9 Giugno 2016 • Recensione

RECENSIONE – Futuridium EP Deluxe (Wii U eShop)

Noi Italiani, si sa, siamo i più bravi. E non dico i più bravi a fare la pizza, a sviluppare sparatutto arcade o a lamentarci dei ritardi dei treni, siamo i più bravi e basta.

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2-0 e a casa vostra, Grosso e Del Piero, Popopopopopopo

Adesso che avete assimilato questa importante premessa, credo sia doveroso spiegarvi cosa ci azzecchi uno sparatutto arcade con questa improvvisa fiammata patriottica. Ebbene sì, Futuridium EP Deluxe è un gioco italiano, italianissimo. Che poi avendo citato Boris poco sopra, sembra che voglia fare dell’ironia riguardo all’italianità del prodotto, non me ne vogliano i ragazzi della Mixed Bag…

Futuridium EP Deluxe è un indie veramente interessante e che sono lieto di aver potuto testare per questa recensione, ma, come di consueto accade per i giochi di cui mi trovo a parlarvi su Nintendoomed, si è rivelato fonte di frustrazione e di italiche imprecazioni sussurrate a denti stretti. Ormai ci ho fatto il callo, ma a quanto pare i titoli difficili me li scelgo con il lanternino. Game Pad alla mano, ci ritroviamo al comando di un’astronave immersa in un’ambientazione lisergica che richiama l’estetica retrò à la Tron. Il nostro scopo sarà quello di distruggere tutti i cubetti celesti sparsi nell’area; una volta completato questo lavoretto, non ci resterà che sparare a un nucleo bianco che teletrasporterà la navicella dritta dritta al prossimo livello. Niente di più semplice giusto? Sbagliato, ovviamente. In alto a destra noterete subito una barra che monitora lo stato di salute della nostra astronave. Il problema risiede nel fatto che gli sviluppatori hanno deciso di non limitarsi a far diminuire la suddetta barra in caso di schianti sulle pareti o incontri poco piacevoli con dei missili lanciati dalle torrette nemiche: la salute calerà inesorabilmente a causa del più terribile delle dimensioni fisiche: il tempo.

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Completare ogni livello si rivelerà dunque una corsa contro il tempo, oltre che un bel banco di prova per la nostra abilità videoludica. Come dicevo poco fa, Futuridium si è rivelato un gioco la cui asticella della difficoltà è tarata particolarmente in alto. Non sarà per niente facile completare tutti i livelli disponibili -cinquanta divisi in cinque zone- nella modalità Deluxe, visto e considerato che in caso di fallimento sarà necessario ricominciare dal primo livello della zona che si sta affrontando. A ben poco servirà giocare in modalità Remix, che ci consente di non esplodere in volo in caso di energia pari a zero e di rimandare il tragico evento all’urto immediatamente successivo all’esaurimento della barra. Purtroppo, i comandi non aiutano molto nell’impresa. Nonostante Futuridium possa apparire particolarmente accessibile a livello di controlli, ci troviamo di fronte a un sistema di movimento che richiede un bel po’ di pratica per raggiungere una buona sicurezza occhio-mano. Soprattutto, ho sentito la mancanza di un avvitamento laterale alla Star Fox, che sarebbe stato molto utile considerata la relativa lentezza con cui l’astronave si muove sugli assi cartesiani. Per il resto, il sistema di controllo di Futuridium è minimale: ci si muove con la levetta sinistra, si spara con B, si effettua un avvitamento verticale di 180° con Y e si attiva il turbo – a vostro rischio e pericolo – con il dorsale R. È inoltre possibile modificare la telecamera con il pulsante X e sfruttare il GamePad per il gioco a televisore spento.

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Oltre alla succitata modalità Deluxe, cuore pulsante dell’esperienza, è possibile raggiungere un ulteriore livello di masochismo affrontando la modalità Classica, nella quale avremo ancora meno energia del solito e un design dei livelli rivisitato per essere ancora più diabolico. Infine, è presente a mo’ di easter egg il minigioco Flappyridium, che fa il verso al tormentone del 2013 Flappy Bird, che ha segnato a modo suo un’epoca nel mondo degli smartphone.

Come già accennato inizialmente, Futuridium ha uno stile visivo molto particolare che richiama quel futuro mai realizzatosi immaginato negli anni ’80. Neon e colori ipersaturi ovunque quindi, ma anche una strizzata d’occhio ai vecchi sparatutto arcade vettoriali di cui Futuridium può essere considerato un piccolo erede. L’aspetto esplorativo del gioco, il cui scopo primario è quello di trovare gli oggetti da distruggere piuttosto che eliminare nemici a manetta come accade in altri esponenti del genere, si sposa bene con questo stile grafico volutamente pulito e minimalista, la cui ciliegina sulla torta è rappresentata dalla scia azzurra lasciata dall’astronave nel vuoto, che mai si dissolverà per tutto il corso del livello consentendoci di ammirare il percorso tracciato dalle nostre manovre. Ha un che di romantico, provare per credere.

9

Da applausi e urla scomposte la colonna sonora. In questi giorni il nostro amato boss Flippoh mi chiedeva come fosse questo Futuridium di cui mi aveva affidato la recensione, e la cosa che gli ho ripetuto a più riprese suonava tipo “Flip, ha una soundtrack da paura”. Non c’è bisogno di essere appassionati di elettronica per capire che ci troviamo di fronte a un lavoro di composizione davvero superbo e che si lega alla perfezione con l’anima del gioco. Un po’ Dubstep, un po’ Kavinsky, un po’ Elettro-Funk, faccio i miei complimenti a Luca Gasperoni (alias Le Degout ) e Omar Ferrero (alias Qubit/All Degrees) e ai ragazzi della Mixed Bag per il buon gusto.

Siamo arrivati quindi alle conclusioni. Futuridium si dimostra un bel passatempo e uno sparatutto un po’ particolare per via del suo aspetto esplorativo e della sua difficoltà d’altri tempi. Non mancano certo dei problemi legati alla curva di apprendimento dei comandi, che in ogni caso si dimostrano sempre reattivi, ma il gioco potrebbe divertirvi davvero. Quasi dimenticavo, è il primo titolo sviluppato dalla Mixed Bag, ai quali auguro ogni fortuna nel fantastico mondo dei videogiochi!

 

ITALIANO/10

  • Originale e impegnativo.
  • Stilisticamente curato.
  • Ho pianto ascoltando la colonna sonora.
  • Quando ho detto impegnativo intendevo MOLTO impegnativo.
  • I comandi andrebbero limati un po’.
Uno sparatutto in cui prima si esplora, e poi si spara. Non adatto a chi non ha la pazienza giusta per apprezzarlo e a chi non ama le colonne sonore belle belle in modo assurdo.

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee