Code: Realize ~Future Blessings~ – RECENSIONE

7 min.
15.05.2020
Recensione


Code: Realize ~Future Blessings~ è il secondo capitolo della “trilogia” otoge di Otomate, “Code: Realize”, appunto. Dopo un primo capitolo complessivamente soddisfacente, se non avessi già saputo che ce ne sarebbero stati altri due probabilmente non sarei stato in grado di immaginarmelo. Il grosso delle domande e degli spunti di trama erano stati ben elaborati e risolti nel corso delle cinque route originali, e dunque non sentivo il bisogno di una prosecuzione della storia. E infatti, Future Blessings non è un vero e proprio seguito, quanto piuttosto un fan disc (termine che sono sicuro conosciate, ma per chiunque non sia esperto del genere ho preparato apposta un box a parte. Grazie, nuovo editor).

Se è dunque chiaro che da Future Blessings non è lecito aspettarci quanto “Guardian of Rebirth” ci ha dato, la domanda che ne deriva è però legittima: vale la pena di spendere tempo e denaro su un seguito che un seguito non è? Come nella maggior parte dei casi, la risposta alla domanda è proprio quella che pensate: dipende. Da cosa? Andiamo a scoprirlo.

Cos’è un fan disc?

“Sembra un sequel ma non è, serve a darti l’allegria!”
No, non si tratta di polvere bianca, ma di fatto la funzione è piuttosto simile: i fan disc sono delle opere “extra” rispetto all’originale che non fungono propriamente da sequel, ma servono più che altro a espanderne il mondo, raccontare storie secondarie, parallele e talvolta (ma non è questo il caso) di natura comica e non canonica. È un espediente utilizzato soprattutto nell’ambito delle visual novel!

Benedizioni future

Future Blessings, a differenza del suo predecessore, offre fin dall’inizio del gioco la possibilità di scegliere liberamente tra più “modalità”. Trattandosi di una visual novel, ovviamente, ognuna di esse non presenta delle differenze a livello di gameplay, quanto piuttosto di trama e, volendo, di “genere”.

La prima di esse porta il nome di “After Story ~White Rose~”, che è un modo poetico per indicare che si tratta, fondamentalmente, di storie che proseguono da dove le True Ending di ognuna delle route originali si erano interrotte. Ne esistono dunque cinque, ognuna dedicata a uno dei nostri possibili partner in Guardian of Rebirth, ossia Lupin, Van Helsing, Victor, Impey e Saint-Germain.
Nonostante siano raccolti sotto lo stesso nome, questi cinque racconti di lunghezza medio-bassa sono molto diversi tra loro. Alcuni, come quelli di Lupin e Van, sono concentrati principalmente sull’ambito romantico, con un sapore fortemente “otoge”. Non c’è praticamente alcun focus sulla trama generale, ma la narrazione si concentra sulla storia d’amore dei due protagonisti. Altri, e in particolare quello di Victor, sono decisamente più movimentati e risolvono alcune questioni lasciate in sospeso nella route originale.
Nel complesso, esse fungono dunque da complemento alla storia originale, non puntando a replicarla o farne da vero e proprio seguito, ma piuttosto ad approfondire meglio il rapporto tra i protagonisti e chiudere eventuali punti rimasti solo accennati.

Prima di iniziare il gioco questa illustrazione mi aveva fatto incuriosire molto, mentre ora mi fa solo ridere di gusto.

La Famiglia è importante

La seconda modalità porta invece il nome di “Another Story ~Lupin’s Gang~“, anche se sarebbe forse stato più adatto definirla una “Side Story”. Qui viene infatti raccontato un evento che sembrerebbe essere avvenuto durante la Common Route, nonostante non se ne fosse fatta menzione nel gioco originale. La storia prende il via quando, dopo essere uscita a collaudare un’automobile costruita da Impey, la povera Cardia soccorre una ragazza inseguita dalla mafia. Sì, avete capito bene, ci mancavano solo i mafiosi in questa Londra steampunk.

Gli eventi scaraventeranno allora la nostra eroina e i suoi amici nel bel mezzo di una guerra tra famiglie con droga, omicidi e, naturalmente, vendetta. Sarà così che nascerà la “Gang” del titolo, ossia la combriccola che abbiamo già imparato a conoscere, ma vestita da mafiosi (qualunque cosa voglia dire).
Nel corso di questa avventura, conosceremo anche dei nuovi personaggi, come Shirley, la già citata ragazza, Darius, il capo della mafia “buona” di Londra, il suo assistente Passy e, soprattutto, il crudele e avido “Avido Crudele”, leader della famiglia nemica.
Come potete vedere, nemmeno Code: Realize è immune alla sindrome dei nomi italiani made in Japan.

Non solo bishonen (no, non illudetevi, non c’è alcun tipo di romanticismo con lui)

“Another Story ~Lupin’s Gang~” è probabilmente la parte meno “romantica” di tutto il gioco. Il focus qui è principalmente sulla storia raccontata e sui personaggi che ne fanno parte, vecchi e nuovi allo stesso modo. Non è nient’altro che un extra, paragonabile a un capitolo della Common Route atto a farci conoscere meglio i personaggi e il loro mondo.
In sé si tratta dunque di un’aggiunta piacevole, anche se forse un po’ troppo lunga, se non fosse che essa non si adatta benissimo con il resto della storia di Code: Realize. Trattandosi di eventi che si svolgono durante la Common Route originale, e quindi non più tardi del capitolo 8 della storia principale, è difficile pensare che nonostante gli ottimi rapporti instaurati con la famiglia Gordon nessuno di loro abbia pensato di prestare aiuto alla Gang di Lupin nelle loro successive disavventure. Se questi nuovi personaggi fossero stati inclusi almeno nelle vicende aggiunte in Future Blessings, forse, questa “altra storia” sarebbe parsa meno avulsa dal contesto generale e, quasi, non canonica.

Un altro futuro (anzi due)

Le ultime due “modalità” che il gioco ha da offrirci sono in realtà quelle più corpose: Extra Story ~Herlock Sholmès~” e “Extra Story ~Finis~“. Esse sono due route alternative alle cinque principali presenti in Guardian of Rebirth, e come tali partono entrambe proprio dalla fine della Common Route del primo gioco.
Come dice il nome stesso, queste sono delle storie “extra”. Le cinque route originali sono più che sufficienti a conoscere tutto quello che davvero importa. In particolare quella di Lupin riesce a risolvere la maggior parte dei problemi in un colpo solo, garantendoci una visione d’insieme. Tuttavia, come ricorderete, in essa erano presenti anche due piccoli indizi di un qualcosa di più che ancora non era stato esplorato, proprio in relazione ai due personaggi in questione, Sholmès e Finis.

La route di Sholmès riesce ad approfondire molto il suo personaggio solo accennato in Guardian of Rebirth. Ve ne innamorerete

Future Blessings ci permette di fare proprio questo. Nella route di Sholmès Cardia potrà finalmente conoscere meglio questo detective misterioso, oltre a incontrare un certo John H. Watson e scontrarsi contro il loro acerrimo nemico. A seguire, romanticismo. Quella di Finis è, invece, purtroppo priva di risvolti romantici (per motivi che potete chiaramente intuire se, come spero, avete giocato a Guardian of Rebirth) e segue la nostra eroina mentre fa del suo meglio per riuscire a (ri)costruire un rapporto con il giovane leader di Twilight, nella precaria condizione di ostaggio volontario.
In particolare in questa seconda route potremo conoscere meglio anche Nemo e Aleister, sottoposti di Finis che ora vedremo da un altro punto di vista. Scopriremo la vita quotidiana dei membri dell’associazione, daremo un secondo sguardo al vero piano di Isaac e conosceremo un nuovo Apostolo di Idea. C’è davvero tanta carne al fuoco!

Entrambe le route sono dunque molto interessanti, valide e toccanti. Sono potenti da un punto di vista emotivo, ma anche ricche di rivelazioni inaspettate. Vale assolutamente la pena di conoscere anche questi risvolti alternativi, che nonostante non siano “necessari” si dimostrano comunque più che piacevoli.
Il problema principale, se vogliamo, è da ricercare nella scrittura del rapporto tra Cardia e i due protagonisti. A differenza dei cinque pretendenti principali, i quali avevano non solo la loro route, ma anche la stessa Common Route per essere presentati e conosciuti e per permettere un avvicinamento più graduale all’eroina, Finis e soprattutto Sholmès non godono di altrettanta fortuna. La storia d’amore con il detective è un po’ troppo affrettata per risultare davvero credibile, e questo vale in misura minore anche per la redenzione e il riavvicinamento di Finis a Cardia. Probabilmente, se i due avessero ottenuto anche delle After Story questa sensazione sarebbe stata almeno parzialmente mitigata. Per fortuna ci basta aspettare il secondo fan disc, “Code: Realize ~Wintertide Miracles~”, per questo! Ciò non lede comunque la qualità complessiva di queste storie, che risultano non solo la parte più corposa, ma anche quella più valida di tutto Future Blessings.

Il fascino del male

Delly’s Room

A dire il vero, oltre a quanto descritto finora è presente anche una “modalità” extra, che ci permette di scoprire alcuni “segreti” di Delly, il piccolo vampiro che vive con Cardia e gli altri. Si tratta di un totale di otto storie brevi di carattere comico, da sbloccare terminando le varie “portate principali” del gioco.

Un fan disc per i fan

Torniamo dunque al discorso iniziale. Vale la pena di giocare a “Code: Realize ~Future Blessings~”? La risposta, come vi ho detto, è che dipende, e dipende in particolare da voi e dal vostro rapporto con l’originale. Vi è piaciuto? E quanto vi è piaciuto?
Future Blessings ha molto da offrire, e la qualità della sua scrittura è bene o male in linea con quella del suo predecessore, pur con alcuni alti e bassi. Tuttavia, la maggior parte di questo contenuto potrà interessarvi solo se tenete abbastanza al setting e, in particolare, ai personaggi della storia principale.

Le After Story, specialmente quelle più prettamente romantiche, perdono totalmente di interesse se non provate alcun affetto per i vari pretendenti di Cardia, come le due route aggiuntive richiedono comunque una curiosità di base verso i due protagonisti perché valga davvero la pena di leggerle. Se pensate di dover per forza giocare a Future Blessings per poter dire di conoscere la serie, ripensateci: si tratta di un fan disc, e in quanto tale la sua funzione principale è, appunto, intrattenere i fan e dar loro ciò che desiderano. Non si tratta di un seguito che potrebbe sconvolgere le carte in tavola, né di un capitolo indipendente e in grado di reggersi sulle proprie gambe, bensì di un’estensione dell’originale, che di per sé era già completo.

Code: Realize ~Wintertide Miracles~

E dopo Future Blessings? Fan di [inserire nome del vostro prediletto], non temete: Code: Realize non finisce qui! In Giappone (e su altre console anche da noi) è uscito un secondo fan disc, ~Wintertide Miracles~, che ci offrirà nuove occasioni di passare del tempo con i nostri beniamini. Il gioco ha di recente ricevuto un porting per Switch in Giappone, quindi speriamo di averlo presto anche noi in Occidente!

Se però siete tra quelli che hanno apprezzato molto la Steel London creata da Otomate e non vedevano l’ora di trovare una scusa per ritornarci e rivedere il simpatico cast di personaggi che la abitano, allora Future Blessings è il gioco che fa per voi. Più avete amato l’originale, più amerete questo fan disc, è molto semplice!

Code: Realize Future Blessings
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FAN DISC/10

“Code: Realize ~Future Blessings~” non fa niente di più e niente di meno di quello che si proponeva di fare in qualità di fan disc. Se avete apprezzato l’originale, qui ritroverete l’adorabile cast di personaggi e un (perlopiù) buon equilibrio tra romanticismo e intrighi, in caso contrario, non sarà certo Future Blessings a farvi cambiare idea.