7 luglio 2016 • Anteprima

ANTEPRIMA – Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo dimenticato

Tra i giochi provati al Post E3 svoltosi a Milano non potevamo tralasciare il tanto agognato Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo dimenticato, remake in arrivo su Nintendo 3DS dell’omonimo gioco uscito su PlayStation nel 2000. Dragon Quest è sempre stata una serie che non ha riscosso tantissimo successo in Europa, o almeno non quanto in Giappone. Trattandosi di giochi di ruolo vecchio stile e molto simili tra loro. Basti pensare che questo remake è uscito in Giappone da circa tre anni e solo ora sta venendo pubblicato in occidente. Dopo tantissimo tempo abbiamo avuto delle notizie sul suo rilascio: settembre 2016, se va tutto bene. Non avendo giocato all’originale non mi metterò a fare paragoni, ma cercherò di dire le mie impressioni sulla mia esperienza di gioco.

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Dragon Quest VII sarà, per la prima volta, completamente tradotto in italiano.

La cosa più degna di nota non appena ho iniziato è che il gioco è stato effettivamente localizzato in italiano, mentre l’originale c’era soltanto in inglese. E questo mi fa molto piacere, perché le traduzioni italiane di Dragon Quest mi fanno schiattare dalle risate. Ho giocato soltanto a Dragon Quest IX su Nintendo DS prima, e mi sono trovato molto a mio agio con i comandi e l’interfaccia, che rimangono più o meno simili. Cambia però la visuale: nei villaggi e nell’overworld è in terza persona, con telecamera regolabile attraverso i tasti dorsali, mentre in certe aree come i dungeon si sposta leggermente verso l’alto (per fare un paragone, come con i giochi Pokémon di sesta generazione). Tra l’altro, è importante saper vedere bene il mondo di gioco anche perché gli incontri con i mostri avvengono direttamente interagendo con essi sulla mappa, e non in maniera casuale. La grafica in ogni caso mi è apparsa molto pulita e gradevole da vedere, quindi sotto questo punto di vista prettamente “estetico” ho ottime aspettative per quanto riguarda il resto del gioco.
Ho da premettere che quello che abbiamo provato era il gioco completo e non una demo. Di conseguenza, ci siamo immersi nel mondo di Dragon Quest VII in medias res, senza aver capito molto cosa fare né che piega avesse preso la trama.

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Goku, Goku biondo e Bulma.

Ho preso possesso del mio party di tre personaggi di cui non ricordo assolutamente i nomi e che per comodità chiamo Goku, Goku biondo e Bulma, più uno controllato dalla CPU, probabilmente ospite. Partendo da un piccolo villaggio mi sono fatto indicare dallo staff di Nintendo la strada per il dungeon più vicino: una miniera.
Il feeling che ho avuto all’interno del dungeon è stato quasi lo stesso che ho avuto con il nono capitolo (non a caso è la stessa serie), e mi fa capire quanto possano essere unici questi giochi anche per uno come me che ne conosce poco e niente. Per mia somma delusione, quella miniera non era importante ai fini di trama (o magari non lo era ancora) e quindi arrivato in fondo non c’era l’ombra del boss. Un peccato, ma mi sono comunque divertito. Certo, non è stata una totadq75le full-immersion in quanto con la confusione non ho in nessun modo ascoltato l’audio di gioco, ma ci siamo andati vicino. Avrei anche potuto continuare dato che si trattava del gioco completo, ma così mi sarei rovinato il gusto di giocarci per bene. E poi diciamo che avevo un po’ di attenzioni in più per Zelda, ecco.
Di fatto quindi che mi ha lasciato questa piccola anteprima? Che cosa posso aspettarmi? Da quasi completo profano della serie, posso dire che l’ho trovato molto carino da giocare e divertente. In linea con quanto provato nella mia precedente esperienza con la serie, ma migliore, grazie alle novità introdotte da ArtePiazza. Non so se avrò effettivamente voglia di comprarlo a prezzo pieno. Magari lo scrocco da qualche amico oppure aspetto un calo di prezzo. Insomma, è un gioco che sicuramente vorrei giocare ma che non manterrei tra le mie priorità.

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all'arena dei mostri per ottenere la spada Falcon. Lo trovate su Facebook e Twitter.