ANTEPRIMA – Fire Emblem Three Houses: analisi del primo trailer

20 min.
11.07.2018
Anteprime

A quasi un mese dal reveal ufficiale di Fire Emblem Three Houses siamo finalmente pronti a guardare con occhi più calmi e mente più fredda quel breve trailer di 2 minuti e 14 secondi che ci è stato mostrato. In questo articolo cercheremo dunque di analizzare tutte le informazioni che riusciremo a estrapolare, oltre a provare a ipotizzare cosa effettivamente potrà offrirci questo titolo, sia a livello di trama che di gameplay. Ovviamente, questa non è né la prima né, probabilmente, l’ultima analisi che potrete trovare su internet, ma cercheremo di concentrarci principalmente sulle ipotesi personali mie e di Spiky. Aprite dunque il trailer, che potete trovare qui, e iniziamo!

0:08La voce narrante, sulla cui possibile identità torneremo più avanti, inizia a parlarci della storia del continente in cui si svolgeranno le vicende. Ci viene presentato il primo nome proprio di questo trailer, ossia “Seiros”, a cui in italiano e inglese viene attribuito l’aggettivo “divina”. In realtà, il trailer giapponese, si limita a un più semplice 聖女, ossia “santa”, che ci appare più in linea con quello che ci viene detto subito dopo. Ella infatti ha ricevuto una rivelazione dalla dea, attualmente senza nome, provando dunque che Seiros non era, almeno originariamente, una divinità.

0:13La dea ha offerto “un dono per guidare chi aveva smarrito la via”. Teniamolo un attimo da parte, ma ricordiamocene.
0:17Ci viene mostrata la prima parte di un’illustrazione, forse un mosaico o un affresco, di cui potremo vedere le parti successive proseguendo col trailer. Per il momento, focalizziamoci sulla figura in primo piano, potenzialmente la Seiros di cui si è parlato finora, che stringe tra le mani una spada dalla lama curvilinea, e dunque molto particolare. Che sia questo il dono offerto dalla dea?
Fire Emblem Three Houses
Nello stesso momento, inoltre, la voce narrante ci rivela il nome del continente di questo gioco, ossia Fódlan. Benché in sé non sembri rimandare a nulla, tuttavia, prendendo invece il nome giapponese, leggermente diverso, ossia フォドラ (Fódla), scopriamo che fa probabilmente riferimento a una dea del ciclo mitologico irlandese. Per quanto riguarda questa dea, teniamo principalmente conto di due informazioni. Prima di tutto, Fódla è diventato col tempo il nome “letterario” dell’Irlanda stessa, un po’ come Albione per la Gran Bretagna. Potrebbe dunque essere un’indiretta conferma dell’ispirazione irlandese di questo continente. Inoltre, questa dea è spesso associata alle sue due sorelle, Banba ed Ériu. I più attenti tra voi, forse, avranno colto la somiglianza con un trio di maghe presenti in Genealogy of the Holy War, appunto ispirate a queste tre dee. Al di là di questo, spingendo al massimo l’immaginazione, è forse possibile che esistano altri due continenti con questi nomi? Infine, scopriamo che la dea, ancora senza nome, sta vegliando su Fódlan dal suo regno nei cieli. Dobbiamo dunque aspettarci una divinità veramente ultraterrena, non presente fisicamente nella storia e dunque diversa dai titoli precedenti?
0:19Alternata alla visione dell’illustrazione precedente c’è una sequenza animata, piuttosto simile a quelle di Echoes, ma preferiamo non sbilanciarci troppo su questo ambito, non essendone esperti. In ogni caso, possiamo vedere dei soldati, evidentemente di fazioni diverse, scontrarsi.
0:22La dea viene definita madre di tutti gli esseri viventi e giudice di tutte le anime. In questo caso, è invece evidente il rimando ai giochi della serie di Tellius. In essi, infatti, scopriamo che tutte le creature viventi sono nate per mano della dea Ashunera, mentre lei stessa, o meglio, metà di essa, col nome di Ashera, ha ricoperto il ruolo di giudice dei mortali, dando vita al conflitto culminato con la guerra contro di lei. Inevitabile dunque ipotizzare uno scenario simile a questo, in cui alla fine ci troveremo a ribellarci contro il suo giudizio.
0:23Vediamo comparire una figura vestita esattamente come quella incappucciata presente nell’illustrazione, di cui abbiamo parlato a 0:17. C’è dunque la possibilità che si tratti o di Seiros in persona o di una sua discendente che ricopre il suo stesso ruolo. A giudicare dal suo aspetto, inoltre, è evidente la somiglianza con molti altri personaggi della serie, in particolare i draghi divini come Tiki, Nagi, Naga e soprattutto Mila. I suoi capelli verdi, abbinati alla “tiara” con quelle che sembrano ali di drago non lasciano molti dubbi. Che il suo rapporto con la dea sia dunque simile a quello di Tiki e Naga? Si osservi inoltre il suo atteggiamento austero, che la fa apparire sicura e quasi incurante della battaglia che imperversa intorno a lei. Che sia concentrata su qualcuno o qualcosa? O semplicemente è convinta della sua vittoria? O ancora, non le importa semplicemente nulla?
0:27Ci viene finalmente mostrata l’ultima parte dell’illustrazione iniziata a 0:17. Fortunatamente, nel materiale ufficiale distribuito da Nintendo, ci viene possibile guardarla nella sua interezza.
Fire Emblem Three Houses
Ciò che immediatamente si può notare è come questa illustrazione sia particolarmente rovinata, soprattutto lungo il cerchio esterno. Di conseguenza, è deducibile che sia stata realizzata molto tempo prima dell’inizio della storia di Three Houses, così come dunque risale a molto tempo fa il dono della dea a Seiros. Questo implica dunque che, nel caso in cui la donna presente a 0:23 fosse davvero Seiros, ella avrebbe già molti anni di vita, avvalorando la tesi che si tratti di una manakete, dunque molto longeva.
Detto questo, passiamo ad analizzare più nel dettaglio l’illustrazione in sé. Il cerchio più esterno è composto da numerosi simboli, con uno stile che ricorda quello di altri marchi importanti della serie. Tuttavia, non ci pare di riconoscerne nessuno (in caso contrario, fatecelo sapere!), ma teneteli comunque a mente per ora. Procedendo all’immagine centrale, dietro alla ipotetica Seiros, in basso, possiamo vedere sei figure incappucciate e, ancora più indietro, una folla di persone non riconoscibili. In cielo si possono vedere quattro creature alate (quello più a sinistra sembra chiaramente un drago o una viverna, ma quello più a destra ricorda invece un grifone, o comunque un uccello), intorno a un quinto drago più luminoso e apparentemente importante. Subito sopra di esso, infine, possiamo vedere quella che ipotizziamo essere la dea, con fattezze umane, ali d’angelo e una corona di fiori in testa (molto simili a quello di Seiros, aggiungerei). Solo la parte sopra di lei, inoltre, è illuminata da quella che sembrerebbe essere una stella. Vista la disposizione delle figure, il drago centrale potrebbe essere sia un’entità a sé stante che la versione “trasformata” della dea o di Seiros stessa.
Nel complesso, la scena rappresentata si presenta come un rituale di qualche genere. Che Seiros stia cercando di sigillare qualcosa, piantando la spada nella terra? Questa ipotesi viene in realtà rafforzata dal nome dell’immagine stessa, ossia “Fire-Emblem-Three-Houses_Seiros-Seal”, anche se ovviamente non sappiamo quanto accurato esso sia davvero.
Arrivati a questo punto, continua la nostra analisi del trailer nella seconda pagina dell’articolo. Quindi tenetevi comodi, che il meglio deve ancora arrivare.
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Continuiamo quindi la nostra seconda parte dell’analisi preliminare sul gioco, a cominciare dal nome del titolo.
0:31Scopriamo ora il nome del gioco, “Fire Emblem Three Houses”. Un titolo piuttosto particolare e che non segue più lo schema iniziato da Awakening e proseguito fino ad ora, anche negli spin-off, che prevedeva l’uso di una singola parola. Tre sono le “casate” che saranno probabilmente dunque al centro delle vicende del gioco, e vedremo più avanti che il tre sarà un numero che ha a che fare anche con ben altro. Va inoltre tenuto conto che, ancora una volta, il titolo giapponese è abbastanza distante dal nostro, ossia 風花雪月. Non si tratta in realtà di una o più parole di senso compiuto, quanto piuttosto di un “modo di dire”, o meglio, un topos letterario ripreso dalla poesia cinese. Singolarmente ci troviamo di fronte ai kanji di vento, fiore, neve e luna, nell’ordine, che rappresentano le quattro bellezze delle stagioni, come già detto un argomento spesso trattato nei componimenti poetici. Il vento d’estate, i fiori di primavera, la neve d’inverno e la luna d’autunno. Per qualche motivo, come avrete notato, essi sono messi nell’ordine opposto a quello con cui normalmente le stagioni si susseguono. Qual è dunque il legame tra il titolo occidentale e quello giapponese, in apparenza così diversi? Proveremo a ipotizzarlo in seguito, intanto tenete a mente anche questo!
0:35Finalmente ci viene mostrato del gameplay, con un ritorno alle mappe dettagliate e l’abbandono degli sprite in 2D per i personaggi presenti in campo. Lo stile ricorda chiaramente quello della duologia di Tellius, cosa che non sorprende se si pensa all’insistenza sul fatto che Three Houses sia il primo capitolo della serie su console fissa dopo Radiant Dawn. Vediamo inoltre che saranno presenti varie tipologie di terreno, come evidenziato dall’indicazione in alto a sinistra. Esse non avranno solo valore estetico, ma come da tradizione garantiranno bonus (o malus) alle unità che vi stazioneranno, come possiamo notare quando il cursore passa per un attimo sugli alberi, definiti semplicemente “Forest”, e che sembrerebbero donare un bonus di 10 all’Evasione.
Concentrandoci sui personaggi, prima di tutto vediamo che ancora una volta alleati e nemici sono facilmente distinguibili dai due colori, blu per i primi e rosso per i secondi. Tra gli alleati sono presenti 5 personaggi, che faranno dunque parte del nostro esercito. Riusciamo a distinguere i due più a destra, che rivedremo più avanti, ma non i tre più indietro, apparentemente armati di lancia, per quanto riguarda quello più in alto, mentre arco quello più in basso.
0:36Spostando il cursore sulla ragazza più a destra sulla mappa, che scopriremo poi essere una dei protagonisti del gioco, l’autore del trailer ci permette di accedere a tutta una serie di informazioni, dopo averci mostrato la graziosa animazione che compie una volta selezionata. Prima di tutto, nell’angolo in basso a sinistra ci viene mostrato uno specchietto riassuntivo delle caratteristiche dell’unità.
Il logo del PEGI lo copre purtroppo in parte nel trailer italiano, ma in quello giapponese è fortunatamente assente, permettendoci di osservarlo nella sua interezza. In esso abbiamo dunque il nome del personaggio (Edelgard), il suo ritratto e uno sprite che rimanda a quelli usati sulla mappa nei capitoli precedenti. Scopriamo poi il suo livello, 3, i PS minimi e massimi (29 entrambi) e l’arma equipaggiata, ossia un’Ascia Acciaio.
Ritornando alla mappa, ritroviamo come sempre il comodo indicatore del raggio del personaggio selezionato: vengono infatti evidenziate in blu le caselle dove possiamo spostare Edelgard e in rosso quelle che può raggiungere con i suoi attacchi. Scopriamo perciò che il suo Movimento iniziale è 5 (come da tradizione per un Lord della serie) e ha raggio 1-2, in apparente contraddizione con l’ascia equipaggiata.
Infine, osservando le unità nemiche, possiamo vedere degli “archi” rossi partire da loro e arrivare su alcune delle unità alleate. Benché manchi una conferma ufficiale, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di un indicatore del cosiddetto “aggro”, esplicitando dunque quale alleato verrà probabilmente preso di mira da questi nemici nel prossimo turno. Se fosse così, ci troveremmo di fronte a una grossa novità per la serie.
0:38 Mentre il giocatore descrive il percorso che Edelgard dovrà compiere (ancora una volta secondo un sistema molto tradizionale), possiamo sentirla parlare, rivolgendosi chiaramente a colui che le sta dando degli ordini e definendolo “istruttore”. Questo potrebbe lasciar pensare alla presenza di un personaggio, forse Avatar del giocatore, che, in questo gioco, ricoprirà il ruolo di istruttore della giovane protagonista, ma anche di stratega, visto il ruolo di dare ordini alle unità.
0:39Edelgard cammina lungo il percorso da noi indicato (ma in diagonale, e non seguendolo casella per casella come negli scorsi titoli, in maniera quindi più naturale) e, una volta giunta di fronte a un nemico, compare il menu delle possibili azioni da compiere. Andiamo per ordine.
Prima di tutto abbiamo “Attack”, comando generico usato, appunto, per attaccare con una delle armi possedute. Il secondo comando, però, è “Magic”, stavolta dunque considerata una modalità di attacco “a parte” rispetto a quelle dell’attacco base. L’unico altro gioco della serie a operare questa distinzione era Gaiden (e il suo remake Echoes). Inutile dire che, se il sistema della magia venisse ripreso da quel titolo, si spiegherebbe l’apparente mancanza di armi di uno dei personaggi alleati, nonché il raggio 1-2 di Edelgard.
“Combat Arts” potrebbe indicare le arti di combattimento, anch’esse presenti in Echoes e legate alle singole armi, mentre per “Formation”, un comando del tutto nuovo, rimandiamo la discussione a più avanti.
“Equip” e “Items” potrebbero indicare rispettivamente l’azione di equipaggiare una determinata arma e l’utilizzo di strumenti, come i vari Unguenti e simili. Certo, l’aggiunta di un ulteriore comando per l’equipaggiamento, solitamente usato tramite l’Inventario, è molto particolare, ma non ci sono molte spiegazioni, a meno di voler ipotizzare l’aggiunta di vero e proprio equipaggiamento come quello di altri RPG.
Il comando “Wait”, infine, serve come al solito a terminare il turno senza compiere azioni. Degno di nota è inoltre la presenza di un simbolo (di cui parleremo meglio in seguito), molto simile a uno di quelli presenti nell’illustrazione del Sigillo di Seiros e sulla mappa, dietro al nome di ognuno di questi comandi, assente invece in “Equip” e “Items”, per motivi al momento ignoti.
0:40Edelgard ha dichiarato l’attacco contro la sua avversaria, ed ecco dunque comparire tre nuovi riquadri.
In alto a sinistra, ritroviamo una versione leggermente modificata di quello che precedentemente si trovava invece in basso e riassume le caratteristiche dell’unità attaccante. Ritroviamo quindi nome, ritratto, sprite, livello e PS, ma ci sono due aggiunte al posto dell’arma: uno stemma e la classe. Lo stemma rappresenta un qualche tipo di uccello o bestia alata su sfondo rosso, già presente sulla mappa. Potrebbe sembrare una semplice indicazione dell’affiliazione di Edelgard a qualche regno o casata (specie pensando al titolo occidentale), ma è sospetto come esso compaia solo nel menu della battaglia. Che possa avere un’influenza anche nei combattimenti?
La classe, “Aristocratico”, compare invece per la prima volta nella serie. Pur vedendo riconfermate le sue origini altolocate, a livello di classe Edelgard non è dunque un “Lord” a livello ufficiale, ma non sarebbe la prima volta che tale classe non compare proprio nel gioco, nonostante siano ovviamente presenti dei protagonisti. A essere precisi, tale classe non si vede già da due capitoli della serie.
Sulla destra, invece, troviamo prima di tutto un elenco delle armi possedute da Edelgard, due asce e due spade, entrambe nelle varianti di ferro e di acciaio. Ciò conferma quindi la sua capacità di utilizzare anche questo secondo tipo di armi (oltre a, probabilmente, la magia). Vediamo inoltre che ritornano dopo molto tempo gli usi limitati delle armi, assenti fin da Awakening.

In basso, infine, troviamo il riquadro dei Dati di Battaglia. Le statistiche presenti sono per la maggior parte le solite: Attacco, Colpo, Triplo, AS (Attack Speed, ossia la velocità d’attacco), Evasione e Raggio, mentre “End” e “Rsl” sono apparentemente delle novità, ma, a giudicare anche dal trailer giapponese, parrebbero rappresentare la Difesa e la Resistenza. Il fatto che la AS sia a zero potrebbe significare che le armi siano di nuovo dotate di un Peso, probabilmente scalato direttamente sulla velocità. In caso contrario, la Velocità di base di Edelgard dovrebbe essere davvero molto bassa.

0:41Una volta selezionata l’arma da utilizzare, arriviamo all’ultimo menu di previsioni della battaglia.
Ciò che subito salta all’occhio è che l’avversaria di Edelgard non è un anonimo nemico qualsiasi, ma un personaggio con ritratto e nome, Mercedes. Secondo i canoni della serie dovrebbe dunque trattarsi di un boss o di un personaggio reclutabile, ma ci potrebbe essere un’altra spiegazione, a cui arriveremo più avanti.

Mercedes è armata di spada ferro, quindi, secondo il ricorrente triangolo delle armi, dovrebbe avere il vantaggio su Edelgard. Tuttavia, a giudicare dalla esigua riduzione del Clp di quest’ultima e dall’assenza di qualsiasi indicatore del triangolo a schermo, si potrebbe ipotizzare che esso non sarà presente in questo capitolo. Sembrano invece ritornare le abilità, a giudicare dall’icona presente sopra il nome di Edelgard che ricorda quella di Vantaggio.

0:43Ecco ora le animazioni di battaglia. Oltre agli ovvi miglioramenti grafici dovuti al passaggio da 3DS a Switch, notiamo che intorno alle due guerriere principali ci sono numerose unità generiche che combattono tra loro. Questa sembra essere una novità quasi esclusivamente grafica, con l’esclusione del comando “Formation” visto a 0:39 su cui torneremo più avanti.

0:47 Un nuovo personaggio, Dimitri, combatte in quella che sembra una mappa diversa dalla precedente usando la sua lancia contro un “Soldato del Regno”. Il fatto che, almeno nel suo modello 3D, sembri possedere una spada potrebbe significare che anche lui è in grado di usare questo tipo di arma, cosa non particolarmente sorprendente, se consideriamo che si tratta del secondo “Lord” del gioco.

0:48Ci viene presentato il terzo “Lord” del gioco, Claude, anch’egli impegnato a combattere contro un “Soldato del Regno”, ma armato di arco. Attaccando a distanza, non subisce ovviamente un contrattacco, infatti i valori del nemico sono tutti negati con un -.
In questa scena ci viene inoltre mostrato per un attimo qualcosa di strano, su cui torneremo meglio dopo: sulla destra, in mezzo a quelle che parrebbero delle rovine, è possibile cogliere un bagliore verde. Di cosa si potrebbe trattare?

0:50Inizia una nuova scena animata. Il primo esercito che ci viene mostrato ricorda quello che accompagnava la possibile Seiros a 0:23, mentre il secondo, che compare a 0:56, è simile ai loro precedenti avversari. Degna di nota è anche che la prospettiva della scena che, unita ai colori dei due eserciti, porta a pensare che il primo, rosso, sia quello “nemico”, mentre il secondo, blu, quello “alleato”.

0:56La voce, presumibilmente ancora di Edelgard, ci parla dei cosiddetti “segni”, testimonianze del potere della dea. È bene specificare subito che nel trailer giapponese essi vengono chiamati “monshou”, il termine utilizzato per definire gli emblemi, da sempre importanti nelle storie della saga (come intuibile, essendo parte del titolo). Si può già assumere dunque che il Fire Emblem di Three Houses sarà legato a essi. Essi dovrebbero servire a preservare l’ordine, dunque è possibile che siano quanto meno correlati al dono della dea citato a 0:13, oltre a essere forse alla base del potere del culto di Seiros.

0:57Si torna di nuovo a una fase di gameplay, con gli stessi alleati in una mappa piuttosto simile alla precedente (che si tratti semplicemente di una fase avanzata dello stesso capitolo?).

0:58Il tipo di visuale cambia, ponendo la telecamera parallela al terreno anziché guardarlo dall’alto. Sono ora visibili i soldati generici intorno alle unità, adesso marcate con un piccolo rettangolo contenente il loro ritratto. Possiamo così scoprire il volto di altri due personaggi giocabili. Inoltre, giocando con questo punto di vista otteniamo una nuova risorsa per sopperire alla mancanza dei riquadri sul terreno e al fatto che ci venga nascosta parte dei personaggi, ossia una minimappa nell’angolo in basso a destra. Grazie ad essa possiamo vedere le unità alleate e nemiche e le armi attualmente in uso, il raggio del personaggio selezionato e alcune indicazioni sul terreno.

Infine, di fronte a Edelgard, sullo sfondo, è possibile vedere di nuovo il “bagliore verde” già presente a 0:48. In realtà, benché sia assente nel trailer italiano, quello giapponese mostra la stessa luce anche a 0:34 nell’angolo in alto a destra, di fronte a quella che sembra una casa. Esso potrebbe dunque indicare la presenza di luoghi visitabili o con cui è possibile interagire, ma ricorda anche un po’ i punti di salvataggio presenti in Shadow Dragon.

1:01Quando utilizziamo questa visuale, possiamo spostare il cursore direttamente sulle varie unità, modificando di conseguenza la telecamera e la minimappa. In questo momento, è stato selezionato il personaggio armato di spada, che scopriamo chiamarsi Byleth e che è molto probabilmente l’istruttore di cui parlava prima Edelgard, nonché l’ultimo dei nostri protagonisti.

Sopra uno dei nemici compare inoltre un rettangolo come quelli precedentemente analizzati presenti sui nostri alleati.

1:02Spostando di nuovo il cursore verso il nemico da attaccare, è possibile far muovere il personaggio selezionato di conseguenza, come dimostrato dalla comparsa della freccia di movimento nella minimappa. Così facendo, inoltre, ci vengono mostrati i portrait di altri tre nemici. Il fatto che ci siano ben quattro unità avversarie con un ritratto e (probabilmente) un nome è molto particolare per la serie, in cui essi sono propri di nemici importanti, boss e personaggi reclutabili. Chiunque altro ha solitamente solo il nome della fazione a cui appartiene e un ritratto generico. Ci sono numerose spiegazioni possibili per questo, ma per il momento lasciamo il discorso da parte.

L’unità bersaglio di Byleth ci viene dettagliata nel solito riquadro in basso a sinistra: si chiama Hilda ed è armata di arco.

1:03Byleth sta per attaccare Hilda. Ecco dunque tornare il menu della battaglia, da cui possiamo dedurre qualche informazione in più rispetto a quello precedente. Prima di tutto, sopra al selettore dell’arma di Byleth ne notiamo uno nuovo, controllabile tramite ZL e ZR. Dal trailer italiano risulta difficile capirlo, ma in quello giapponese ci viene mostrato che esso controlla le “Combat Skills” di cui sopra, indicando che esse sono utilizzabili durante l’attacco base. Per quale motivo esse non erano presenti anche durante l’attacco di Edelgard? Nel caso in cui esse siano legate alle singole armi, come in Echoes, forse Edelgard non ne aveva ancora apprese con la sua ascia. È possibile anche supporre una semplice assenza dell’opzione nel caso di un’ipotetica modalità di gioco con un solo joy-con (ma a che pro?).
A proposito di abilità, vediamo che anche Byleth parrebbe averne una, segnata anche stavolta sopra il proprio nome, che rimanda al simbolo di “Ira”.
Infine, degno di nota è sicuramente il fatto che Hilda, pur essendo armata di arco ed essendo attaccata a raggio 1, sembrerebbe in grado di contrattaccare, avendo dei valori appositi nel menu. Che gli archi abbiano dunque di nuovo raggio 1-2 come nello scorso capitolo?

Per concludere, diamo un’occhiata alla minimappa per notare sul lato superiore la presenza di una casella illuminata di blu, la cui posizione sembrerebbe coincidere con quella del “bagliore verde” osservato prima.

1:04La voce di Edelgard ci spiega che i “segni” non sono positivi, ma che è loro la colpa di qualcosa di brutto che sta succedendo. Questo va a rafforzare ulteriormente la teoria che i veri nemici di questo titolo siano i seguaci di Seiros e della dea.

Arrivati a questo punto del trailer, già tanto abbiamo potuto capire e vedere, ma non tutto. Continua nella terza pagina.

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Siamo giunti quindi alla penultima parte della nostra analisi del gioco, e tanto è quel che abbiamo avuto modo di scoprire da un semplice trailer, ma non abbiamo finito. Su, su, non manca molto!

1:08Ci viene mostrato un castello con uno stendardo che rappresenta uno dei simboli già presenti sulla mappa e nell’illustrazione a 0:27, nonché dietro le azioni assegnabili a Edelgard a 0:39. Pare che ci sarà possibile esplorare liberamente questo castello controllando Byleth, andando ad avvalorare la tesi che si tratti di un Avatar del giocatore. Questo castello molto probabilmente rappresenterà la base del giocatore, in maniera simile al Castello di Fates, ma più espansa.
1:11All’interno di un edificio che sembra rimandare a un luogo sacro, come una chiesa, e in cui è comunque presente ovunque il solito simbolo, possiamo vedere una figura molto simile a Dimitri sulla destra, con cui sarà probabilmente possibile interagire.

1:21Byleth incontra Edelgard nel castello. La giovane parla del fatto che sia giunto il momento del suo allenamento, dando ulteriore conferma del ruolo di istruttore dell’altro. In particolare fa riferimento a una “mock battle”, ossia una “simulazione di battaglia”. Questo può essere interpretato in numerosi modi, anche se, senza maggiori informazioni, è difficile poter giungere a conclusioni certe. Ipotizzando però che Edelgard e gli altri protagonisti stiano frequentando dei corsi o addirittura un’accademia militare, si spiegherebbe il motivo di avere un istruttore e anche la presenza di tutte quelle unità nemiche non generiche viste finora nelle fasi di gameplay. Se si trattasse infatti solo di simulazioni di battaglia, tali personaggi non sarebbero destinati a morire ma col procedere della storia potrebbero addirittura essere reclutati. Seguendo questa ipotesi, è molto probabile dunque che le prime fasi di gioco si svolgano proprio all’interno di questa accademia, funzionando anche da tutorial, come già fatto in altri capitoli della serie.

1:25A questo punto Edelgard chiede consiglio su quale arma concentrarsi durante l’allenamento: l’ascia o la spada. In particolare, si parla di “abilità” di queste armi. Che le Combat Arts delle varie armi si imparino proprio in questo modo?

Fire Emblem Three Houses

1:32Si ritorna a una scena animata, con la ipotetica Seiros che stringe tra le mani un’arma simile a una spada. Il suo aspetto è molto particolare: sull’elsa vediamo il motivo che rimanda alle ali di un drago, simile a quello presente sulla tiara della donna, mentre la “lama” ricorda molto un osso, avvalorando la tesi che essa sia un qualche tipo di reliquia, forse della dea. Vediamo infatti che la stessa Seiros parla a quest’arma, come se rappresentasse qualcuno a cui è affezionata.

1:36Vediamo ora quella che potrebbe essere il possibile utilizzo del comando “formazione”, già visto a 0:39. Dimitri dispone le unità che lo accompagnano a “triangolo” e le manda ad attaccare il nemico.

1:41Si passa a un’altra scena di combattimento in cui un personaggio di cui non sappiamo il nome attacca insieme ai soldati vicini un avversario usando la magia. Vediamo chiaramente che nessuno di essi ha un tomo, andando ad avvalorare la tesi che le magie funzionino come in Gaiden/Echoes. Inoltre, tale personaggio sembra attaccare da una posizione sopraelevata rispetto al nemico. Questo potrebbe essere un semplice effetto grafico, ma potrebbe anche simboleggiare la ripresa della meccanica dei dislivelli presente già in Radiant Dawn.

1:44Con il ritorno delle scene animate riprende anche il monologo di Edelgard, che stavolta chiede al suo interlocutore, probabilmente Byleth, se è disposto ad accompagnarla in un’impresa molto ardua e pericolosa, ossia, probabilmente, l’opposizione alla chiesa di Seiros e ai suoi “segni”.
Nel frattempo, ci viene mostrata la figura di un uomo anziano, forse un generale o addirittura un re, che attacca l’esercito dell’ipotetica Seiros con un’arma che ricorda almeno in parte la “spada” che la donna stringeva a 1:32. L’elsa appare molto simile, ma al posto di una lama c’è una sorta di frusta ricoperto da varie scaglie o parti ossee, non troppo dissimili da quelli dell’arma precedente. Che si tratti della stessa o meno, esse sono comunque molto probabilmente collegate.
Fire Emblem Three Houses

1:48Vediamo una figura che ricorda le Vergini di Ferro essere attaccata da Claude e i suoi. Questa creatura meccanica porta sul petto il solito simbolo che ricorre per quasi tutto il trailer, in primis nel castello e nei menu di Edelgard. Potrebbe essere sia un “manichino” da allenamento, riprendendo il setting dell’accademia, sia una qualche arma della chiesa. L’atmosfera dell’area in cui compare, però, sembra avvalorare maggiormente la seconda ipotesi.

1:52Ritroviamo Byleth che esegue un probabile colpo triplo, accompagnato come da tradizione recente da un cut-in, stavolta del suo modello 3D in movimento.

1:56Su un trono con inciso un simbolo che ricorda quello delle pietre Drago, vediamo dormire una bambina dalle sembianze molto simili a quelle di Tiki in Shadow Dragon. Benché sia molto probabile si tratti di un personaggio diverso, la sua funzione potrebbe però essere molto simile, considerata la sua presentazione. Tuttavia, non ci viene mostrato altro di lei, a parte un suo leggero sospiro, probabilmente emesso durante il suo sonno.

1:59La voce garantisce al maestro che tornerà, un giorno, lasciando intendere che, a un certo punto della trama, Byleth si dovrà separare da Edelgard.
Prendendo un attimo il fiato, ci approcciamo infine all’ultima parte dell’anteprima, dando uno sguardo più ravvicinato ai reali protagonisti del gioco.
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Per quanto riguarda il trailer, dovremmo aver finalmente concluso la nostra analisi passo per passo, ma le informazioni che abbiamo a disposizione non sono finite qui. Iniziamo parlando prima di tutto dei nostri protagonisti.
Fire Emblem: Three Houses
Edelgard von Hresvelgr
Il materiale ufficiale, purtroppo, non è mai davvero chiaro su chi saranno le figure “Lord” di questo capitolo. Come è risaputo, i “Lord” di Fire Emblem non sono solamente coloro che possiedono tale classe, ma più in generale tutti i protagonisti della serie. Edelgard, Dimitri e Claude sono stati tutti e tre definiti esplicitamente “protagonisti”, quindi sulla loro natura di Lord potremmo essere bene o male sicuri. Tuttavia, c’è una quarta figura che è stata definita in questo modo e che il materiale ufficiale non presenta mai esplicitamente. Non abbiamo un artwork come degli altri due, né un nome, ma a giudicare dal trailer e dalle sezioni di spostamento libero nell’hub del castello è molto probabile che questo quarto personaggio principale sia proprio quello che sappiamo chiamarsi Byleth grazie al trailer. Perché non dargli un nome anche nei comunicati stampa? E perché non ci è stato mandato il suo artwork? Si potrebbe ipotizzare che la ragione vada ricercata nel suo ruolo particolare, di istruttore e di personaggio controllato direttamente dal giocatore, o si potrebbe ampliare all’ipotesi che non gli venga dato un nome ufficiale proprio perché Byleth è semplicemente quello “predefinito”, nel caso si tratti effettivamente di un Avatar del giocatore. Il suo stesso aspetto, in questo caso, sarebbe modificabile, e potrebbe spiegare l’assenza del suo portrait dal materiale grafico.
Fire Emblem: Three Houses
Dimitri Alexander Blaidad
I nomi di questi personaggi, inoltre, possono risultare degni di nota, per quanto anche e soprattutto in questo caso è bene tenere a mente che non sarebbe la prima volta che i nomi propri nella serie sono attribuiti senza un motivo particolare. Partiamo proprio da Byleth (in giapponese Beleth), che ha un nome tutt’altro che casuale. In entrambe le lingue è infatti il nome di un demone di cui si parla anche nell’Ars Goetia. Egli fu addirittura un Re degli Inferi e pare che controlli l’amore: invocandolo si può infatti ottenere l’amore di chiunque, uomo o donna che sia. Un nome sicuramente particolare e “negativo” per un protagonista, ma nel contesto di Three Houses, in cui il nemico principale parrebbe proprio essere una chiesa in apparenza “buona”, potrebbe servire a esplicitare ulteriormente questo contrasto?
Claude von Regan
Gli altri tre protagonisti presentano invece una particolarità ben diversa. Solitamente nella serie la maggior parte dei personaggi non rivela mai il proprio cognome. Questa volta, invece, ci sono stati mostrati fin da subito i nomi completi di tutti e tre: Edelgard von Hresvelgr, Dimitri Alexander Blaidad and Claude von Regan. Più che sui significati dei loro nomi, però, in questo caso vorrei concentrarmi sul fatto che i cognomi non sono per niente casuali. Andando infatti a riprendere la mappa di Fódlan è possibile trovare tutti e tre, ognuno in uno “stato” diverso.
Fire Emblem Three Houses
Nel caso non riusciste a riconoscerli, ecco un modo molto semplice: cercate le scritte che presentano accanto ad esse un simbolo. Esatto, solo questi tre nomi hanno un segno accanto. In particolare quello di Hresvelgr dovrebbe esservi ormai familiare: si tratta proprio di quello che abbiamo visto disseminato per tutto il trailer e che appare associato a Edelgard e, soprattutto, al castello in cui sarà possibile muovere Byleth. Infine, tutti e tre questi segni sono presenti anche nell’illustrazione di cui abbiamo parlato a 0:27.
Inutile dire che a questo punto è difficile non andare a riprendere il titolo stesso del gioco e cercare di usarlo per spiegare tutto questo. Le tre case (o casate?) di cui si parla nel titolo parrebbero proprio corrispondere al trio di protagonisti, ognuno dotato di un proprio segno, magari che funge anche da simbolo nobiliare? Questo ci permette inoltre di recuperare anche un altro argomento di discussione emerso nel video, ossia quello dello stendardo comparso a 0:40, identico a quello apparso nella mappa mostrata nel trailer.
Lo stendardo rosso, dunque, parrebbe essere legato a quello che parrebbe essere uno dei tre stati principali del continente, ossia Adrastea, di cui probabilmente Edelgard è un’aristocratica. Considerato che gli altri due stendardi, blu per Fergus e giallo per Leicester, rimandano proprio al colore del protagonista legato ad essi (Dimitri e Claude rispettivamente), è molto probabile che essi svolgano un ruolo simile per tali stati. Il cerchio si chiude nel momento in cui ci si accorge, osservando con più attenzione tali stendardi, che su ognuno di essi è presente il “segno” corrispondente.
Qualcuno potrebbe a questo punto essere sorpreso: perché i tre, pur essendo presumibilmente aristocratici di tre stati diversi, presentano un design così simile? Con le dovute differenze del caso, infatti, il loro abbigliamento è pressoché identico, cambiando solo nel colore. Una spiegazione semplice sarebbe ancora una volta quella dell’accademia, in cui i vari allievi indossano una divisa, simboleggiando la loro nazione di provenienza con il colore corrispondente.
Se siamo dunque praticamente sicuri della provenienza di questi tre protagonisti, cosa possiamo dire di Byleth? Considerando che il castello/ipotetica accademia in cui lo vediamo spostarsi presenta ovunque il segno di Hresvelgr, non sarebbe strano pensare che anch’egli provenga da tale stato. Tuttavia, considerando l’apparente ruolo “super partes” che sembrerebbe spettargli, sarebbe strano se si rompesse in questo modo l’equilibrio. Che venga da tutt’altro luogo, fungendo da quarto elemento in mezzo alle “Three Houses”?
Tutto questo acquista ancora più credibilità andando a riprendere il titolo giapponese. Come abbiamo già detto, dalle tre casate si passa qui alle quattro bellezze delle stagioni. Quattro, proprio come i protagonisti del gioco. Se vogliamo provare ad attribuire ogni bellezza a uno di loro, possiamo provare a guardare anche i loro segni. Quello di Hresvelgr potrebbe essere associato ai fiori, ossia la primavera, in quanto ricorda una foglia o comunque un motivo vegetale. Regan rimanda invece chiaramente a una luna, bellezza dell’autunno. Il segno di Blaidad è invece un po’ più complesso da identificare, ma con un po’ di fantasia è possibile vederci un fiocco di neve, simbolo dell’inverno. Mancherebbe dunque solo il vento, l’estate, da associare allora a Byleth, benché non ci sia un vero e proprio modo di collegarlo a questi concetti. O forse non ce n’è nemmeno bisogno. Il topos letterario delle quattro stagioni, in realtà, veniva spesso ripreso tenendo conto solo di tre di esse, escludendo l’estate, considerata troppo calda e umida per contenere effettivamente della bellezza in sé. Byleth è dunque un elemento in più, che è presente quasi “a sorpresa”, idea supportata stavolta dal titolo occidentale, che abbandona il quattro passando al tre. Ancora una volta, l’imprevedibilità del suo ruolo ci viene evidenziata, dandoci un ulteriore motivo di credere che sarà lui la figura cardine della storia.
(Si ringrazia in particolare Kantopia per l’analisi del titolo giapponese da cui viene parte del contenuto di questo paragrafo).
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