9 Agosto 2019 • Recensione

DOOM II (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Inferno sulla Terra. Solo per Super Giocatori.

Negli ultimi giorni vi ho parlato di DOOM, il classico del 1993 prodotto da id Software e da poco ripubblicato in un’edizione (non del tutto ottima) su Nintendo Switch. L’arrivo del gioco sul Nintendo eShop non è stato però il solo, datoché Bethesda per l’occasione ha portato anche DOOM II e DOOM 3 sul negozio digitale. Quindi, quale occasione migliore se non questa per continuare a parlare della serie? E poi, abbiamo il “doom” nel nome per un motivo, suvvia. Non possiamo lasciarlo passare inosservato.

Hell on Earth

Quando vi ho scritto del primo DOOM vi sarete resi conto che sì, tolte tutte le sue imperfezioni, ho adorato l’esperienza di gioco proposta e il suo gunplay. Non mi sorprendeva sapere della possibilità su PC di scaricare miriadi di livelli alternativi realizzati dalla community, perché la formula di gioco è veramente malleabile. Insomma, un classico del genere, un po’ come Half-Life e Team Fortress 2.

Con DOOM II, però, ho avuto difficoltà a ritrovare quanto di bello mi avesse offerto il suo prequel. Mi sono sentito esattamente come chi, ai tempi, ha avuto modo di scoprire Super Mario Bros. 2 (quello vero) dopo aver giocato il primo. Non che il gioco sia brutto, per carità. Ce ne vuole per rovinare completamente l’esperienza di gioco o realizzare qualcosa di sottotono, ma la sensazione è stata di giocare ad un prodotto pensato solo ed esclusivamente per chi il primo capitolo l’aveva spolpato in tutte le salse, ignorando (almeno fino a metà campagna) cosa significhi creare dei buoni livelli. E in effetti, quest’impressione generale ben si sposa con quanto mi era stato detto prima di pubblicare la recensione, ovvero “potresti fare un articolo unico, visto DOOM II è più un’estensione del primo gioco”. Non l’ho voluto fare però proprio per questo.

Nella recensione del primo gioco menzionai il mio sdegno dietro la filosofia di Thy Flesh Consumed per via della sua costante rottura delle regole dietro il level design di DOOM. Tralasciando i primi due livelli, il resto spesso e volentieri era accettabile, ma si focalizzava sull’idea di inserire nemici solo per complicare la vita al giocatore. Ecco, una buona parte di DOOM II segue esattamente questa idea, ampliandola. Il ritorno di Doomguy sulla Terra si può riassumere in un bagno di sangue tra il marine e i maligni. Ogni situazione è buona per tendergli un agguato, possibilmente inserendo più demoni. Tanto che, per non rendere il gioco ulteriormente tedioso, è stata aggiunta una nuova arma in grado di sparare due colpi alla volta: il super fucile a pompa.

Uhm, e se mettessimo più nemici resistenti…?

Per fortuna però, non tutto il gioco è così, ma la presenza di situazioni del genere in più livelli (la campagna principale ne ha 32, con due segreti), non aiuta. Nel primo DOOM la differenza di stile di level design tra un autore e l’altro era indubbiamente presente, ma dal punto di vista del gameplay vi era una continuità tra un livello e l’altro. In Hell on Earth, l’idea generale è “more is better”. E se ciò da una parte è in grado di dare vita a dei buoni livelli, soprattutto nella seconda metà del gioco, lo stesso non lo si può dire nella prima. Anche perché DOOM II dà molto per scontato l’abilità del giocatore non istruendolo sulle particolarità offerte dalle armi ma anzi, lasciandole tutte a disposizione per ogni evenienza. Non è assurdo trovare alcune delle armi più potenti nei primissimi livelli, e non si tratta di un premio per aver trovato un nascondiglio segreto, quanto di un metodo di giustificare i nemici presenti. Solo per motivi simili, non mi sentirei davvero di consigliare questo gioco ad un novizio.

Un po’ aggiunge, un po’ leva

Nel caso delle console Nintendo, è la seconda volta che il gioco viene pubblicato. La prima edizione fu su Game Boy Advance nel 2002, e da allora sono passati 17 anni prima che i fan Nintendo potessero mettere mano ad una versione il più vicino possibile all’originale per PC. Sotto questo aspetto potremmo considerare (includendo tutti i difetti tecnici presenti come nel primo gioco) la riedizione di DOOM II essenziale, visto che si tratta dell’esperienza più vicina a quella originale. Come se non bastasse, sono stati per la prima volta aggiunti i livelli appartenenti al pacchetto The Masters Levels, i quali si aggiungono alla campagna principale come una nuova esperienza tutta da giocare. Questi altro non sono che produzioni realizzate, dagli allora fan del gioco, sotto supervisione di id Software. Anche qui, la situazione è un po’ altalenante, ma è sempre meglio di non averli.

Comunque, i miei complimenti  ad id Software per la tensione che riesce a creare in certe mappe.

Purtroppo, DOOM II ha perso altro in questa edizione, ovvero i contenuti di Final DOOM e il “recente” No Rest for the Living. La mancanza dell’espansione rilasciata nel 2010 è davvero incomprensibile, visto fu realizzata sempre da Nerve Software, la software house dietro le riedizioni dei primi due DOOM. Capisco che da qualche parte bisognava tagliare, soprattutto per rientrare nel range di 4,99€, ma è un peccato che dopo tutti questi anni sia ancora impossibile godere di una riedizione completa di tutto.

Per concludere…

Onestamente, non so davvero cosa pensare realmente di DOOM II. O meglio, un’idea ce l’ho, ed è che si tratti di un prodotto pensato per espandere la formula del primo capitolo, esagerando. Non posso negare di essermi divertito, a prescindere dai difetti, ma non ho visto quella stessa scintilla che mi aveva fatto innamorare di DOOM. Ho visto incomprensioni, ripensamenti e, più in generale, un “Episodio 5” del primo gioco. Il cuore pulsante di DOOM non è davvero la violenza, ma la creazione di mappe divertenti da esplorare e appaganti. DOOM II, nella sua prima parte (e un poco nei Master Levels) dimentica questo aspetto. Di conseguenza, non vedete il voto qui sotto come una bocciatura totale ma anzi, esattamente per tutte le nostre recensioni, una somma di ciò di cui vi ho parlato. DOOM II non è un brutto gioco, ma semplicemente oggi non funziona sempre bene, presenta i già citati nella precedente recensione problemi tecnici e ha più rimosso che aggiunto. In sostanza, un acquisto per Super Players, esattamente come la seconda avventura di Mario.

doom/10

  • Quando il level design brilla, si hanno di nuovo grandi livelli.
  • La presenza dei The Masters Levels è più che gradita, ma…
  • Tutti i problemi segnalati nella recensione di DOOM (1993).
  • Level design altalenante.
  • …No Rest for the Living è stata rimossa, e Final DOOM non è stata contemplata.
Un acquisto riservato solo ai veri fan, ma non a chi è arrivato da poco.

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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).