Doug Bowser parla dell’impatto del COVID-19 sul 2020 di Nintendo

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17.12.2020
Notizie


Come vi dicevo nell’articolo delle uscite del mese, il 2020 sta finendo. Un anno un po’ strano per Nintendo: mentre Sony e Microsoft facevano uscire le nuove console nonostante il COVID-19, la casa di Kyoto ha preferito prendersela con calma, mettere da parte i Direct in favore della loro versione Mini, far uscire relativamente pochi giochi, e mostrare una strana ossessione con la data del 31 marzo 2021

La celebre testata Polygon ha intervistato Doug Bowser, il presidente di Nintendo of America riguardo a tutto questo. Per la sua dimensione notevole, abbiamo deciso di dividere l’intervista in più parti: ecco la prima, riguardante l’impatto del COVID-19 sulla strategia di Nintendo per il 2020.

Polygon: Quando ha capito che il COVID avrebbe portato grossi cambiamenti per tutti, ma nello specifico per le strategie di Nintendo nel 2020?

Bowser: Direi, verso marzo. Tra febbraio e marzo stavamo tenendo bene d’occhio la situazione. Eravamo in contatto con i governi statali e locali delle città dove abbiamo i nostri uffici: quindi Washington, California, New York… e ovviamente in Canada, Toronto e Columbia britannica. Tenevamo d’occhio gli sviluppi della situazione e cercavamo di essere sensibili ai cambiamenti: il telelavoro, le quarantene ecc.

E ai primi di marzo abbiamo iniziato a pensare, come squadra di leadership: “Se la situazione diventa una pandemia, come ci comporteremo?” Perché parte del nostro lavoro può essere effettivamente fatta senza problemi da remoto, ma abbiamo anche sedi di produzione e distribuzione qui. Dovevamo essere ricettivi alle norme sul distanziamento e altri protocolli di sicurezza sul lavoro. Dovevamo capire come rimanere operativi nel distribuire i prodotti ai rivenditori e da lì ai clienti. Quindi sì, era intorno a marzo che abbiamo iniziato ad attivarci.

E credo che siamo stati fortunati. Avevamo dei piani di continuità del business, ma non contemplavano necessariamente una pandemia. Non so quante altre aziende abbiano un “piano pandemia”.

P: Il vostro calendario delle uscite è stato colpito dal COVID? Oppure no?

B: Alcuni impatti ci sono stati, soprattutto ai primi tempi, mentre cercavamo di capire cosa sarebbe successo con i rivenditori, come i consumatori avrebbero ricevuto i prodotti – dove avrebbero ricevuto gli annunci – perché siamo stati costretti a deviare alcuni aspetti del marketing.

Certo, le mie responsabilità sono per Nintendo of America, che ha un ruolo più di vendita e marketing. Eravamo in contatto stretto con la compagnia madre in Giappone, venivamo a sapere di possibili impatti sui cicli di sviluppo e se avrebbero alterato le uscite. Con i piccoli cambiamenti alle date, cercavamo di capire quali prodotti del catalogo potevamo far uscire per non perdere lo slancio.

P: Per esempio, avete detto: “OK, possiamo riempire questo buco con Pikmin 3 Deluxe”?

B: Esatto. Guardiamo molti fattori diversi. Prima di tutto, pensiamo a quale pubblico vogliamo raggiungere con ogni mossa. Poi guardiamo a cosa sta per uscire, sia hardware che software, e determiniamo come risuonerà con il pubblico e come vogliamo pubblicizzarlo. E poi ci assicuriamo di avere un programma di uscite senza troppi spazi vuoti.

Una cosa unica di Nintendo è che facciamo uscire giochi tutto l’anno. Ma abbiamo anche i contenuti di terze parti, sia AAA che indie, e consideriamo anche quelli nella schedule. Poi, abbiamo un ottimo catalogo di evergreen, da The Legend of Zelda: Breath of the Wild a Mario Kart 8 Deluxe. Abbiamo notizie e nuovi messaggi per tutto l’anno. Con la pandemia abbiamo dovuto essere flessibili.