DORAEMON STORY OF SEASONS – Nintendo Switch (RECENSIONE)

10 min.
25.10.2019
Recensione


Di recente, la mia vita è diventata ancora più stressante di quanto non lo fosse già. Avevo bisogno di qualcosa che mi aiutasse a scaricare un po’ l’ansia e la fatica quotidiane, ma mi veniva difficile giocando a complessi RPG o leggendo storie elaborate e dalla fitta lore. Per questo, quando si è presentata l’occasione di recensire DORAEMON STORY OF SEASONS, non me la sono fatta sfuggire.

Nonostante il caps lock del titolo non lo faccia sembrare, Story of Seasons (che molti magari conoscono ancora con il nome Harvest Moon, che ora invece si riferisce a una serie diversa, ma questo è un discorso che non faremo ora) è probabilmente uno dei brand videoludici più rilassanti e tranquilli, o almeno, così è sempre sembrato a me, un profano che purtroppo non aveva mai potuto provarne uno. Messo accanto a Doraemon, serie animata che da bambino ho sempre seguito con passione, ma ho abbandonato crescendo, ero convinto che ad aspettarmi ci fosse un’esperienza davvero memorabile e che avrebbe potuto onestamente essermi di aiuto. Ma sarà andata davvero così?

Nobita Story of Seasons

Partiamo dalle basi: DORAEMON STORY OF SEASONS è, come avrete capito, un crossover tra due famosissimi brand, che interpreta personaggi e “basi”, per così dire, del primo nel contesto e soprattutto con il gameplay del secondo.
Nobita, bambino pigro professionista, si trova nel terribile limbo dei compiti estivi e, in particolare, fatica a decidere cosa fare per il “progetto” che gli è stato assegnato… soprattutto considerando quanto belli sono i pisolini estivi. Dopo essere stato sgridato per l’ennesima volta da sua madre, il nostro eroe si mette in viaggio insieme a Doraemon e trova un seme misterioso. Inutile dire che coltivarlo sarà proprio il progetto che lui, insieme ai suoi amici Gian, Suneo e Shizuka, deciderà di portare avanti. Peccato che l’albero cresca a dismisura in pochissimo tempo, arrivi una tempesta, si apra un varco nel bel mezzo del cielo e li risucchi, spedendoli in un’altra dimensione.

Doraemon Story of Seasons
Doraemon cambierà gli abiti di tutti per adattarli al tema rurale!

Al loro risveglio, l’allegro gruppetto di quattro bambini e un gatto robot scoprirà di trovarsi presso il villaggio di Natura, un paesino rurale in cui la tecnologia sembra non essere mai arrivata, e in cui, soprattutto, vige una regola molto importante: tutti devono lavorare, compresi i bambini!
Fermi, non chiamate il Telefono Azzurro, o almeno non ancora, di roba controversa ce n’è ancora molta, tanto.
Va da sé che, ignari di un metodo per tornare al loro mondo, Nobita e gli altri saranno costretti a trovarsi un lavoro. Purtroppo, solo Nobita (il personaggio che controlleremo, e che effettivamente è nel titolo giapponese al posto di Doraemon) faticherà a trovare una sua occupazione, almeno finché Harmon, un ragazzino di Natura, non deciderà di regalargli la sua fattoria di riserva, con tanto di casetta allegata.
Wow, si vede che è un’opera di finzione!

Come avrete capito da questo incipit, la storia del gioco è stata pensata per essere fruibile tranquillamente anche da chi non ha la minima idea di cosa sia un chiusky (soprattutto perché appena arrivati un orso farà sì che Doraemon ne perda la maggior parte). Certo, ciò vi porterà anche a perdere gran parte delle citazioni e del valore “aggiunto” che DORAEMON STORY OF SEASONS può dare rispetto a un altro capitolo della serie, ma se vi va semplicemente di sperimentare per un po’ la vita agreste dopo aver letto una volta di troppo le Georgiche o Silver Spoon potete tranquillamente partire da questo capitolo, tenendo comunque conto che è esplicitamente destinato a un pubblico di età piuttosto bassa (e per questo, ad esempio, non permette di iniziare una relazione romantica con uno degli NPC).

Sed fugit interea, fugit inreparabile tempus

Dopo la (lentissima) presentazione dei vari abitanti di Natura e un paio di tutorial sulle basi (e intendo, proprio le basi) del gioco, DORAEMON STORY OF SEASONS lascia al giocatore un campo da gestire con qualche moneta e degli attrezzi arrugginiti. Forse è un tentativo di realismo, rappresentando il difficile ingresso nel mondo del lavoro, senza alcun aiuto esterno, ma il gioco di fatto lascia libero ognuno di decidere a cosa dedicare il suo tempo.

Doraemon Story of Seasons
Un giorno potrete arrivare a creare qualcosa del genere… wow.

Sì, parliamo di tempo perché, come il termine “seasons” nel titolo potrebbe avervi fatto intuire, il gioco presenta una progressione del tempo costante (un minuto in-game sembra equivalere a un secondo nella vita reale), che causa un susseguirsi di giorni e dunque di mesi, o meglio, di stagioni. Ognuna di esse porta con sé non solo variazioni estetiche e musicali, ma anche vere e proprie nuove opportunità, come è logico: coltivare in estate o in inverno non è decisamente la stessa cosa! Inoltre, sul calendario saranno presenti anche dei “festival“, come le gare per eleggere il miglior prodotto agricolo o le corse di cavalli, a cui naturalmente potremo partecipare anche noi.

Nonostante il gioco non ci obblighi a fare nulla, uno dei primi passi da compiere sarà iniziare a coltivare qualcosa. Il lavoro da contadino non è particolarmente complicato: si zappa la casella interessata, si spargono i semi, si innaffia ed, eventualmente, si concima. La procedura andrà poi ripetuta sulle altre zolle di terra, andando a tirare l’acqua per l’innaffiatoio ogni tanto, e poi si ripartirà da capo il giorno successivo, fino al momento di cogliere i frutti del proprio lavoro e rivenderli (o donarli, o usarli per cucinare… ma all’inizio vi serviranno soldi).
Purtroppo, la maggior parte delle azioni costerà dell’energia a Nobita, rendendo impossibile coltivare fin da subito tutta la terra a sua disposizione. Bisogna stare attenti a non far azzerare la sua barra dell’energia, altrimenti il povero ragazzo sverrà e dovrà trascorrere la giornata successiva in clinica! Piuttosto, meglio fare un bel pisolino.

Doraemon Story of Seasons
Sì, ci sono i pulcini (e le CG)!

Non di sola verdura vive il contadino, e quindi non mancano tante altre attività “minori”: sarà possibile comprare del bestiame da allevare per venderne ad esempio le uova, nel caso delle galline, ma anche pescare, raccogliere materiali in giro, catturare insetti, tagliare legna, rompere pietre e perfino andare in miniera! Di fatto, dopo alcuni giorni sarà chiaro che Story of Seasons chiede al giocatore di elaborare un ciclo quotidiano che ha come scopo principale aumentare i propri profitti giornalieri. Per farlo, naturalmente, saranno necessari degli investimenti.
Raccogliendo i giusti materiali potremo ad esempio ampliare la casa di Nobita, permettendogli dunque di cucinare e recuperare energia consumando tali pasti. Per ottenere tali materiali più facilmente, potrebbe rivelarsi utile migliorare i nostri attrezzi, così da poter ad esempio rompere la pietra più dura o tagliare più efficacemente gli alberi grandi. Per far questo, naturalmente, serviranno altri materiali, e così via.

Insomma, il verbo “farmare”, tanto comune nel gergo videoludico, si rivela decisamente azzeccato, in quanto è un po’ ciò attorno a cui ruota tutto DORAEMON STORY OF SEASONS. Farmate, farmate ancora per poter poi accelerare il vostro farming e, magari, già che ci siete, concedervi una decorazione o dei mobili per arredare la vostra casa e i vostri campi.
A dir la verità, io sono una persona che non ha mai gradito particolarmente perdere ore ad accumulare oggetti, specialmente se lo scopo è poterne accumulare di nuovi più velocemente. Nel caso di questo gioco, però, il processo è stranamente rilassante, in quanto il senso di progressione si può percepire chiaramente. All’inizio della mia avventura ero costantemente alla disperata ricerca di soldi, mentre dopo solo un mese ho iniziato a potermi permettere investimenti che prima mi sembravano impossibili, potendo puntare sempre più in alto.

Lost in Natura, all alone

Nonostante, come ho detto, la progressione sia nel complesso molto gratificante e la libertà concessa dal gioco sia stimolante, è innegabile che, una volta conclusi i primi tutorial, il giocatore medio che non ha esperienza con la serie, come me, tenderà a sentirsi “perso”. Mancando una vera e propria narrazione, mancano anche obiettivi da seguire o traguardi a cui puntare, ma ci si ritrova semplicemente con una marea di opzioni disponibili che, all’apparenza, sembrano irraggiungibili. Non nascondo di aver provato un certo senso di smarrimento, e insieme di nostalgia: erano davvero tanti anni che non giocavo a qualcosa che mi lasciasse totalmente senza obiettivi o anche solo consigli su cosa fare. L’era videoludica in cui ci troviamo tende sempre di più ad aiutare il giocatore e a dargli, almeno in parte, una direzione e, chiariamoci, non è assolutamente una cosa negativa, in quanto un’eccessiva mancanza di tali indicazioni può portare a frustrazione o, semplicemente, a cercare una guida su internet. Tuttavia, è anche vero che le emozioni che si provano sono anche diverse, e probabilmente meno intense, da un certo punto di vista.

Doraemon Story of Seasons
Nobita contempla il mare cercando di capire cosa fare il giorno successivo.

DORAEMON STORY OF SEASONS riesce a creare un buon equilibrio tra smarrimento e libertà, incentivando il giocatore a sperimentare e scoprire da sé la progressione più adatta a lui. Essa non sarà molto probabilmente quella ottimale, e ci sarà qualcuno che in una stagione avrà fatto quello che a me richiederebbe un anno, ma va bene così. Non mi sono mai trovato in una situazione tale da pensare di star andando in bancarotta, e anche se venissero compiute scelte poco oculate, sarà sempre possibile rimettersi in carreggiata. Penso che avrei apprezzato un paio di consigli in più, non lo nego, ma anche allo stato attuale il titolo si rivela perfettamente giocabile e divertente.

Un altro elemento a suo modo casuale e che deriva da questa struttura che mira a essere il più “naturale” possibile è quello legato alle relazioni coi vari personaggi e i relativi eventi. A Natura vivono diverse persone, ognuna con personalità, interessi e passati diversi e definiti. Oltre agli amici di Nobita ci sono infatti vari personaggi originali, bambini, adulti, anziani e perfino una dea! Sarà inoltre possibile socializzare anche con degli animali, tra cui anche alcuni selvatici come un orso e una scimmia.
La relazione tra Nobita e i vari NPC è quantificata in cuori, per un massimo di 10, e per aumentarla basterà parlare con loro e far loro doni, meglio se si tratta di qualcosa che piace loro! Soddisfacendo determinati requisiti, solitamente legati al numero di cuori, e recandosi nel luogo giusto al momento giusto, inoltre, sarà possibile visionare dei cosiddetti eventi, che sono proprio quello che sembrano: dialoghi in cui uno o più personaggi interagiscono e che possono anche portare a dei benefici, come un nuovo chiusky da usare nella vita agricola.

Doraemon Story of Seasons
Per fortuna almeno gli eventi “stagionali” sono segnati sul calendario!

Il problema di questi eventi, se così lo si può definire, sta proprio nella mancanza di un qualche modo per scoprirne i requisiti, specialmente quelli più specifici come gli orari in cui essi si possono svolgere. È dunque molto importante visitare periodicamente ogni luogo a orari diversi se si è interessati a vederli tutti! Considerando però lo scorrere incessante del tempo e le numerose attività da svolgere in un giorno, alla lunga potrebbe diventare frustrante perdere ore per non veder partire nemmeno un nuovo dialogo, e dunque, almeno personalmente, ho rinunciato a cercarli attivamente, sperando di imbattermici nel corso delle mie normali attività.

Che fatica la vita da farmer

Nel complesso, dunque, la pecca fondamentale di DORAEMON STORY OF SEASONS è da ricercarsi proprio nel suo essere molto poco “player-friendly”. La prova di questo è evidente, dato che mancano moltissime accortezze che avrebbero potuto rendere più semplice, o meglio, più comoda la vita del giocatore.
La barra dell’energia, ad esempio, è davvero molto importante da tenere d’occhio… eppure non è possibile controllarla, se non aprendo il menu e cercando la sezione apposita. Considerando quanto spesso sarebbe utile darci almeno un’occhiata, sarebbe stato molto meglio lasciarla sempre a schermo, o almeno permettere di vederla in modo più rapido.

Doraemon Story of Seasons
È divertente cercare di capire l’origine dei nomi dei personaggi, come Henson del negozio di galline!

Non è tutto. I negozi di Natura hanno tutti dei propri giorni e orari di apertura, una scelta molto carina e che dona maggiore realismo al gioco. Tuttavia, non è possibile controllarli in maniera rapida, ma solo recandosi presso il negozio stesso e controllando il cartello apposito. Certo, alla lunga ho finito per memorizzare almeno gli orari dei servizi più utili, ma la cosa più logica è probabilmente segnarseli… e allora perché non mettere direttamente un’opzione del genere in-game?
Lo stesso si può dire degli eventi: per controllare la progressione delle varie storie sarà necessario recarsi alla casa del sindaco, senza contare che ad esempio per ricordarsi che cosa ci è stato chiesto di fare per proseguire, è necessario rileggere tutto il testo dell’evento in questione!

Si ha in più occasioni l’impressione che gli sviluppatori abbiano cercato di mantenere il gioco stesso il più “rustico” possibile, che sia una scelta consapevole o meno, ma onestamente più che contribuire all’atmosfera della storia ho trovato tutto questo solo una fonte di stress che mi ha fatto perdere tempo (sia in-game che non) e affaticare maggiormente, continuando a chiedermi “ma perché è così scomodo?”.

Fortunatamente, da un punto di vista artistico il gioco non risulta affatto grezzo: i paesaggi sono tutti molto belli e colorati, facendo davvero apparire ogni ambientazione vivace proprio come ci aspetteremmo da un paese di campagna e le aree rurali circostanti. Lo schermo è costantemente avvolto da una “cornice” bianca, probabilmente per trasmettere un effetto onirico (cosa vorrà significare?), ma personalmente non mi ha disturbato.
È inoltre quasi sempre possibile avvicinare o allontanare la telecamera, opzione molto utile visto quanto è importante avere una visione d’insieme per notare eventuali persone con cui parlare o materiali e insetti da prendere. Tuttavia, un allontanamento eccessivo può creare problemi dato che molti enti con cui interagire sono spesso piccoli e risaltano poco, soprattutto sul grande schermo.

Doraemon Story of Seasons
Naturalmente gli animali hanno un solo verso per specie.

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Infine, degno di nota è che il gioco è interamente stato localizzato in italiano, lingua che vi vorrei consigliare anche solo per il fatto che mantiene i nomi usati nel doppiaggio dell’anime italiano (che tra l’altro sono uguali a quelli giapponesi), se non fosse che è stata chiaramente realizzata in maniera poco attenta. L’esempio più chiaro di questo si può ritrovare nel nome di un personaggio, talvolta scritto Gemma e talvolta Jemma. E intendo, perfino nella stessa schermata.
In generale, in diverse occasioni la traduzione mi è sembrata semplicemente… brutta, forse per esigenze di spazio (come sembrano suggerire le molte abbreviazioni), ma più probabilmente per problemi a monte.
Ad esempio, talvolta capita che dei personaggi facciano a Nobita una richiesta. In questi casi, non importa la domanda, la risposta “sì” vorrà sempre dire “accetto”, mentre il “no” equivarrà a un rifiuto. Per colpa di questo, rispondendo “no” a “Sarebbe troppo disturbo darmi delle fragole?” ho finito per offendere la mia vicina. Mi son sentito in colpa.

La stagione del raccolto

In conclusione, DORAEMON STORY OF SEASONS è un gioco divertente, a suo modo rilassante, ma che purtroppo non è adatto a chi preferisce un’esperienza più guidata o, in generale, più comoda e rifinita. Se siete disposti a passare sopra agli aspetti un po’ più macchinosi per immergervi in un mondo delizioso o, meglio ancora, se siete fan di una delle serie rappresentate, allora vale assolutamente la pena di esplorare Natura e conoscerne gli abitanti!

CHIUSKY/10

  • Moltissime cose da fare, anche grazie agli eventi.
  • Perfetta unione delle due serie.
  • C’è tanta libertà, non esiste un’unica via di fare le cose.
  • Esteticamente delizioso.
  • La mancanza quasi totale di consigli su come proseguire può spaventare.
  • Mancano diversi “comfort” che è lecito aspettarsi.
  • La localizzazione italiana ha alti e (molti) bassi.
DORAEMON STORY OF SEASONS è il gioco ideale a risvegliare il contadino che c’è in voi, ma solo se non vi spaventa l’idea di avere a che fare con un gioco “vecchio stile”.

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