18 Febbraio 2019 • Recensione

Etrian Odyssey Nexus (Nintendo 3DS) – RECENSIONE

Per l’ultima volta, ritorniamo ad avventurarci nei labirinti su 3DS!

Il 10 aprile dello scorso anno, Atlus ha annunciato l’arrivo dell’ultimo capitolo su 3DS di Etrian Odyssey, serie RPG di stampo dungeon crawler uscita su DS e poi sul suo successore. Questo titolo, però, non era il tanto atteso Etrian Odyssey 3 Untold. Era qualcosa di più grosso, un videogioco celebrativo dell’intera serie, con il più grande numero di contenuti mai visto prima: Etrian Odyssey Nexus.

Novizi ed esperti avventurieri, a rapporto!

Quando ho ricevuto questo gioco da recensire, il più grande dubbio che avevo era uno solo: io che non ho mai toccato nessun capitolo della serie, posso permettermi di giocare al titolo più ampio e celebrativo di tutti? La risposta non è tanto semplice, perché vanno ovviamente considerate tanti fattori.
La prima cosa che faremo una volta terminate le sequenze iniziali sarà creare i nostri personaggi, potendo scegliere tra 19 classi. 18 di esse provengono da altri capitoli, alle quali si aggiunge la classe Eroe, novità di Nexus. Chiaramente, quindi, si vede già a questo punto che chi ha già dimestichezza con Etrian Odyssey sa orientarsi un po’ meglio nella composizione del proprio party rispetto ai novizi. Fortunatamente, sebbene ci siano solo 5 posti nella squadra principale, è possibile creare molti altri personaggi da tenere “in panchina” qualora non ci trovassimo bene con quelli scelti inizialmente.
Personalmente, una volta capito bene o male chi faceva cosa, sono andato con una composizione abbastanza safe e finora non mi ha dato difficoltà. È inoltre sbloccabile dopo un certo punto un sistema di “subclassing”, per il quale ogni esploratore potrà ricevere una classe secondaria al fine di apprenderne le relative abilità e avere molte più opzioni. Insomma, le possibilità sono così tante che potreste sentirvi talmente spaesati da impiegare un’intera serata solo per la pianificazione della squadra. A questo si aggiunge la grandissima personalizzazione dell’editor: possiamo decidere l’aspetto del nostro esploratore scegliendo tra tantissimi portrait, anche quelli delle classi diverse e, tramite DLC gratuiti, dei giochi precedenti. I colori dei ritratti sono anche personalizzabili, così come le voci dei personaggi. Se vi piace creare degli OC, vi divertirete un mondo.

Etrian Odyssey Nexus
Potete decidere la voce del vostro personaggio scegliendo tra 30 voci maschili e 30 femminili, ognuna con un particolare carattere.

Maginia, la città fluttuante

L’incipit di Etrian Odyssey Nexus presenta la nostra gilda che è accorsa alla chiamata della principessa Persephone, la quale è disposta ad assoldare avventurieri da tutto il mondo per cercare i tesori nascosti di Lemuria. Poiché i nostri personaggi non parlano mai in discorso diretto nei dialoghi, l’attenzione su di essi non è particolarmente forte, e di conseguenza l’essere presentati come “uno tra i tanti” dei numerosi esploratori in cerca di nuove esperienze o ricchezze non è poi così fuori luogo. La nostra base operativa sarà la città fluttuante di Maginia, dove troveremo tutto quello che ci serve: una locanda per riposare, un negozio per acquistare equipaggiamento o vendere i tesori reperiti nei labirinti, una taverna dove raccogliere informazioni e accettare subquest e altro. A differenza degli altri Etrian Odyssey, che presentano un singolo, enorme labirinto che cambia “tema” ogni cinque piani, in Nexus i dungeon sono separati l’un l’altro e possiamo spostarci da un posto all’altro tramite un mappamondo. Ovviamente, questo è dovuto alla grande mole di contenuto rispetto al solito. Non mi sono spinto particolarmente oltre nella trama perché, come già sembrava all’inizio, i riferimenti ai capitoli precedenti ci sono, e si vedono. Dato lo stampo di questo gioco, capiterà spesso ai fan di imbattersi in facce note, di svolgere subquest già conosciute, o perfino di avventurarsi in dungeon talmente simili ad altri nel mondo che portano lo stesso nome (sebbene le mappe e il comportamento dei boss siano diversi!). Questo è sicuramente un aspetto che di per sé non mina la giocabilità da parte dei novizi, ma non potersi fermare a dire “Ehi, questo lo conosco!” fa perdere il senso celebrativo attorno al titolo stesso.

Etrian Odyssey Nexus
Di volta in volta, potremmo ricevere delle importanti missioni di esplorazione da parte della principessa in persona.

Si va in esplorazione, portate carta e penna!

Non appena avremo finito con i preparativi, finalmente verremo messi davanti a una delle meccaniche più uniche di Etrian Odyssey: in questi giochi, invece di avere una mappa del labirinto già fatta, dovremo essere noi a disegnarla sul touch screen. Personalmente, trovo che questo sia l’aspetto più bello e divertente di tutti, grazie ai tanti strumenti che ci vengono messi a disposizione. Sulla nostra griglia vuota possiamo tracciare linee, colorare le caselle con varie tonalità, inserire icone e perfino scrivere annotazioni. Non solo è un modo per immedesimarsi di più nell’avventura, ma sfrutta veramente il touch screen (così tanto che i fan si chiedono come funzionerà la cosa nelle console che non ne sono provviste). È possibile impostare una mappatura automatica che prosegue man mano che camminiamo, qualora non dovesse interessarvi particolarmente. Data la possibilità di scrivere sulle nostre mappe in qualunque momento, esse si prestano agli usi più disparati: possiamo prendere appunti rapidi per le indicazioni sulle subquest, oppure tenere il conto di qualche pattern di attacco da parte di nemici particolarmente ostici nelle battaglie. Anzi, sembra quasi che il gioco voglia che ne facciate uso il più possibile… prima di accorgermene finivo per segnarmi sulla mappa dei promemoria su cose completamente estranee al gioco, per l’abitudine. Non finite come me.

 

Etrian Odyssey Nexus
Sullo schermo inferiore sarà sempre presente la nostra mappa, che potremo quindi consultare e modificare in qualunque momento. Utile!

Il peggior nemico di un esploratore è sé stesso

Una cosa che salterà subito all’occhio girovagando per i labirinti è che non sono fatti per essere completati in un viaggio solo. I nostri TP non durano molto, e a un certo punto dovreste accorgervi che fate fatica ad andare avanti e che dovreste tornare indietro. Un principiante come me, per capirlo, si è dovuto prendere un game over perché invece di usare il mio comodo Filo di Arianna (di cui apprezzo molto il nome) ho deciso di insistere e andare avanti un altro pochino. Ovviamente è possibile salvare solo in città, quindi morire fuori da essa significa perdere tutti i progressi fatti finora. Questo significa anche che un singolo labirinto potrebbe durarvi più ore di quanto vi aspettiate, soprattutto se siete interessati a cercarne tutti i vari tesori nascosti o completare le subquest (scelta molto saggia, dato che danno esperienza), facendo attenzione a non morire contro qualche mostro o, peggio, contro i famosi FOE. Essi sono dei nemici particolarmente potenti che appaiono direttamente nel dungeon anziché tramite incontro casuale, e, a meno che non vi sentiate audaci o disperati, sarebbe opportuno evitarli. Anche in questo caso la mappa torna incredibilmente utile, perché questi nemici seguono un percorso ben preciso che possiamo tenere d’occhio. Qualora abbiate problemi, però, potete pur sempre decidere di abbassare la difficoltà, oppure rivedere il vostro party!

Etrian Odyssey Nexus
Può capitare che un nemico vi sorprenda impedendovi di agire al primo turno. Se non siete in buone condizioni, potrebbe rivelarsi fatale!

Più proseguivo con Etrian Odyssey Nexus, più mi iniziava a piacere veramente tanto come gioco. Ed è stato questo a farmi smettere di giocarlo, perché mi ha finalmente fatto capire che sì, avrei potuto continuare e divertirmi comunque, ma volevo poter godere appieno dei contenuti di questo gioco andandomi a recuperare i precedenti capitoli. Il gameplay alla base della serie è sempre lo stesso, quindi il mio consiglio più affezionato per voi è: se pensate che Etrian Odyssey Nexus possa interessarvi, pensate di giocare ai precedenti prima (andando in ordine, potreste partire da Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl). Ovviamente sentitevi liberi di non seguirlo e provare solo questo, consci però che non potrete apprezzarlo completamente. Sono sicuramente certo, però, di aver messo mano a un gioco fantastico.

Immenso/10

  • Il gameplay è il più rifinito della serie.
  • Riesce benissimo nel suo essere celebrativo.
  • Tantissimi contenuti che portano a una grande longevità.
  • Potrebbe non essere il più adatto per iniziare la serie.
Etrian Odyssey Nexus è una lettera d’amore a tutti gli appassionati della serie che rappresenta una perfetta ultima avventura su questa console. Recuperate gli altri finché siete in tempo.

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Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all'arena dei mostri per ottenere la spada Falcon. Lo trovate su Facebook e Twitter.

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