante la sua missione, ma non potrà superare le varie creature e i vari pericoli che si celano all’interno a zampe nude. Avrà bisogno di equipaggiarsi di una speciale tuta robotica dotata di varie funzioni, ma soprattutto più resistente del pelo di gatto. Nel suo cammino, Kiki dovrà risolvere puzzle ambientali viaggiando di stanza in stanza, potenziando la sua armatura con le cartucce di aggiornamento, per svelare infine il mistero che si cela dietro questa misteriosa struttura e dietro un dispettoso topolino che non darà pace al nostro micio.

Non solo mici felici

Oltre a renderci incredibilmente felici nel farci impersonare una creatura così maestosa e carina come un gatto, Gato Roboto si distingue anche per un gameplay ben pensato, divertente e veloce. Per alcuni forse un po’ troppo veloce, considerando la longevità di circa 3 – 6 ore e una rigiocabilità quasi inesistente se non per gli speedrunner, ma sta di fatto che quelle poche ore di gioco saranno un concentrato di puro divertimento.

gato roboto

Il gioco si struttura in maniera molto semplice: i vari quadri sono caratterizzati da puzzle che richiedono l’accesso a determinate zone. Le zone richieste possono essere raggiunte tramite l’utilizzo di alcune funzioni della tuta, come il dash o il salto potenziato, che però vanno scovate all’interno della mappa di gioco sotto forma di cartucce di aggiornamento. Queste funzioni, che man mano nel gioco verranno aggiunte alla tuta, ci permetteranno non solo di raggiungere luoghi prima inaccessibili, ma di poter fronteggiare nemici sempre più forti, e ci aiuteranno a fronteggiare i quadri boss, che oltre a essere unici nel loro genere, sono anche particolarmente impegnativi, tanto che alcuni di essi vi richiederanno più di qualche tentativo per poter essere completati.

gato roboto

Per muoversi all’interno della struttura di tanto in tanto Kiki avrà bisogno inoltre di uscire dalla tuta per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, ma questo lo renderà vulnerabile anche al più piccolo danno che lo annienterà sul colpo. Sarà l’abilità del giocatore, in una serie di sequenze più platform che Metroid-like, a fare la differenza tra la vita e la morte del nostro gattino. Kiki avrà accesso anche ad altri tipi di equipaggiamento utili nel corso del gioco, come mini-sottomarini e torrette laser, che con le loro funzionalità aiuteranno la nostra palla di pelo a raggiungere la destinazione. Infatti le varie zone della struttura saranno caratterizzate da tipi di ambientazioni diverse, che richiederanno un approccio differente dalle altre per poter essere esplorate.

gato roboto

Infine il gioco offre alcuni collezionabili nascosti come pezzi di trama sotto forma di registrazioni e cartucce di palette grafiche che, esattamente come nel titolo Devolver “Downwell”, ci permetteranno di cambiare la colorazione dei pixel grafici.

E PURRR finire…

Insomma, Gato Roboto riprende gli schemi classici del metroidvania e li reinterpreta in modo innovativo, in una breve avventura tutta in pixel, tramite le sequenze senza tuta e i potenziamenti originali. Per quanto semplicità e intrattenimento siano alla base di questo titolo, la breve longevità è comunque un limite che avrebbe potuto tranquillamente essere evitato, ma rimane in ogni caso un difetto minore, considerato il prezzo sull’eShop Switch più che adeguato. Devolver è riuscita ancora una volta a renderci soddisfatti con un titolo simpatico, ma soprattutto impegnativo: i veterani del genere avranno pane per i loro denti. Gato Roboto è un’altra piccola statua in onore del retrogaming e fidatevi, non ne bastano mai.

gato roboto

MIAAAO/10

  • Semplice e divertente
  • Impegnativo
  • Mai ripetitivo
  • Sei un gatto in una tuta spaziale
  • Abbastanza breve
  • La difficoltà alta in alcune sezioni può essere un limite per i meno esperti
Gato Roboto è un titolo breve ma divertente, semplice ma impegnativo, nostalgico ma originale. In poche parole, una chicca degna di Devolver Digital.

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Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.

Autore: Mattia "Mett" Mamber

Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.