20 Dicembre 2019 • Recensione

Assassin’s Creed: The Rebel Collection – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Assassin’s Creed: The Rebel Collection, come è facilmente intuibile, è una collection della famosa serie Ubisoft sulla millenaria guerra tra Templari e Assassini, questa volta combattuta nel Nuovo Mondo.  Vi starete forse chiedendo cosa ci faccia un ordine di cavalieri medievali nelle Indie Occidentali: ebbene, dovete sapere che Templari e Assassini sono due sette che devono il loro nome al primo gioco della serie, che era appunto ambientato durante la Terza Crociata. I Templari, basati sull’omonimo ordine cavalleresco, ricercano la pace tramite il controllo totale sulle persone, mentre gli Assassini, ispirati ai Nizariti, combattono per preservare il libero arbitrio.

Come potete vedere nel trailer, questo pacchetto include ben due giochi: Assassin’s Creed IV Black Flag e i suoi DLC, ambientati durante l’epoca d’oro della pirateria, e Assassin’s Creed Rogue, che si svolge principalmente durante la guerra dei 7 anni. Le ambientazioni sono un elemento cardine della saga, non solo perché sono presenti molti personaggi storici del periodo, ma anche per la fedeltà con cui sono riprodotti gli eventi e il mondo in cui si svolgono. Basti pensare che, per ricostruire Notre-Dame dopo l’incendio, si potrebbe utilizzare il modello tridimensionale della cattedrale francese presente in Assassin’s Creed Unity, tale è il livello di fedeltà in questi particolari.

Certamente non mancano la reinterpretazioni di alcuni eventi storici, per esempio secondo Rogue i terremoti di Lisbona e di Haiti sono dovuti a uno dei Frutti dell’Eden, degli oggetti creati da una civiltà che ha abitato la Terra prima della razza umana. Questo è solo uno dei molti casi in cui la lotta segreta tra Assassini e Templari ha influenzato enormemente il resto del mondo, almeno secondo i creatori della serie.

Ma adesso basta con queste nozioni che mi fanno sembrare colto e iniziamo a parlare sul serio dei giochi.

Assassin’s Creed IV: Black Flag

Come ho detto, Assassin’s Creed IV: Black Flag è ambientato all’inizio del diciottesimo secolo nel mar dei Caraibi e segue le avventure di Edward Kenway, un corsaro divenuto poi pirata. Quest’uomo inizialmente collabora con gli altri pirati di Nassau per gestire la loro Repubblica, ma man mano che la storia progredisce si troverà sempre più coinvolto con gli affari della Confraternita, fino a unirsi a loro.

Sempre simpatico Edward

La trama del gioco ha risvolti piuttosto interessanti, soprattutto se non si conoscono i dettagli storici, ma quello che davvero la rende memorabile sono i personaggi, tutti fortemente caratterizzati, spesso sulla base delle loro versioni reali. Troviamo alcuni dei pirati più famosi della storia come Calico Jack, Anne Bonny, Mary Read, Charles Vane e, il mio preferito e forse il più importante, Edward Thatch, detto Barbanera.

Ognuno di questi pirati ci introdurrà pian piano a tutti gli elementi di gameplay del gioco, sia per l’esplorazione del mare, sia per le attività sulle varie isole. La mappa del gioco infatti si presenta come una grossa area di mare in cui sono disseminate molte zone di terra, come le Bahamas, Cuba, Giamaica e una parte della penisola dello Yucatan, oltre a navi da abbordare, relitti sommersi, animali da pescare e forti da conquistare. Le sezioni navali non sono esattamente una novità, visto che già erano presenti in Assassin’s Creed III, ma qui diventano una delle basi del gameplay, anziché essere semplici missioni secondarie.

La modalità viaggio rapido permette di godersi molto di più il paesaggio

Una volta sbarcati a terra ci sono anche qui molte attività opzionali, che vanno dai più classici collezionabili tipici della serie a vere e proprie missioni secondarie, le quali in genere portano a ricompense quali nuovi abiti e armi migliori. Tramite i negozi è infatti possibile migliorare gli armamenti di Edward così come la sua nave, la Jackdaw, aggiungendo cannoni, irrobustendo lo scafo e così via. Man mano che la nave viene potenziata sarà sempre più semplice affrontare i bastimenti nemici: potrete addirittura abbattere le 5 navi leggendarie, dei vascelli enormi con moltissima potenza di fuoco e molto difficili da sconfiggere, ma facendolo si otterrà la bellezza di 20000 Real.

Do what you want ‘cause a pirate is free

Ovviamente questi miglioramenti non sono gratuiti, ma richiedono denaro e risorse. E come potrebbe mai un pirata ottenere ciò di cui ha bisogno? Rubando! I Caraibi infatti sono disseminati di navi e magazzini pronti per essere razziati, voi dovrete solo decidere come farlo. Personalmente mi piacciono entrambi i metodi, le battaglie navali sono estremamente divertenti e soddisfacenti, immaginate riuscire a sconfiggere enormi vascelli o interi convogli col vostro (non così) piccolo guscio di noce.
Per quanto riguarda i magazzini, adoro la libertà che si ha nel decidere come approcciare il problema, se attaccare a testa bassa e affrontare orde di nemici, muoversi di nascosto cercando di attirare l’attenzione il meno possibile o ancora provare a non uccidere proprio nessuno.

Ma non è solo in questa situazione che si è liberi di agire, anzi la maggior parte delle missioni del gioco è pensata per poter essere risolta in modi differenti. Ci sono anche numerose armi a disposizione: le classiche lame celate, un set di due spade, coltelli da lancio, fino a quattro pistole, il dardo da corda, bombe fumogene e, infine, la mia arma preferita, la cerbottana. Essa è estremamente versatile perché è silenziosa e permette di addormentare o mandare in uno stato di furia i nemici, che così attaccheranno indiscriminatamente i loro compagni, mentre noi potremo agire indisturbati.

Al chiaro di luna poi diventa ancora più bello

Il mondo è nostro da esplorare, possiamo fare quello che vogliamo, come e quando vogliamo e la mole di contenuti non risulta neanche troppo ripetitiva proprio perché è estremamente variegata.

Grido di libertà

Freedom Cry è uno dei DLC di Black Flag inclusi dell’espansione e vede come protagonista Adewalé, il nostro quartiermastro nel gioco principale, 10 anni dopo che si è unito agli Assassini. In questa breve campagna, il protagonista naufraga durante una tempesta a Port-au-Prince, nella zona di Santo Domingo, e qui si imbatte nei Maroon, una popolazione locale oppressa dal governatore francese. Questa costituirà il principale cambiamento rispetto al titolo principale, ovvero la liberazione degli schiavi, Maroon e africani, che poi ci ricompenseranno con nuove armi e maggiori alleati in battaglia.

La mappa di gioco, ristretta a poche isole vicine a Santo Domingo, è disseminata di piantagioni e navi negriere che noi potremo attaccare per liberare gli schiavi imprigionati. Anche in questo caso è importante approcciare nel modo giusto, poiché gli schiavisti uccideranno gli schiavi non appena entriamo in combattimento con loro. Di conseguenza, l’approccio furtivo è il più consigliato se si vuole un’alta ricompensa, ma attaccare a testa bassa permetterà di risolvere più in fretta la questione.

Anche per quanto riguarda le armi disponibili ci sono dei cambiamenti: al posto delle spade troviamo un singolo machete, mentre al posto delle pistole avremo a disposizione una spingarda, un potente fucile in grado di far fuori molti bersagli a breve distanza, ma non molto utile se i nemici sono sparpagliati o lontani.

Aveline

Aveline è il secondo DLC incluso in questo pacchetto ed è una sequenza di tre missioni in cui Aveline, la protagonista di Assassin’s Creed III: Liberation, deve salvare una schiava da un accampamento e sventare i piani malvagi del “Dottore”, il capo di una banda nemica. Il gioco dura un’ora circa e non offre novità particolari rispetto agli altri, mancano le sezioni navali in quanto si svolge tutto nella stessa area in un breve lasso di tempo.

Assassin’s Creed Rogue

L’ultimo titolo che compone Assassin’s Creed: The Rebel Collection è  Rogue, dove vestiremo i panni di Shay Patrick Cormag. Costui è un giovane membro della Confraternita che però non sempre si trova in accordo con loro, soprattutto quando a perdere la vita sono persone innocenti o nemici che comunque non avrebbero potuto più nuocere a nessuno. Durante il gioco viviamo passo passo il suo cambiamento da Assassino a Templare, che culminerà con gli eventi di Lisbona, dove Shay causerà il famoso terremoto che distrusse la città toccando un Frutto dell’Eden. Da questo punto in avanti tradirà la Confraternita e si unirà definitivamente ai Templari, trovandosi così a dover combattere i suoi vecchi alleati e amici.

Nelle primissime fasi di gioco riusciremo ad appropriarci di una nave, la Morrigan, e ciò porterà al ritorno di diverse funzionalità del precedente capitolo: sarà possibile potenziare il nostro vascello in vario modo, assaltare altri convogli per appropriarsi delle risorse, cacciare animali marini e attaccare i forti per conquistare la zona dagli Assassini.

La Morrigan è decisamente più piccola della Jackdaw, ma personalmente preferisco il Nord America come ambientazione

Diversamente da Black Flag, la mappa di gioco non è un’unica regione, ma è divisa in 3: il Nord Atlantico e la River Valley, che sono due zone dove è possibile sia navigare sia esplorare per terra, e New York, che invece è un ambiente completamente terrestre. Come nel predecessore ci sono moltissime cose da fare in giro per le mappe, come missioni secondarie, intercettazioni degli Assassini, battaglie tra Inglesi e Francesi da risolvere e collezionabili, che ci permettono di sbloccare sia costumi alternativi, sia vari potenziamenti per Shay e la Morrigan.

A livello di armamenti le cose sono rimaste molto simili a Black Flag, con l’aggiunta di uno speciale dardo per la cerbottana (ora divenuto un fucile ad aria compressa) che causa una piccola esplosione, per attirare i nemici. Dopo un punto di trama si sbloccherà un potenziamento dell’arma che permetterà di lanciare granate. Queste possono fare ingenti danni con un’esplosione, addormentare i nemici vicino all’impatto o mandarli nello stato di furia.

Contenuti extra

Oltre ai giochi, ci sono alcuni extra piuttosto interessanti, come un manga in lingua inglese, un romanzo illustrato, delle illustrazioni e trailer dei due titoli. Il manga riprende gli eventi del gioco ma pone maggior attenzione sull’Animus e sulla persona che sta raccogliendo i dati, dandogli un volto e anche una storia. Il romanzo invece è una sorta di giornale dei viaggi del pirata Barbanera tra il 1713 e il 1715, arricchito da molte illustrazioni. Ricordatevi di scaricarli dal Nintendo eShop se volete usufruirne.

The Glitch Collection

Per quanto riguarda il lato tecnico, sono stato molto sorpreso dalle prestazioni del gioco: il framerate è molto solido, rimane a 30FPS sia in portatile sia in dock, con rarissimi cali. Un po’ più ballerina è la risoluzione, che raggiunge i 1080p in modalità TV, con cali però a 640p in Black Flag e 480p in Rogue, e i 720p in modalità portatile. Qui è dove la collection davvero brilla, anche perché si notano meno le texture non in alta definizione della scorsa generazione, che invece sono decisamente più evidenti in dock. Si tratta infatti di un porting, seppur con alcune migliorie, di quella versione e non della remaster per console moderne, come conferma Digital Foundry nella sua analisi.

Poco dopo quella giubba rossa è caduta sulla mia nave ed è rimasta con me per un po’

Come in ogni titolo della serie, sono presenti dei glitch, alcuni simpatici, altri decisamente fastidiosi perché mi hanno costretto a riavviare il gioco. Uno di quelli che mi ha fatto ridere è un soldato inglese che è rimasto sulla mia nave dopo un combattimento e che quindi mi sono portato appresso durante la navigazione. Ben più problematico è stato quello trovato in Rogue, quando Shay ha cominciato a camminare a vuoto senza che io premessi alcun tasto. Sono sicuro non fosse dovuto al drift dei Joy-Con per molte ragioni: la mia console ha appena un mese, stavo giocando col Pro Controller e premendo i tasti per attaccare non riuscivo comunque ad agire. Riavviando la partita tutto si è risolto e non è più capitato, però ho dovuto rinunciare a un ottimo bottino così facendo.

Un’ultima informazione, e già che ci sono vi faccio anche ridere un pochino: l’audio del gioco non è incluso nel pacchetto, ma deve essere scaricato a parte dal Nintendo eShop (gratuitamente, non preoccupatevi). Io non sapendo di ciò ho giocato buona parte di Black Flag credendo ci fosse un bug, mentre invece banalmente dovevo cercare meglio. Certo che un avviso nel menu di gioco lo potevano mettere.

Se non vi ho convinto io, forse ci riuscirà lei

Conclusioni

Assassin’s Creed: The Rebel Collection è un titolo che offre moltissime ore di intrattenimento, con trame avvincenti e personaggi molto carismatici a un prezzo contenuto. A livello tecnico si difende bene, anche se, qualora vogliate giocarci quasi esclusivamente in dock, la remaster per PlayStation 4 offre prestazioni migliori. La modalità portatile però è ottima e non vi farà assolutamente rimpiangere il vostro schermo a casa. E poi, come non adorare i canti marinareschi mentre si naviga per l’oceano Altantico.

BOOTY/10

  • Trame avvincenti.
  • Personaggi carismatici.
  • Tantissimi contenuti.
  • Le missioni possono essere affrontate in vari modi.
  • In modalità TV il porting mostra qualche difetto.
  • Ogni tanto capitano dei glitch che costringono a riavviare il gioco
Assassin’s Creed: The Rebel Collection è un ottimo titolo che vi intratterrà per molte ore e se giocate in portatile non noterete neanche i piccoli difetti a livello grafico.

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Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andrea "Andre4102" Diecidue

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.