14 Febbraio 2019 • Recensione

Aragami: Shadow Edition (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Io credo in te nel cuore mio

Con un po’ di colpevole ritardo, Aragami arriva su Nintendo Switch nella versione Shadow Edition, completo quindi del DLC “Nightfall”.

Au auuuuu! In the shadoooows

Ok, ci tenevo a inserire una citazione ai The Rasmus, rock band finlandese che qualcosa come 16 anni fa tirò fuori una hit che solo i vecchiardi come me ricorderanno. Bene, adesso però parliamo del gioco. Aragami è uno stealth game nudo e crudo, come oggi non se ne vedono praticamente più. I ragazzi dello studio Styx confezionano un prodotto che alza un orientaleggiante dito medio a tutti gli Ezio Auditore del mondo e dimostrando che le uccisioni furtive possono – e devono – essere il fulcro di un gioco che parla di assassini. Aragami in particolare è pure il nome del protagonista, una sorta di demoniaco ninja evocato da Yamiko affinché la liberasse dal malvagio esercito della Luce. Sì cari miei, buio=bene e luce=male. Tenetelo a mente perché non è una cosa così scontata, tanto più che il gameplay spinge proprio verso questa dicotomia concettuale. Aragami si muove rapido e letale nell’oscurità con l’unico obiettivo di non essere scoperto dalle guardie della luce, contro le quali c’è veramente poco da fare: un colpo subito equivale alla morte istantanea.

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Altro che pozioni o barre della salute: stealth is the word! E, come nelle migliori esperienze del genere, i più abili potranno divertirsi a superare gli scenari del gioco senza macchiarsi le mani di sangue o sfidando i tempi e i punteggi di fine stage, grandi punti a favori di una rigiocabilità di un titolo che comunque promette di offrire abbastanza ore se messo in mano a gente inesperta (come il sottoscritto). Badate bene! In media, secondo la mia esperienza, impiegherete circa una decina di ore a completare la campagna principale, ma ho visto in giro su Reddit dei pazzi totali che hanno completato i vari stage in meno di un minuto ciascuno. Questo perché le morti pioveranno senza pietà nel corso della vostra esperienza, ampliando di molto i tempi di completamento: Aragami è un gioco molto punitivo, a tratti cattivo e frustrante, ma è anche uno di quei titoli che premiano l’abilità del giocatore. Qualcuno ha detto Dark Souls? No basta, ve ne prego.

Quando il gioco si fa buio…

Fortunatamente potremo contare su una vasta gamma di abilità che rendono il nostro demone una vera e propria ombra mortale. Le principali – e anche le più divertenti da utilizzare in termini di soddisfazione – sono le proiezioni. Aragami può teletrasportarsi nei punti ombrosi delle mappe premendo il tasto R, riuscendo così a raggiungere zone sopraelevate, oltrepassare cancelli, ma anche evitare di incrociare le lame con una guardia minacciosamente vicina… il tutto è veramente emozionante, soprattutto nei primi utilizzi. Le proiezioni sono probabilmente l’elemento che ha dato il via a tutto il gameplay al momento dello sviluppo, e ciò si vede eccome. L’effetto “wow” è garantito nella prima mezz’ora, e dopo subentrerà tutto un processo di perfezionamento della tecnica che vi trasformerà in assassini provetti. L’altra abilità del nostro demone è quella di generare dei coni d’ombra temporanei su cui proiettarsi: ciò non può che ampliare le possibilità di movimento e assassinio, esaltando la creatività dei giocatori. Ma attenzione! Proiezioni e coni d’ombra non sono illimitati, bensì gestiti da una barra, visibile direttamente sul mantello di Aragami, che si riempie mentre siamo al sicuro nell’oscurità e si svuota in presenza di fonti di luce. Il rischio di rimanere a secco – e poco dopo, rimanerci secchi – è sempre dietro l’angolo considerato che è facile non accorgersi di essersi esposti troppo a torce e falò di vario genere.

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In Aragami è inoltre presente un classico albero delle abilità che conferiscono poteri aggiuntivi che semplificano in parte l’esperienza. Ad esempio, sbloccando la relativa skill, sarà possibile generare un mini buco nero in grado di assorbire i nemici nelle vicinanze. Questi “superpoteri” non sono tuttavia regolati dal sistema luce-ombra, ma da tutta una serie di (rari) tempietti in cui ricaricarli di volta in volta. La presenza dell’albero delle abilità spinge i giocatori all’esplorazione: per sbloccare i suoi nodi occorre infatti trovare delle pergamene nascoste nelle aree di gioco, di solito scostate dal percorso principale. In questa versione è inoltre disponibile il DLC Nightfall, che introduce due nuovi personaggi, Kyo e Shinobu, ed amplia la lore con gli eventi precedenti la quest principale. Nightfall a livello di gameplay introduce la possibilità di caricare l’uccisione, cosa che genererà un’animalesca ombra assassina in grado di far scomparire il cadavere della malaugurata vittima senza lasciare una scomoda traccia, così come nuovi poteri esclusivi dei personaggi di questo DLC.

Chi ha spento la luce?

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Graficamente Aragami è veramente stiloso e di impatto. Il comparto visivo ha quel tocco di cel-shading che non stucca e che anzi si mescola a un tratto tipicamente orientale che contribuisce a fare urlare ai paesaggi “Giappone”. Peccato che il porting sia scricchiolante, a tratti davvero molto. Il gioco lagga, soprattutto (e stranamente) in modalità docked. Un vero peccato, soprattutto considerato che un gioco così dovrebbe godere di una fluidità di ferro, magari anche a scapito di un po’ di dettagli. Una piccola parentesi, so che sembrerò ripetitivo, ma ogni gioco che recensisco (o acquisto) da quando ho un Nintendo Switch presenta questo problema, salvo rare eccezioni e titoli first party. Sogno un futuro in cui i porting terranno di conto di questa cosa: un hardware più debole non deve per forza tradursi in un frame rate instabile per garantire il colpo d’occhio. Piccola nota, è presente anche una modalità multiplayer online cooperativa per Nightfall, ma al momento della recensione non mi è stato possibile testarla poiché il gioco non è ancora disponibile al pubblico.

NARUTO/10

  • Bell’impatto visivo…
  • Gameplay appagante
  • …ma frame rate scricchiolante!
Un gioco stealth bello, divertente ed appagante. Peccato che il frame rate sia tutto fuorché roccioso.

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Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee