DOOM Eternal – RECENSIONE

4 min.
16.12.2020
Recensione


DOOM Eternal, lo sparatutto più frenetico mai creato, è finalmente arrivato su Nintendo Switch, trasformandosi in un concentrato di follia in dimensione ridotta.

Rip and Tear ma piccolino

Se DOOM del 2016 mi aveva conquistato così tanto da averlo decretato come mio sparatutto preferito in assoluto, non potete immaginare le aspettative che nutrissi per DOOM Eternal, il seguito diretto del folle titolo macina-demoni di casa Bethesda. Credo che per progettare questo nuovo capitolo il team si sia messo a tavolino e abbia discusso all’incirca così:

“Ok ragazzi dobbiamo trovare nuove idee per il seguito di DOOM”

“PIÙ SANGUE! PIÙ VIOLENZA! E SOPRATTUTTO PIÙ BUDELLA!”

“Ok, va bene, a livello di trama io pensav-“

“ESPLOSIONI! FIAMME! MOTOSEGHE! DI PIÙ!”

DOOM Eternal è il gioco dal ritmo più atrocemente forsennato che mi sia mai trovato per le mani. Nel corso delle sue tredici missioni l’azione su schermo si sussegue senza soluzione di continuità in maniera ossessiva. D’altro canto il gioco segue due dogmi fondamentali:

  1. Dilania e sventra finché non sarà finita
  2. Fermati e sei morto

Tutto qui. Semplice, letale, demoniaco. Non vi resterà che sparare a qualunque cosa si muova su schermo senza farvi massacrare a vostra volta.

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Uno sguardo rassicurante, non trovate?

Follia lucida

C’è tuttavia un gameplay molto più ragionato di quello che si pensi dietro al massacro videoludico, che rende questo DOOM Eternal allo stesso tempo più estremo ma anche più divertente e intelligente del suo predecessore. Ogni nemico presenta infatti punti deboli da colpire per accelerare la sua dipartita; sta al giocatore essere abbastanza reattivo e abile nel colpirli con la giusta arma nel minor lasso di tempo possibile. Inoltre è molto interessante il meccanismo di recupero di vita, armatura e munizioni: la vita si perde eseguendo uccisioni estreme su nemici stordite, l’armatura incendiando (e ammazzando) i demoni con il lanciafiamme, le munizioni sventrando i medesimi con la motosega.

La messa in pratica di questi metodi di annichilimento demoniaco, unita al classico spara-spara, si traduce quindi in una sinfonia infernale di piombo, metallo, fiamme e budella e in una fatica mentale nel gestire il tutto tale da avermi scoraggiato nelle fase iniziali addirittura a difficoltà Normale. Ma il gameplay di DOOM Eternal, una volta compreso, si rivela nella sua perfezione e nella sua folle lucidità, lasciando dentro un senso di viva soddisfazione quando il DOOM Guy avrà fatto a pezzi l’ennesimo ultimo demone dell’ondata.

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E se gli facessi esplodere quella specie di coda?

Un salto all’inferno

DOOM Eternal non è solo sventramenti e proiettili. Tra un pout pourri di satanassi infernali e l’altro ci sono interessanti fasi di esplorazione e platforming condite di enigmi ambientali mai troppo banali che garantiscono delle interessanti e più rilassate alternative alle concitatissime sparatorie. I segreti da scoprire sono davvero tanti, e oltre ai classici collezionabili ci sono un sacco di modi di potenziare il nostro DOOM Guy e rendergli più agevole il lavoro di pulizia: rune, punti arma e punti armatura, abbiamo veramente l’imbarazzo della scelta per pompare il già fisicatissimo protagonista e renderlo sempre più affine al nostro stile di gioco.

Ah, quasi dimenticavo: il gioco ha anche una trama. Semplice, ma c’è! Dopo gli eventi del predecessore, la Terra è stata invasa da creature infernali di ogni sorta e il nostro DOOM Guy, una sorta di creatura divina, deve ricacciarle indietro. Tra i vari segreti da scoprire vi sono numerosi documenti contenenti la lore del gioco, che nella sua follia è comunque interessante da approfondire. Insomma, i completisti non rimarranno certamente delusi.

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È un’aureola quella?

One way ticket to hell…and back!

Da non sottovalutare inoltre il fattore rigiocabilità. Se in difficoltà normale ho concluso la campagna in 15 soffertissime ore circa, è pur vero che ho tralasciato un sacco di sfide opzionali e di esplorazione, che aggiunte a un livello di difficoltà magari più alto (non mi avrete!) e alla presenza di un new game plus, possono garantire decine e decine di divertimento sfrenato. D’altro canto, l’impronta arcade del gioco c’è e si sente, e arcade da che mondo è mondo, è sinonimo di rigiocabilità.

Non dimentichiamo inoltre la presenza di un’originale modalità multigiocatore che consente di impersonare DOOM Guy o demoni e prendersi a pistolettate in un 2 contro 1 tra le forze infernali e il muscoloso eroe. Tutto perfetto lato gameplay? Quasi: ho trovato il Marauder un nemico piuttosto illogico nel suo modo di essere affrontato. In un gioco che fa dell’azione più sfrenata, un nemico che richiede sistemi di parate, stordimenti e distanziamenti ai limiti del chirurgico rompe il ritmo (e non solo quello).

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Non so, io l’avrei fatta più grande

Un porting diabolico

La vera domanda è: come diavolo (eheh ho fatto la battuta) gira DOOM Eternal su Switch? Ottimamente, ovviamente tenendo in conto l’hardware su cui gira. Togliamoci subito il tasto dolente: il frame rate è stato ridotto da 60 a 30fps. Granitici, ma pur sempre 30: l’effetto “frenesia” sarà quindi ridotto rispetto a quanto visto sulle altre piattaforme. Le texture inoltre hanno subito un downgrade che si rivela tuttavia evidente soprattutto se salviamo uno screenshot: in movimento il tutto appare comunque piuttosto gradevole. La risoluzione è dinamica e arriva a un massimo di 720p sia in modalità docked che portatile.

Panic Button, il team che si è occupato del porting di DOOM Eternal su Nintendo Switch (ma anche di Wolfenstein Youngblood, Wolfenstein II: The New Colossus, DOOM 2016 e Rocket League) ha inoltro aggiunto un sistema di controllo della mira tramite giroscopio, che sicuramente si rivela un’opzione gradita soprattutto in virtù del fatto che mirare su Switch non è mai il massimo della vita. Insomma, va detto che pur con tutti i suoi compromessi, il porting di DOOM Eternal su Nintendo Switch è un vero portento soprattutto se consideriamo il fatto che il gioco è noto per essere particolarmente goloso di risorse e gira in maniera più che dignitosa su una console che, nella sua versione lite, costa ormai meno di 200€. Ciliegina sulla torta? Con l’acquisto è inclusa anche una versione del classico DOOM 64.

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Potrei prenotare qui le mie prossime vacanze

Verdetto infernale

In conclusione, chi dovrebbe acquistare questo DOOM Eternal? Sicuramente tutti coloro che ancora non lo hanno giocato altrove e che non possono farlo: per quanto buono, la versione Switch è comunque un porting castrato rispetto all’esperienza che potete godere su altre piattaforme. Il prezzo inoltre è di 59€ (per il momento è solo disponibile in download), mentre altrove si trova tranquillamente alla metà considerati i mesi trascorsi dal lancio sulle altre console. Se invece avete già giocato DOOM Eternal su altri lidi ma volete comunque godere di tutti i vantaggi che porta la portabilità (ci ho preso gusto con i giochi di parole), potreste seriamente farci un pensierino.

CACIARA/10

Un ottimo porting di uno dei migliori sparatutto mai realizzati. Come ogni porting ha dei compromessi, ma nulla toglie che la follia, il caos e la devastazione di DOOM Eternal regnano sovrani anche su Nintendo Switch