Diablo III: Eternal Collection (Nintendo Switch) – RECENSIONE

9 min.
16.11.2018
Recensione


A più di un anno di distanza dalla sua uscita, Nintendo Switch si riconferma come una piattaforma adatta alle esigenze di tutti i giocatori. Questo si evince dall’arrivo di diverse produzioni provenienti da publisher quasi mai presenti sulle piattaforme della casa di Mario. Tra questi spicca Diablo III, action rpg sviluppato da Blizzard nel 2012, in grado di macinare all’uscita ben 3,5 milioni di copie vendute in meno di 24 ore. Negli ultimi anni il gioco non è certo stato abbandonato, a cominciare dall’espansione Reaper of Souls nel 2014, seguita tre anni più tardi da Rise of the Necromancer. La scelta della compagnia di portare Diablo III sulla console ibrida appare perfettamente giustificata dal fatto che questo gioco non ha molti legami con i capitoli precedenti. Questo rende anche il titolo particolarmente adatto anche per chi si approccia solo ora alla saga.
Diablo III: Eternal Collection, oltre a racchiudere quanto già presente nelle altre edizioni, è una riedizione pensata per sfruttare al meglio le potenzialità di Nintendo Switch, senza dimenticare l’utenza a cui si rivolge. Sono infatti presenti alcuni extra per il nostro personaggio, a cominciare da degli elementi cosmetici ispirati a The Legend of Zelda (alcuni disponibili da subito, altri sbloccabili in seguito), fino alla presenza del Cucco, il tenero (quanto diabolico) volatile pronto ad accompagnarci nelle nostre partite.
Da segnalare inoltre che in questa riedizione, forse per stimolare all’acquisto anche chi ha già giocato a Diablo III in passato, la modalità avventura è disponibile da subito e non solo dopo aver finito il gioco. In questa modalità tutte le aree saranno disponibili dall’inizio e tutti i teletrasporti saranno già sbloccati. Se siete nuovi del titolo, il mio consiglio è quello di iniziare con la modalità storia per poter godere al meglio della trama.

L’arte del combattimento

L’inizio di Diablo III è di suo tanto semplice quanto efficace, con il nostro protagonista intento a sconfiggere le forze del male su una piccola strada sperduta nel nulla. Qui verremo in poco tempo istruiti, senza troppe spiegazioni, sulle dinamiche di movimento e di battaglia. Non temete se all’inizio non riuscirete a controllare perfettamente il personaggio, in quanto la visuale isometrica a camera fissa non è il massimo per i controlli con lo stick, vi adatterete in poco tempo! Ciò che potrebbe invece essere più difficile da digerire sono invece le dimensioni delle mappe, che portano a trovarsi frequentemente in posti in cui la strada da seguire è una e una soltanto, togliendo al giocatore anche quella parvenza di libertà che delle mappe più grandi avrebbero potuto dare.

Il combattimento è semplice, ma non si riduce all’usare meccanicamente la stessa mossa, anche perché le abilità più potenti hanno tempi di ricarica più lunghi. Probabilmente se riuscite ad avanzare premendo compulsivamente il tasto A è il caso che aumentiate leggermente la difficoltà. Non stupitevi se già all’inizio le difficoltà minori risultano troppo semplici, una cosa che ho capito in poco tempo è che questo è un gioco “per tutti”. Anche i meno abili in questa tipologia di giochi, scegliendo la difficoltà più bassa, hanno modo di completare la storia senza lo stress di morire molte volte contro lo stesso nemico.
Una nota dolente del combattimento è “l’aggancio” del nemico. Esiste un pulsante dedicato per questo, assente se si usa un solo Joy-Con, ma è impreciso e non permette di cambiare bersaglio in modo agevole. Quando si chiede a Diablo III di inquadrare un nemico, il gioco sceglie quello che ritiene più appropriato in base alla direzione in cui si sta muovendo il personaggio. Considerando che uno potrebbe voler inquadrare un avversario non esattamente nella direzione in cui si sta spostando, ad esempio quando è presente una grande moltitudine di nemici o quando se ne sta inseguendo uno in una galleria tortuosa, questa risulta una delle pecche maggiori del gioco. La conseguenza diretta di questo problema è che quando si inquadra il nemico desiderato si consuma il pulsante dedicato sul controller per non “perderlo di vista”. A lenire leggermente questo problema arriva la natura dinamica dei combattimenti che potrebbe far venire voglia di cambiare bersaglio più volte e quindi di non focalizzarsi solamente su quello inquadrato all’inizio.
A prescindere da quanto detto sopra è sempre un piacere assaltare e sbaragliare orde di nemici che si affollano intorno al nostro personaggio con una grande varietà di armi e attacchi. I combattimenti sono dinamici e vari, sebbene alla lunga possano risultare ripetitivi, specialmente se svoltisi sempre all’interno del medesimo dungeon.

Non incontrerete mai nemici troppo deboli o eccessivamente forti, perché la forza di questi varia al variare del vostro livello. Questo ha alcuni vantaggi, come il fatto che tornare nelle aree iniziali non si traduce in una mera perdita di tempo a uccidere mostri totalmente inutili ai fini del bottino, ma in un guadagno di esperienza mai trascurabile. Inoltre chi volesse solamente godersi la trama può quasi lasciare in secondo piano il livellamento e non si troverà nella situazione di dover tornare in aree precedenti perché il suo livello non è abbastanza alto per affrontare questo o quel nemico. Salire di livello nel gioco è una cosa naturale che aggiunge soddisfazione e non frustrazione, rendendo il personaggio del giocatore sempre adeguato alla sfida che si trova davanti.

Il nostro eroe

Fino ad ora si è parlato di un generico “personaggio del giocatore”, ora vediamo come crearlo e le possibilità che la meccanica a classi di Diablo ci offre. Probabilmente se avete già familiarità con titoli simili a questo troverete l’inizio di questo paragrafo abbastanza scontato. Prendendo quindi come riferimento la tipologia di giochi di ruolo a cui Diablo si ispira, possiamo creare dei nostri personaggi partendo da una delle sette classi disponibili, ciascuna con le proprie peculiarità. Esse si differenziano per aspetto, poteri, equipaggiamento utilizzabile e caratteristica principale. Quest’ultima è quella su cui vi conviene puntare per aumentare le capacità offensive del vostro eroe. In altre parole, se avete un barbaro la cui caratteristica principale è la forza, vi conviene equipaggiarlo con oggetti che migliorino quella statistica al fine di fare più danni ai nemici che vi circondano.

Non esiste una classe migliore e una peggiore, ma semplicemente classi più o meno adatte a determinati stili di gioco. Facendo attenzione all’immagine e alla caratteristica principale delle varie classi potrete farvi un’idea del relativo stile di gioco, intuendo se si tratti di un personaggio agile, di uno forte o di uno che predilige il combattimento a distanza rispetto a quello corpo a corpo.
Un’altra scelta importante è se creare un eroe “normale” o uno stagionale o una versione hardcore dei precedenti. La differenza fra un eroe stagionale e uno normale è, fondamentalmente, che il primo partecipa a delle classifiche competitive online in cui si possono vincere ricompense, mentre il secondo no. Se scegliete la versione hardcore dell’eroe, infine, attenti a non morire, non ci saranno seconde possibilità!

Dopo aver scelto la classe il personaggio può essere differenziato dai suoi simili da una lunga serie di abilità e una grande varietà di equipaggiamento, sia a distanza che corpo a corpo a seconda della classe. Non essendo le abilità fisse una volta scelte, e venendo esse sbloccate via via che il gioco avanza, il personaggio non risulta statico e vincolato a un percorso prestabilito, ma può cambiare dinamicamente di combattimento in combattimento e in taluni casi anche contestualmente a questi.
Le caratteristiche del personaggio, ossia forza, destrezza, intelligenza e vitalità, aumentano in maniera fissa a ogni livello in base alla classe, quindi non dovrete stare ad assegnare punti ogni volta che salirete di livello, ma possono essere modificate significativamente dall’equipaggiamento indossato.

Insieme è meglio. Tanti personaggi in una sola area

Non si può non parlare della modalità multigiocatore di Diablo III: Eternal Collection. Con Nintendo Switch abbiamo fondamentalmente tre modi per giocare a Diablo III con i nostri amici. Il primo è sulla stessa console, in modalità portatile o collegata a uno schermo, con tutti i giocatori nella stessa schermata; il secondo è in locale, con le console collegate tramite Wi-Fi e in cui ogni giocatore ha il suo schermo e non è vincolato alle azioni degli altri; per finire si può giocare collegati a internet, ognuno a casa propria.

Estratto di un video di Diablo 3
Estratto di un video in gioco di Diablo III: Eternal Collection.

La modalità multigiocatore con tutti i giocatori sulla medesima console, fino a quattro sia in modalità TV che in modalità portatile, non prevede la divisione dello schermo, ma tutti i personaggi appaiono contemporaneamente nella stessa area di gioco. Questa soluzione può risultare caotica o dare poca possibilità di movimento, dovendo tutti i giocatori restare vicini, ma è sicuramente meglio che dividere in quattro parti il piccolo schermo di Nintendo Switch.
Portata alle estreme conseguenze, questa soluzione implica che, nelle fasi di puro movimento, senza mostri da affrontare, basta che un giocatore si muova per trascinare con sé tutti gli altri: comodo se si è concordi sul dove dirigersi!
Ovviamente giocando con console differenti ogni giocatore sarà libero di girare per l’area senza curarsi della posizione dell’altro, almeno in teoria. Come vedremo nel prossimo paragrafo la cosa non è necessariamente conveniente.

Continua nella seconda pagina.

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La spartizione del bottino

Un’altra cosa interessante è la gestione del bottino ottenuto in seguito a un combattimento quando si gioca in modalità multigiocatore. Anche qui la metodologia è distinta fra una partita sulla stessa console e una su console differenti.
Nel primo caso, a schermo condiviso, il bottino verrà automaticamente assegnato a prescindere da chi raccolga questo o quell’oggetto. Facendo un esempio chiarificatore possiamo immaginare un gruppo composto da un mago e da un barbaro: al primo andranno automaticamente gli oggetti che aumentano l’intelligenza mentre al secondo quelli che aumentano la forza, a prescindere da quale dei due personaggi raccolga tali oggetti. Utile nel caos di quattro giocatori sullo stesso schermo.

Parlando invece del multigiocatore online o comunque su schermi differenti, troviamo anche qui un’interessante implementazione delle meccaniche di spartizione del bottino. Ciò è dovuto alla stessa Blizzard, la quale ha voluto utilizzare un sistema da lei stessa denominato “Loot 2.0”. Tale metodologia consiste nel far vedere solo al destinatario, deciso secondo lo stesso algoritmo accennato nel punto precedente, gli oggetti a lui destinati.

Area condivisione esperienza
Condivisione esperienza da diablowiki.net

Inoltre, a differenza della modalità per giocatore singolo in cui l’esperienza guadagnata è proporzionata al nostro livello e quello dell’avversario da voi sconfitto, nella modalità multigiocatore guadagnerete anche i punti per i nemici uccisi dai vostri compagni come se li aveste uccisi voi, a patto che siate abbastanza vicini a suddetti mostri al momento della loro morte.
Anche questa è un’ottima scelta perché spinge i giocatori a cooperare e non sparpagliarsi sulla mappa. Inoltre, venendo l’esperienza calcolata come se ogni singolo personaggio avesse ucciso l’avversario, le differenze di livello fra i personaggi in partita tendono ad appianarsi.

Controlli e comparto tecnico

Una menzione particolare va fatta all’implementazione dei controlli in Diablo III: Eternal Collection. Chi ha esperienza con questo o altri giochi dello stesso tipo sa bene quanti tasti siano necessari per giocare, fra svariate abilità, mappe, movimenti, menù ecc. Eppure gli sviluppatori sono riusciti a rendere l’uso su console estremamente confortevole. Se questo avrebbe potuto essere abbastanza scontato nell’utilizzo con pro controller o con la configurazione a due Joy-Con, avendo lo stesso numero di tasti dei controller delle altre console, è invece quanto mai straordinario nella configurazione a singolo Joy-Con. In questo caso gli sviluppatori si sono affidati anche all’accelerometro e a combinazioni di tasti per rendere l’esperienza di gioco la più completa possibile.

Se dovessi trovare una nota negativa all’interno del comparto controlli, direi che è la difficoltà con la quale si “inquadra” un nemico, come già ribadito nella sezione “L’arte del combattimento”.
Un uso molto sapiente è stato fatto, a parer mio, anche per quanto riguarda il rumble HD. Questa funzione viene adoperata per segnalare al giocatore che sta subendo molti danni o che ha interagito con oggetti particolari.

Parlando invece delle prestazioni grafiche due cose balzano immediatamente agli occhi: da una parte abbiamo la fluidità del gioco che riesce a mantenere FPS alti e costanti anche quando sulla mappa ci sono decine e decine di avversari con i più svariati effetti grafici, dall’altra la pochezza della qualità delle texture, degli effetti grafici e della luce.
Entrando più nel dettaglio e prendendo come riferimento la recensione di Digital Foundry disponibile qui in versione integrale apprendiamo che per ottenere un framerate stabile la risoluzione varia fra 1600x900p e 1344x756p quando Nintendo Switch è inserito nel suo dock e fra 1280x720p e 960x540p in modalità portatile.
A seguire alcune immagini comparative fra la versione per Nintendo Switch, in entrambe le modalità, la vecchia per Xbox 360 e quella per PS4. Tutte le immagini sono prese dalla sopracitata recensione di Digital Foundry.

Altra nota di merito agli sviluppatori va data per la rapidità dei caricamenti nel passaggio fra aree differenti, quasi immediati, segno di un saggio uso da parte degli sviluppatori dell’hardware della console. Concludiamo questo paragrafo dicendo che è evidente che le limitate capacità di Nintendo Switch siano portate al limite da Diablo III: Eternal Collection anche dal fatto che la console arriva a scaldarsi in maniera significativa nella parte posteriore durante le lunghe sessioni di gioco, anche in modalità portatile dove uno tende a farci più caso. C’è da dire che questo non è un comportamento costante ma si verifica specialmente nel caso di lunghi combattimenti pieni di nemici ed effetti grafici. Come nota a margine aggiungo che in modalità portatile Nintendo Switch dura circa 2:30h giocando a Diablo III.

Per concludere

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MEGA LOOT/10

  • Sistema di combattimento e di equipaggiamento variegato ed interessante.
  • Ottima implementazione dei controlli, anche con un solo Joy-Con.
  • Trama non (eccessivamente) banale, con qualche colpo di scena.
  • Grandi dungeon da esplorare, ricchi di nemici e di bottini.
  • Voglio colpire quel nemico… No! Intendevo l’altro! *premendo R*.
  • Le aree di gioco (ad eccezione dei dungeon) sono piccole e spesso con un’unica strada percorribile.
Un gioco con un fascino immortale ed eternamente rigiocabile, un po’ come il suo boss finale.
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