17 Marzo 2016 • Recensione

Adventures of Pip (Nintendo eShop)

Adventures of Pip è un gioco indie che ha visto la luce a metà del 2015. Il gioco non ha ottenuto successi sopra la media nonostante l’enorme fatica di TicToc Games nel tentar di fornire visibilità al suo prodotto videoludico. Io stesso rimasi entusiasta dal trailer uscito all’E3 del 2014 e dai video che mostravano le demo ma alla fine decisi di non comprarlo. Un vero peccato, perché Adventures of Pip merita decisamente più successo di quello che finora ha ottenuto ma non me ne sono reso conto prima di averlo potuto giocare. L’abito non fa il monaco, soprattutto se quest’ultimo è fatto di pixel e cura la vostra squadra in cambio di poche monete… QUINDI ascoltate (o meglio, leggete) le mie parole e capirete anche voi che finora siete stati accecati dal pregiudizio e dalle industrie farmaceutiche. Proseguite questa discussione con me per aprire gli occhi o rimanete nell’ignoranza per sempre.

Un gioco d’impatto

Avete visto il trailer? No dico, l’avete visto? L’avete ascoltato!?
Adventures of Pip sprizza epicità e avventura da tutti i suoi pori pixellosi. Il gioco dispone di una coreografia e una colonna sonora che farebbero invidia a George Lucas e John Williams durante i loro migliori rave party a memoria d’uomo. Sin dal primo momento di gioco, quando si è davanti al titolo ben stampato sopra lo schermo e il Wii U ti implora in ginocchio di premere il tasto A per cominciare a giocare, un insieme di archi, trombe, tromboni e tanto altro suonano il tema principale del gioco lasciando il giocatore in uno stato di semi-coma meglio conosciuto col termine scientifico di eargasm. Ritrovate le capacità motorie ed intellettive per cominciare il gioco ci catapulta immediatamente in uno scenario apocalittico.

Voglio vedere quando staccherò le tue, di braccia, se farai ancora la sbruffona.
Voglio vedere quando staccherò le tue, di braccia, se farai ancora la sbruffona.

In un mondo grande quanto il palmo di una mano vive una comunità di esseri composti da pixel. Una di questi, la principessa Adeline, ha la capacità di creare pixel dal nulla… o di distruggerli. Una strega che si fa chiamare Regina DeRezzia rapisce la principessa Adeline per sfruttare questi poteri e cambiare la risoluzione del mondo intero! Questo è un bel problema, specialmente in un mondo dove i personaggi vengono giudicati dalla propria risoluzione. A voi piacerebbe diventare improvvisamente obesi, calvi, balbuzienti, col monociglio, giocatori di Pokémon competitivo e admin di Nintendoomed? Ovvio che no.
Solo un coraggioso eroe potrà salvare il mondo! Chi? Pip. Un semplicissimo Pixel. L’ultimo della scala gerarchica di questo mondo razzista dimostrerà quali sono i veri valori di un eroe: coraggio, determinazione e capacità di fare salti a parete.
Gli sfondi e i paesaggi sono generalmente semplici ma perfezionati per immedesimare il giocatore nelle aree. Anche i personaggi offrono un buon impatto per la loro caratterizzazione.
In altre parole Adventures of Pip non delude in alcun modo sul lato artistico… ma cosa possiamo dire del gameplay? Saltate con me nel prossimo paragrafo e lo scopriremo insieme SWISSSSHHHHHHHHHHHHHHHHHH!

Una cadrega di meccaniche originali

Durante quest’avventura, composta da elementi platform ed enigmi esplorativi, dovremo ricorrere a tutte le meccaniche che ci vengono concesse per superare ogni livello che il gioco ci propone. In particolare, bisogna ingegnarsi per utilizzare tutto il potenziale che le tre forme del nostro protagonista possono offrire.  Ebbene sì: Pip può assumere diverse risoluzioni grazie al potere concesso da alcune entità spirituali. A me piace chiamare queste forme coi nomi “8bit”, “32bit” e “1080p”.

8-bit si fa trasportare dalla corrente, 32-bit rimane sospeso a mezz'aria e 1080p ignora il vento a causa del suo peso
In questa situazione 8bit si fa trasportare dalla corrente, 32bit rimane sospeso a mezz’aria e 1080p ignora il vento a cade verso il basso.

Per potersi evolvere ad una versione più dettagliata basta colpire dei nemici speciali (come quello dell’immagine qui accanto) mentre per tornare ad avere una risoluzione più bassa basta tenere premuto il pulsante A. Quest’operazione, inoltre, libererà un’onda d’urto che elimina i nemici vicini e distrugge i blocchi magici (anch’essi visibili nell’immagine). Tutte le meccaniche che vengono man mano inserite proseguendo col gioco (molle, correnti d’aria, oggetti da spostare, blocchi…) hanno influenze diverse sulle risoluzioni di Pip. Possiamo classificare le proprietà principali di ogni forma nella seguente maniera:

8bit: un semplice pixel, lento nel movimento ma molto leggero. Non può interagire con oggetti o nemici se non saltandoci sopra. L’unico comando utilizzabile (oltre al movimento) è il salto. A causa della sua leggerezza viene parecchio influenzato dall’ambiente e può rallentare la velocità di caduta tenendo premuto il tasto di salto.
32bit: un umanoide a bassa risoluzione. Tra le forme è il più veloce e il più agile. Essendo dotato di arti può interagire con oggetti e nemici attaccando, arrampicandosi e saltando sulle pareti. Viene influenzato mediamente dagli elementi dell’ambiente del livello.
1080p: un umanoide a risoluzione massima. Possiede molti più pixel delle forme precedenti, rendendo questa forma particolarmente forte e pesante. Grazie alla sua forza può ora permettersi di portare una spada che aumenta il suo raggio d’attacco e può distruggere alcuni blocchi. Ora i massi possono essere spostati ma le capacità di salto sono particolarmente ridotte e l’ambiente non può essere sfruttato in alcuna maniera. Nemmeno le molle possono essere usate per rimbalzare.

Nei livelli possiamo incontrare una buona varietà di nemici, forzieri e personaggi. In genere ogni livello comprende tre personaggi nascosti che devono essere recuperati. Salvarli permette alla città principale di ripopolarsi pian piano. Alcuni commercianti, una volta salvati, ricostruiranno la propria attività mettendo in vendita potenziamenti di ogni genere. Per comprarli serve spendere bit lasciati dai nemici o trovati nei forzieri. I potenziamenti comprati saranno disponibili all’uso sul GamePad durante i livelli.
Tutte queste meccaniche unite all’ottimo level design mantengono il gioco fresco nonostante la sua lunghezza in maniera da abbattere il problema della ripetititvità.

Una fisica fluida

Parliamo infine di come il gioco risponde agli input immessi dal nostro GamePad. Si può rispondere con una semplice parola: petalos…VOLEVO DIRE formidabile.
Il personaggio eseguirà sempre ciò che gli abbiamo richiesto tramite l’analogico e i pulsanti corrispettivi senza brutte sorprese. Non è raro incontrare giochi dove alcuni problemi con gli input portano ad una cattiva esperienza e conseguenti lamentele. Fortunatamente questo non accade in Adventures of Pip, soprattutto con i salti, ma chi sono io per dirlo? In fondo sono solo un piccolo admin di una piccola pagina, quindi mi sono impegnato a contattare qualcuno di più esperto e conosciuto in modo che possiate credere a ciò che sto dicendo. Lascio quindi la parola al Professor Salty Saltodium, laureato nell’università di Chembrigg nel corso di “salta che ti passa”:

Nato nel 1994, Mugustun Saltodium è conosciuto per i celebri... [click here to learn more]
Nato nel 1994, Mugustun Saltodium è conosciuto per i celebri… [click here to learn more]

In tutti i platform moderni o meno una delle meccaniche chiave è ovviamente quella del salto. Nella mia lunga esperienza ho notato che si sono create diverse tipologie di salto, ad esempio i salti “galleggianti” che troviamo in molti giochi presenziati da Luigi, oppure i cosiddetti salti “perfetti” che rispondono fin troppo bene agli input dati, molto comuni nella serie classica di megaman. Nessuno di questi, comunque, può essere considerato più o meno corretto da inserire all’interno di un prodotto videoludico. Tutto dipende da quanto il tipo di salto sia conforme al resto della fisica di gioco. Nel caso di Adventures of Pip fortunatamente possiamo dire che i programmatori hanno fatto un lavoro eccellente. Il personaggio risponde perfettamente saltando sempre quanto il giocatore richiede. Attaccare a mezz’aria risulta di tanto in tanto scomodo ma per questa stessa ragione il gioco chiede molto raramente di eseguire quest’azione in maniera precisa, inoltre il salto a parete è gratificante e ben funzionante in tutti gli ambienti. Infine, nel caso il giocatore commettesse lievi errori di traiettoria, è possibile correggersi poiché il personaggio si aggrappa automaticamente al limitare delle piattaforme qualora si trovasse nella prossimità di queste.”

Insomma, avete sentito il professore. Il gioco non delude nel comparto artistico e nemmeno nel comparto tecnico. Il motivo per cui le strategie di marketing non abbiano avuto grande successo rimane un mistero anche per me. Forse non è riuscito a destreggiarsi contro altri titoli usciti nello stesso periodo? Probabilmente questa domanda continuerà a rimanere irrisolta, ma ciò non toglie che quando avrete finito di divertirvi con le scie chimiche dovreste andare all’eShop e lanciare monetine di bronzo contro la TV per comprare Adventures of Pip.

SHOVEL PIP BOY/10

Un must. Smettetela di seccare e giocateci il prima possibile. Anzi, no, subito. Che ci fate ancora qui?

PRO

CONTRO

Musica spettacolare.

Controlli perfetti.

Meccaniche originali.

Trama alla lunga poco coinvolgente.

Una palla di fuoco con gli occhiali da sole e la capacità di usare una tastiera. Chiaramente non può esistere di meglio.

Autore: Fabio "Mustungun" Costa

Una palla di fuoco con gli occhiali da sole e la capacità di usare una tastiera. Chiaramente non può esistere di meglio.