Aokana – Four Rhythms Across the Blue – RECENSIONE

7 min.
22.09.2020
Recensione


Cosa fareste se poteste volare in qualunque momento e in tutta sicurezza e libertà?
Questo è quello che succede nel mondo di Aokana – Four Rhythms Across the Blue, visual novel di Sprite uscita inizialmente su Windows e ora finalmente disponibile anche su Nintendo Switch: l’universo del gioco è totalmente uguale al nostro, con la differenza che è stata sviluppata una tecnologia antigravitazionale che permette a chiunque di utilizzare delle speciali scarpe per volare, proprio come i mitici calzari alati di Ermes.

Aokana ci racconta in particolare la storia di Masaya Hinata, un giovane studente apparentemente normale, e delle varie persone attorno a cui ruoterà la sua vita, in particolare quattro ragazze: Asuka, Mashiro, Rika e Misaki.
In particolare le vicende prendono inizio quando Asuka, da poco arrivata sull’isola di Shitou dove vivono i protagonisti, nonché una delle poche in cui l’uso delle scarpe antigravitazionali è stato inserito completamente nella vita quotidiana, rimane affascinata dalle possibilità di questa invenzione. Basterà poco, quindi, perché ponga a Masaya una domanda cruciale: esiste uno sport che si basi sul volo?

La risposta è sì: si tratta del Flying Circus, detto comunemente FC, uno sport che Masaya conosce molto bene, in quanto un tempo ne era uno dei massimi praticanti, con una lunghissima lista di tornei vinti nonostante la sua giovane età. Tuttavia, in seguito a un trauma il giovane ha deciso di lasciarsi il cielo alle spalle per sempre… forse?
Da questa premessa prende il via la storia di Aokana, che mischia sport, amicizia, amore e vita scolastica. Un mix che potrebbe distinguere almeno parzialmente quest’opera da una generica visual novel slice of life, ma ha funzionato davvero?

Voliamo insieme?

A differenza di quanto si potrebbe pensare, il protagonista della storia, Masaya, non svolgerà un ruolo attivo da atleta nel corso del gioco. Il trauma del ragazzo non si risolverà in poche battute nel primo capitolo, fortunatamente, ma resterà un tema portante dell’intera visual novel, a prescindere dalla route.
Semplicemente, dopo le numerose preghiere di Asuka e degli altri membri del club di FC, Masaya accetterà di far loro da allenatore, posta la condizione che non parteciperà mai come concorrente ai vari tornei.

Da questa premessa, senz’altro interessante in quanto ci permette di seguire uno “spokon”, ossia un’opera che tratta di temi sportivi, da una prospettiva diversa, la storia si svilupperà un po’ come ci aspetteremo. Capitolo dopo capitolo vedremo Masaya alle prese con l’allenamento dei quattro membri del club: Asuka, assoluta principiante ma in grado di apprendere con estrema facilità, Misaki, giocatrice talentuosa ma priva di motivazione, Mashiro, a cui mancano sia talento sia voglia di impegnarsi e… ah, sì, Shion, che essendo un personaggio maschile è un po’ in secondo piano, ma c’è anche lui.

Tra competizioni interscolastiche, match amichevoli e quant’altro non saranno poche le occasioni per Aokana di dilettarsi in lunghe spiegazioni sullo sport che Sprite ha inventato per l’occasione. Flying Circus non è solo un contorno, ma è dotato di regole ben precise che la visual novel non dimentica mai. Le sezioni dedicate allo sport costituiscono una parte molto abbondante della storia ed esse sono ben scritte e in grado di emozionare e interessare. Non mi riferisco in realtà ai soli match: Aokana fa sempre attenzione a considerare anche ciò che succede dietro le quinte in uno sport esercitato a livello agonistico. L’ansia da prestazione, la delusione dopo una sconfitta, la mancanza di motivazione, gli infortuni, le irregolarità e, soprattutto, il contrasto tra talento e impegno sono temi centrali e ricorrenti che danno alla storia una profondità inaspettata e che non posso che applaudire. Pur non essendo io uno sportivo, infatti, è stato facile anche per me rapportarmi a tali tematiche, in quanto facilmente traslabili anche in altri ambiti, come il lavoro, lo studio o perfino la vita privata.

Aokana, nonostante a prima vista possa apparire solo un moege, ossia un gioco concentrato solo sul conoscere ragazze carine, è dunque una visual novel soddisfacente e interessante… almeno in parte.

Ma che è ‘sto circo?

Spiegare nel dettaglio le regole del Flying Circus è un processo difficile e, soprattutto, lungo da fare in sede di recensione. Aokana svolge già un ottimo lavoro in questo, dunque mi limiterò a un’infarinatura generale.

Durante un match di FC, rigorosamente uno contro uno, si pongono quattro boe in aria, collegate tra loro da linee di luce che vanno così a formare un quadrato. I due partecipanti a inizio scontro si pongono sulla prima boa e iniziano a volare da una boa all’altra in senso orario per 5 minuti.

Lo scopo è ottenere più punti dell’avversario allo scadere del tempo. Per ottenere un punto, ci sono due modi: toccare per primi una boa o toccare la schiena dell’avversario.
Per questo si sono sviluppati tre ruoli: Speeder, che punta sulla velocità per prendere le boe per primo, Fighter, che cerca principalmente lo scontro diretto e All-Rounder, che si adatta alla situazione e utilizza entrambi i metodi di punteggio.

Le ali dell’amore

Nonostante la differenza di focus e, in un certo senso, di genere, purtroppo, Sprite non ha avuto il coraggio di concentrarsi solo sull’aspetto sportivo e psicologico dei personaggi, decidendo di inserire quella che per molti è senz’altro un selling point: la possibilità di intraprendere una relazione romantica con una delle quattro eroine.

Nonostante per la maggior parte della storia le scelte che ci vengono sporadicamente presentate non ne influenzino la prosecuzione, salvo magari presentare delle scene lievemente differenti immediatamente dopo, a un certo punto Masaya si troverà a dover prendere decisioni chiaramente più importanti.
Asuka sarà la prima a presentarci una scelta del genere: se risponderemo correttamente inizieremo la sua route, ossia uno scenario concentrato sul suo personaggio, in caso contrario la storia proseguirà e ci porterà a incontrare Mashiro e ripetere questo processo, fino ad aver parlato con ognuna delle eroine. Qualora (in qualche modo) finissimo per sbagliare tutte e quattro le risposte, ci toccherà una neutral ending molto deludente, ma non è un problema che toccherà molti giocatori, in quanto tutte queste scelte sono davvero molto intuitive.

Considerando che Mashiro passa la maggior parte della storia a corteggiare Misaki, è stato molto strano vederla improvvisamente interessarsi a Masaya…

Le quattro route, tutte molto diverse e nel complesso di pari qualità (a parte quella di Misaki, che ho trovato leggermente superiore), si focalizzano non solo dunque sul tentativo di Masaya e dell’eroina di turno di migliorare e vincere l’imminente torneo autunnale, ma anche sul progressivo avvicinamento tra allenatore e atleta che, inevitabilmente, sfocerà in una relazione romantica.
Nulla di strano per una visual novel del genere, e non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che un po’ tutte queste relazioni mi sono sembrate forzate e sbrigative, quasi come se Sprite le avesse sentite come un obbligo per vendere Aokana anche a chi da una visual novel cerca praticamente solo questo.

Ognuna delle route dura solo 2 capitoli, i quali sono dedicati per una discreta parte proprio alle interazioni tra i due neofidanzati, che talvolta sono genuinamente dolci e romantiche… ma spesso solo noiose ed eccessive, togliendo spazio all’azione e ai match di FC che fino a quel momento erano chiaramente il focus della narrazione.
Se a questo aggiungiamo il fatto che, come a onor del vero capita spesso in questo medium, tra una route e l’altra alcuni personaggi spariscono o perdono le loro motivazioni di agire senza un vero e proprio motivo (in particolare alcuni antagonisti, vedasi Kasumi, totalmente assente in tre di questi quattro possibili scenari), mi viene purtroppo da dire che è proprio nella sezione che solitamente è la più interessante in una visual novel che Aokana si perde e non riesce a concentrarsi come dovrebbe sui suoi punti di forza, deludendo le alte aspettative costruite nei capitoli precedenti.

La sottile linea tra SFW e NSFW

Nella sua versione originale, Aokana presentava alcune scene esplicite che rappresentavano i rapporti sessuali tra Masaya e le varie eroine. Questo non è esattamente sconvolgente nel panorama visual novel, in particolare, come già detto, nei moege o comunque nei titoli che puntano ad attrarre il pubblico interessato a relazioni romantiche con, diciamocelo, le waifu 2D.

Non starò a discutere se queste scene erotiche siano necessarie, innocue, nocive o quant’altro, non è questa la sede per farlo e nemmeno mi interessa. Quel che conta è che, e anche questa non è una sorpresa per i giocatori più navigati, su console è piuttosto raro che tali contenuti espliciti arrivino, ma si tende a preferire le versioni “All Ages”, come nel caso di Aokana su Switch. Le scene di sesso sono state brutalmente tagliate, così come le relative illustrazioni, naturalmente… ma è evidente che l’intento principale era comunque quello di mantenere il più possibile del contenuto originale. Qualunque immagine non sia totalmente esplicita è stata lasciata intatta, e anche le conversazioni immediatamente precedenti e successive all’atto sessuale sono mantenute identiche. Perfino durante i baci, spesso piuttosto spinti, il doppiaggio non si risparmia suoni di risucchi e gemiti.

Insomma, se a voi non pesa nessun problema, ma se invece vi state approcciando a questa versione di Aokana anche per evitare scene troppo esplicite, tenete conto del fatto che non è comunque il caso di giocarci in pubblico e senza cuffie, perché certe scene saranno comunque difficili da giustificare a occhi indiscreti!

Atterraggio d’emergenza

Ali del futuro

Anche dopo tutte e quattro le route, purtroppo, Aokana non chiude completamente la propria storia, lasciando alcuni plot point minori in sospeso o, comunque, alla nostra immaginazione.
Benché fastidioso, questo potrebbe essere intenzionale: oltre a due fan disc, di cui uno già uscito in Giappone, è stato annunciato anche Aokana: Zwei, un seguito, che auspicabilmente dovrebbe dedicarsi in particolare a chiudere quello che il primo capitolo ha lasciato in sospeso, vista anche la presenza di una route su Saki.

Nonostante gli sviluppatori avessero messo in pausa i lavori relativi alla serie nel 2018, pare che ora la questione si sia sbloccata, e che dunque possiamo davvero sperare in Zwei… nel frattempo, non sarebbe male vedere localizzati i due fandisc!

La frustrante sensazione che Aokana non riesca mai a volare alto quanto potrebbe la si può sentire anche nei vari problemi tecnici che, seppur minori, affliggono questo titolo.
Ad esempio, ogni tanto lo sprite di un personaggio viene coperto da una specie di quadrato bianco per un attimo, come se ci fosse stato il flash di una macchina fotografica. In rari casi ciò succede addirittura all’intero schermo.
Inoltre, nel caso di battute particolarmente brevi il doppiaggio presenta un problema: anziché terminare alla fine della battuta in sé, l’audio riparte immediatamente per poi interrompersi un attimo dopo. Di conseguenza, ogni volta che un personaggio fa un verso di qualche tipo, ad esempio di stupore, esso viene riprodotto due volte di seguito, rovinando l’immersione data dall’altrimenti buon doppiaggio giapponese.

Questo stona particolarmente se messo a confronto con le numerose accortezze che vediamo in tanti altri aspetti: non solo gli sfondi e la maggior parte delle illustrazioni, ma perfino l’interfaccia grafica è davvero di ottima qualità, insieme bella da vedere e chiara da utilizzare.
Ogni volta che inizia una nuova traccia musicale, un pop-up per niente invasivo ce ne mostrerà il nome, e se non vi bastano gli screenshot sarà possibile in qualunque momento anche salvarsi delle voiceline da riascoltare successivamente!

Gli stessi capitoli sono presentati come fossero degli episodi di un anime, con tanto di anticipazione del successivo alla fine di ciascuno narrata dalla voce dell’eroina di turno. Una piccola chicca che non può che strappare un sorriso!

Il mio problema principale con Aokana – Four Rhythms Across the Blue sta dunque nel fatto che da un lato dimostra un’enorme attenzione e cura, nonché un chiaro desiderio da parte dell’intero team di creare un’opera che spicchi su un genere forse anche troppo affollato da prodotti mediocri… ma dall’altro, un po’ per paura di non vendere abbastanza, un po’ per motivi a me ignoti, finisce per negare la sua stessa particolarità, impedendomi di promuoverlo del tutto.
Si tratta sicuramente di una buona visual novel, ma che non riesce a volare abbastanza alto da porsi al livello dei maggiori esponenti del genere. Speriamo che Sprite impari dai propri errori in Zwei!

VOLARE BASSO/10

Aokana è una visual novel che spicca per il suo tentativo di essere diversa e, ciononostante, finisce poi per uniformarsi alla massa. Può essere interessante e piacevole da giocare, ma solo con la consapevolezza che è un’opera riuscita solo fino a un certo punto.