10 Maggio 2015 • Domenica Musicale

#26 – Le musiche di Kingdom Hearts: Dream Drop Distance

Dopo un bel po’ di tempo, torna la domenica musicale. E per la seconda che scrivo, tanto per cambiare, continuiamo con un gioco dalla musica composta (di nuovo) dalla Shimomura.

Oggi guardavo i giochi che avevo nello scaffale e all’ultimo momento ho avuto di nuovo l’ispirazione per questo gioco. Per evitare di mettere tipo tutti i brani mi sono fatto aiutare dal buon Mustungun a sceglierli che sembra non posti molto ma in realtà è solo impegnato a diventare come Cave Johnson.

“SpikyGyro ma perché questo gioco di merda” “Ma come io credevo che almeno tu avessi buoni gusti” – E invece.

Comunque, come ho già detto prima, anche la musica di questo gioco è composta da Yoko Shimomura, quindi potreste trovare lo stesso stile usato in quella che feci su Mario e Luigi, cioè principalmente quello dello Scherzo. Inoltre, alcuni temi potrebbero essere presenti in forma un po’ diversa in altri giochi della serie. In tal caso ne farò un paragone. Ma ora basta indugi e cominciamo la domenica.

A sorpresa, il primo brano non è neanche un originale di Kingdom Hearts. Il suo stile dovrebbe ricordarvi un altro gioco della Square Enix, per Nintendo DS. Se non lo conoscete, si tratta di The World Ends With You (che dovete giocare). Questo è un mix fatto per le cutscene del gioco dove appaiono i personaggi di TWEWY. Leggermente diverso dall’originale, è comunque percepibile apertamente lo stile “gangsta” che caratterizza il gioco, con la voce accompagnata da chitarra, trombe, batteria e suoni sintetizzati. Viene voglia di ascoltarla più volte.

Ma ora entriamo completamente in KH e partiamo col tema del ricorrente primo mondo, Traverse Town. Poiché è ricorrente, anche il tema lo è. Questo però è un po’ diverso dagli altri. Come suggerisce il titolo, ha un andamento molto più tranquillo, come se il mondo fosse in trance, o in un sogno. Quelli che sembrano essere archi in sottofondo già dall’inizio continuano a rimanere, come esitanti, in secondo piano. Lasciano spazio ad arpa, ottoni, ogni tanto un carillon. Insieme, questi strumenti lasciano proprio la sensazione onirica che è descritta nel titolo. Potete confrontarlo con quello di KH1 qui.

Dopo il tema del primo mondo, possiamo anche continuare con quello del boss finale. Beh, più che “boss finale”, è più facile dire “ultimo boss finale”, perché ce ne sono un bel po’. Comunque, il brano è molto ispirato al celebre tema ricorrente “Destati“. Come esordiscono gli archi, vengono quasi subito accompagnati da ottoni e percussioni, che si muovono all’unisono, facendo sentire come dei colpi decisi, segno della potenza e gravità del brano, che eppure mostra una sua leggerezza, con gli archi che simulano quello che nel brano d’origine è il coro, creando un contrasto tra potenza e leggerezza.  Ma a poco prima di un minuto a fare la parte del coro si aggiunge anche una percussione, forse un metallofono o uno strumento simile, e poco dopo anche il coro stesso fa la sua comparsa, seppure in secondo piano.

Ecco il tema di battaglia del mondo ispirato a I Tre Moschettieri (la versione Disney ovviamente). Questo è uno di quei temi dove lo stile della Shimomura si sente chiaramente, proprio come quelli di Dream Team Bros.. Partono percussioni e archi molto veloci, che subito dopo danno lo spazio prima a quello che sembra un flauto, poi a un arco, che suona la stessa melodia, e poi a circa 0:40 tornano le percussioni e gli archi, il tutto portato avanti da un sottofondo di percussioni che potreste aver già sentito in Dream Team Bros.. A 0:50 ricomincia il flauto, ma stavolta la melodia è diversa, un po’ meno frenetica, e gli strumenti in sottofondo si uniscono con un’ottima armonia a quelli che poi sostituiscono il flauto in primo piano. A 1:12 il loop ricomincia, e torna tutto come prima.

Rivisitazione di The Dark Impetus da Birth by Sleep, L’Impeto Oscuro è il tema di un altro dei “boss finali”. Dal ritmo più veloce e dal tono più epico, anche grazie alla presenza del magnifico violino in primo piano che contraddistingue tutti i brani importanti della Shimomura, questo è un brano che senza dubbio porta adrenalina nel giocatore. Ma il sopracitato violino non è certo da solo: ad accompagnarlo ci sono percussioni, altri archi, suoni sintetizzati, e in particolare un pianoforte che si accosta all’arco in maniera splendida. Da 1:07, accompagnato da un organo, il violino si muove in primo piano egregiamente fino a 1:50, dove tutto viene messo in pausa da suoni sintetizzati, prima di cominciare con un crescendo culminante a 2:12, dove ricomincia il loop.

Ecco il tema del mondo ispirato a Il Gobbo di Notre Dame. Qui devo dire che la compositrice si è superata: tutti e dico tutti gli strumenti si impegnano a generare nell’ascoltatore quell’atmosfera di solennità e maestosità della città delle campane. Vengono quasi i brividi. Il brano esordisce subito con percussioni, archi e un coro in leggero sottofondo, per poi proseguire con quello che sembra un oboe in primo piano, e un organo che lo accompagna. Sembra quasi di essere in una cattedrale, vero? A 0:32 continua per poco un clavicembalo insieme a un violino a suo seguito. Da notare come gli strumenti in sottofondo cercano di simulare il rintocco periodico delle campane. A 1:16 parte un grande organo in primo piano, insieme al solito violino e un coro solenne, prima che il brano ricominci da capo.

Un altro tema di un altro dei “boss finali”. Questo ha diversi brani a cui può essere ricollegato, tutti con una sensazione analoga al già sopracitato Destati. Un coro e un pianoforte esordiscono già da subito con un crescendo, a cui si uniscono archi e organo. Il crescendo ricomincia poco dopo e, non appena culmina, tutto svanisce nell’oscurità. Si riprende poi il coro solenne onnipresente in Destati, ma più in secondo piano, per lasciare lo spazio ad altri strumenti che in genere fanno da accompagnamento. È come se ci fosse un vuoto, che viene riempito solo a un minuto dall’esplosione improvvisa di archi e un pianoforte che a volte è in secondo piano, a volte in primo. Parte poco dopo un crescendo che culmina proprio con il coro che canta il testo di Destati, alternato a una versione strumentale.

Ecco il tema di battaglia del mondo ispirato a Pinocchio. No, non la balena: questa volta è il Paese dei Balocchi! La giocosità del brano ne dà piena dimostrazione. Continuano onnipresenti delle veloci percussioni che dettano il tempo.  In primo piano abbiamo prima quello che sembra uno xilofono, poi degli strumenti a fiato, e infine degli archi, che portano armonia a 0:30, seguiti a ruota da un’arpa. A circa 0:45 rimangono solo le percussioni, che proseguono un po’ “a singhiozzo”, prima di far ricominciare il loop.

Chi di voi ha visto Fantasia? Sappiate che questo gioco ha un mondo ispirato a esso, e non potevo non farne menzione. La musica del lungometraggio è onnipresente in quel mondo, e ho deciso di scegliere la mia preferita: Notte sul Monte Calvo. A questo punto non siamo più tra le note della Shimomura, ma tra quelle di Mussorgsky. La musica è quella che accompagna il demone Chernabog, quindi l’atmosfera che dà è di pericolo incombente, magnificenza. Questa volta però penso che farne un’analisi di un pezzo di livello così alto sia inutile. Preferisco lasciarvelo ascoltare senza che io aggiunga altro. Vediamo se riuscirete ad apprezzarlo.

Eccoci giunti alla fine della domenica. Questo è il tema dell’epilogo, ricorrente anche questo in tutti i giochi della serie. Adesso è tutto finito, è un tema tranquillo: un’arpa introduce il pianoforte e gli archi, i quali porteranno avanti la prima parte del brano. A 0:50 si aggiunge un dolce flauto, e nella seconda metà del brano, un po’ a sorpresa, comincia un vero e proprio valzer. Tuttavia, questo termina dopo un po’ lasciando lo spazio al ben più solito pianoforte, insieme a diversi archi. Riappare di nuovo il flauto, a cui è affidato il fatidico e importante compito di porre fine all’ultimo brano del gioco.

Spero che abbiate gradito questa domenica quanto me, mentre riascoltavo questi brani per scriverla.

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all'arena dei mostri per ottenere la spada Falcon. Lo trovate su Facebook e Twitter.