22 ottobre 2018 • A ruota libera

Il fenomeno Bowsette: una retrospettiva

Bowsette, un personaggio che ha stufato molti, e la cui popolarità sta decisamente scemando negli ultimi giorni. Ciononostante, rimane un fenomeno interessante da analizzare, per dimostrare come molti artisti siano ispirati da una cosa che fa battere ogni giorno i cuori di molti uomini e molte donne: le tette.

Ora, per ogni meme che arriva sull’Internet burrascosamente, c’è sempre qualcuno che non sa da dove piffero sia arrivato. Lo so perché di solito quella persona sono io. È un bene che ora sia contrattualmente obbligato a seguire ogni Nintendo Direct.

Durante il Direct arrivato in ritardo il 14 settembre, Nintendo ha confermato le paure di molti: un port di New Super Mario Bros. U è in arrivo su Nintendo Switch e una delle novità che Nintendo ha inserito nel “nuovo” gioco per non renderlo noioso ha avuto più effetto del previsto; parlo naturalmente della Super Corona.

Con la ritrovata popolarità di Toadette grazie a Treasure Tracker, i nostri amici alla grande N hanno pensato bene di inserirla come personaggio giocabile, e con lei un twist: uno strumento speciale che la trasforma in un ibrido tra Toadette e Peach chiamato Peachette.

Aperta parentesi: a me il design di Peachette, a parte le scarpone alla Topolino, piace. Sarei molto più contento di vedere lei in un gioco sportivo o un Mario Kart futuro, rispetto a Peach gatto o Peach oro rosa. E quand’è che sostituiamo il Toad standard con Capitan Toad? Nah, quello forse sarebbe troppo rivoluzionario. Chiusa parentesi. Anche se fa strano vedere Peachette in questo gioco quando ai tempi di NSMBU Nintendo si era lavata le mani delle richieste dei fan di nuovi personaggi giocabili perché “eeeh ma per mettere Peach dovremmo implementare la fisica del suo vestito (e scrivere una storia che non sia la stessa ogni volta), sai che fatica?”. Ok chiusa parentesi davvero.

Insomma, torniamo a noi. Pochi giorni dopo, il 19 settembre, fa la sua apparizione questo fumetto, creato dall’utente di Twitter Haniwa (@ayyk92). Qui possiamo vedere una reinterpretazione degli eventi di Super Mario Odyssey: dopo il bruttissimo e scemo finale anime, Mario e Bowser si vendicano della principessa Peach e con l’aiuto della Super Corona si presentano in coppia alla partita di (Mario) tennis (Aces).

(Certo, ammiro l’apertura mentale di Mario, ma non sarebbe stato più facile ripiegare su Pauline? Bowser poteva accontentarsi della sexy Madame Broode)

Subito dopo l’apparizione del fumetto originale, alcuni utenti tentano di contrapporre alla Bowsette bionda che tutti conosciamo una versione che fosse più simile a Bowser: pelle arancione chiaro e capelli rossi, invece di essere solo una “Peach goth e più popputa”. Questa, però, ha un successo modesto paragonato a quella bionda. Ha ragione quel film con Marilyn Monroe… “La tua bocca brucia”. Spe cos. Queste modifiche sono incoraggiate dall’autore originale, che scrive: “Se volete una versione con i capelli rossi… fatela voi, io ho già fuso tutti i layer”.

E niente, Bowsette era già leggenda. Numerosi artisti (e l’Internet ne è pieno) iniziano a sfogare le loro fantasie goth tsundere creando vari disegni del nuovo personaggio, alcuni con i capelli biondi, altri rossi a seconda delle preferenze (alcuni creavano addirittura due versioni). L’aspetto di Bowsette era però sempre lo stesso: una Peach con i capelli raccolti in una coda di cavallo, denti aguzzi e corna, una Super Corona in testa tanto per essere chiari, bracciali borchiati su collo, spalle e polsi proprio come Bowser e anche il guscio spinoso del re dei Koopa. Mantiene gli orecchini sferici blu di Peach e la spilla sul petto, stavolta però incorporata in un corpetto nero, accompagnato da una gonna anch’essa nera e… beh, il fumetto originale non mostrava le gambe di Bowsette, quindi quello era lasciato all’immaginazione degli artisti; c’era infatti chi le metteva delle scarpazze borchiate stile New Rock e chi le lasciava le gambe nude con ballerine. Alcune versioni infine hanno anche la coda di Bowser, giusto per aggiungere quel tocco di feticismo in più.

Passano così i giorni, tra una fanart e l’altra, con i seni rettiliani di Bowsette che continuano a crescere, e chiaramente l’autore del fumetto originale se ne accorge.

Su Internet, il tempo scorre molto più lentamente che nel mondo reale, e infatti solo il giorno dopo Haniwa twitta per riconoscere che i suoi follower erano passati da 78 a oltre 1000 (e oggi sono tipo 60.000, niente male eh?).

Haniwa accoglie la notorietà del suo personaggio: il 22 settembre pubblica un fumetto in cui inserisce Bowsette nella celebre scena dei “Cattivi Anonimi” di Ralph Spaccatutto.

Poi, il 23 settembre appare un Tweet di un sopraffatto Haniwa: i suoi follower erano centuplicati, era su Know Your Meme, un sacco di artisti a suo dire più bravi di lui avevano creato fanart ed era pure sulle tendenze di Twitter giapponese. Mentre scrivo queste parole, il Twitter di Haniwa consiste soprattutto di fanart condivise e di una striscia dove Bowsette viene distratta da una farfalla e poi colpita dalla spada di Shulk.

Aspè, ho detto Giappone?! Sì, il successo di Bowsette in Giappone è pari se non superiore a quello occidentale: lì viene chiamata Kuppa Hime (クッパ姫, letteralmente “Principessa Bowser”) e numerosi artisti nipponici anche famosi hanno dato la loro interpretazione del personaggio. Questi includono:

  • Cool-Kyo Shinja, autore di Miss Kobayashi’s Dragon Maid;
  • Kotoyama, autore di Dagashi Kashi;
  • Akira Yasuda, character designer di Chun-Li (!);
  • Yusuke Murata, artefice del remake di One-Punch Man.

Non abbiamo parlato della voce! Eh sì, Bowsette ha una voce. Certo, si tratta solo di una possibile interpretazione, ma il 26 settembre il doppiatore Ray Chase (noto per numerosi anime e videogiochi, tra cui JoJo, Berserk e Persona 5) pubblica un video in cui la voce di Bowsette appartiene alla sua ragazza, Julia McIlvaine, anche lei doppiatrice ma più attiva negli anni ’90 che ora.

Insomma, manca solo la reazione di Nintendo. Di solito la Grande N non è una compagnia che abbraccia tutti i meme per disperazione senza capire che la gente ride di loro e non con loro. Insomma, non è SEGA o Accolade. Infatti, il 25 settembre il sito giapponese J-Cast contatta Nintendo per chiedere la loro opinione. Risposta? “No comment”, ovviamente. Perché questo silenzio? Nintendo ci nasconde qualcosa? ll 28 settembre appaiono le prime immagini dall’artbook di Super Mario Odyssey, e in uno degli storyboard… eccola là. Bowser lancia una specie di Cappy verde decorato con la K di Koopa sulla Principessa Peach e si trasforma in un ibrido tra i due personaggi. Una principessa con zanne e corna, dai capelli rossi, con in testa l’oggetto che l’ha fatta trasformare e un vestito verde. La didascalia sottostante la chiama “Kuppapīchi” (insomma, Koopa Peach, perché se non lo sapete, “Koopa” è il nome giapponese di Bowser, mentre i Koopa piccolini si chiamano “Nokonoko”). Una rivelazione scioccante. Nintendo ha solo ritardato l’inevitabile rimuovendo questa fusione da Odyssey? Forse deriva da questo il loro sdegno.

Bowsette è limitata alle illustrazioni bidimensionali? Certo che no! Come poteva rimanere sulla carta un personaggio del suo… ehm, spessore? Il 27 settembre l’hacker Kaze Emanuar pubblica infatti una mod in cui Bowsette sostituisce Mario in Super Mario 64…

E ne esistono anche dove Bowsette rimpiazza il boss finale di New Super Mario Bros. Wii, o il protagonista dell’ultimo capitolo di Zelda.

E tutto questo senza dimenticare le anime pie che si sono chieste cosa ne pensasse Bowser Junior dell’improvviso aumento dei fazzoletti sprecati per suo padre (e non per commuoversi al finale di Mario Sunshine). Dobbiamo anche ricordare per dovere di cronaca che il nome “Bowsette” non ha senso, perché Peachette è un misto di Peach e Toadette. Quindi Peach e Bowser dovrebbe essere… Powser? Peacher? Non lo so, Bowsette suona meglio.

Ma quindi… cosa c’è dietro al fenomeno Bowsette? Come ho accennato all’inizio, per me rappresenta uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. I giochi di Mario piacciono a tutti. Quando qualcosa ti piace, vorresti starci vicino. Molto vicino. A chi questo non ricorda la passione sfrenata che tempo fa tutti avevano per Gardevoir Renamon? Certo, qui il passaggio è un po’ più complesso: nei primi casi si trattava solo di aggiungere le tette a creature dalla figura già femminea, ma tragicamente piatta. Qui i gradi di separazione sono di più, ma si tratta comunque del desiderio universale di disegnare tette.

E nel voler disegnare belle donne non c’è niente di male. Anzi, è una cosa ammirevole. Se ci fosse un sito in cui vengono disegnate fanart porno di qualsiasi cosa, sarebbe bellissimo… Che c’è?

Scherzi a parte, disegnare è bello, vari artisti hanno fatto fortuna trasferendo i loro fetish su carta o su pellicola. Questo perché non importa se tu disegni per lodare Cristo o per titillare il tuo pistolino o quello altrui: se hai talento e passione, il mondo li riconoscerà. Solo Nintendo fingerà che non esisti.

Post scriptum: probabilmente, se oggi ci fosse ancora Brawl in the Family, avrebbe fatto lui lo stesso fumetto, e oggi starei scrivendo un articolo su “Dededette”. Urgh…

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Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.