Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ (Nintendo Switch) – RECENSIONE

7 min.
25.02.2020
Recensione


Nello scrivere una visual novel, gli approcci narrativi possibili sono molteplici. Si può scegliere di creare un unico “scenario” lineare, in maniera non troppo dissimile da un libro tradizionale, e quindi privo di scelte (in questo caso si parla più propriamente di “kinetic novel”) oppure si può pensare a un progetto più ambizioso e che sfrutti appieno le possibilità del medium, ossia creare una storia con uno o più “branch”, dei bivi nella narrazione, solitamente derivanti da una o più scelte compiute nel corso delle ore di gioco/lettura precedenti.
Le varie diramazioni, le cosiddette “route”, sono spesso per comodità legate a un personaggio, in particolare nel caso di visual novel con una componente romantica. Alla route di personaggio X corrisponderà una storia diversa da quella del personaggio Y, nonché probabilmente un interesse amoroso differente per il protagonista.
Naturalmente, questo è quello che succede anche in Code: Realize ~Guardian of Rebirth~, famoso otoge di Otomate, oggetto di questa recensione.

Per i meno avvezzi, la parola “otoge” sta per “otome game”, ossia giochi destinati principalmente a un pubblico femminile il cui scopo, primario o secondario, è intraprendere una relazione romantica con uno dei “candidati” di turno. Insomma, si tratta fondamentalmente di un ribaltamento dei ruoli che vediamo più spesso nelle visual novel più famose, in cui un protagonista maschile deve scegliere tra varie eroine.
Soprattutto con l’avanzare degli anni, proprio come il corrispettivo maschile, la trama degli otoge ha iniziato a diventare importante almeno quanto l’ambito romantico, ed è per questo che ora le “barriere” di genere e sessualità sono più che mai secondarie.
Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ ne è un ottimo esempio: la storia non fa semplicemente da cornice alla relazione romantica di turno, ma è avvincente e interessante. In più occasioni ho pensato che la componente più prettamente otome fosse quella secondaria, e non il contrario. Per questo, anche se non siete una giovane fanciulla alla ricerca di romantiche avventure con dei bei maschioni sono sicuro che Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ potrebbe avere qualcosa da offrirvi.

L’amore al tempo del vapore

Code: Realize si svolge in un universo leggermente differente dal nostro, in cui alcuni eventi storici si sono svolti diversamente e il vapore è al centro della vita degli esseri umani. Insomma, si tratta di un setting steampunk piuttosto tradizionale, con qualche sorpresa qua e là che non vi rivelo.
La nostra protagonista, Cardia (ma potrete anche cambiare il suo nome, se preferite), è una ragazza molto particolare: non ha ricordi più vecchi di due anni del suo passato e ha quasi sempre vissuto in solitudine in una villa, aspettando soltanto il ritorno di suo padre. La sua particolarità più grande è, però, legata al suo stesso corpo: non solo ha una serie di gemme luminose incastonate sul petto, ma ogni parte di lei è fortemente velenosa. Qualunque cosa tocchi, infatti, viene immediatamente corrosa e distrutta. A essere immuni a questo veleno sono soltanto lei stessa e i suoi abiti, realizzati appositamente per questo scopo.

Nonostante spesso succeda lo stesso, Cardia si impegna sempre per non essere una “damsel in distress”.

La sua vita, vuota e priva di stimoli, in una costante attesa del ritorno del padre, viene improvvisamente scombussolata dall’arrivo della Royal Army, giunta apposta per prenderla in custodia. Quando ormai Cardia si è rassegnata a seguirli, però, ecco comparire Arsène Lupin, famoso ladro gentiluomo, che la salva agilmente e decide di aiutarla, nel tentativo di scoprire e sventare la cospirazione che imperversa per le strade di Londra.
Successivamente, la giovane farà la conoscenza di vari altri personaggi, tra cui in particolare Impey Barbicane, Victor Frankenstein, Saint-Germain e Abraham Van Helsing, i quali, insieme al già citato Lupin, costituiscono le cinque possibili opzioni romantiche tra cui potremo scegliere (con altrettante route).
Come avrete intuito dai loro nomi, essi sono basati almeno parzialmente sulle omonime figure letterarie, nonostante ovviamente le loro storie siano state rielaborate per adattarsi al setting particolare dell’opera.

Ognuno dei personaggi del gioco è ben scritto ed esula dal cliché in cui potrebbe essere inizialmente inquadrato. Ad esempio, nonostante Impey a prima vista possa apparire un latin lover (di poco successo) piuttosto sempliciotto, conoscendolo meglio, soprattutto nella sua route, scopriremo che è una persona più seria e competente di quanto lasciasse intendere inizialmente. È facile, dunque, capire come sia possibile che la nostra protagonista finisca per lasciarsi conquistare da ognuno di loro, che risplendono per le loro qualità, certo, ma anche e soprattutto per i loro difetti.

Nonostante non sembri, anche Impey ha un lato serio e una backstory interessante.

Proprio in questo sta infatti uno dei maggiori pregi di Code: Realize ~Guardian of Rebirth~: ognuno dei suoi personaggi principali non è un semplice ideale, ma è dotato di difetti, preoccupazioni e paure, e sono proprio queste loro imperfezioni a renderli umani. Personalmente mi sono particolarmente affezionato a Victor, un uomo inizialmente insicuro e poco coraggioso che, col proseguire della storia, riesce a superare le sue paure e impegnarsi per fare la cosa giusta, affrontando i propri fantasmi e nemici più grandi di lui.

Questo discorso non riguarda solo i “pretendenti”, però, ma anche la protagonista stessa. A differenza di tante altre protagoniste del genere, infatti, Cardia non è una semplice “damsel in distress”, ma anzi ha delle sue motivazioni per agire in prima persona. Nonostante la storia inizi proprio con lei che viene salvata (cosa che, non lo nego, succederà molto spesso nel corso della trama), Cardia non è mai passiva, ma cerca sempre di migliorare.
Gli autori fanno sempre molta attenzione a darle dei momenti in cui possa brillare, ed è per questo che un intero capitolo è dedicato al suo allenamento, così da poterla vedere in azione in quelli successivi. Se vi piacciono le ragazze che picchiano, avete trovato il gioco per voi.

Il potere dell’amore

Come abbiamo detto, Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ presenta 5 route, come 5 sono d’altronde gli spasimanti della protagonista.
Prima di entrare in una di esse, però, ci sono una serie di capitoli, definiti “common route” in gergo, che restano sempre per lo più uguali a ogni giocata e che servono, appunto, a determinare in quale route si finirà alla fine di essa.
Per questo motivo, in questa prima parte di storia il focus è distribuito più o meno equamente tra i 5 personaggi principali, nonostante alcuni, come Lupin e soprattutto Saint-Germain, siano un po’ più trascurati e misteriosi di altri. Purtroppo, questa divisione del focus non è svolta in maniera molto fluida, ma la struttura di ogni capitolo è più o meno episodica: la trama principale procede molto lentamente, di media, mentre ci si concentra di più su questioni che si concludono all’interno dello stesso capitolo (salvo eventualmente essere riprese nella route dedicata al personaggio “protagonista”). Questo può inizialmente far pensare che determinati eventi siano stati fondamentalmente inutili, ma in un modo o nell’altro tutto verrà ripreso in almeno una delle possibili prosecuzioni della storia.

Sono debole e mi emoziono per queste cose, scusate.

Per quanto riguarda le route vere e proprie, quella di Lupin verrà sbloccata solo dopo aver completato le altre 4, dunque i suoi fan saranno costretti a giocare molto più degli altri per poterne scoprire i segreti (e, sì, sentirlo confessare il suo amore alla protagonista, ovviamente). In ogni caso, è consigliabile che tutti giochino ogni route un po’ a prescindere, in quanto solo così sarà possibile avere un quadro completo delle vicende del mondo di Code: Realize.
Come ho già anticipato, infatti, il titolo non brilla solo per la sua componente romantica, ma anzi pone un forte focus sull’intreccio narrativo e sulle cospirazioni che toccano, in un modo o nell’altro, tutti i personaggi e, soprattutto, Cardia stessa. Che fine ha fatto suo padre, e per quale motivo è stata creata? E perché l’agenzia di spionaggio “Twilight” desidera così tanto impossessarsi di lei? Che cosa sta succedendo davvero a Londra? Nessuna route, da sola, vi darà tutte le risposte, quindi fatevi forza e abbracciate la poligamia, per la scienza!

Fortunatamente, come ci si aspetta da una visual novel del 2020 (per quanto si tratti comunque di un porting di un titolo uscito in origine su PlayStation Vita nel 2014), è presente tutta una serie di funzioni che rende le sessioni di gioco più rapide e comode. Prima di tutto, una volta terminata la propria prima route sarà possibile selezionare dal menu principale un’opzione che permetterà di partire direttamente dall’ultimo capitolo della common route (o da uno qualsiasi degli altri) e selezionare di quale personaggio vogliamo vedere la storia. Per questo, se ad esempio nella nostra prima partita finiremo nella route di Impey, una volta completata sarà possibile partire subito con quella di Van Helsing.
Qualora vogliate essere dei veri e propri completisti e rigiocare dall’inizio ogni volta, per essere sicuri di provare tutte le scelte, niente paura: sarà anche possibile impostare una funzione di skip automatico di tutto il testo già letto, che si interromperà autonomamente ogni volta che si arriverà a parti inedite o a una scelta.

Steampunk difettoso

Purtroppo, il gioco non è immune da problemi, soprattutto da un lato più prettamente “pratico” e tecnico.
Prima di tutto, le voci del glossario sono davvero molto scomode da consultare, in quanto le dimensioni del testo sono molto grandi, ma lo spazio per visualizzarlo molto ristretto, nonostante di spazio a schermo ce ne fosse ancora molto. Ho sempre avuto la sensazione che sarebbe stato tutto molto più piacevole se tale riquadro fosse stato un po’ più largo.

E dire che di accortezze carine ce ne sono, come l’evidenziare di verde le scelte già provate.

Anche per quanto riguarda l’audio ci sono alcuni problemi, seppur leggeri: inizialmente ho avuto bisogno di modificare completamente le impostazioni del volume, con musica ed effetti sonori davvero troppo alti e che, tra l’altro, coprivano pure le voci dell’eccellente doppiaggio. Inoltre, nonostante la colonna sonora sia nel complesso piacevole, è un peccato come i vari brani siano privi di un qualche tipo di transizione quando termina la scena in cui devono essere riprodotti. Essi infatti si interrompono brutalmente, rovinando un po’ l’effetto di immersione.

Non posso evitare di segnalare, infine, i numerosi typo che affliggono l’opera, soprattutto nei capitoli finali dopo la divisione delle route. Pare inoltre che tali errori siano presenti fin dalla primissima localizzazione, tra l’altro limitata alla sola lingua inglese. Penso che un porting sarebbe stata un’ottima occasione per pensare, se non a un ampliamento delle lingue di localizzazione, almeno a una correzione di tutti gli errori presenti in quella inglese! Fortunatamente non si tratta nel complesso di nulla di grave o che renda incomprensibile il significato del testo, ma è comunque un peccato, specie in un titolo del genere che ha un focus testuale molto maggiore del videogioco medio, visto il suo genere.

La rinascita degli otoge (su Switch)

Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ è il primo di una serie di esponenti del genere otoge prodotti da Otomate in arrivo su Switch. Nonostante diverse imperfezioni, soprattutto di natura “pratica” e non legate alla narrazione in sé, il titolo si dimostra comunque valido e un ottimo inizio, sia per il genere su Switch che per tutti coloro che sono curiosi di provare questo tipo di opere. Considerando che presto arriverà anche il fandisc/seguito, Code: Realize ~Future Blessings~, non potrebbe esserci momento migliore di conoscere Cardia e i suoi pretendenti!

STEAM&LOVE/10

  • La trama non viene messa in secondo piano dalle interazioni romantiche.
  • Personaggi ben scritti e umani.
  • Cardia è un’ottima protagonista che non si limita a subire e farsi salvare.
  • Ottime funzioni Quality of Life per agevolare il giocatore.
  • Common route un po’ troppo episodica.
  • Alcuni problemi “tecnici”, seppur minori, in particolare nella localizzazione.
Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ è un ottimo modo di avvicinarsi al genere degli otoge, in quanto riesce a coniugare bene il romanticismo e la trama generale, così da piacere anche a chi una fanciulla non lo è.