CrossCode – Recensione

6 min.
09.07.2020
Recensione


Finalmente, dopo tanti anni CrossCode è arrivato su console, due anni dopo il lancio su PC e cinque dall’inizio della campagna Kickstarter. E un anno da quando ho scoperto la sua esistenza, durante un Indie Highlights, una delle tante presentazioni tenute da Nintendo per pubblicizzare gli indie in arrivo su Switch. Insomma, ero molto eccitato per questo titolo, mi piaceva l’idea della fisica, mi piaceva il gameplay veloce con tanti numeri a schermo e non vedevo l’ora che arrivasse su console. Ma avrà incontrato, o anche superato, le mie aspettative?

Questo lo saprete solo alla fine, prima vi parlo della mia esperienza. CrossCode è un gioco di ruolo ambientato all’interno di un MMORPG (Massive Multiplayer Online RPG nel caso in cui non lo sappiate), il quale però si svolge su un pianeta real, in un punto non meglio identificato della galassia. La protagonista è Lea, una giocatrice di CrossWorlds, questo MMORPG molto in voga, la quale però ha perso la memoria e la capacità di parlare in un momento imprecisato prima di iniziare a giocare… Già, è muta, ma per davvero in questo caso.

Sergey Asimov, un membro del team di manutenzione del gioco, spiega a Lea che per recuperare i propri ricordi deve continuare a giocare. Questa è la ragione per l’inizio della nostra avventura, ma man mano che proseguiremo, scopriremo una serie di segreti che avvolgono questo misterioso mondo e si rivelerà la vera trama del titolo.

Trattandosi di un meta-gioco, è ovviamente pieno di battute sugli RPG e gli MMO, lo stesso fatto della protagonista muta, caratteristica comune a molti protagonisti degli RPG, viene trattato come una battuta, anche sul sito ufficiale del titolo.

Il gioco mi ricorda moltissimo i titoli della serie The Legend of Zelda, in particolare quelli 2D, principalmente per l’approccio che ha nel creare il mondo di gioco, ricchissimo di puzzle molto simpatici, sia nell’overworld, sia nei dungeon.

Ricorda molto The Legend of Zelda

La meccanica principale di CrossCode, sulla quale si basano molti dei puzzle, è lo speciale proiettile che la nostra protagonista è in grado di sparare. Essa infatti appartiene alla classe Speromancer, che viene presentata come molto bilanciata in tutte le statistiche e con la speciale abilità di poter lanciare una sfera, che poi può rimbalzare sulle pareti. Questa idea, semplicissima di suo, offre possibilità infinite per la creazione di puzzle, che infatti risultano molto vari tra loro, anche quando condividono la stessa meccanica di base. 

Un esempio è il dungeon del fuoco, dove in due stanze bisogna spegnere delle fiamme per proseguire, ma le soluzioni sono molto differenti tra loro nell’esecuzione.

Purtroppo per me non tutti i puzzle richiedono solo intelligenza per essere risolti, ma alcuni hanno bisogno anche di un certo tempismo, cosa in cui io sono assolutamente negato. Voglio però tirare fuori la scusa dei controlli, in particolare il fatto che per mirare con il proiettile si utilizzi l’analogico destro. Il sistema non è per niente preciso e, unito al tempismo ristretto e alla mia pessima coordinazione occhio-mano, mi ha causato alcuni problemi in certi puzzle. Fortunatamente il gioco permette di cambiare la finestra in cui un puzzle si resetta, quindi anche uno impedito come me può risolverli senza perderci ore. Il gioco è pensato per essere difficile, come recita la finestra che appare all’avvio di una nuova partita, ma se vi sentite in difficoltà o non riuscite a proseguire, potete giocare un po’ con le impostazioni per semplificarvi la vita.

Anche nelle battaglie boss

Ma anche per quanto riguarda i dungeon, CrossCode mi ricorda molto gli Zelda 2D, proprio per come sono organizzati. Questi infatti alternano stanze con puzzle a stanze dove invece dobbiamo combattere orde di nemici, il tutto per ottenere le chiavi, che ci servono per proseguire e ottenere lo strumento del dungeon e la chiave del boss. In questo caso, gli strumenti del dungeon sono le diverse “modalità elementali”, che cambiano le proprietà degli attacchi di Lea. Il fuoco per esempio permette di sparare palle infuocate, le quale sciolgono il ghiaccio e vaporizzano l’acqua, mentre il potere del ghiaccio permette di congelarla e spegnere le fiamme. 

Ovviamente questa cosa non influenza solo il combattimento, ma anche i puzzle stessi cambiano una volta che si è ottenuto un nuovo potere, proprio come in Zelda quando si trova lo strumento del dungeon. In generale si nota un aumento nella complessità, sia per quanto riguarda il trovare una soluzione, sia nell’esecuzione stessa, perché il tempo limite è ridotto.

La cosa che mi ha fatto notare di più la somiglianza con la serie Nintendo, però, sono i boss, poiché anche qui si alternano principalmente due momenti: un primo in cui lo indeboliamo, sfruttando le meccaniche imparate nel dungeon, e un secondo in cui lo meniamo di botte finché non si rialza. Man mano che la vita del boss cala, questo diventerà più potete e difficile da affrontare, ottenendo nuove mosse o versioni migliorate di quelle già esistenti.

Ma è comunque un RPG

CrossCode però ha anche una forte componente RPG, che lo distingue molto dalla serie Nintendo e fornisce una maggiore personalizzazione del combattimento. In questo gioco infatti, man mano che il nostro personaggio avanza di livello, non solo ottiene un miglioramento alle statistiche, ma anche dei punti chiamati Circuit Point (o CP). Questi CP possiamo spenderli nei diversi alberi di abilità del gioco (chiamati Circuits), che sbloccano vari potenziamenti e tecniche.

Alcune di queste mosse speciali poi hanno poi due versioni, estremamente diverse tra loro, ed è possibile spostarsi da una all’altra in qualunque momento tramite l’apposito menù, scegliendo la tecnica più adatta alla situazione. Queste sono ovviamente molto potenti, ma per eseguirle è necessario avere il giusto quantitativo di punti, che si accumulano attaccando i nemici.

Con un twist!

In generale poi il gioco è molto più incentrato sulla dinamicità rispetto agli Zelda, i combattimenti in particolare sono molto più veloci e serrati, ma non si limitano a premere il pulsante d’attacco. A parte il dover trovare il momento giusto in cui utilizzare le mosse speciali, anche il posizionamento è importante, poiché alcuni nemici sono più deboli se attaccati da certi punti.

Una meccanica molto particolare di CrossCode poi è il suo sistema di combo. Man mano che si sconfiggono nemici, il nostro livello di combo salirà (pensate un po’ a come succede in Devil May Cry) e più questo sarà alto, migliori saranno gli oggetti che otterremo battendo i nemici. In certi casi è fondamentale saper mantenere alto il livello di combo, perché certi oggetti rari, necessari per le missioni secondarie, possono essere trovati solo in questo modo. Purtroppo non è sempre facile mantenere la combo, in particolare quando i nemici scarseggiano o sono invulnerabili per lunghi periodi di tempo. Già, ci sono nemici che per esempio restano sotto terra per un po’ prima di poter essere colpiti, cosa molto poco simpatica quando volete arrivare al livello S.

Non sono riuscito a capire che gioco sia, ma sembra carino

Trattandosi di un gioco di ruolo, ispirato a un MMORPG poi, non poteva non essere pieno si missioni secondarie. L’ispirazione a questo genere, purtroppo, non è una cosa buona in questo caso, come succede ad esempio in Xenoblade Chronicles. Molte missioni secondarie  in CrossCode, infatti, consistono nello sconfiggere nemici o raccogliere materiali in giro per le aree. Ci sono ovviamente alcune missioni con un po’ più di storia e che quindi risultano un po’ più interessanti, ma molte purtroppo risultano piuttosto generiche. La cosa positiva è che completando queste missioni non solo si sale più facilmente di livello, ma si ottengono anche equipaggiamenti migliori. E poi vi permettono di esplorare meglio il fantastico mondo in cui il gioco è ambientato. 

Se siete particolarmente interessati al titolo, su questo sito potete acquistare la copia fisica del gioco o una delle due edizioni limitate numerate.

Purtroppo c’è qualche problema

Il mondo di CrossCode infatti è davvero stupendo, pieno di colori e ambientazioni estremamente variegate tra loro e la colonna sonora che le accompagna è semplicemente perfetta. Peccato che ogni tanto si fermi completamente a caso, per poi far iniziare il brano di nuovo dall’inizio.

Questo è uno dei problemi che affliggono il gioco in tutte le sue versioni, da quanto mi è capitato di leggere in giro. Ci sono infatti alcuni momenti in cui il frame rate cala, in particolare nelle città e durante i combattimenti con molti effetti visivi. La cosa peggiore, però, sono i menù. Ogni volta che si vuole aprire un menù, bisogna aspettare un pochino di tempo che questo si carichi, cosa altamente fastidiosa quando uno vuole maggiori informazioni sulle missioni secondarie che deve svolgere. Tra l’altro aprendo un menù una volta, mi si è chiuso direttamente il gioco a causa di un crash. Per fortuna che il gioco esegue salvataggi automatici molto frequentemente, quindi non ho perso nessun progresso, ma è comunque una cosa fastidiosa.

Spheromancer/10

CrossCode è un fantastico RPG che consiglio caldamente a chiunque sia in cerca di una sfida e non abbia i Joy-Con affetti da drift (anche se potrebbe essere un’interessante difficoltà aggiuntiva). I problemi che lo affliggono sono più dei piccoli fastidi che qualcosa che rovina completamente l’esperienza di gioco, quindi non preoccupatevene troppo.