2 Dicembre 2019 • A ruota libera

Come il creatore di Fire Emblem ha influenzato la serie negli anni a seguire

In breve, Kaga did it first

Chi di voi ha letto l’articolo di Halloween del buon Flippoh o fa parte della fanbase di Fire Emblem avrà sentito parlare di Shouzou Kaga, il creatore dello strategico a turni di Nintendo e Intelligent System. Con il recente successo di Three Houses e della serie in generale, ho pensato di parlarvi di quanto quest’uomo sia stato (e forse sia tuttora) importante per la saga, al punto di far nascere il meme di “Kaga did it first“.

Wicked ha realizzato quest’immagine per far capire a chi non conosce bene la serie quando sono usciti i vari capitoli

Come tutto è (ri)partito

Come alcuni sapranno, dopo il lancio  di Thracia 776 il nostro autore preferito ha lasciato Intelligent System per fondare Tirnanog e creare dei Fire Emblem come lui desiderava, senza le limitazioni del Nintendo 64. All’alba del nuovo millennio dunque, IS si è ritrovata senza il direttore e creatore della sua serie e a dover creare un nuovo gioco, come avrà risolto la questione? Copiando Fire Emblem Mystery of the Emblem, il titolo più di successo della serie fino a quel momento. Binding Blade infatti ha una struttura della trama molto simile al terzo capitolo, una delle cose più evidenti ad esempio è che entrambi hanno un finale normale e uno “vero”, sbloccabile raccogliendo certi oggetti durante i vari capitoli.

A mio parere il gameplay nasce da un mescolamento di elementi tratti dai giochi precedenti. Mystery of the Emblem costituisce la base, a cui poi sono state aggiunte alcune meccaniche o rifiniture che troviamo in altri titoli del periodo. In particolare Fire Emblem Genealogy of the Holy War ci ha portato due novità che da qui in poi faranno parte della serie: il sistema di classi che conosciamo oggi e il triangolo delle armi, tanto famoso quanto inutile. Una cosa che invece è nata nel periodo post-Kaga sono i supporti, almeno per come li conosciamo ora, visto che già nei titoli precedenti troviamo delle conversazioni che approfondiscono, anche se non molto, i personaggi secondari.

Kaga e i predatori degli appunti perduti

Trovandosi comunque in una situazione del genere è comprensibile che abbiano preso ispirazione ai successi del passato, in particolare ai titoli più venduti. Ma se pensate che sia finita qui vi sbagliate di grosso, anzi il meglio deve ancora venire. Dovete sapere che Kaga ha prodotto ben due nuovi giochi dopo aver fondato Tirnanog: TearRing Saga e Berwick Saga.

Il primo di questi è uscito per PlayStation nel solo Giappone del 2001, ben due anni prima che arrivasse per GBA il prequel di Binding Blade, ovvero Blazing Blade (da noi noto semplicemente come Fire Emblem). I più acuti di voi avranno già capito dove voglio andare a parare vero? Sì, ci sono somiglianze tra questi due titoli, in particolare per quanto riguarda alcuni elementi di trama e dei personaggi. Un immediato esempio sono i due protagonisti, Runan e Holmes, due amici d’infanzia, entrambi nobili, uno più pacato e dall’animo gentile, l’altro più impulsivo e meno ligio ai doveri, ma con un lato dolce.

Fire Emblem
Ringraziamo il nostro Wicked97 per questa immagine che ben riassume il paragrafo qui sopra

Un’altro personaggio chiave è Gwenchaos, un prete che una volta era sposato con una donna in grado di diventare un drago (sì, praticamente un Manakete), che però viene uccisa dagli umani dopo la sua trasformazione irreversibile. Questo lo ha portato a perdere la fiducia nella sua stessa specie, così decise di diventare il capo degli Zoan e resuscitare la divinità oscura Gerxel. Aggiungiamoci che manipola un uomo piuttosto potente tramite una donna sua serva e il parallelo con Nergal (il cattivo di Fire Emblem 7) è completo.

La moglie di Gwenchaos non era però l’unica in grado di diventare un drago, infatti nel mondo di Tear Ring Saga esistono ben quattro sciamani con questo potere e il loro sacrificio è necessario per risvegliare Gerxel. In maniera analoga Nergal sfrutta la quintessenza (una forma di energia vitale) di Ninian (che essendo un Manakete ne possiede molta di più degli umani) per aprire un portale e portare i draghi di nuovo ad Elibe. Gli scopi dietro questo suo attacco sono sconosciuti, ma dal testo del gioco si può immaginare la morte di sua moglie fosse una delle cause iniziali e che la pazzia abbia fatto il resto.

Il fatto che Fire Emblem 7 sia uscito due anni dopo ha portato alcuni a pensare che Intelligent Systems abbia direttamente copiato alcune idee dal gioco, ma le differenze, comunque numerose, tra i due e il prossimo paragrafo potrebbero suggerire un’altra origine.

La Saga continua

È possibile infatti che sia Kaga sia IS abbiano utilizzato alcune note, scritte forse da Kaga stesso mentre ancora lavorava lì (sappiamo infatti che l’autore ha provato a trafugare alcuni documenti dalla società appena prima di abbandonarla). Questo è ancora più evidente se guardiamo i prossimi giochi delle due saghe (non parlo di Sacred Stones, quello è meglio scordarselo).

Il secondo titolo creato da Kaga, Berwick Saga, è uscito appena un mese dopo Fire Emblem Path of Radiance e con questo condivide molti aspetti per quanto riguarda l’ambientazione. Alcuni esempi sono: la nemesi di un personaggio principale, un cavaliere in armatura nera che è stato allenato dal padre del suddetto personaggio e che può essere ferito solo dalla spada di questo, due divinità in conflitto tra loro, anche se un tempo erano un essere unico e la distruzione del mondo causata da un’enorme inondazione. Queste sono solo alcune delle somiglianze, diciamo le più impressionanti pure. se ne volete sapere di più vi rimando alla wiki del gioco (che purtroppo è in inglese, ma non dovrebbe essere un grosso problema nel 2019, no?).

Qui potete vedere la schermata delle abilità di Path of Radiance, ognuna ha assegnato un valore e ogni personaggio ha un limite massimo di questi punti

A livello di gameplay i cinque di voi che ci hanno giocato si ricorderanno che sia Path of Radiance sia Radiant Dawn presenta un sistema di abilità, per la prima volta nella nuova era della serie. Ormai avete capito l’andazzo di questo articolo, no? Anche questo elemento viene dal passato, in particolare da Fire Emblem Genealogy of the Holy War, anche se in questo caso più che di una copia si tratta, a mio parere, di un’ispirazione.

Qui potete vedere il funzionamento delle pergamene in Radiant Dawn

Alcune abilità ritornano, come Vantaggio e Ira, ma in generale il funzionamento e la gestione sono completamente diverse, per esempio ci sono delle pergamene tramite le quali è possibile imparare suddette abilità, aumenta notevolmente la personalizzazione. Nel quarto capitolo invece le abilità sono sono possedute dal personaggio o legate al cambio di classe in una superiore, quindi mancano tutti gli elementi di personalizzazione e di gestione delle risorse che abbiamo nei capitoli successivi, almeno per quanto riguarda la prima generazione.

Eh sì, Kaga ha inventato i bambini

“Aspetta un attimo, prima generazione? Quindi ce ne sta una seconda?” Si piccoli ragazzini incolti che hanno giocato solo ai giochi recenti della serie, Awakening non ha inventato la meccanica dei figli. Infatti Genealogy of the Holy War è stato il primo gioco nella serie a farlo: si inizia con Sigurd e i suoi soldati che combattono per salvare Grannvale dalle guerre che si presentano man mano, anche se purtroppo non finisce del tutto bene per loro. Ad ogni modo, dopo una serie di tragedie e un salto temporale di 16 anni la storia si sposta sui loro figli e la loro missione per liberare il continente dal male. Seguendo le leggi della genetica, ovviamente questi ragazzini (e ragazzine) ereditano qualcosa dai genitori, in particolare le loro statistiche di base e le loro crescite cambieranno, secondo regole e formule che non sto a spiegarvi ma che potete trovare qui. In aggiunta a questi simpatici numerelli, i figli ottengono anche le abilità personali dei genitori, il loro equipaggiamento e, qualora possibile, il loro sangue sacro.

Awakening e Fates riprendono appunto questa idea di genitori e figli, facendoli però vivere in contemporanea e quindi vedere meglio le interazioni coi genitori, che purtroppo mancano, almeno in forma diretta nel predecessore. Awakening ha deciso di farli viaggiare nel tempo in modo che tornassero dal loro futuro distopico per aiutare i genitori e salvarli dalla minaccia di Grima (e fidatevi che come l’ho descritta è meglio di cosa succede nel gioco). Fates invece ha utilizzato un’idea che tuttora penso sia la cosa più stupida che io abbia mai letto in un videogioco: ossia quella di mettere dei neonati da soli in questi mondi paralleli e dopo un po’ di tempo puff, eccovi un adolescente. So che siete ancora sotto shock da questo nonsense, ma torniamo al senso di questo articolo. A livello di gameplay bene o male non ci sono cambiamenti, tranne per quanto riguarda il sangue sacro, che non essendo presente non può essere ovviamente trasferito.

Il sangue sacro e i Segni

Cos’è il sangue sacro dite? È presto detto. Genealogy of the Holy War si chiama così proprio perché racconta la storia degli eredi dei primi crociati, i quali hanno forgiato un patto di sangue con dei draghi venuti da Akaneia, ottenendo enormi poteri, utili per sconfiggere l’impero di Loptous. Questo sangue viene appunto definito sacro e può passare di generazione in generazione, anche se non ci sono regole precise secondo le quali si manifesti o meno in un individuo.

In questa schermata potete vedere il sangue di quale crociato scorre nelle vene del personaggio, in questo caso Seliph possiede quello di Baldur (maggiore) e quello di Naga (minore)

Ad alcuni di voi, soprattutto a chi ha giocato la storia di Claude, questo ricorderà i Segni di Three Houses, dei misteriosi marchi che gli eredi dei dieci campioni del Fódlan e dei quattro santi possono portare. Se, almeno a livello di funzionamento nella storia e nella lore del gioco, queste due cose si somigliano, le differenze diventano più evidenti a livello di gameplay. Infatti il sangue sacro aumenta notevolmente le crescite di un personaggio, oltre a permettergli di utilizzare l’arma del crociato corrispondente. Al contrario, le Reliquie del Fódlan possono essere impugnate da chiunque, ma chi possiede il Segno corrispondente è in grado di eseguire una mossa speciale e spesso estremamente potente.

La fine di un era?

Personalmente penso che Three Houses sia il punto di rottura di questo ciclo, infatti non solo è profondamente diverso dai giochi precedenti, ma anche l’influenza di Kaga è molto meno presente, nonostante forse sia il gioco più nel suo stile tra quelli “nuovi”. Gli sviluppatori stessi hanno ammesso di essersi ispirati a Genealogy of the Holy War per quanto riguarda l’accademia ufficiali del Garreg Mach e anche le tragedie che succedono dopo i 5 anni ricordano le sue storie, molto più crude rispetto ai Fire Emblem non suoi. Allo stesso tempo però le sue meccaniche e i suoi personaggi sono così diversi e nuovi che mi hanno fatto smettere di dire “Kaga did it first”.

Voglio ancora il remake di Fire Emblem Genealogy of the Holy War però.


Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andrea "Andre4102" Diecidue

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.