Darius Cozmic Collection Arcade & Console – RECENSIONE

6 min.
13.07.2020
Recensione


Tra le case videoludiche più prolifiche durante l’epoca d’oro delle sale giochi, Taito si è sempre contraddistinta per i suoi titoli peculiari e innovativi. Durante gli anni ’80 e ’90 l’azienda ha sfornato giochi dal calibro di Space Invaders o Bubble Bobble che vengono ancora ricordati come affetto. Purtroppo, oggi la storica azienda è diventata una ben più umile sussidiaria di Square Enix, relegata solamente a qualche produzione spesso commissionata a studi esterni. Comunque la casa dal triangolino blu è consapevole del suo passato, ripubblicando negli anni i suoi classici in collection arrivate su console Nintendo e non.

Questa volta tratteremo della peculiare serie di shoot’em up Darius (pronunciata “Da-rài-us”), famosa per la sua ambientazione ispirata al mondo marino.

Tra sale giochi e console

Uscite su Nintendo Switch e Playstation 4, la Darius Cozmic Collection Arcade e la Darius Cozmic Collection Console offrono una (quasi) comprensiva riproposizione della serie. Avviso preventivamente che i capitoli più recenti G-Darius (1997) e Dariusburst (2009) non sono presenti, venendo raccolti nella Darius Cozmic Revelation in arrivo questo inverno. Sia la Collection Arcade che la Collection Console sono state commissionate a M2 (che ho già lodato in passato per i loro SEGA AGES). La software house Giapponese è famosa per la sua dedizione nell’emulare titoli in maniera impeccabile, introducendo spesso modalità aggiuntive dedicate ai novizi e agli appassionati.

Concentrandoci sulla collection Arcade, all’interno troveremo i primi tre capitoli della serie: Darius, Darius II e Darius Gaiden, accompagnati dalle loro revisioni e da Sagaia, il riadattamento occidentale di Darius II. Al contrario delle più recenti compilation della concorrenza, l’offerta di Taito risulta abbastanza povera. Oltre ai giochi e le nuove modalità extra sono disponibili la possibilità di rivedere le proprie partite registrate come Replay e i titoli di coda. La presenza magari di qualche bozza, intervista esclusiva o anche solo di una sezione dedicata ai brani musicali avrebbe sicuramente reso più appetibile l’offerta.

Passando alla Collection Console, si tratta di un insieme di port e (un) sequel usciti su PC-Engine, SEGA Master System, SEGA MegaDrive e Super Nintendo. Tra i titoli che spiccano troviamo Darius Force, sequel che introduce creature nuove come dinosauri o batteri giganti e livelli generati in maniera parzialmente casuale. Inoltre è presente Darius Alpha, capitolo uscito in Giappone in tiratura limitata. Al di fuori del suo status, il gioco è solamente una boss rush di Darius Plus, port del primo capitolo presente nella raccolta. Per il resto la raccolta dedicata ai titoli console offre meno contenuti della sua controparte arcade, visto solamente tre dei nove capitoli disponibili hanno modalità aggiuntive.

Nuotare tra le stelle

Parlando meglio dei suoi giochi, Darius è una serie di sparatutto orizzontali vecchio stile che si contraddistinguono dalla concorrenza non solo per i peculiari cabinati da sala giochi del primo e secondo capitolo, ma anche in termine di gameplay. Infatti, simile al titolo racing OutRun di SEGA, Darius introduce la possibilità terminato un livello di decidere tra uno di due percorsi selezionabili, richiedendo ad ogni partita di superare solo sette dei ventotto livelli disponibili, incentivando così il giocatore a rigiocare il titolo per provare più approcci possibili (questo se riesce a finire il gioco almeno una volta).
Non così innovativo, ma comunque interessante, è il sistema di potenziamenti della Silverhawk, la navicella protagonista della serie. Tra i vari nemici se ne contraddisgueranno alcuni di colore blu, verde o rosso che sconfitti rilasceranno una sfera (diventata uno scudo nei seguiti) del colore corrispondente. Raccolta una di esse otteremo un potenziamento alla barra dell’armatura (blu), delle bombe (verde) o dei missili (rosso). Riempita la barra completamente otteremmo una nuova arma che si manterrà pure dopo una sconfitta (già perché persa una vita verrete puniti perdendo tutti i power-up ottenuti fino a quel momento, belli gli sparatutto arcade eh?).

Altro punto forte della serie sono sicuramente i nemici, se alcuni saranno le solite navicelle spaziali avversarie, altri hanno le sembianze di gamberi, tonni e in generale creature marine. Vedere apparire enormi boss dalla forma di squali martello, istrici, polpi e tanti altri armati fino ai denti dona un sacco di charm alla serie, contraddistinguendola dalla competizione dell’epoca e attuale.


Con un complicato sistema di specchi e leve

Ciò che faceva spiccare Darius rispetto alla concorrenza era il cabinato che lo accompagnava. Per far funzionare gli iconici tre schermi, gli ingegneri di Taito fecero uso di un sistema di specchi che rifletteva la loro l’immagine al giocatore. Quindi sì, in realtà quello che si vedeva non erano gli schermi veri, bensì la loro immagine riflessa. Questo perché i tubi catodici di una volta se avvicinati tra di loro causavano un’interferenza che alterava i colori generati dai singoli schermi, quindi era necessario tenerli separati. In aggiunta è pure presente il così chiamato “Body Sonic”, un sistema che faceva vibrare il sedile quando apparivano dell’esplosioni durante la partita, e un jack audio, per poter sentire la bellissima colonna come dei veri elitisti.

Tre schermi sono meglio di uno!

Se da un lato queste innovazioni funzionano ancora oggi, dall’altro l’uso di tre schermi per Darius e due schermi per Darius II porta qualche problemino nella loro rappresentazione. Avviando i giochi vengono presentati nella risoluzione originale, chiamata Pixel Perfect, che può risultare troppo piccola per i più (me compreso). In alternativa è disponibile la possibilità di risistemare le dimensioni riadattando l’immagine rispetto l’asse orizzontale della tv o Switch, ottendo però il tipico effetto “sfarfallio” dei pixel a causa del loro non corretto allineamento. È pure presente l’opzione di forzare l’immagine a schermo intero, ma non consiglio a nessuno la scelta.

Purtroppo queste “limitazioni” sono una conseguenza della natura peculiare dei titoli e M2 non poteva risolverlo senza cambiare radicalmente i giochi. Per fortuna Darius Gaiden e il resto dei giochi usciti su console non hanno di questi “problemi”, visto facevano uso all’epoca di ben più tradizionaie schermi a 4:3.

A pesca di Gadget

Come previsto sono presenti le opzioni per migliorare l’immagine per mezzo di un filtro Scanlines e uno di Smoothing e di poter configurare i controller. Per i titoli arcade è possibile gestire i Dip-Switch, opzioni che i proprietari dei cabinati modificavano per rendere l’esperienza più ostica. È pure possibile configurare i Joycon e i Pro Controller per emulare il sistema di vibrazione “Body Sonic” dei cabinati originali. Piccola pecca sta nell’impossibilità di poter levare la cornice che riempe gli spazi vuoti dello schermo. Seppur l’opzione è presente, attivandola si sostituirà l’artwork che faceva da sfondo con una ben più fastidiosa immagine grigia.

Ciascun capitolo della Collection Arcade ha ottenuto delle aggiunte sottoforma della Training Mode e dei GADGET. La prima è una modalità dedicata ai novizi, offrendo la possibilità di poter selezionare da quale zona iniziare e con quali potenziamenti. Non nego che ho fatto ampio uso di questa modalità, visto il mio impedimento col genere. Comunque (perché sono così scarso) avrei preferito la possibilità di poter mantenere i power-up anche dopo aver perso la prima volta. I GADGET sono dei layout aggiuntivi che specificheranno informazioni come il livello in cui ci troviamo o la resistenza della nostra armatura. Queste aggiunte migliorano sopratutto Darius e Darius II, riempiendo gli spazi vuoti con indicazioni utili che non risultano invasivi mentre si gioca.

Come già menzionato in precedenza, i titoli per console non hanno ricevuto lo stesso trattamento. Dei nove capitoli presenti, nessuno possiede i GADGET e solo tre hanno modalità extra. Si tratta di Darius II (per MegaDrive), Darius Force e Darius Alpha che offrono dei semplici attacchi al punteggio o al tempo.
La mancanza di contenuti rispetto alla controparte arcade fa sembrare la Darius Cozmic Collection Console più un progetto secondario, pubblicato esclusivamente per i fan.

Ritorno a Casa

In conclusione la Darius Cozmic Collection Arcade e la Darius Cozmic Collection Console sono due raccolte che catalogano una delle serie shoot’em up più interessanti di sempre con delle riproposizione emulate fedelmente e (dove presenti) aggiunte interessanti.

Visto l’alto costo di 59.99€ e la scarsità di contenuti, mi sento di consigliare la Collection Console esclusivamente come un capriccio per i fan più sfegatati. Vi indirizzo piuttosto nell’ottima Collection Arcade, seppur presenta comunque un costo abbastanza alto di 39.99€, sopratutto se comparato ai prezzi ben più economici di raccolte simili disponibili nell’eShop.

Finale Darius II

Tonno/10

Due collection che ripropongono una delle serie shoot’em up più interessanti di sempre, purtroppo la mancanza di contenuti extra e i prezzi proibitivi rendono le raccolte non per tutti.