Café Enchanté – RECENSIONE

8 min.
19.11.2020
Recensione


Se c’era qualcosa che di certo non mi aspettavo quando sono stato “assunto” da Nintendoomed, quello era di certo che sarei finito a recensire un otoge dopo l’altro. Eppure, tra il successo di Nintendo Switch e la “morte” di PlayStation Vita, ecco che il genere si è trasferito quasi totalmente sulla console di Nintendo, e chi altro si mette a recensire visual novel qui, se non il sottoscritto?
Per questo, eccoci qui a una nuova puntata di “Lucas & Otomate”, stavolta dedicata a Café Enchanté!

Squadra che vince non si cambia

Tra gli annunci fatti un po’ di tempo fa da Aksys Games relativamente agli otoge Otomate che sarebbero arrivati su Switch, devo ammetterlo, Café Enchanté era quello che meno aveva attratto il mio interesse. Le serie di Code: Realize e Collar X Malice le conoscevo per la loro ottima reputazione, mentre Piofiore: Fated Memories mi dava l’impressione di una storia matura e interessante, tralasciando l’ambientazione italiana che, senz’altro, mi stuzzicava. Quest’ultimo titolo, invece, mi sembrava sì particolare, ma anche abbastanza… noioso, diciamo: la mia prima impressione era proprio che si trattasse di un otoge un po’ stereotipato, focalizzato interamente sull’ambito romantico, che a me interessa meno di una trama interessante e ben scritta.
Fortunatamente mi sbagliavo, e ne ho avuto un primo indizio dopo aver giocato e apprezzato proprio Code: Realize.

Café Enchanté è infatti, in un certo senso, seguito spirituale di questo titolo. Non solo il team dietro i due giochi ha molte persone in comune (Nao Kojima su tutti), ma anche a livello di impostazione e scrittura i due si assomigliano molto, motivo per il quale col tempo ho iniziato a maturare più hype per quest’ultima uscita Otomate per il 2020.
Per chi ha già giocato a Code: Realize, in realtà, la recensione potrebbe pure concludersi qui. Prendete un po’ tutti i pregi e i difetti di quel titolo e li rivedrete qui, ora più ora meno accentuati. Se vi è piaciuto il primo, quasi sicuramente sarete soddisfatti anche da questo, mentre in caso contrario dubito che cambierete idea su questo team di scrittori.

Per tutti gli altri, invece, andiamo ad analizzare più nello specifico il titolo in questione, la cui storia inizia con la protagonista, Kotone Awaki, una ragazza insoddisfatta del proprio lavoro d’ufficio, che riceve in eredità da suo nonno un Café, l’Enchanté del titolo. La giovane, d’impulso, decide di recarsi a Tokyo a fare visita al locale della sua infanzia dopo tanto tempo e decidere cosa fare: continuare sul percorso sicuro della sua vita o lanciarsi in una nuova avventura? Se già può sembrare una scelta complessa di per sé, il tutto diventerà ancora più strano quando, da una porta nascosta in una stanza, sbucheranno fuori quattro “persone”, se così si può dire, molto speciali: un Re Demone, un dullahan, una bestia demoniaca e un angelo caduto. Che dire, finalmente un isekai al contrario!

Café Enchanté
Proprio come in Code: Realize, anche qui è presente una route disponibile solo dopo aver completato le altre quattro, e anche Misyr, come Lupin, è chiaramente il favorito dal team.

Dopo lo spavento iniziale, Kotone farà la conoscenza dei quattro non-umani, ossia Misyr, Canus, Ignis e Il (il cui nome completo sarebbe “Il Fado de Rie”, ma tutti lo chiamano Il, quindi…), i quali le spiegheranno che fin dai tempi di suo nonno Café Enchanté è sempre stata una caffetteria dedicata a un pubblico molto ristretto, ossia non-umani provenienti da altri mondi e gli umani che si occupano di osservarli e assicurarsi che non siano pericolosi, gli agenti del GPM. Presto, infatti, arriverà anche il quinto e ultimo bachelor, Kaoru, agente di questa associazione, e l’allegra e incredibile nuova vita di Kotone prenderà il via.

I primi capitoli faranno del loro meglio per introdurre pian piano Kotone e, con lei, anche noi giocatori alla nuova quotidianità. Tra una lezione di preparazione di caffé e l’altra, la protagonista conoscerà meglio non solo i suoi cinque clienti regolari (e opzioni romantiche), ma anche se stessa, scoprendo la passione per il suo nuovo lavoro e una forza d’animo inaspettata. Proprio questa si mostrerà in molteplici occasioni e frangenti, e soprattutto nella sua capacità di accettare la diversità delle creature che la circondano e il fatto che il mondo in cui ha sempre creduto di vivere nasconda segreti inaspettati. Nel complesso, però, questa fase iniziale è molto lenta e pressoché priva di veri e propri avvenimenti degni di nota. Tra una scenetta comica e una più dolce, è molto probabile che sopraggiungerà anche un po’ di noia: a mio parere, sarebbe stato meglio accorciare questa prima parte della storia, soprattutto considerando il grosso cambio di genere che si verifica a partire dal Capitolo 4.

Isekai a doppio senso

Dopo tanta tranquillità, ecco che ai nostri protagonisti viene un’idea, tanto ottima per noi giocatori quanto pessima per loro, se vogliamo dirla tutta: perché non facciamo fare a Kotone un bel giro in un altro mondo?
È proprio da questo incipit che parte quella che ho fortemente sentito come una “parte 2” della common route, ossia quella dedicata a esplorare i cinque pretendenti della nostra protagonista (e la lore che li riguarda) più nel dettaglio.

Ogni capitolo, infatti, si dedicherà esplicitamente a uno di loro, permettendo di conoscere meglio non solo loro stessi, ma anche la storia loro e dei personaggi a loro legati. Ad esempio, nel Capitolo 4, durante un viaggio a Medio, il mondo delle fate da cui proviene Canus, incontreremo Titania, la regina delle fate, appunto, e Vennia, suo braccio destro, mentre il 5, oltre a concentrarsi su Kaoru, ci mostrerà Mikado, uno scienziato del GPM, oltre a Kariya, un ragazzino che diventerà una presenza regolare nella storia.

Questa impostazione, ripresa pari pari da Code: Realize, si rivelerà però un’arma a doppio taglio: se da un lato dedicare un intero capitolo a ogni personaggio permetterà di conoscerli meglio prima ancora di iniziare una delle route, e di conseguenza consente al giocatore di prendere una scelta consapevole, dall’altro purtroppo l’esecuzione sarà eccessivamente formulaica. La maggior parte di essi, infatti, inizia con una qualche vicenda che porta Kotone a passare del tempo con il personaggio di turno, conoscerne dei problemi o dei lati oscuri, risolverli parzialmente e… dimenticarsene poco dopo, evidentemente, per poi ricordarsene solo qualora entri nella route corrispondente. Perché Canus è triste ed evitato dalle altre fate? Da dove ha origine la sfiducia di Kaoru per i non-umani? Come mai il mondo di Ignis è così violento? Chi stava spiando Il? Chi ha causato gli eventi del capitolo dedicato a Misyr? Giocate e lo saprete (ma solo una cosa alla volta).

Café Enchanté
Ricordo distintamente la scena da cui viene questa CG, durante la quale c’è uno dei foreshadowing più intuibili della storia della narrativa.

Purtroppo, un’impostazione del genere, per quanto non necessariamente frustrante (fortunatamente, nulla impedisce a un giocatore di giocare più route, anzi, è sempre consigliato completarle tutte), risulta comunque fastidiosa anche solo per la poca coerenza narrativa. Come mai le varie parti in causa agiscono solo in alcune route? Perché Kotone non si preoccupa più di coloro che, pur non essendo riusciti a diventare il suo interesse amoroso, dovrebbero essere comunque “persone” a cui tiene molto e di cui ha potuto scorgere una sofferenza di qualche tipo? Si tratta di un problema minore, intendiamoci, ed è facile accettarlo come “limite” del medium e un male necessario per una storia con più route, ma sicuramente avrei apprezzato di più Café Enchanté se avesse quanto meno cercato di limitare le anticipazioni presenti nella common route.

Lasciando da parte queste lamentele minori, però, vorrei concentrarmi sul fatto che sotto quasi ogni altro aspetto il gioco mantiene quasi sempre un alto livello: in particolare, i personaggi principali, ma in realtà anche molti dei secondari, sono ottimi, memorabili e ben pensati. Kotone è una protagonista che è riuscita a convincermi, nonostante i numerosi dubbi che avevo a riguardo. Trovandosi coinvolta in eventi decisamente più grandi di lei, senza alcun potere particolare, temevo che avrebbe passato la maggior parte del gioco come osservatrice passiva e/o facendo da damigella in pericolo, cosa che invece succede molto raramente e sempre in modo realistico. Naturalmente non sarà mai lei a risolvere la situazione combattendo, in questi casi dovrà sempre affidarsi ai suoi alleati, ma la sua forza d’animo e la sua spiccata capacità decisionale saranno fondamentali in tutte le route. Non solo, anche in ambito relazionale sarà fortemente attiva, facendo il possibile per avvicinarsi agli altri e conquistarne la fiducia e, infine, l’amore, nonostante le costanti difficoltà che si presenteranno.

Anche a livello di eventi Café Enchanté si rivela convincente: le varie route presentano storie abbastanza diversificate da non diventare mai noiose, per quanto tendano a seguire un pattern abbastanza intuibile già dopo una o due di esse. Sono presenti anche delle scene di combattimento entusiasmanti, che sfruttano appieno la natura fantastica del titolo: i quattro clienti regolari del Café sono infatti molto potenti, anzi, i più forti dei rispettivi mondi, e di conseguenza possono scatenare attacchi e magie degne di nota. Non mi sorprenderebbe affatto vedere un giorno un adattamento animato, ma anche un RPG, un action o un picchiaduro, se volessero mai percorrere quella strada! Nonostante l’assoluta superiorità in combattimento dei vari personaggi, in realtà, il gioco riesce comunque sempre a giustificare i casi in cui si trovano in difficoltà, evitando così una situazione in cui ogni combattimento viene risolto in breve tempo, bensì permettendo di creare suspense nella maggior parte degli scontri.
Se proprio devo cercare un difetto, devo ammettere che in alcuni frangenti ho trovato alcune reazioni e scelte dei personaggi poco sensate o furbe. Si tratta comunque di un evento raro, che però a maggior ragione risalta in un gioco in cui ogni azione ha un suo motivo di essere compiuta.

Monster Musuko

Titolo maledetto di questo sottoparagrafo a parte, la base narrativa di Café Enchanté è molto interessante: è evidente come il team abbia un’ottima conoscenza dei vari trope legati ai mondi fantastici, le creature che li abitano e in generale le vicende tipiche di videogiochi, anime, manga o light novel dedicati a questo genere.

Se questo da un lato può finire per causare un effetto di “già visto” in molti casi (specialmente nel caso degli angeli), fortunatamente questa impressione si realizza solo a metà. Otomate è riuscita a dare a ogni vicenda una sua interpretazione, che sia tramite la caratterizzazione dei personaggi veri e propri o in generale grazie alla propria capacità autoriale. Background, esecuzione e risoluzione sono quasi sempre di alto livello, rendendo evidente dunque che la lore del gioco prende solo l’incipit dalla “tradizione”, per poi rielaborarla in modo nuovo.

Questo vale però anche per il genere stesso degli otoge, che riceve periodici riferimenti nel corso della storia, soprattutto grazie al personaggio di Il, un angelo caduto particolarmente fan di questi giochi. Si parte da citazioni visive (camera sua è piena di merchandise ispirato ad altre serie di Otomate) per arrivare a vere e proprie discussioni sui personaggi yandere, le convention dedicate e quant’altro. La sua è la route che più consiglio ai fan di vecchia data!

Covfefe
Enchanted

Era da tanto che non dovevo scriverlo. Speravo fosse finalmente diventato superfluo, e invece eccomi qui a dedicare un intero paragrafo a un aspetto che dovrebbe essere sempre curato, che è particolarmente importante in una visual novel… ma non abbastanza perché Aksys decidesse di farci attenzione.
La localizzazione di Café Enchanté è, a essere gentili, incostante. Se non vogliamo esserlo, invece, potrei dire che è un’offesa verso i fan occidentali.

Lo dirò subito: la traduzione, di per sé, non è pessima. Ho visto numerose frasi che mi son sembrate senz’altro migliorabili, quello è innegabile, ma quasi sempre il senso passa e i personaggi hanno ognuno la propria “voce”, quindi sicuramente non ci troviamo di fronte a qualcosa di ingiocabile o fortemente alterato rispetto all’originale. Anche solo per questo, mi sento comunque di consigliare Café Enchanté a chiunque sia stato convinto dalle mie parole finora.

Tuttavia, proprio perché questo è un titolo bello, che racconta una storia ben pensata, ritengo che si sarebbe meritato di più.

Café Enchanté
Scusatemi, ma dovevo.

Tra typo totalmente evitabili, testo che va a capo senza motivo più volte nel corso della stessa frase, parole saltate senza un perché e, soprattutto, nomi propri e di concetti o specie che cambiano più volte nel corso del gioco (o addirittura nella stessa schermata!), risulta evidente che lo script inglese sia stato tradotto probabilmente a più mani (non sarebbe grave, se ci fosse stato un coordinatore di qualche tipo) e quasi sicuramente senza un editor o anche solo un correttore di bozze. Non è altrimenti spiegabile la presenza di una mole così ingente di errori e incongruenze, che tra l’altro sarebbe stata facilmente visibile anche da un qualsiasi beta tester, altra figura che evidentemente non è esistita in fase di localizzazione del gioco.

Si tratta di una situazione su cui non sono disposto a transigere, bensì ritengo assolutamente necessario parlarne in maniera così decisa in quanto non è la prima volta che questo succede: se gli altri titoli Otomate da me recensiti presentavano problemi simili, quanto meno ciò succedeva in maniera molto minore. Qui invece siamo al livello di quanto accaduto con Collar X Malice -Unlimited-, la pessima localizzazione del quale ha scatenato un vero e proprio moto da parte dei fan per ottenere una patch (che ancora non si vede).

Cafè Enchanté
No, non si stava parlando di noci. No, non ho idea di cosa volessero intendere.
Nut…

È evidente dunque che si tratta di un problema radicato e che denota una mancanza di cura da parte di Aksys che, si spera, prima o poi verrà corretta… eppure non trovo giusto penalizzare Café Enchanté e i suoi autori, a cui non va certo la responsabilità di questo trattamento. Starà a voi scegliere a cosa dare la precedenza, ma qualora decidiate di passare sopra a questo (considerevole, ma non tanto da rovinare il gioco) problema, troverete una storia appassionante ed emozionante che vi aspetta. Pronti a diventare clienti regolari di Café Enchanté anche voi?

ENCHANTÉ/10

Un ottimo otoge dedicato ai fan del genere, della narrativa fantastica, degli isekai e, in generale, delle visual novel nel complesso ben scritte. Un vero peccato che l’inizio molto lento e i numerosi problemi di localizzazione gli impediscano di raggiungere l’eccellenza.